{"id":4235,"date":"2010-01-27T17:42:28","date_gmt":"2010-01-27T16:42:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=4235"},"modified":"2024-01-26T14:40:47","modified_gmt":"2024-01-26T13:40:47","slug":"la-memoria-rotta-di-bolzano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=4235","title":{"rendered":"La memoria \u00abrotta\u00bb di Bolzano."},"content":{"rendered":"<p>Valentino, tramite <a title=\"Blaun.\" href=\"http:\/\/www.blaun.eu\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Blaun<\/a>, segnala un <a title=\"Blaun: La memoria rotta di Bolzano.\" href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20121227233532\/http:\/\/blaun.wordpress.com:80\/2010\/01\/27\/la-memoria-rotta-di-bolzano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">articolo<\/a> apparso sul numero odierno de \u00abl&#8217;Unit\u00e0\u00bb, a firma di Massimiliano Boschi. Ho deciso di riproporlo senza commenti anche su <em>Brennerbasisdemokratie<\/em> come riflessione per la Giornata della Memoria:<\/p>\n<blockquote><p>In fondo \u00e8 facile tracciare una linea di confine, basta avere una riga, una cartina e dotarsi di un esercito per la sua difesa. Pi\u00f9 difficile dividere le genti, perch\u00e9 basta poco per ritrovarsi il \u00abnemico\u00bb in casa. E se quel nemico diventa amico, poi di nuovo nemico, poi nuovamente amico nell\u2019arco di un secolo, la memoria del passato si avvita, fa salti mortali con esiti a volte tragici e volte ridicoli. Cos\u00ec \u00e8 la memoria di Bolzano. Dove convivono enormi bassorilievi del Duce a cavallo e monumenti ai deportati del Lager cittadino. Dove, non lontano dalle lapidi sui caduti partigiani vi \u00e8 quella che ricorda le vittime naziste di Via Rasella. Una memoria tutt\u2019altro che condivisa. L\u2019ufficio turismo di Bolzano distribuisce da qualche tempo una serie di itinerari nei luoghi della memoria della citt\u00e0. Uno di questi, Bolzano: percorso tra architettura e fascismo , ne propone uno tra gli edifici fascisti. Tra questi, oltre al noto monumento alla vittoria, spicca l\u2019odierno Ufficio Finanze della citt\u00e0. L\u2019opuscolo spiega che si tratta dell\u2019ex Casa Littoria il cui \u00abelemento distintivo di maggior pregio \u00e8 il rilievo monumentale, opera dello scultore <a title=\"Wikipedia. Hans Piffrader.\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Hans_Piffrader\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Hans Piffrader<\/a> dedicato all\u2019ascesa del fascismo e alla sua glorificazione\u00bb. Cos\u00ec, il solito \u00aboggettino delicato\u00bb progettato dalle menti fascistoidi per la glorificazione del Duce \u00e8 diventato una meta turistica. Ma non \u00e8 tutto, l\u2019opera, come molte altre \u00abglorie\u00bb fasciste, non giunse a compimento. Venne completata solo nel 1957 in occasione di un restauro. Se \u00e8 concesso un confronto, anche a Berlino stanno creando un itinerario tra i palazzi del potere nazista, ma si chiama Topografia del terrore ed ha obiettivi molto diversi. Purtroppo, come ci racconta John Foot in Fratture d\u2019Italia , libro che descrive la \u00abmemoria divisa\u00bb del nostro Paese: \u00abin Italia ci si attacca alla memoria solo riferendosi al nemico, nel caso di Bolzano, i cittadini di lingua tedesca. Molti monumenti non hanno nulla a che fare con la memoria, ma piuttosto con la volont\u00e0 di schiacciare l\u2019altra parte politica. Hanno a che fare con questioni strettamente politiche, spesso molto legate al territorio locale. Sono semplici specchi in cui si riflettono differenze e si creano identit\u00e0, per cui ognuno pu\u00f2 avere la sua piccola lapide in piccoli spazi\u00bb. Insomma, una memoria che si vuole lunga nel tempo ma che \u00e8 limitata nello spazio. Al cimitero di Bolzano c\u2019\u00e8 anche una lapide che ricorda i 33 agenti del Polizei regiment Bozen uccisi in via Rasella a Roma. Fu per vendicare questi morti che i tedeschi uccisero 335 persone alle Fosse Ardeatine. L\u2019ufficio cultura di Bolzano non lo inserisce, ovviamente, nell\u2019altro itinerario della memoria, quello che racconta gli anni dal 1943 al 1945. In questo caso sono indicate lapidi in ricordo dei partigiani caduti, monumenti in ricordo dei deportati e soprattutto, il Lager di Bolzano, attivo tra l\u2019estate 44 e la fine della guerra. Uno dei quattro Lager italiani oltre a Fossoli, Borgo San Dalmazzo e la Risiera di San Sabba. Molto di quello che si sa oggi riguardo al Lager di Bolzano \u00e8 figlio della ricerca iniziata nel 1995 da Carla Giacomozzi, responsabile del Progetto dell\u2019archivio storico cittadino: Storia e Memoria: il Lager di Bolzano . Ha intervistato pi\u00f9 di 200 ex deportati, ha raccolto lettere, pezzi di abbigliamento e altri materiali, creato attorno al Lager di Bolzano una bibliografia, una filmografia. Sta lavorando per creare una memoria viva e attiva sul Lager e ha contribuito a preservarne l\u2019unico muro di cinta originale. \u00abAbbiamo lavorato otto anni per salvare quel muro che nessuno sapeva ci fosse ancora e siamo riusciti a fargli ottenere il vincolo di tutela per il suo interesse storico \u2013 spiega\u00bb. Resta il fatto che mentre si restaurava il Duce a cavallo si perdeva la memoria del lager. \u00abNon \u00e8 cos\u00ec strano, qui la comunit\u00e0 tedesca percep\u00ec l\u2019arrivo dei nazisti nel 1943 come una liberazione dalle discriminazioni subite dai fascisti. Qui tutto \u00e8 visto in chiave etnica e ancora oggi, purtroppo, le due comunit\u00e0 viaggiano su binari paralleli che non si incontrano mai\u00bb.<\/p><\/blockquote>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Valentino, tramite Blaun, segnala un articolo apparso sul numero odierno de \u00abl&#8217;Unit\u00e0\u00bb, a firma di Massimiliano Boschi. Ho deciso di riproporlo senza commenti anche su Brennerbasisdemokratie come riflessione per la Giornata della Memoria: In fondo \u00e8 facile tracciare una linea di confine, basta avere una riga, una cartina e dotarsi di un esercito per la [&hellip;]<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-4235","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-allgemein","issue-faschistische-relikte","issue-geschichtsaufarbeitung","location-sudtirolo","language-italiano","medium-lunita","person-massimiliano-boschi","topic-faschismen","topic-geschichte","topic-kohasion","topic-medien"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4235","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4235"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4235\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":83375,"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4235\/revisions\/83375"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4235"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4235"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4235"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}