{"id":42575,"date":"2018-08-29T20:46:58","date_gmt":"2018-08-29T18:46:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=42575"},"modified":"2023-04-26T14:17:15","modified_gmt":"2023-04-26T12:17:15","slug":"la-deviazione-dal-vero-corso-della-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=42575","title":{"rendered":"La deviazione dal vero corso della Storia."},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Nel 1952 Attilio Profeti fu distaccato al Comitato per la documentazione dell&#8217;opera dell&#8217;Italia in Africa che era stato trasferito, come tutti gli altri uffici dell&#8217;ex ministero delle Colonie, nel nuovo grande palazzo di marmo bianco accanto alle Terme di Caracalla. Aveva davanti l&#8217;obelisco di Axum, l&#8217;evirazione in pietra dell&#8217;Abissinia sconfitta e pezzo pi\u00f9 prestigioso del bottino coloniale, di cui l&#8217;imperatore Hail\u00e8 Selassi\u00e8 chiedeva con forza la restituzione. Il Comitato aveva serafiche linee guida: \u201cL&#8217;opera di questo Ufficio deve costituire il vero duraturo monumento di quel che l&#8217;Italia ha fatto in Africa, di quell&#8217;insigne opera di civilt\u00e0 di cui sono testimoni non solo i grandi lavori che rimangono ma anche, e soprattutto, i sentimenti delle popolazioni native verso l&#8217;Italia: ovunque interessanti, addirittura commoventi in Etiopia.\u201d Nell&#8217;aprile dell&#8217;anno seguente l&#8217;intero ministero dell&#8217;Africa Italiana fu per\u00f2 abrogato dal Parlamento. Non ci fu alcuna opposizione, molti deputati si stupirono semmai alla scoperta che esistesse ancora. Era sopravvissuto dodici anni ai possedimenti coloniali da cui prendeva il nome, all&#8217;Impero proclamato da Mussolini che avrebbe dovuto essere millenario e invece era durato solo cinque anni \u2013 non un giorno di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Nell&#8217;Italia della Ricostruzione le colonie erano considerate roba da fascisti \u2013 e pazienza se l&#8217;Eritrea era stata proclamata colonia alla fine dell&#8217;Ottocento e la Libia prima dello scoppio della Grande Guerra, ben prima quindi che la maggior parte degli italiani avesse mai sentito pronunciare il cognome Mussolini. E tutto ci\u00f2 che, a torto o a ragione, era associato al fascismo veniva considerato un corpo estraneo, una parentesi, una deviazione dal <u>vero<\/u> corso della Storia patria, quello che univa l&#8217;eroismo del Risorgimento a quello della Resistenza. L&#8217;Italia era un ex alcolizzato che, come ogni nuovo adepto della sobriet\u00e0, non voleva essere confuso con il comportamento tenuto durante l&#8217;ultima, tragica sbronza. Desiderava solo i piccoli quotidiani progressi del moderno benessere, che germogliava come erbetta di marzo dalle macerie.<\/p>\n<p>I due sanguinosi anni dell&#8217;occupazione tedesca avevano permesso alla maggioranza degli italiani di identificarsi in una delle due figure ora care all&#8217;immaginario patrio, la <u>vittima inerme<\/u> e l&#8217;<u>eroe partigiano<\/u>. Di tutta la guerra da poco finita, il fronte pi\u00f9 raccontato fu di gran lunga quello russo, dove i poveri soldatini mandati al gelo con le scarpe di cartone non potevano che indurre a compassione. Molto meno, quasi nulla, si narr\u00f2 dell&#8217;occupazione di Jugoslavia e Albania; non divenne certo di pubblico dominio la reprimenda di un generale in Slovenia: \u00abQui si ammazza troppo poco!\u00bb L&#8217;occupazione della Grecia, le cui reni un tempo ogni scolaretto italiano asseriva di voler spezzare, fu raccontata solo per le stragi di militari italiani compiute dai tedeschi dopo l&#8217;8 settembre. Ma il pi\u00f9 assoluto di tutti i silenzi fu quello dei reduci delle imprese coloniali. Pareva quasi che il Corno d&#8217;Africa si fosse invaso da solo. Nell&#8217;Italia degli anni Cinquanta, gli ex coloni erano perfino pi\u00f9 invisibili degli ex fascisti, ancora pi\u00f9 chiusi in un pervicace mutismo.<\/p><\/blockquote>\n<p><em>Tratto dal romanzo <\/em>Sangue giusto<em> di Francesca Melandri (Rizzoli, Milano 2017), in tedesco <\/em>Alle, au\u00dfer mir<em> (Klaus Wagenbach, Berlin 2018)<\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; text-transform: uppercase;\">C\u00ebla enghe:<\/span><\/strong> <a title=\"Storiografia e cultura diffusa.\" href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=41651\"><code>01<\/code><\/a> <a title=\"Alltagsrassismus, Kolonialismus.\" href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=27511\"><code>02<\/code><\/a> <a title=\"Le vergognose celebrazioni di El Alamein.\" href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=32662\"><code>03<\/code><\/a> <a title=\"Alpini w\u00e4hlen Leitspruch von Mussolini.\" href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=37586\"><code>04<\/code><\/a> <a title=\"Dem Wastl untert\u00e4nigst.\" href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=9035\"><code>05<\/code><\/a> <a title=\"Werbeveranstaltung f\u00fcr die Alpini.\" href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=11174\"><code>06<\/code><\/a> <span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-weight: normal;\">||<\/span> <a title=\"I conti fatti col fascismo.\" href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=47589\"><span style=\"color: #ff8c00\"><code>01<\/code><\/span><\/a> <a title=\"Der Zweite Weltkrieg in Afrika.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=57766\"><span style=\"color: #ff8c00\"><code>02<\/code><\/span><\/a> <a title=\"Postcolonial Italy \u2013 Mapping Colonial Heritage.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=58321\"><span style=\"color: #ff8c00\"><code>03<\/code><\/span><\/a> <a title=\"Bravo italiano-cattivo tedesco im Geschichtsbuch.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=60299\"><span style=\"color: #ff8c00\"><code>04<\/code><\/span><\/a>\u00a0<a title=\"Italien er\u00f6ffnet Kolonialmuseum wieder.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=61528\"><span style=\"color: #ff8c00\"><code>05<\/code><\/span><\/a> <a title=\"Widerst\u00e4ndige Beziehungen.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=72433\"><span style=\"color: #ff8c00\"><code>06<\/code><\/span><\/a> <a href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=78035\" title=\"Il fascismo non fin\u00ec con la Liberazione.\"><span style=\"color: #ff8c00\"><code>07<\/code><\/span><\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1952 Attilio Profeti fu distaccato al Comitato per la documentazione dell&#8217;opera dell&#8217;Italia in Africa che era stato trasferito, come tutti gli altri uffici dell&#8217;ex ministero delle Colonie, nel nuovo grande palazzo di marmo bianco accanto alle Terme di Caracalla. 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