{"id":3550,"date":"2009-10-31T12:07:41","date_gmt":"2009-10-31T11:07:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=3550"},"modified":"2026-02-02T08:42:39","modified_gmt":"2026-02-02T07:42:39","slug":"lautonomia-e-migliorabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=3550","title":{"rendered":"L&#8217;autonomia \u00e8 migliorabile?"},"content":{"rendered":"<!-- Snippets by WebberZone Snippetz --><div class=\"ata_snippets\"><hr style=\"height: 20px; border: none; margin-top: 0em; background-color: darkred;\"\/><\/div><p>\u201cDie S\u00fcd-Tirol-Autonomie ist tot\u201d afferma il consigliere Sven Knoll della S\u00fcdtiroler Freiheit nell&#8217;apertura del libello polemico \u201cS\u00fcdtirol \u2013 Die gestohlene Zukunft\u201d, diffuso in 250.000 copie in tutto il Tirolo. A parte la generale superficialit\u00e0 e inconsistenza della sua argomentazione, mi hanno colpito affermazioni di singolare leggerezza. Non solo afferma Knoll che l&#8217;autonomia dinamica sarebbe morta, ma anche che istituti fondamentali della nostra autonomia quali la proporzionale etnica e la scuola in madrelingua vengano messi in discussione dal governo centrale. Poi ricorre all&#8217;esempio della Val d&#8217;Aosta per insinuare che un&#8217;autonomia regionale in generale sia incapace di salvaguardare una lingua e cultura minoritaria. Non solo gli aostani dissentirebbero, ma uno sguardo alla realt\u00e0 di tutte le regioni autonome al mondo prova che tali affermazioni non sono altro che invenzioni gratuite. Non basta per\u00f2 accantonare questo libello come malriuscita polemica pro-autodeterminazione, ma occorre riflettere su come questo sistema possa essere ulteriormente ampliato e migliorato, partendo dall&#8217;attuale buon livello, confermato anche da analisi comparative e molti studi empirici. Infatti, fra chi invoca la secessione e chi si aggrappa al semplice status quo c&#8217;\u00e8 anche una via di mezzo.<\/p>\n<p>La nostra autonomia, istituita nel 1972 col \u201cpacchetto\u201d, e riformata nel 2001, ha raggiunto un ottimo livello di qualit\u00e0 sotto vari profili. Confrontando il nostro sistema vigente con i sistemi di altre regioni autonome in Europa (in tutto ci sono 37 in 11 paesi) e con regioni autonome in altre parti del mondo (ce ne sono almeno 61 in 20 paesi) si pu\u00f2 tranquillamente affermare che la nostra Regione e Provincia autonoma si trovano fra i sistemi di autonomia territoriale pi\u00f9 avanzati, fra quelli pi\u00f9 completi in termini di protezione delle minoranze etnolinguistiche e pi\u00f9 garantiti nel diritto nazionale e internazionale. Sia l\u2019assetto politico generale nell\u2019UE, sia le prospettive di sviluppo dello stato regionale italiano garantiscono condizioni di stabilit\u00e0 e ulteriore perfezionamento. Non da ultimo \u00e8 stato istituito un sistema di finanziamento dell\u2019autonomia, in vigore da 20 anni, che grazie ad un sovrafinanziamento strutturale permanente ha contribuito a portare la nostra provincia ai vertici delle graduatorie del PIL per abitante, di vari indicatori di benessere sociale e della capacit\u00e0 di spesa pubblica per abitante in Italia ed in Europa.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 nonostante, va rimarcato che la nostra autonomia non \u00e8 ancora completa, tanto meno perfetta. La dinamica dello sviluppo della nostra societ\u00e0 e dell\u2019ordinamento giuridico richiede di adattare lo Statuto di autonomia a nuove esigenze. La discussione di possibili emendamenti a questo sistema sono la Commissione dei 12 e dei sei (istituite secondo l\u2019art. 107 Statuto), ma anche la societ\u00e0 sudtirolese in generale \u00e8 chiamata a rifletterci. Da un\u2019analisi comparata degli statuti di autonomia nei vari paesi emerge che la nostra autonomia vanta ancora notevoli carenze che potrebbero essere integrate nel medio-lungo periodo, a beneficio di tutti gli abitanti di questa terra. Alcuni esempi:<\/p>\n<ul>\n<li>Trasformazione della Provincia autonoma di Bolzano in una Regione autonoma distinta da quello di Trento, la quale parimenti diverrebbe \u201cRegione autonoma\u201d a se stante, rimpiazzando la Giunta regionale con un comitato permanente di coordinamento, simile a quello appena istituito dell&#8217;Euregio. Non solo ci sarebbero dei vantaggi in termini di autonomia provinciale, ma soprattutto un enorme risparmio di almeno 200-300 milioni di Euro all&#8217;anno, a favore del contribuente.