{"id":1049,"date":"2008-01-05T12:03:40","date_gmt":"2008-01-05T11:03:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=1049"},"modified":"2021-06-10T09:53:40","modified_gmt":"2021-06-10T07:53:40","slug":"do-laiut-l-tradiment","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=1049","title":{"rendered":"Do l&#8217;aiut l tradiment."},"content":{"rendered":"<h6>I ladins da souramont podar\u00e0 vegn\u00ec salv\u00e9s, sce an i tira fora dal pal\u00f9 dl Venet<\/h6>\n<p>L document, che l club di \u201cAmisc dla Ladinia unida\u201d \u00e0 consegn\u00e9 a Romano Prodi tres l president dla Generala, \u00e9 n at fal\u00e9, n tradiment dl fin fondamental dl referendum: l\u2019unit\u00e9 di Ladins. Ampez, Col y Fodom \u00e0 dit de \u201csce\u201d\u009d sic et simpliciter a l\u2019unit\u00e9 de duc i Ladins tres l\u2019agregazion di comuns da Souramont tla medema region Trentin-Sudtirol y plu avisa de chisc comuns tla provinzia de Bulsan. Al n rejon\u00e9 de n \u201cComprenjore\u201d\u009d per i trei comuns da Souramont con n statut dal medem contegn\u00f9 dl Statut de autonomia dla Provinzia de Bulsan.<\/p>\n<p>Sce l club di Amisc dla Ladinia unida \u00e0 d\u00e9 na man sterscia per l resultat positif dl referendum, spo \u00e0l con chest document d\u00e9 n segn de retromarcia. Per i comuns da Souramont \u00e9l dessegur na delujion. Desche al p\u00e8r \u00e9l vegn\u00f9 met\u00f9 adum l document zenza l consens di comuns enteress\u00e9s. Chest vuel d\u00ed \u00adch\u2019an met man de se temei da la realt\u00e9 politica. An se tem dal Parlament de Roma y perchel pr\u00f2ven de f\u00e9 la cossa manco pesocia. Les ultimes paroles de Lorenzo Dellai, sia proposta de ne toch\u00e9 nia i confins y de laor\u00e9 tres autri strumenc politics per arjonje na majera unit\u00e9 interladina, sie contribut per daid\u00e9 finanziariamenter i comuns de confin per archirt\u00e9 via la vueia de pass\u00e9 te d&#8217;autres regions y per apaj\u00e9 les manaces de Galan contra i privilegs dles Provinzies autonomes, dut chest fej pens\u00e9 y al fej vedei ite che la ghiranza de mud\u00e9 i confins \u00e8 bonamenter massa grana. Chisc pensiers y chestes retromarces fej dassenn plajei al assessour Florian Mussner che da tres enc\u00e0 se bat contra la mudazion di confins.<br \/>\nPens\u00e9 de podei cri\u00e9 tla provincia de Belun n cianton privilig\u00e9 per i trei comuns da Souramont, i f\u00e9 govern\u00e9 alad\u00f2 dla statut dla provinzia da Bulsan \u00e9 na ilujion. Na aucia che \u00e9 tl j\u00ed sot tl\u2019ega t\u2019en pal\u00f9 ne vegn nia salveda con ti d\u00e9 n auter mang\u00e9, n\u2019autra vejoladura, ma con la tr\u00e9 fora, la liberan dal pal\u00f9. I Ladins da Souramont podar\u00e0 rest\u00e9 ladins sce ai vegn trac fora dal pal\u00f9 dl Venet. L Statut de Bulsan funzioneia ajache al \u00e0 via ded\u00f2 n Consei provinzial ch \u00e9 a una de met en pratica si prinzips. Chest ne suzedessa dessigur nia tl Venet. L Statut de Bulsan apasseneia pro sie patron y no pro autri. La storia dl comprensore \u00e9 faleda. La soluzion dl problem \u00e9 una soula: tegn\u00ed adum, se bate deberieda y no pens\u00e9 bele a alternatives. L staff dla Svp s\u2019\u00e0 encont\u00e9 con Romano Prodi, samben per si problems. Per i ladins \u00e9l dem\u00e9 vegn\u00f9 rejon\u00e9 de radio y televijion. Degun sostegn ofizial a l&#8217;anesion de Souramont, ajache Durnwalder ne vuel nia se fic\u00e9 ite, desche al \u00e0 dit plu iadesc. La vera mess vegn\u00ec porteda inant dem\u00e9 da chi da Souramont, nience i ladins dla Svp p\u00f2 daid\u00e9 pro. Kaiser Christoph Perathoner ne meina dessigur nia do. Al vegn dem\u00e9 arfer\u00e9. Radio