{"id":100838,"date":"2026-08-18T22:07:05","date_gmt":"2026-08-18T20:07:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=100838"},"modified":"2026-08-19T11:22:24","modified_gmt":"2026-08-19T09:22:24","slug":"qui-siamo-in-italia-e-quindi-si-parla-hochdeutsch","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=100838","title":{"rendered":"Qui siamo in Italia, e quindi si parla Hochdeutsch."},"content":{"rendered":"<p>Gli attacchi alla lingua tedesca in Sudtirolo \u2014 e in particolare alle variet\u00e0 qui effettivamente parlate \u2014 vengono ormai portati avanti con una veemenza e a un ritmo finora sconosciuti. Politici di ogni colore, giornalisti, intellettuali e professionisti di lingua italiana sembrano aver scoperto nel dialetto sudtirolese il nuovo grande nemico della convivenza linguistica, e stanno portando avanti una battaglia senza quartiere, sotto la sostanziale apatia (quando non addirittura il sostegno attivo) del mondo di lingua tedesca.<\/p>\n<p>La vecchia formula \u00abqui siamo in Italia, qui si parla italiano\u00bb \u00e8 diventata difficilmente presentabile e, inoltre, giustamente suscita forti resistenze da parte tedesca. Al suo posto \u00e8 ora apparsa una versione pi\u00f9 elegante: in prima battuta non si mette in discussione il tedesco in quanto tale, ma si contesta il fatto che i sudtirolesi parlino il proprio dialetto, suggerendo di passare allo standard o \u2014 appunto \u2014 all&#8217;italiano.<\/p>\n<p>Per un appartenente a una minoranza linguistica, indipendentemente da quale si tratti e dal fatto che utilizzi uno \u00abstandard\u00bb o un dialetto, \u00e8 gi\u00e0 psicologicamente difficile mantenere la propria lingua nel contatto con chi parla la lingua maggioritaria dello stato (<a title=\"Sprachbeharrung.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=64608\">cfr.<\/a>). Una volta che cambia registro, nella stragrande maggioranza dei casi non lo far\u00e0 per passare da una variet\u00e0 a un&#8217;altra della lingua minoritaria, ma tender\u00e0 ad assumere la lingua dell&#8217;altro: il termine scientifico \u00e8 \u00abaccomodamento linguistico\u00bb. E quindi, normalmente, non si sceglier\u00e0 il tedesco standard, <a title=\"Deutsch als Verst\u00e4ndigungssprache schwindet.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=87395\">ma l&#8217;italiano<\/a>.<\/p>\n<p>Chi demonizza il dialetto tedesco in Sudtirolo forse dice di voler raggiungere il <em>Hochdeutsch,<\/em> ma molto pi\u00f9 probabilmente otterr\u00e0 l&#8217;assimilazione.<\/p>\n<p>Un esempio concreto di come viene portata avanti questa battaglia \u00e8 l&#8217;<a title=\"AA: Patentino, altro che tedesco\u2026\" href=\"https:\/\/www.altoadige.it\/cronaca\/patentino-altro-che-tedesco-il-vero-problema-e-il-dialetto-jnxl0fl5\">intervista<\/a> di Valeria Frangipane con Bruno Fattor, responsabile del servizio diabetologico presso l&#8217;<a title=\"Noch mehr Einsprachigkeit im Krankenhaus Bozen.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=97789\">ospedale di Bolzano<\/a>, apparsa sabato sul sito dell&#8217;<em>A. Adige<\/em> con un titolo molto eloquente: <em>\u00abPatentino, altro che tedesco il vero problema \u00e8 il dialetto\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Tra le altre cose, Fattor propone di abbassare dal livello C1 al B2 il requisito di tedesco per il personale sanitario, concentrando maggiormente la formazione sul \u00ablinguaggio specialistico clinico\u00bb. Nella stessa intervista, per\u00f2, ammette di avere personalmente \u00abuna certa [\u2026] difficolt\u00e0 a comprendere certe parti del discorso\u00bb, quando la conversazione con i pazienti esce dall&#8217;ambito medico. E racconta che proprio per questo alcuni di loro finiscono per passare all&#8217;italiano.<\/p>\n<p>Se un medico con una certificazione C1 incontra difficolt\u00e0 nel comprendere il tedesco parlato dai propri pazienti, la soluzione pu\u00f2 davvero essere abbassare il livello richiesto? E quando mai a un medico pu\u00f2 bastare una conoscenza specialistica della lingua? Deve parlare in tedesco con i pazienti \u2014 o solo con altri medici?