<\/li>\n<li>Passaggio alla Provincia dell\u2019amministrazione della giurisdizione e dell\u2019apparato della magistratura. Ne conseguirebbe un aumento delle disponibilit\u00e0 finanziarie e quindi pi\u00f9 funzionalit\u00e0 ed un servizio migliore per i cittadini.<\/li>\n<li>Legato alla provincializzazione della giurisdizione \u00e8 quella dei penitenziari. La Provincia autonoma spende somme ingenti in infrastrutture di dubbia utilit\u00e0 (esempio: <em>safety park<\/em>), mentre nel \u201csafety park\u201d di via Dante sono stipati 200 persone in condizioni poco decenti.<\/li>\n<li>Passaggio alla Provincia del compito della riscossione dei tributi erariali e amministrazione autonoma delle imposte. Ci\u00f2 non solo consente una lotta pi\u00f9 efficace all\u2019evasione fiscale, ma in generale una gestione del fisco pi\u00f9 vicina al cittadino, pi\u00f9 bilingue, pi\u00f9 conforme al principio di congruenza fra i contribuenti ed i beneficiari dei fondi pubblici, fra chi genera e chi usufruisce della spesa pubblica.<\/li>\n<li>La polizia potrebbe tranquillamente passare alla Provincia, di nuovo consentendo un servizio pi\u00f9 vicino alla popolazione, un\u2019attenzione maggiore al bilinguismo, un raccordo pi\u00f9 stretto con la rete della protezione civile. Nei Paesi Baschi e in Catalogna la polizia \u00e8 regionale e funziona benissimo.<\/li>\n<li>Una questione distinta dalla gestione dei tributi \u00e8 l\u2019autonomia fiscale-tributaria, cio\u00e8 la competenza della Provincia autonoma di legiferare sulle imposte pi\u00f9 importanti. La Provincia oggi in questo settore dispone di competenze molto esigue, ma sono numerose le forze sociali e politiche che ne richiedono un ampliamento per adeguare il fisco alle esigenze della nostra societ\u00e0 ed economia. Si tratta di un discorso complesso che dipende dagli schemi generali di federalismo fiscale applicati in Italia.<\/li>\n<li>Per quanto riguarda la proporzionale nell\u2019assegnazione di posti nel pubblico impiego \u00e8 pensabile una sua sostituzione con i metodi di assunzione applicati a livello comunitario UE, in combinazione con il requisito di residenza. Sta a dire che invece della formale appartenenza a uno dei tre gruppi linguistici, l\u2019effettiva capacit\u00e0 o padronanza linguistica diverrebbe l\u2019elemento centrale, oltre all\u2019abilitazione professionale (almeno per le carriere A e B). A questo scopo servirebbero concorsi non distinti per lingua, ma bilingui (con due prove in lingue diverse) in funzione del settore specifico che il candidato va ad occupare.<\/li>\n<li>La toponomastica dovrebbe trasformarsi in competenza primaria della Provincia, superando l\u2019obbligo di mantenere il <em>corpus<\/em> di nomi Tolomeiani e consentendo la libert\u00e0 di adeguarsi ai principi raccomandati dall\u2019ONU.<\/li>\n<li>\u00c8 pensabile un rafforzamento delle regole di governo di concordanza etnica <em>(consociational government)<\/em> istituendo l\u2019obbligo di coinvolgere nella Giunta provinciale le forze politiche pi\u00f9 rappresentative di ogni gruppo, a condizione che queste riconoscano lo Statuto di Autonomia.<\/li>\n<li>Vanno chiarite anche all&#8217;interno dello Statuto di Autonomia le facolt\u00e0 legislative per le cosiddette \u201cleggi statutarie\u201d (democrazia diretta e sistema elettorale) per consentire ai cittadini di determinare questi elementi del governo democratico della provincia.<\/li>\n<li>Un\u2019altra innovazione riguarda la politica sociale e del lavoro, partendo dalla necessit\u00e0 di disporre di nuovi strumenti sia giuridici sia sindacali per garantire salari pi\u00f9 equi. Se ci fosse una competenza provinciale per le regole fondamentali dei contratti collettivi, le parti sociali potrebbero essere obbligati per legge di stipulare contratti integrativi provinciali, fissando livelli salariali pi\u00f9 congrui al potere d\u2019acquisto nella nostra provincia (carovita).<\/li>\n<li>Per consolidare le garanzie giuridiche dello Statuto di autonomia \u00e8 indispensabile prevedere la necessit\u00e0 del consenso di due terzi del Consiglio provinciale per eventuali emendamenti allo Statuto.