y televijion ladina? Dem\u00e9 valch minut de plu de folclor. Deguna plata critica ne vegnir\u00e0 plu publicheda o fata conesce tres radio y televijion. Chesta \u00e9 la situazion. Ence la Lista ladins se fej aud\u00ed\u00ad puech, ajache ala s\u00e0 che i gherdeines ne vuel nia la unit\u00e9. La gauja de dut chest \u00e9 la meseria politica di ladins, souradut de chi de Bulsan y Trent. Al \u00e9 n gran debujegn dla unit\u00e9 di ladins per empar\u00e9 a ester vagugn, per avei na coscienza nosta, che mancia completamenter. Les propostes da f\u00e9 \u00e9 ben autres. L ann 2008 \u00e9 chel dles lites provinziales. Meton mo man de d\u00e9 n segnal sterch de unit\u00e9 ladina tolan demez i nemisc dla unit\u00e9, i Mussner, i Bioc y compagns y ti don la ousc a n Dejaco, a persones dessegur ladines y che se bat per l\u2019unit\u00e9. La soluzion dl problem vegn dala popolazion y no dai partis. (uc)<\/p>\n<h6>Document original sourand\u00e9 a Romano Prodi<\/h6>\n<blockquote><p>Illustrissimo Presidente,<\/p>\n<p>Dopo che tali richieste furono disattese per un lungo periodo di 90 anni, i tre comuni in data 28-29 ottobre 2007 hanno espresso con voto plebiscitario la propria volont\u00e0 di staccarsi dalla regione Veneto per ricongiungersi ai ladini della Regione Trentino-Alto Adige\/S\u00fcdtirol, alla quale si sentono appartenenti per sentimento e identit\u00e0 storico-culturale. Questa scelta ha ragioni che vanno molto oltre a meri scopi economici e materiali. Le rivendicazioni dei tre comuni affondano le loro radici nella storia, nel comune destino che la comunit\u00e0 ladina ha avuto per secoli fino alla sua tripartizione nel 1923, e sono rivolte unicamente al ristabilimento dell\u2019unit\u00e0 ladina in base ai principi nazionali e internazionali di tutela delle minoranze. Mentre in passato nel bellunese Cortina, Colle e Livinallongo erano gli unici comuni ad essere considerati ladini (anche se fu loro negato ogni riconoscimento ufficiale), oggi una ladinit\u00e0 artificiale, utilitaristica e funzionale ad un\u2019improbabile concessione di autonomia alla provincia di Belluno ha preso piede un po\u2019 ovunque. Quale sentimento sincero si cela dietro queste recenti rivendicazioni di comuni per i quali in passato la ladinit\u00e0 dei tre comuni storici fu oggetto di scherno e di umiliazione? Proprio questi motivi &#8211; l\u2019identit\u00e0 ladina, l\u2019appartenenza culturale e storica al territorio sudtirolese, dal quale furono distaccati contro la propria volont\u00e0 una prima volta nel 1923 e una seconda volta nel 1945, il pericolo di diluizione dell\u2019elemento ladino all\u2019interno di una &#8220;neo- o pseudoladinit\u00e0&#8221; bellunese poco credibile e indefinita &#8211; sono stati determinanti per il risultato referendario di fine ottobre.<br \/>\nRiteniamo pertanto legittime le nostre richieste e nutriamo la speranza che il Parlamento Italiano in rispetto alla propria costituzione e alla carta europea delle minoranze che hanno come scopo la difesa tangibile e reale delle minoranze linguistiche ed etniche prenda una decisione rispettosa della volont\u00e0 popolare. Per salvaguardare i diritti della minoranza ladina e per impedire la sua estinzione, inevitabile, all\u2019interno di un\u2019entit\u00e0 amministrativa non in grado o indisposta a dare le dovute garanzie, La sollecitiamo a sostenere le nostre istanze per il passaggio di Regione.