<\/p>\n<p>Io personalmente quasi mai, con un medico di madrelingua italiana, ho avuto l&#8217;impressione che parlasse il tedesco \u00abtroppo bene\u00bb, tanto da pensare che gli si sarebbe potuto richiedere un livello inferiore. Molto, troppo spesso ho avuto invece l&#8217;impressione contraria \u2014 e penso di non parlare solo per me.<\/p>\n<p>La questione diventa ancora pi\u00f9 interessante quando Fattor parla esplicitamente del dialetto, con un senso di superiorit\u00e0 linguistica che lascia a bocca aperta.<\/p>\n<p>Racconta che negli anni &#8217;90 del secolo scorso \u00abil Bauer\u00bb (!) si sentiva \u00abmortificato\u00bb se non riusciva a farsi capire. Oggi, invece, secondo Fattor, l&#8217;uso del dialetto avrebbe assunto \u00abuna coloritura prevalentemente identitaria, o politica\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile non notare il grave problema di questa rappresentazione.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il dialetto di decine di migliaia di sudtirolesi viene associato al \u00abBauer\u00bb? Perch\u00e9 chi lo parla dovrebbe sentirsi mortificato? E soprattutto: da quando il fatto che una persona utilizzi la propria variet\u00e0 linguistica costituisce un problema politico?<\/p>\n<p>Il dialetto <em>non<\/em> \u00e8 una deformazione del tedesco, n\u00e9 un residuo folkloristico che pu\u00f2 essere tollerato solo nella vita privata. \u00c8 <em>il<\/em> tedesco in Sudtirolo, la variet\u00e0 linguistica utilizzata quotidianamente da decine di migliaia di persone nella comunicazione orale, indipendentemente dal grado di istruzione \u2014 medici inclusi! \u2014, in citt\u00e0 come nelle zone rurali. Allo stesso modo in cui in un paese plurilingue come la Svizzera si parla lo svizzero tedesco, anche in situazioni molto pi\u00f9 formali che in Sudtirolo.<\/p>\n<p>Fattor arriva a sostenere che si possa \u00abessere fieri del proprio dialetto da conservare (!) in un contesto &#8220;privato&#8221; di vita sociale\u00bb, mentre nella vita professionale e nei rapporti con le istituzioni servirebbero \u00ablingue scolastiche &#8220;ufficiali&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p>Qui emerge una concezione della lingua da far rabbrividire.<\/p>\n<p>Il tedesco che i sudtirolesi parlano realmente viene accettato finch\u00e9 rimane relegato alle proprie quattro mura e al proprio gruppo di amici. Quando entrano in ospedale, in municipio o in un&#8217;altra istituzione, dovrebbero invece trasformarsi in parlanti di una variet\u00e0 diversa, quella appresa a scuola.<\/p>\n<p>Ma il paziente non \u00e8 un candidato al <em>patentino.<\/em> Non ha il compito di dimostrare al medico di saper parlare quello che lui ritiene il tedesco \u00abcorretto\u00bb. Pu\u00f2 certamente farlo, ma al contempo deve avere il diritto di essere compreso nella lingua nella quale riesce a esprimersi meglio, soprattutto quando \u00e8 malato, anziano, spaventato, sotto <em>choc <\/em>o stress, o comunque in una situazione di particolare vulnerabilit\u00e0. Altroch\u00e9 questione identitaria. Dover spiegare questa cosa a un medico mi spaventa.<\/p>\n<p>Dipingere il dialetto come un ostacolo da eliminare \u00e8 gi\u00e0 discutibile sul piano linguistico e culturale. In sanit\u00e0, per\u00f2, diventa anche una questione di qualit\u00e0 e sicurezza dell&#8217;assistenza. La capacit\u00e0 di comprendere correttamente un paziente \u00e8 fondamentale e non dipende certo solamente dalla conoscenza del lessico specialistico. Dipende dalla capacit\u00e0 di comunicare con una persona reale, nelle condizioni concrete in cui si trova, e non ultimo dall&#8217;empatia, che \u2014 nel caso specifico \u2014 nei confronti di chi parla dialetto non mi sembra particolarmente sviluppata.<\/p>\n<p>Invece di restringere la formazione al linguaggio clinico, un approccio aperto, moderno dovrebbe portare ad allargarla alla variet\u00e0 effettivamente parlata dalla popolazione.