{"id":47735,"date":"2019-04-03T00:45:12","date_gmt":"2019-04-02T22:45:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=47735"},"modified":"2019-04-04T06:54:34","modified_gmt":"2019-04-04T04:54:34","slug":"piemont-zu-katalonien","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=47735","title":{"rendered":"Katalonien: Piemont nimmt klar Stellung."},"content":{"rendered":"<p>Wunder geschehen, k\u00f6nnte man sagen, manchmal sogar unerwartet. In diesem Fall geht es um eine mutige und weitreichende Tagesordnung, die am Freitag vom Regionalrat des Piemont verabschiedet wurde.<\/p>\n<p>Darin bringt die Versammlung nicht nur ihre Sorge \u00fcber die harte Verfolgung katalanischer Sezessionistinnen zum Ausdruck, sondern verurteilt<\/p>\n<ul>\n<li>die Weigerung Spaniens, eine demokratische Debatte \u00fcber die Unabh\u00e4ngigkeit zuzulassen, ganz klar als \u00bbunnachgiebigen Nationalismus\u00ab und<\/li>\n<li>die mit dieser Weigerung einhergehende Einschr\u00e4nkung von Grundrechten als \u00bbilliberal\u00ab.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Beinahe noch \u00fcberraschender ist f\u00fcr mich, dass sowohl der Einbringer, als auch alle weiteren Unterzeichnerinnen des Dokuments dem PD angeh\u00f6ren. Die scheinen deutlich weiter zu sein, als ihre Parteikolleginnen in S\u00fcdtirol \u2014 was nat\u00fcrlich auch damit zusammenh\u00e4ngen k\u00f6nnte, dass ihnen f\u00fcr ihre Haltung niemand Koh\u00e4renz abverlangen wird.<\/p>\n<p>Die konkreten Forderungen, die sich f\u00fcr die Regionalregierung aus der verabschiedeten Tagesordnung ergeben, umfassen \u2014 neben der Einschaltung der italienischen Regierung und der europ\u00e4ischen Au\u00dfenbeauftragten \u2014 auch, sich an die anderen Regionen und autonomen Provinzen zu wenden, um die Verabschiedung \u00e4hnlicher Dokumente in den jeweiligen Parlamenten anzuregen. Wenn schon kein Vorreiter k\u00f6nnte S\u00fcdtirol dann ja zumindest ein Nachz\u00fcgler sein.<\/p>\n<p>Hier die Tagesordnung im italienischen Wortlaut:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>OGGETTO: Risoluzione della crisi catalana e intervento delle Istituzione Europee.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il Consiglio regionale del Piemonte,<\/strong><br \/>\n<strong>premesso che<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>in questi giorni, esponenti del mondo accademico, politico, del giornalismo e della societ\u00e0 civile italiano hanno promosso e aderito a un Appello per la Catalogna, l&#8217;Europa, la democrazia, dove si segnala che a Madrid, nel cuore dell&#8217;Europa occidentale, dodici esponenti della politica e della societ\u00e0 civile catalana sono in questi giorni sotto processo. Nove di essi si trovano in regime di detenzione preventiva, in molti casi da ben oltre un anno;<\/li>\n<li>i capi di imputazione a carico di tali soggetti sono gravissimi, con richieste di pena da parte della pubblica accusa che arrivano a 25 anni di reclusione. Tra i reati contestati vi \u00e8 la &#8220;ribellione&#8221;, la figura criminosa utilizzata per chi, nel 1981, entr\u00f2 con le armi in parlamento e port\u00f2 in strada i carri armati;<\/li>\n<li>il codice penale spagnolo richiede, nella tipizzazione del reato, l&#8217;elemento della &#8220;rivolta violenta&#8221;, tuttavia, l&#8217;unica violenza finora riscontrabile, per le innumerevoli immagini che hanno fatto il giro del mondo, \u00e8 quella messa in atto dalle forze dell&#8217;ordine spagnole ai danni di votanti e manifestanti &#8211; anche non indipendentisti &#8211; intenti a<\/li>\n<li>resistere pacificamente, con le braccia alzate, in difesa dei seggi. Si \u00e8 arrivati perfino a sparare proiettili di gomma sui cittadini, nonostante il loro utilizzo sia espressamente vietato in Catalogna;<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>premesso, altres\u00ec, che<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>la vicenda giudiziaria non si esaurisce a Madrid, innanzi al Tribunal Supremo. Altri imputati verranno, infatti, giudicati (per disobbedienza e ulteriori reati) in Catalogna. Centinaia sono i sindaci, gli attivisti sociali e gli artisti indagati (e in alcuni casi condannati) per aver contribuito, in qualche modo, alla preparazione del referendum o per aver semplicemente manifestato le proprie idee (eloquente, in tal senso, l&#8217;Amnesty International Report 2017\/18, pp. 339-341);<\/li>\n<li>vi sono, poi, i sette politici, sia parlamentari che componenti del precedente governo catalano, rifugiatisi in Belgio, Scozia e Svizzera per sfuggire all&#8217;arresto e continuare a condurre la propria azione politica dall&#8217;estero. Sono liberi cittadini in tutta Europa, visto che, anche a seguito della decisione del tribunale tedesco nel caso Puigdemont, l&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria spagnola ha ritirato tutti gli ordini d&#8217;arresto europeo a loro carico;<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>evidenziato che<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>al di l\u00e0 delle anomalie