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Infine due idee che provengono dalle regioni autonome della Scandinavia, le isole Aland, Faroe e Groenlandia, ma riguardano due settori di crescente importanza politica: da una parte l\u2019immigrazione e forme di cittadinanza regionale. Dall\u2019altra parte il rapporto delle autonomie regionali con l\u2019UE. In varie regioni autonome di tutto il mondo \u00e8 molto sentita la questione del controllo del flusso di immigrazione per motivo di lavoro.Si tratta sia di migrazioni interne sia internazionali, ma ultimamente nelle regioni autonome europee prevale il dibattito sulla gestione dei flussi migratori dall\u2019estero. Di regola, le Regioni autonome non hanno voce in capitolo nelle politiche migratorie. Teoricamente per\u00f2, una Provincia autonoma in Italia potrebbe essere autorizzata a definire autonomamente le quote annuali di migranti, oggi predeterminate dal Governo, definendo a monte le sue necessit\u00e0 e preferenze, distinte dai flussi programmati per il quadro nazionale. Le isole scandinave gi\u00e0 oggi controllano l\u2019immigrazione attraverso vari strumenti giuridici, evidentemente compatibili con la normativa UE.<\/p>\n<p>La seconda idea riguarda la partecipazione delle regioni autonome alla politica internazionale, che consente perfino una rappresentanza distinta della regione in organizzazioni internazionali. Quasi pi\u00f9 importante sarebbe un diritto di \u201copting out\u201d per le regioni autonome da singoli settori di politica comunitaria, un diritto acquisito dalle isole Aland e Faroe, cio\u00e8 di poter decidere di non partecipare a determinate regole comunitarie, ritenute svantaggiose o addirittura pericolose per la comunit\u00e0 regionale. Per esempio le autonomie regionali alpine dovrebbero poter optare di non essere soggette alle politiche comunitarie del trasporto.<\/p>\n<p>Proposte di questo tipo, riguardanti il futuro sviluppo della nostra autonomia, non sono un puro gioco accademico, ma risultano da un confronto con altre realt\u00e0 regionali europee, funzionanti e conformi al diritto comunitario, partendo da esigenze articolatesi anche nella nostra realt\u00e0. Un ampliamento del grado di autonomia deve partire da un&#8217;intesa comune di tutti i gruppi linguistici, per avanzare tali proposte in forma di comunit\u00e0 provinciale integrale, e non solo come gruppo etnico maggioritario, giacch\u00e9 il miglioramento di alcuni elementi importanti dell&#8217;autonomia giova a tutti.Naturalmente la possibile estensione dell\u2019autonomia dipende sempre dalle dinamiche politiche interne, sia nella regione considerata, sia nei rapporti fra lo Stato centrale e la regione autonoma. In tempi in cui frange del mondo politico provinciale continuano a battere sul tasto dell&#8217;autodeterminazione, vale comunque la pena rendersi conto in quale situazione relativa ci troviamo all&#8217;interno delle autonomie del mondo e riflettere quali spazi di ulteriore perfezionamento esistono a beneficio di tutti.<\/p>\n<p><small><em>Thomas Benedikter \u00e8 ricercatore, autore di \u2018Autonomien der Welt\u2019 (Athesia, Bolzano 2007) e \u2018The World&#8217;s Working Regional Autonomies\u2019 (Anthem, Londra\/Nuova Delhi 2007).<\/em><\/small><\/p>\n<!-- Snippets by WebberZone Snippetz --><div class=\"ata_snippets\"><hr style=\"height: 10px;border: none;margin-top: 0px;background-color: darkred\" \/>\r\n\r\n<div style=\"background-color: none;padding: 0px;font-size: 14px;font-family: Helvetica,Arial;margin: 10px 0px 0px 0px\"><span style=\"color: darkred\"><strong><small>Autor:innen- und Gastbeitr\u00e4ge widerspiegeln nicht notwendigerweise die Meinung oder die Position von BBD, so wie die jeweiligen Verfasser:innen nicht notwendigerweise die Ziele von BBD unterst\u00fctzen.<\/small><\/strong><small>\u00b7 I contributi esterni non necessariamente riflettono le opinioni o la posizione di BBD, come a loro volta le autrici\/gli autori non necessariamente condividono gli obiettivi di BBD. \u2014 <a href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?page_id=11356#copyleft\"><strong>\u00a9<\/strong><\/a><\/small><\/span><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cDie S\u00fcd-Tirol-Autonomie ist tot\u201d afferma il consigliere Sven Knoll della S\u00fcdtiroler Freiheit nell&#8217;apertura del libello polemico \u201cS\u00fcdtirol \u2013 Die gestohlene Zukunft\u201d, diffuso in 250.000 copie in tutto il Tirolo. 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