<\/p>\n<p>E qui arriviamo a un altro passaggio significativo dell&#8217;intervista. Fattor racconta che, durante le visite alle quali assistono studenti provenienti dalla Germania, chiede ai pazienti sudtirolesi di parlare in <em>Hochdeutsch,<\/em> perch\u00e9 gli studenti \u2014 se non sono bavaresi \u2014 spesso non comprendono il dialetto locale. In queste situazioni, aggiunge, capita che sia necessario che un <em>\u00abWalsche[r]\u00bb<\/em> come lui traduca in \u00abtedesco ufficiale (!)\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 un modo curioso di intendere le priorit\u00e0. Non \u00e8 il medico o lo studente a dover (imparare a) comprendere il paziente, ma quest&#8217;ultimo a dover modificare il proprio modo di parlare affinch\u00e9 il medico o lo studente non facciano fatica.<\/p>\n<p>Una curiosit\u00e0 sorge spontanea: in presenza dei famosi studenti tedeschi, Fattor chiede anche ai propri pazienti di lingua italiana di parlare in tedesco (standard), se lo sanno, oppure \u00e8 un trattamento riservato a quelli di lingua tedesca?<\/p>\n<p>A un certo punto concede che in Sudtirolo la conoscenza del tedesco \u00e8 \u00abcertamente imprescindibile\u00bb, ma afferma che sarebbe altrettanto necessario \u00abun cambio di paradigma culturale radicale (!) da parte del mondo sudtirolese\u00bb. Stupisce con quanta spocchia, ancora una volta, un rappresentante della maggioranza nazionale si arroghi il diritto di stabilire quale sia il paradigma culturale \u00abcorretto\u00bb per la minoranza linguistica.<\/p>\n<p>Fattor spiega poi che, nel caso del diabete gestazionale, il 70 per cento delle pazienti necessita di mediazione in urdu, arabo o curdo, che viene fornita. E, bont\u00e0 sua, dice di non vedere alcun impedimento a fornire un simile aiuto anche ai \u00abpazienti sudtirolesi in difficolt\u00e0 linguistica\u00bb, che sarebbero \u00abveramente pochi\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 naturalmente positivo che il servizio sanitario garantisca mediazione linguistica a chi ne ha bisogno. Ma il ragionamento evidenzia una questione di non poco conto: il tedesco dei sudtirolesi, per i quali il plurilinguismo ufficiale e le varie tutele sono stati istituiti, \u00e8 ormai visto come una qualsiasi lingua straniera?<\/p>\n<p>E chi sono quei tedeschi che non hanno \u00abdifficolt\u00e0 linguistica\u00bb? Quelli che abbandonano la propria lingua per adeguarsi a quella del medico, <a title=\"In sanit\u00e0 la lingua \u00e8 una questione di sopravvivenza.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=100382\">con tutti i gravi rischi che ci\u00f2 comporta<\/a>? \u00c8 questo lo stato ideale, da raggiungere?<\/p>\n<p>Proviamo anche solo un attimo a immaginare affermazioni simili da parte di un medico di lingua tedesca, riferite ai propri pazienti di lingua italiana. <a title=\"Sabes: Italienischpr\u00fcfung bestanden.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=49545\">Gli ispettori del ministero<\/a> non tarderebbero ad arrivare.<\/p>\n<p>La vecchia richiesta di assimilazione \u2014 il gi\u00e0 citato \u00abqui siamo in Italia\u00bb \u2014 non \u00e8 dunque stata accantonata, ma si \u00e8 arricchita di un passaggio che la rende meno evidente e per questo meno attaccabile. <em>Il tedesco va bene, ma non quello che parlate voi.<\/em><\/p>\n<p>Il dialetto diventa un espediente per mettere in discussione indirettamente la piena legittimit\u00e0 del tedesco, mentre l&#8217;italiano viene dipinto come una lingua franca \u00abnaturale\u00bb, omettendo le gerarchie linguistiche strutturali e storiche, di tipo coloniale, che portano molti a preferirlo al tedesco standard nella comunicazione tra i gruppi. (L&#8217;assenza di un dialetto comune al gruppo linguistico italiano, tra l&#8217;altro, \u00e8 dovuto proprio a questo passato.)<\/p>\n<p>Quando si pretende che il dialetto venga confinato alla sfera privata, quando lo si associa all&#8217;arretratezza, quando si considera una richiesta accettabile che un paziente debba \u00abtradursi\u00bb per essere compreso e quando contemporaneamente si propone di ridurre i requisiti linguistici per chi lavora nella sanit\u00e0, \u00e8 legittimo chiedersi quale sia la concezione della convivenza linguistica che sta dietro a tutto ci\u00f2.