tecniche dei procedimenti giudiziari (sottolineate anche da diversi osservatori internazionali), \u00e8 evidente ci\u00f2 che sta accadendo: si discute nelle aule dei tribunali di una questione eminentemente politica, che dal campo della politica non sarebbe mai dovuta uscire. Si criminalizza un&#8217;intera classe politica, la cui responsabilit\u00e0 \u00e8 quella di aver cercato di smuovere le istituzioni spagnole da posizioni di radicale chiusura al dialogo. Si dimentica che oltre due milioni di cittadini catalani chiedono da anni, in maniera assolutamente civile e pacifica, di potersi esprimere liberamente e democraticamente sull&#8217;assetto della relazione tra la Spagna e la Catalogna;<\/li>\n<li>solo da una posizione di intransigente nazionalismo si pu\u00f2 continuare a ritenere la questione dell&#8217;indipendenza catalana un tema su cui non \u00e8 possibile neanche aprire una discussione democratica;<\/li>\n<li>solo da una posizione illiberale si pu\u00f2 ritenere preferibile a quella prospettiva la compressione di fondamentali diritti civili e politici;<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>ritenuto che<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>il silenzio perdurante dell&#8217;Europa, che liquida la vicenda come affare interno alla Spagna, sia deprecabile e molto pericoloso poich\u00e9 si tratta, non di un segno di forza delle istituzioni europee, bens\u00ec di debolezza, che, peraltro, contribuisce alla radicalizzazione del conflitto piuttosto che alla sua risoluzione;<\/li>\n<li>se la UE, con il suo silenzio, accetta la criminalizzazione della protesta pacifica e della disobbedienza civile in un Paese membro della rilevanza della Spagna, ad essere minacciati sono i diritti democratici non solo dei catalani, ma degli spagnoli e degli europei tutti;<\/li>\n<li>sia anche deprecabile e pericoloso il silenzio dell&#8217;opinione pubblica, della stampa e degli intellettuali del nostro Paese poich\u00e9, nello scenario descritto, \u00e8 necessario l&#8217;impegno e il controllo vigile di tutti coloro che hanno davvero a cuore la protezione dei diritti, dei valori democratici e dei principi sanciti dagli stessi Trattati UE;<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>ritenuto, infine che<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><u>siano quanto mai urgenti la scarcerazione dei prigionieri catalani, il ritorno ad una situazione di normalit\u00e0 democratica e l&#8217;apertura di un dialogo politico sulla questione, unica strada percorribile per addivenire ad una risoluzione coerente con i valori della democrazia.<\/u><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Tutto ci\u00f2 premesso e considerato,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>IMPEGNA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>la Giunta regionale del Piemonte<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong> ad attivarsi con urgenza<\/strong> nei confronti del Presidente del Consiglio e del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale affinch\u00e9 facciano tutto quanto \u00e8 in loro potere per portare l&#8217;attenzione, a livello internazionale, sulla preoccupante situazione esistente in Catalogna;<\/li>\n<li><strong>a sollecitare<\/strong> l&#8217;Alto rappresentante dell&#8217;Unione Europea per gli Affari esteri e la politica di sicurezza a mettere in atto tutti gli sforzi necessari a garantire la risoluzione della vicenda catalana;<\/li>\n<li><strong>a trasmettere<\/strong> il presente Ordine del giorno, che esprime grande preoccupazione rispetto a quanto evidenziato in premessa, alla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome e alla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome affinch\u00e9 possa essere valutata, nelle rispettive sedi, l&#8217;opportunit\u00e0 di redigere e approvare analoghi atti.<\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>Die Vorlage wurde von PD, 5SB, LEU, <em>Forza Italia<\/em> und <em>Lega<\/em> gutgehei\u00dfen. Nur ein Abgeordneter der Rechten stimmte dagegen.<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; text-transform: uppercase;\">C\u00ebla enghe:<\/span><\/strong> <a title=\"La Catalogna, l\u2019Europa e la democrazia.\" href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=47456\"><code>01<\/code><\/a> <a title=\"Landtag spricht Katalonien Solidarit\u00e4t aus.\" href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=40520\"><code>02<\/code><\/a> <a title=\"Motion de solidarit\u00e9 \u00e0 la Catalogne.\" href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=37650\"><code>03<\/code><\/a> <a title=\"La Sardegna al fianco della Catalogna.\" href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=36434\"><code>04<\/code><\/a> <a title=\"Rossi und Kompatscher schreiben Briefe.\" href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=37068\"><code>05<\/code><\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Wunder geschehen, k\u00f6nnte man sagen, manchmal sogar unerwartet. 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