{"id":29879,"date":"2016-07-02T18:28:23","date_gmt":"2016-07-02T16:28:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=29879"},"modified":"2025-09-11T18:20:47","modified_gmt":"2025-09-11T16:20:47","slug":"un-nuovo-diritto-civile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=29879","title":{"rendered":"Un nuovo \u00abdiritto civile\u00bb."},"content":{"rendered":"<p>Gli eventi di autodeterminazione collettiva, violenti o pacifici, si verificano da secoli; non di rado, come la rivoluzione francese o la dichiarazione d\u2019indipendenza degli Stati Uniti, hanno comportato cambiamenti epocali. E quasi sempre, ovviamente, erano illegali se raffrontati alla legislazione previgente.<\/p>\n<p>Si dovette attendere a lungo un diritto di autodeterminazione codificato, fatto generalmente risalire al presidente americano Woodrow Wilson. Questi, dopo la prima guerra mondiale, volle riordinare l\u2019Europa non solamente secondo logiche di potere, ma, per la prima volta, anche secondo princ\u00e0\u00adpi ispirati al diritto internazionale ed alla democrazia. Una pretesa solo parzialmente giunta a compimento, in quanto, ad esempio, gli appartenenti alle \u00abnazioni\u00bb vinte (ivi inclusi i sudtirolesi) non vennero nemmeno presi in considerazione. L\u2019autodeterminazione fu concessa solamente ai popoli che aspiravano a separarsi dalla Germania e dalla monarchia asburgica. Il concetto di \u00abpopolo\u00bb, inoltre, all\u2019epoca era profondamente influenzato dall\u2019idea nazionale.<\/p>\n<p>Solo dopo il 1945 la pressione esercitata da alcuni territori occupati (si pensi alla resistenza civile di Mahatma Gandhi in India) e la nascita delle Nazioni Unite contribuirono a uno sviluppo e alla conretizzazione sostanziali del diritto di autodeterminazione. Su tale base, entro un lasso di tempo relativamente breve, pot\u00e9 svilupparsi un ampio processo di decolonizzazione, tramite il quale molti paesi si liberarono dal dominio e dallo sfruttamento europeo. I confini imposti in epoca coloniale tuttavia rimasero quasi sempre intatti.<\/p>\n<p>In seguito si torn\u00f2 a un\u2019interpretazione estremamente conservatrice del diritto all\u2019autodeterminazione, evoluzione facilmente riconducibile al fatto che a plasmare ed imporre il diritto internazionale sono gli stati stessi. Ed \u00e8 al loro \u00abnaturale istinto di autoconservazione\u00bb che va quindi imputato che l\u2019autodeterminazione \u2014 in quanto ormai diritto \u00abdi emergenza\u00bb \u2014 veniva concessa solamente alle minoranze cui uno stato avesse negato sistematicamente i propri diritti fondamentali.<\/p>\n<p>Da qualche anno tuttavia si sta sgretolando anche il concetto di base secondo cui l\u2019autodeterminazione sarebbe riservata solo a \u00abpopoli\u00bb o etnie chiaramente definiti. Nel corso della storia l\u2019autodeterminazione individuale e quella collettiva rimasero quasi sempre su due piani separati. A volte perfino entrarono in conflitto fra di loro, in quanto quella collettiva poteva inficiare l\u2019autodeterminazione individuale, laddove il bene del singolo veniva subordinato a quello della comunit\u00e0&nbsp;.<\/p>\n<p>In seno alle nostre moderne democrazie liberali stiamo assistendo a una nuova trasformazione del concetto di autodeterminazione. Le massicce migrazioni a livello mondiale stanno evidenziando inconfutabilmente i limiti degli stati-nazione, sinora portatori del diritto di autodeterminazione collettiva. Al contempo la democrazia e lo stato di diritto fanno crescere il desiderio di autodeterminazione individuale (informazionale, sanitaria, sessuale, politica), sussidiariet\u00e0&nbsp; e partecipazione.