Il PP non abolisce il titolo nobiliare di Franco.

Il ministro della Giustizia spagnolo, Rafael Catalá, ha dichiarato che il governo di Mariano Rajoy (PP) non intende abolire il titolo nobiliare di Duque de Franco, con Grandeza de España, introdotto dal re Juan Carlos I nel 1975 su esplicita richiesta dello stesso dittatore spagnolo.

La questione era stata posta da Fuensanta Lima, senatrice del Partito Socialista (PSOE), dopo l’attivazione della procedura di passaggio del titolo a María del Carmen Martínez-Bordiú y Franco, primogenita dell’unica figlia di Francisco Franco recentemente deceduta.

Catalá, nel comunicare che non si sarebbe opposto al mantenimento del titolo, ha comunque fatto notare alla senatrice socialista che lo stesso PSOE non si era mai attivato per l’abolizione quando era al governo e che, ad ogni modo, il titolo non conferisce alcun privilegio.

Vedi anche: [1] [2]

Si sentiva la mancanza di… una Vetta Sacra alla Patria.
Ultranazionalismo istituzionale – Italia, secolo XXI

Il 7 luglio 2018 sarà un giorno importante per la commemorazione della prima guerra mondiale: in tale data infatti, l’Adamello — Val Camonica, Lombardia — sarà proclamato Vetta Sacra alla Patria. Oltre al Piave dunque, Fiume Sacro alla Patria, grazie a un comitato di importanti autorità civili e militari, anche il massiccio diventerà — vomitevolmente — un luogo di nazionalistica religiosità.

Secondo quanto si desume dal sito (www.adamellovettasacra.it) appositamente creato, questo sarebbe

il modo migliore per ricordare e celebrare il sacrificio di molti uomini che su queste montagne combatterono e morirono valorosamente.

Infatti

Qui tanti ragazzi, gli Alpini, hanno dato la vita per il bene [sic] dell’Italia: le loro lacrime e il loro sangue hanno bagnato questa terra, che li ha accolti tra le sue braccia.

e dunque

Vogliamo che i giovani lo conservino nella memoria perché sappiano quanta fatica e quanto dolore sono stati necessari per “fare l’Italia e per farci sentire un popolo unito”.

Immagine: adamellovettasacra.it

Allo scopo, dopo l’alzabandiera di rito e la benedizione del massiccio, verrà inaugurata una targa commemorativa. Oltre a un vessillo nazionale che sventolerà sulla vetta, un’altro tricolore di 50 metri per 9 verrà disteso lungo il versante sud della cima

a simboleggiare l’abbraccio della Nazione ai Caduti.

Amen.

Vedi anche: [1] [2] [3] [4] [5]

Quotation (466): Libertad.

La libertad no hace felices a los hombres, los hace sencillamente hombres.

Freiheit macht die Menschen nicht glücklich, sie macht sie einfach zu Menschen.

La libertà non rende felici gli uomini, li rende semplicemente uomini.

Manuel Azaña (1880-1940), 1936-39 Präsident der Zweiten Spanischen Republik/presidente della Seconda Repubblica di Spagna.

Übersetzung/Traduzione:

Siehe auch/Vedi anche: [1] [2] [3]

Serracchiani attacca l’Austria.

Il Governo austriaco sta compiendo un gesto azzardato nei confronti dei cittadini italiani di lingua tedesca e ladina. Abbiamo tutele avanzatissime per le nostre minoranze, che non hanno bisogno di tutori supplementari.

Così il Gazzettino cita Debora Serracchiani (PD), ex presidente del Friuli-Venezia Giulia (FVG), in merito alla paventata apertura dei consolati austriaci alle cittadine sudtirolesi di lingua tedesca e ladina.

Forse la Serracchiani — oltre a promuovere «tutele avanzatissime» anche per le sue minoranze, ovvero quelle presenti in FVG, e a farsi qualche domanda circa la cocente sconfitta elettorale del suo partito, sempre pronto a sostenere posizioni nazionaliste — potrebbe anche spiegarci in che cosa consiste la tutela dei gruppi linguistici tedesco e ladino nel contesto delle rappresentanze estere italiane. È forse possibile rivolgersi a un consolato italiano all’estero nella propria madrelingua? Se la risposta è «no», oltre a tacere sull’iniziativa austriaca, Serracchiani potrebbe mettersi al lavoro ed elaborare un concetto per la rapida implementazione del plurilinguismo (tedesco, sloveno, friulano, sardo, ladino, francoprovenzale…) nelle rappresentanze italiane.