<\/p>\n<p>L&#8217;idea che una lingua minoritaria sia accettabile soltanto quando anche nella forma orale si avvicina sufficientemente a uno standard codificato, quando viene parlata nel modo preferito dalla maggioranza e soprattutto quando non costringe quest&#8217;ultima ad impararla anche solo passivamente, la dice lunga.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><hr class=\"dotted-hr\" style=\"height: 4px; width: 100%; border: none; margin-top: 0em; margin-bottom: 0em; background-color: black;\"\/><\/p>\n<p>Mi sorprende che dal mondo politico, mediatico e scientifico di lingua tedesca non si risponda per le rime a questi attacchi ormai quasi quotidiani, volti a rassicurare gli italiani che non vogliono imparare il tedesco e a mortificare i tedeschi in modo che, sempre pi\u00f9 spesso, accettino di rinunciare alla propria lingua. Da parte tedesca vedo quasi solo rassegnazione, rinnegamento dei propri diritti e, a volte, adesione attiva al suprematismo.<\/p>\n<p>E c&#8217;\u00e8 poi un&#8217;altra questione, pi\u00f9 concreta. L&#8217;intervista \u00e8 stata pubblicata dall&#8217;<em>A. Adige<\/em>, testata edita da <em>Athesia.<\/em> Alla luce anche della sua storia, sarebbe interessante sapere se l&#8217;editore ritenga davvero accettabile che il proprio quotidiano veicoli \u2014 regolarmente \u2014 una rappresentazione del tedesco sudtirolese e dei suoi parlanti come quella proposta nell&#8217;intervista, senza contraddittorio.<\/p>\n<p>Infine, forse sarebbe opportuno che anche l&#8217;<em>Azienda sanitaria<\/em> prendesse posizione su esternazioni di questo tipo. Non per mettere in discussione la libert\u00e0 di opinione di un medico, ma perch\u00e9 qui non si parla soltanto di opinioni private: vengono messi in discussione principi fondamentali della comunicazione tra personale sanitario e pazienti, che toccano la qualit\u00e0 dell&#8217;assistenza e i diritti sanciti dalla legge. Quando un professionista parla pubblicamente del rapporto con i propri pazienti in questi termini, \u00e8 lecito chiedersi se una presa di posizione dell&#8217;azienda non sia doverosa anche per tutelare l&#8217;immagine e la credibilit\u00e0 del servizio sanitario pubblico.<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; text-transform: uppercase;\">C\u00ebla enghe:<\/span><\/strong> <a title=\"Faschist gegen zweisprachige \u00c4rztinnen.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=90590\"><code>01<\/code><\/a> <a title=\"Assertivit\u00e0 linguistica, anche in ambito sanitario.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=99183\"><code>02<\/code><\/a> <a title=\"Repetto (PD): Sanit\u00e0, bilinguismo superfluo.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=50483\"><code>03<\/code><\/a> <a title=\"Implizite R\u00fcckendeckung f\u00fcr Sprachbetrug von der ANAAO.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=96623\"><code>04<\/code><\/a> <a title=\"Schlechte Erfahrung mit der neuen Kinder\u00e4rztin.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=99561\"><code>05<\/code><\/a> <a title=\"Einsprachigkeit im Krankenhaus Bozen.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=90998\"><code>06<\/code><\/a> <a title=\"Lieber Italienisch als Standarddeutsch?\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=80698\"><code>07<\/code><\/a> <span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-weight: normal;\">|<\/span> <a title=\"Christian Bianchi gegen den Dialekt.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=98445\"><code>08<\/code><\/a> <a title=\"Standardsprache und internalisierte Minderheitenfeindlichkeit.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=91191\"><code>09<\/code><\/a> <a title=\"Linguistische Unsicherheit.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=99898\"><code>10<\/code><\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli attacchi alla lingua tedesca in Sudtirolo \u2014 e in particolare alle variet\u00e0 qui effettivamente parlate \u2014 vengono ormai portati avanti con una veemenza e a un ritmo finora sconosciuti. 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