<\/p>\n<p>In tale contesto l\u2019autodeterminazione collettiva non pu\u00f2 pi\u00f9 essere vista indipendentemente da (o addirittura in contrasto a) quella individuale. Come \u00abdiritto dei popoli\u00bb diventa sempre pi\u00f9 obsoleta, mentre in Europa si rafforza la voglia di considerare la sovranit\u00e0&nbsp; collettiva come somma delle sovranit\u00e0&nbsp; individuali. Non sono pi\u00f9 le caratteristiche (apparentemente) immutevoli o innate a concedere il diritto all\u2019autogoverno; sempre di pi\u00f9 invece le persone che convivono in un determinato territorio considerano un\u2019ovviet\u00e0&nbsp; democratica poter decidere, esercitando in contemporanea la loro autodeterminazione individuale, anche sull\u2019organizzazione della loro comunit\u00e0&nbsp;, la forma di governo ed il proprio sviluppo culturale. Ne consegue che sono disposte a riconoscere come limite alle loro decisioni solamente i diritti universali dell\u2019uomo, ma non un principio anacronistico e fine a se stesso come l\u2019integrit\u00e0&nbsp; territoriale degli stati (nazionali).<\/p>\n<p>I processi di indipendenza attualmente in corso sia in Scozia sia in Catalogna sono esempi lampanti di una nuova coscienza che si nutre del progetto di pacificazione europea. Fasce molto larghe di popolazione, sulla base della propria volont\u00e0&nbsp; politica, chiedono di poter decidere liberamente sul futuro della propria collettivit\u00e0&nbsp;; e porch\u00e9 i diritti fondamentali ed universali non sono n\u00e9 in pericolo n\u00e9 tantomeno sono legati all\u2019appartenenza statuale, da un punto di vista democratico sar\u00e0&nbsp; estremamente difficile ignorare l\u2019eventuale volont\u00e0&nbsp; maggioritaria o respingerla con motivazioni legalistiche.<\/p>\n<p>Talvolta si afferma che la formazione di nuovi stati sarebbe contraria al processo di unificazione europea. Ma mentre gli scozzesi e i catalani si riconoscono esplicitamente nell\u2019Unione Europea, finora sono soprattutto le istituzioni di Bruxelles a dimostrarsi fredde nei confronti dei processi democratici di tali regioni. Se da un lato ci\u00f2 \u00e8 comprensibile, in quanto anche l\u2019UE \u00e8 ancora fortemente dipendente dagli stati nazionali, d\u2019altro canto \u00e8 anche un atteggiamento imprudente e poco coraggioso: proprio la decostruzione \u2014 anche \u00abmateriale\u00bb \u2014 degli stati nazionali rafforzerebbe l&#8217;Europa quale istanza superiore e armonizzante. O come scrisse Burkhard M\u00fcller su <em>\u00abS\u00fcddeutsche Zeitung\u00bb<\/em> dell\u20198 novembre 2012:<\/p>\n<blockquote><p>I nuovi stati regionali [\u2026] cadrebbero nel grembo di un\u2019Europa dalle relazioni economiche strettamente interconnesse. [\u2026] Un tale sgretolamento di stati non andrebbe interpretato come un\u2019espressione disintegrativa, ma al contrario come una conseguenza della maggiore integrazione.<\/p><\/blockquote>\n<p>E questo a sua volta sarebbe un cambiamento epocale urgentemente necessario: la regionalizzazione dell\u2019UE sancirebbe definitivamente il processo di unificazione, mentre al contempo la reinterpretazione dell\u2019autodeterminazione collettiva da un \u00abdiritto dei popoli\u00bb verso un \u00abdiritto democratico di cittadini autodeterminati\u00bb di fatto metterebbe fine all\u2019era degli stati nazionali, che tanta violenza hanno portato a questo continente nei secoli XIX e XX.<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; text-transform: uppercase;\">C\u00ebla enghe:<\/span><\/strong> <a title=\"Politische Assoziationsfreiheit \u2014 ein Grundrecht.\" href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=44743\"><span style=\"color: #ff8c00\"><code>01<\/code><\/span><\/a> <a title=\"L\u2019autodeterminazione giustifica la societ\u00e0 democratica.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=86506\"><span style=\"color: #ff8c00\"><code>02<\/code><\/span><\/a> <a title=\"Un fenomeno illegittimo che diventa legittimo.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=94459\"><span style=\"color: #ff8c00\"><code>03<\/code><\/span><\/a> &#8211; <a title=\"Ein modernes \u00bbB\u00fcrgerrecht\u00ab.\" href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=16850\">\u24b9<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli eventi di autodeterminazione collettiva, violenti o pacifici, si verificano da secoli; non di rado, come la rivoluzione francese o la dichiarazione d\u2019indipendenza degli Stati Uniti, hanno comportato cambiamenti epocali. 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