Prove tecniche di secessione (se il cuore d’Europa smette di battere).

Verfasser: Étranger

Una breve citazione da Wikipedia, l’encliclopedia online: “Il Belgio si trova sul crocevia culturale tra l’Europa germanofona (con i fiamminghi a nord che parlano neerlandese) e l’Europa romanza (con i valloni a sud che parlano francese). Proprio per questa sua vocazione multietnica e cosmopolita, il Belgio è considerato il cuore del vecchio continente, assommando in sé quelle che sono le due principali matrici linguistico-culturali europee: quella sassone/germanica e quella neolatina. Il fatto che il paese sia diviso in due macroaree è riflesso nelle sue complesse istituzioni e nella sua storia politica”. Bene, una volta inquadrata la situazione, passiamo a raccontare brevemente quello che è successo la sera di mercoldì 13 dicembre, quando questo cuore d’Europa ha cessato per almeno quaranta minuti di battere.

È successo che alle otto e venti, sul canale in lingua francese Rtbf, la normale programmazione è stata interrotta per dare spazio ad una edizione straordinaria del telegiornale, nella quale si annunciava che le Fiandre (cioè la regione settentrionale a maggioranza neerlandese) avevano fatto le valige e abbandonavano la Vallonia, la regione francofona meridionale. Come detto, per circa quaranta minuti, davanti ai telespettatori attoniti, sono così passate immagini e dichiarazioni rilasciate per commentare il fatto compiuto, con la coppia reale ripresa mentre saliva su un aereo militare in procinto di abbandonare il paese, le piazze invase dai nazionalisti fiamminghi in festa e un Jean-Marie Dedecker (esponente politico di destra, vicino alla Nieuw-Vlaamse Alliantie) trionfante: “il mio sogno si è finalmente avverato”. Poi lo scherzo è finito e una scritta in sovraimpressione ha chiarito che quello che stava andando in onda era soltanto una “fiction”.

Secondo gli organizzatori, lo shock provocato dalla visione di questa “fiction” avrebbe dovuto sortire un effetto salutare, richiamando tutti i cittadini belgi ad un senso di responsabilità bisognoso di essere incrementato difronte ai rischi di una propaganda identitaria ultimamente sempre più orientata verso progetti secessionisti. Certo, si può non essere d’accordo sul metodo e vedere in questo esperimento proprio un’ulteriore e dannosa esasperazione di quella temperatura emotiva che si voleva ridurre. Osservando l’accaduto possiamo però anche chiederci se in un caso analogo, supponendo cioè che nelle redazioni dei nostri telegiornali regionali qualche burlone fosse tentato di somministrarci uno scherzo del genere, i sudtirolesi di lingua italiana e tedesca sarebbero in grado di ragire all’horror vacui, causato da un’autonomia improvvisamente vista al tramonto, con un rinnovato e per certi versi inedito senso di appartenenza ad un destino comune. Voi che dite?

2 Reaktionen zu “Prove tecniche di secessione (se il cuore d’Europa smette di battere).”

  1. pérvasion

    Und was sollte da vorgetäuscht werden? Die Abtrennung Südtirols von Italien? Der Abschub von Mitgliedern der einen oder der anderen Sprachgruppe?

    [Ich weiß, dass ich auf den Finger schaue, während du mir den Mond zeigst, aber ich mache es wenigstens bewusst. Weil ich verstehen möchte.]

  2. Étranger

    Non lo so. Propenderei per la prima ipotesi: …. edizione straordinaria… trovato accordo bilaterale tra Austria e Italia in seguito a trattative segretissime… l’Alto Adige ritorna all’Austria ecc. ecc. Una roba così. Ma in effetti per me non era tanto interessante immaginarmi o sapere quale tipo di nuova costellazione geo-politica sarebbe stata annunciata, quanto registrare l’effetto di una simile dichiarazione in assenza di una preparazione effettiva.

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