Per mia esperienza personale, per nulla rappresentativa, è difficile comunicare in tedesco perfino con i consolati d’Italia nei paesi germanofoni.

Infine, forse, sarebbe il caso che la gentile deputata chiarisse se con la sua osservazione

non hanno bisogno di tutori supplementari

intendesse mettere in forse il consolidato ruolo di tutela dell’Austria nei confronti del Sudtirolo.

Vedi anche: [1] [2] [3]

Sudtirolesi consolati.

Secondo quanto riferiscono alcuni media italiani e locali, il governo austriaco avrebbe deciso di mettere a disposizione delle sudtirolesi la propria rete consolare nel mondo. Questa possibilità sarebbe contenuta in un disegno di legge che l’esecutivo viennese ha inoltrato al Nationalrat, e che è dedicato alla riorganizzazione del sistema consolare della vicina repubblica e al recepimento di una nuova direttiva europea in materia.

A quanto pare il servizio sarebbe riservato alla cittadinanza sudtirolese di lingua tedesca e ladina, indipendentemente dalla questione del doppio passaporto e anche dall’eventuale presenza di una rappresentanza italiana nel rispettivo paese.

Ciò che comunque va notato è che lo standard minimo previsto dalla normativa europea è che d’ora innanzi gli stati membri aprano i loro consolati alle cittadine dell’Unione il cui stato di appartenenza non disponga di rappresentanze in un determinato terzo paese. Questo in prospettiva avvantaggia ulteriormente gli stati di piccole dimensioni che potranno contare sull’infrastruttura di quelli più grandi.

Vedi anche: [1]

Un campo Hobbit a Castel Roncolo?
Nella struttura comunale La "Compagnia dell'anello", che iniziò a scrivere canzoni «perché per i "fascisti" non cantava nessuno»

di Marco Pagot

Nel 1977 il Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano, organizza il primo “Campo Hobbit”, ritrovo estivo per i giovani rautiani in contrasto con la dirigenza del partito. In quell’occasione naque il gruppo La Compagnia dell’Anello, poi concretizzatosi nei succesivi Campi Hobbit fino a realizzarne il concerto conclusivo della terza edizione. [in questa sede evitiamo di concentrarci sull’assurdo utilizzo di Tolkien da parte dei neofascisti, limitandoci a consigliare il libro Difendere la Terra di Mezzo]

Bortoluzzi, tra i fondatori della Compagnia dell’Anello, racconta della sua esperienza precedente per il “Gruppo Padovano Di Protesta Nazionale”:

Abbiamo iniziato nel 1974 a scrivere canzoni per la nostra gente, perché per i “fascisti” non cantava nessuno. Cantavamo la nostra rabbia, l’ingiustizia, l’emarginazione, ma eravamo anche catturati dal desiderio di gettare in faccia al potere tutta l’ironia beffarda dei nostri 20 anni.

Una genesi che non lascia molto spazio a dubbi sulla connotazione ideologica del gruppo e dei suoi componenti.

Il 28 aprile, giorno della fucilazione del fuggitivo Benito Mussolini, La Compagnia dell’Anello dovrebbe suonare a Bolzano, precisamente a Castel Roncolo, dice un manifesto che gira sul web.

Il manifesto della serata a Castel Roncolo

Castel Roncolo, come Castel Mareccio, è amministrato dalla Fondazione Castelli del Comune di Bolzano. La Fondazione lo gestisce affittandolo anche a soggetti privati… in questo caso CasaPound. Gli organizzatori del concerto, CasaItalia e Rockaforte, sono due “sigle” che in pochi non saprebbero ricondurre al movimento fascista. La prima è l’associazione utilizzata in passato per ottenere uno spazio IPES per farne una libreria, poi chiusa, mentre la seconda è l’attuale sede della sezione bolzanina. “Ma sono un partito regolarmente eletto”, “un’associazione” certo, ma questo non li rende più accettabili ai nostri occhi. Karl Popper, nel suo paradosso dell’intolleranza, ha già dimostrato come sia necessario non tollerare gli intolleranti. Nel nostro caso dobbiamo essere intolleranti, visto che si tratta di un partito che rivendica apertamente il fascismo e i cui membri, spesso pure quelli eletti nelle istituzioni, sono stati protagonisti di diverse aggressioni. Anche a Bolzano.