<br \/>\nSe il parlamento italiano malauguratamente non dovesse ritenere valide le richieste avanzate e confermare lo status quo, Le sottoponiamo in seguito i principali obiettivi necessari per una valida tutela della minoranza ladina limitatamente ai tre comuni storici-diritti peraltro gi\u00e0 concessi &#8211; con risultati positivi evidenti &#8211; ai ladini delle valli di Gardena, Badia e Fassa con lo statuto di autonomia del Trentino-Alto Adige\/S\u00fcdtirol:<\/p>\n<ul>\n<li>la definizione della minoranza ladino-tirolese in provincia di Belluno secondo criteri linguistici, culturali e storici e perci\u00f2 circoscritta ai tre comuni di Cortina, Colle e Livinallongo;<\/li>\n<li>una legislazione chiara e specifica in merito alla tutela di questa minoranza ladina che esuli dalla semplice concessione di contributi o da normative generali non vincolanti;<\/li>\n<li>istituzione di un comprensorio ladino-tirolese che accorpi i tre comuni citati (come gi\u00e0 esist\u00ec tra il 1868 e il 1919);<\/li>\n<li>la possibilit\u00e0 &#8211; nei tre comuni in questione &#8211; di dichiarazione di appartenenza linguistica secondo il modello sudtirolese;<\/li>\n<li>l\u2019assunzione di personale nell\u2019amministrazione pubblica &#8211; sempre dei tre comuni &#8211; secondo i criteri della proporzionale (nuovamente secondo il modello in vigore in Alto Adige) garantendo l\u2019accesso agli impieghi anche ai parlanti la lingua ladina;<\/li>\n<li>l\u2019obbligo di conoscenza della lingua ladina per gli impiegati pubblici dei tre comuni (secondo il sistema dei comuni ladini della Val Badia e Gardena);<\/li>\n<li>l\u2019insegnamento obbligatorio della lingua ladina nelle scuole dell\u2019obbligo;<\/li>\n<li>l\u2019assunzione di insegnanti di madrelingua ladina;<\/li>\n<li>una sovrintendenza scolastica ladina e un istituto pedagogico ladino, nel caso che l\u2019estensione delle competenze delle istituzioni analoghe gi\u00e0 presenti per le valli ladine della provincia di Bolzano ai tre comuni ladini storici della provincia di Belluno risultasse amministrativamente pi\u00f9 onerosa;<\/li>\n<li>garanzie nella gestione dell\u2019Istituto Ladino Cesa de Jan;<\/li>\n<li>una rappresentanza garantita nel Consiglio e nella Giunta della Provincia di Belluno;<\/li>\n<li>rispetto da parte delle istituzioni nei confronti della storia e delle ricorrenze e festivit\u00e0 della tradizione ladino-tirolese.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La realizzazione di questi obiettivi, che \u2013 lo ribadiamo \u2013 sono gi\u00e0 operanti con evidente successo per la minoranza ladina nel Trentino-Alto Adige\/S\u00fcdtirol, \u00e8 fondamentale e urgente per garantire la salvaguardia e la sopravvivenza anche della minoranza ladino-tirolese facente parte della provincia di Belluno. In caso queste richieste non dovessero essere accolte, alla perdita di identit\u00e0 seguir\u00e0 l\u2019inevitabile estinzione della lingua ladina nei comuni di Cortina, Colle e Livinallongo, una perdita non soltanto per l\u2019Italia, ma per l\u2019Europa intera.<\/p>\n<p><strong>Union Generala di Ladins dla Dolomites \u2013 Amisc dla Ladinia unida<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p><em>Erschienen bei <\/em><a title=\"Noeles.\" href=\"http:\/\/www.noeles.info\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Noeles<\/a><em> am 05.01.2008.<\/em><\/p>\n<p><strong>Nachtrag vom 07.01.2008:<\/strong> Der Artikel wurde bei <em>Noeles<\/em> entfernt. Weil er zu kritisch war?<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I ladins da souramont podar\u00e0 vegn\u00ec salv\u00e9s, sce an i tira fora dal pal\u00f9 dl Venet L document, che l club di \u201cAmisc dla Ladinia unida\u201d \u00e0 consegn\u00e9 a Romano Prodi tres l president dla Generala, \u00e9 n at fal\u00e9, n tradiment dl fin fondamental dl referendum: l\u2019unit\u00e9 di Ladins. 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