{"id":34108,"date":"2017-03-20T19:59:52","date_gmt":"2017-03-20T18:59:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=34108"},"modified":"2026-02-02T09:22:34","modified_gmt":"2026-02-02T08:22:34","slug":"i-tempi-che-ancora-ci-umiliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=34108","title":{"rendered":"I tempi che ancora ci umiliano."},"content":{"rendered":"<!-- Snippets by WebberZone Snippetz --><div class=\"ata_snippets\"><hr style=\"height: 20px; border: none; margin-top: 0em; background-color: darkred;\"\/><\/div><p><em>Arnaldo Di Benedetto* per <img class=\"bbdlogo\" src=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/wp-content\/uploads\/bbdsmileys\/bbde.png\"><\/em><\/p>\n<p>Nel novembre del 2016, sul <em>Dolomiten<\/em> l\u2019antropologo e ex presidente del CAI Annibale Salsa \u00e8 intervenuto sulla polemica di alcuni professori e politici sull\u2019eventuale cancellazione d\u2019una serie di nomi italianizzati di localit\u00e0 sudtirolesi. Condivido la posizione di Salsa. L\u2019eventuale cancellazione di quelli che sono, per lo pi\u00f9 (non tutti), microtoponimi gi\u00e0 ignorati a suo tempo dal \u00abboia del Tirolo\u00bb (come lo defin\u00ec l\u2019antifascista Gaetano Salvemini) Ettore Tolomei \u2013 il quale peraltro, per evitare al territorio il nome \u00abTirolo\u00bb, non seppe che ricorrere al banale e fasullo francesismo \u00abAlto Adige\u00bb risalente all\u2019et\u00e0 napoleonica e modellato sugli usi appunto francesi \u2013, ha messo in attivit\u00e0 la geniale politica bolzanina M. Biancofiore e altri destrorsi.<\/p>\n<p>Quanto a <em>Tirol<\/em>, il fatto che gi\u00e0 Dante e Giovanni Villani italianizzassero il nome con <em>Tiralli<\/em> non equivale certo a dire che la sede originaria dei signori del Tirolo fosse italiana; erano italianizzazioni non diverse da quelle tuttora in uso di <em>Lione<\/em>, <em>Parigi<\/em> o <em>Londra<\/em>. Anche Francesco Vettori, l\u2019amico di Machiavelli, nel suo <em>Viaggio in Alamagna<\/em> elogia gli osti di <em>Marano<\/em> (cos\u00ec scrive), cio\u00e8 di Merano; ma la citt\u00e0 era parte dell\u2019\u00abAlamagna\u00bb. Ma c\u2019\u00e8 chi non la pensa cos\u00ec, anche quando si tratti di pseudotoponomastica imposta neanche un secolo fa, o addirittura pochi decenni fa.<\/p>\n<p>Tolomei, si sa, ebbe e ha, tra i linguisti italiani, prosecutori. Certo \u00e8 assurdo rispolverare vecchi nazionalismi polemizzando contro l\u2019eventuale sparizione di certa irrilevante e a volte comica toponomastica pseudoitalica. Giustamente dopo la seconda guerra mondiale in Valle d\u2019Aosta l\u2019incredibile <em>Cormaiore<\/em>, ad esempio, fu ricondotto all\u2019autentico <em>Courmayeur<\/em>. Vogliamo regredire a tempi che ancora ci umiliano?<\/p>\n<p>L\u20198 marzo 2017 il quotidiano <em>La Repubblica<\/em> ha pubblicato un articolo dal titolo <em>Se tocca al giudice difendere l\u2019italiano<\/em>, dove tra l\u2019altro l\u2019autore se la prende, oltre che con le richieste di usare l\u2019inglese come lingua della didattica in alcune universit\u00e0\u00a0 italiane, anche col progetto di eliminazione di una serie di nomi italiani nel territorio sudtirolese. Le questioni in realt\u00e0 sono diverse. La \u00abVetta d\u2019Italia\u00bb, scrive il pubblicista fingendo di scandalizzarsi, \u00abil punto pi\u00f9 a nord della penisola, d\u2019ora in poi si chiamerebbe Glockenkarkopf\u00bb. D\u2019ora in poi? A chi risale il nome <em>Vetta d\u2019Italia<\/em>? Al fanatico, al \u00abboia\u00bb Tolomei, che infatti nel 1937 si guadagn\u00f2 il