Nel 2010 il concerto degli ZetaZeroAlfa (ZZA) aveva trovato forte opposizione, tanto da obbligare Gianluca Iannone (fondatore di CasaPound e frontman degli ZZA) e i suoi a forzare, letteralmente, uno spazio per potersi sfogare nella cinghiamattanza tipica delle loro esibizioni. Questa volta riuscirà la società civile bolzanina a dimostrare un sussulto di antifascismo, impedendo che un gruppo simile si esibisca in un luogo pubblico?

Le scuse come “sono soggetti come tutti gli altri” non basteranno a difendere quanti si nasconderanno dietro alla presunta legittimità di una concessione di spazi pubblici. I Comuni che non danno spazi ai fascisti esistono e lo fanno sulla base di “mozioni antifasciste”, già approvate anche in alcuni comuni della regione e proposta anche a Merano. Bolzano è colpevolmente in ritardo ma può iniziare il lavoro impedend questo concerto.

No, nessun Comune è costretto a dare sale pubbliche ai nazi. Se lo fa è perché lo vuole

scriveva Nicoletta Bourbaki poco tempo fa, proprio a proposito dei regolamenti antifascisti. Se la Compagnia dell’Anello potrà esibirsi a Castel Roncolo sapremo ancora una volta la posizione del Comune di Bolzano.

Vedi anche: [1] [2] [3] [4] [5]

STF condannata a 9.000 euro di multa.

In base al famigerato Codice Rocco il tribunale di Bolzano ha condannato Süd-Tiroler Freiheit (STF) a multe di 9.000 euro complessivi — ovvero 3.000 euro ciascuno per Eva Klotz, Sven Knoll e Werner Thaler — per il manifesto con la scopa che spazza via il tricolore.

Le prime indagini risalgono addirittura al 2010 e sfociarono in una prima condanna, analoga a quella attuale, poi in un’assoluzione in appello, a sua volta annullata con un pronunciamento della Corte Suprema di Cassazione.

Poche settimane fa la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) aveva condannato la Spagna a restituire 2.700 euro di multa a due giovani attivisti politici che avevano bruciato una foto del monarca, oltre a riconoscere loro un risarcimento di 9.000 euro.

Secondo la CEDU, infatti, la libertà di espressione non vale solo per le idee o le informazioni

accolte con favore o ritenute inoffensive o indifferenti, ma anche per quelle che urtano, scioccano o inquietano: così esigono il pluralismo, la tolleranza e lo spirito di apertura senza i quali non esiste società democratica.

Vedi anche: [1] [2]

Appello per la liberazione dei prigionieri politici.
Fra gli autori, Erri De Luca e Roberto Saviano

Erri De Luca, Jean-Marie Laclavetine, Daniel Pennac e Roberto Saviano — in quanto cittadini d’Europa — hanno pubblicato un appello a favore dei prigionieri politici catalani su le Monde, che qui riproponiamo in versione tradotta:

Noi, cittadini d’Europa, chiediamo libertà immediata per i cittadini catalani incarcerati a causa delle loro convinzioni politiche.

Sono indagati per ribellione e sovversione e rischiano una condanna a trent’anni di reclusione, ma non hanno nemmeno mai preso in mano una pietra.

Non si tratta di intervenire a favore o contro l’indipendenza della Catalogna.

Si tratta di difendere dei cittadini d’Europa incarcerati per la loro fedeltà alle proprie parole.

Laboratorio di democrazia

Chiediamo la loro libertà e il ritiro del gravissimo e smisurato capo d’imputazione.

In quanto cittadini, ci sentiamo responsabili del diritto alla libertà di parola e di espressione.

Perché ci occupiamo della Catalogna e non della Turchia? Perché la Catalogna è una terra d’Europa e pensiamo di vivere nel suo laboratorio democratico. Ecco perché l’esperienza di arrestare i rappresentanti eletti dalla volontà popolare, minacciandoli con pene esemplari per le loro idee politiche, dev’essere rifiutato dal laboratorio d’Europa.

La repressione delle minoranze non deve avere cittadinanza nel nostro spazio comune.

Le opinioni e le convinzioni si discutono, ma non si mettono in prigione.

Traduzione:

Vedi anche: [1] [2] [3]