buffo titolo di \u00abconte della Vetta\u00bb conferitogli da quell\u2019altro genio di Vittorio Emanuele III. Ben pi\u00f9 antico \u00e8 il nome tedesco <em>Glockenkarkopf<\/em>. Per di pi\u00f9 la cosiddetta \u00abVetta d\u2019Italia\u00bb non \u00e8 affatto \u00abil punto pi\u00f9 a nord della penisola\u00bb; cos\u00ec si credeva un tempo \u2013 e cos\u00ec evidentemente vuol continuare a credere l\u2019autore dell\u2019articolo. Nel quale tra l\u2019altro la lingua \u201cnazionale\u201d \u00e8elencata tra i \u00abbeni culturali\u00bb dello Stato, come \u00able sinfonie di Verdi\u00bb e \u00abla Piet\u00e0 di Michelangelo\u00bb. La lingua \u201cnazionale\u201d \u00e8infatti posta dalla normativa generale tra il \u00abbeni culturali immateriali\u00bb. Ma proprio il concetto di \u00ab<em>beni<\/em> culturali\u00bb, <em>quale \u00e8 attualmente in prevalenza inteso<\/em>, \u00e8 stato di recente messo in discussione. La \u00abPiet\u00e0 di Michelangelo\u00bb e le sinfonie verdiane sono appiattibili sul pur legittimo affarismo del turismo e del <em>made in Italy<\/em>?<\/p>\n<p>Non solo. A quale <em>Piet\u00e0\u00a0<\/em>allude l\u2019attivo pubblicista di <em>Repubblica,<\/em> visto che di Piet\u00e0 michelangiolesche ce n\u2019\u00e8 pi\u00f9 d\u2019una? (E una \u00e8 propriet\u00e0 dello Stato del Vaticano). E perch\u00e9 citare \u00able sinfonie di Verdi\u00bb come se in esse fosse l\u2019esclusivo vertice dell\u2019arte del musicista di Busseto? Legga il recente <em>Verdi ritrovato<\/em> di Paolo Gallarati.<\/p>\n<p><small><em>*) <a title=\"Arnaldo Di Benedetto.\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Arnaldo_Di_Benedetto\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Arnaldo Di Benedetto<\/a>, nato in Sudtirolo nel 1940, critico letterario, \u00e8 professore emerito dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Torino, ha insegnato presso le universit\u00e0 di Berna, Parigi (Sorbona), Chamb\u00e9ry, Lione (\u00c9cole Normale Sup\u00e9rieure) e all&#8217;Indiana University. Fra gli altri, \u00e8 membro del centro italo-tedesco \u00abVilla Vigoni\u00bb, dell&#8217;Accademia di studi italo-tedeschi di Merano ed \u00e8 direttore responsabile del \u00abGiornale storico della letteratura italiana\u00bb.<\/em><\/small><\/p>\n<!-- Snippets by WebberZone Snippetz --><div class=\"ata_snippets\"><hr style=\"height: 10px;border: none;margin-top: 0px;background-color: darkred\" \/>\r\n\r\n<div style=\"background-color: none;padding: 0px;font-size: 14px;font-family: Helvetica,Arial;margin: 10px 0px 0px 0px\"><span style=\"color: darkred\"><strong><small>Autor:innen- und Gastbeitr\u00e4ge widerspiegeln nicht notwendigerweise die Meinung oder die Position von BBD, so wie die jeweiligen Verfasser:innen nicht notwendigerweise die Ziele von BBD unterst\u00fctzen.<\/small><\/strong><small>\u00b7 I contributi esterni non necessariamente riflettono le opinioni o la posizione di BBD, come a loro volta le autrici\/gli autori non necessariamente condividono gli obiettivi di BBD. \u2014 <a href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?page_id=11356#copyleft\"><strong>\u00a9<\/strong><\/a><\/small><\/span><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arnaldo Di Benedetto* per Nel novembre del 2016, sul Dolomiten l\u2019antropologo e ex presidente del CAI Annibale Salsa \u00e8 intervenuto sulla polemica di alcuni professori e politici sull\u2019eventuale cancellazione d\u2019una serie di nomi italianizzati di localit\u00e0 sudtirolesi. 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