{"id":49799,"date":"2019-07-04T16:57:08","date_gmt":"2019-07-04T14:57:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=49799"},"modified":"2023-01-05T20:00:16","modified_gmt":"2023-01-05T19:00:16","slug":"la-salute-di-una-lingua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=49799","title":{"rendered":"La salute di una lingua."},"content":{"rendered":"<p>Pochi giorni fa (il 30 giugno) sulla TV pubblica catalana (TV3) \u2014 nell&#8217;ambito del formato <em>30 minuts<\/em> \u2014 \u00e8 andato in onda <a title=\"TV3: Llenguaferits.\" href=\"https:\/\/www.ccma.cat\/tv3\/alacarta\/30-minuts\/llenguaferits\/video\/5879592\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">un documentario sullo stato di salute della lingua catalana<\/a>, dal titolo <em>Llenguaferits.<\/em> L&#8217;ho trascritto e tradotto quasi tutto, per via dei parallelismi che se ne possono trarre per la situazione linguistica (del tedesco, dell&#8217;italiano e del ladino) in Sudtirolo. E, ovviamente, anche per le differenze (piccole e grandi) che ci sono.<\/p>\n<p>Ad ogni modo sono convinto che il contenuto possa essere di grandissimo interesse per la nostra realt\u00e0. Alcuni passaggi, quelli che, nel bene e nel male, ritengo pi\u00f9 significativi, li ho voluti evidenziare, sottolineandoli.<\/p>\n<blockquote><p>Presentatore: Buona sera. La salute del catalano \u00e8 sempre stata, e continua a esserlo, un tema controverso. Filologi e patiti della lingua da anni discutono se la lingua sia [gi\u00e0] condannata, e alcuni, perfino, fanno un pronostico e ne prevedono la disapparizione entro pochi decenni. Per\u00f2, pi\u00f9 in l\u00e0 di queste previsioni negative, la situazione in cui oggi si trova il catalano merita una nuova riflessione. Perch\u00e9 il suo futuro ormai non \u00e8 pi\u00f9 legato solamente all\u2019ostilit\u00e0 dello stato spagnolo o al grado di ufficialit\u00e0, bens\u00ec [anche] a nuovi elementi. Innanzittutto una nuova demografia. Ci sono un milione e mezzo di persone nuove arrivate che parlano oltre 200 lingue materne. Per\u00f2 anche, e questo \u00e8 un segnale di allerta molto chiaro, le nuove abitudini di svago dei bambini e dei giovani. Le nuove generazioni hanno smesso di consumare la televisione convenzionale e cercano in internet i loro punti di riferimento. E nella rete, su YouTube o su Instagram, il catalano \u00e8 marginale. Gli ostacoli sono evidenti, e senza cambiamenti profondi la fragilit\u00e0 del catalano diventer\u00e0 irreversibile. Per\u00f2 alcuni filologi dicono che i parlanti [del catalano] hanno ancora a portata mano il recupero degli spazi persi. L\u2019alternativa, la sparizione dallo spazio pubblico, la vedremo nel reportage [realizzato] nei territori catalalofoni in cui la lingua \u00e8 gi\u00e0 stata sostituita.<\/p>\n<p><strong>Albert S\u00e1nchez Pi\u00f1ol (scrittore):<\/strong> \u00abIl catalano \u00e8 sempre stato in pericolo da quando lo conosco. Ho la sensazione che sia una lingua che ha una cattiva salute di ferro.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Carme Junyent (linguista):<\/strong> \u00ab<span style=\"text-decoration: underline;\">Uno dei tratti che catatterizzano i popoli che hanno perso la lingua \u00e8 che nessuno se n\u2019\u00e8 reso conto, fin quando non c\u2019\u00e8 stato pi\u00f9 nulla da fare.<\/span>\u00bb<\/p>\n<p><strong>V\u00edctor Amela Bonilla (giornalista e scrittore):<\/strong> \u00abNon sparir\u00e0. Cio\u00e8, ci sono stati 40 anni di una dittatura feroce che, coscientemente, ha voluto eliminare il catalano dall\u2019uso culturale, dall\u2019uso istituzionale, dall\u2019uso pubblico\u2026 e ha fallito.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Pau Vidal (divulgatore linguistico):<\/strong> \u00ab<span style=\"text-decoration: underline;\">Ripetono il mantra che recita \u201eSe la lingua \u00e8 sopravvissuta al franchismo non morir\u00e0 mai\u201c, che \u00e8 un&#8217;assurdit\u00e0 sociolinguistica, perch\u00e9 Netflix \u00e8 molto pi\u00f9 potente del franchismo.<\/span>\u00bb<\/p>\n<p><strong>Neus Nogu\u00e9 (filologa dell\u2019Universitat de Barcelona):<\/strong> \u00abQuel che \u00e8 importante \u00e8 che la gente parli, che parli la lingua; in questo caso, che parli catalano, meglio o peggio, ma che lo parli.\u00bb<\/p>\n<p><strong>\u00c0lex Hinojo (attivista culturale):<\/strong> \u00abO lo usi tutti i giorni o sparisce. Perch\u00e9 l\u2019alternativa \u00e8 molto semplice, \u00e8 qui [pronta] ed \u00e8 molto comoda. <span style=\"text-decoration: underline;\">Quindi tutti gli aspetti del nostro quotidiano richiedono attivismo.<\/span> S\u00ec.\u00bb<\/p>\n<p><strong>David Carab\u00e9n (cantante del gruppo Mishima):<\/strong> \u00ab<span style=\"text-decoration: underline;\">\u00c8 meglio continuare a difendere il catalano perch\u00e9 \u00e8 una lingua molto\u2026 molto utile, che non perch\u00e9 \u00e8 una lingua che sta per morire.<\/span> Io ho sviluppato un grande amore per questa lingua, per\u00f2 se un giorno si perdesse, succeder\u00e0 perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 abbastanza gente che l\u2019ama.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p><!--more-->Aiguat\u00e8bia (Conflent), Francia.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Louise Pag\u00e9s (abitante di Aiguat\u00e8bia):<\/strong> \u00abNon sapevamo una parola di francese; a casa parlavamo sempre con i nostri parenti, parlavamo sempre in catalano.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>El Rimbau (Rossell\u00f3), Francia.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Clemence Pi (abitante di El Rimbau):<\/strong> \u00abParlavamo catalano, eh. Tutti parlavano catalano all\u2019epoca. Tutti, le mie sorelle e mio fratello, che \u00e8 pi\u00f9 giovane, parlavano catalano.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Maria Dolors Sol\u00e0 (abitante di El Rimbau):<\/strong> \u00abQuando andavate a comprare nei negozi, tutti parlavano catalano\u2026\u00bb<\/p>\n<p>Clemence Pi: \u00abSe avessimo parlato in francese ci avrebbero preso per parigini.\u00bb<\/p>\n<p>\u201eOff\u201c: Sono le ultime parlanti del catalano in villaggi dove nessuno [pi\u00f9] lo capisce. Nell\u2019anno 1700, la Francia proibiva il catalano nella Catalogna settentrionale, per\u00f2 per strada tutti continuavano a parlarlo. Finch\u00e9 a met\u00e0 del secolo scorso tutta una generazione prende la decisione di non trasmetterlo pi\u00f9 ai figli.<\/p>\n<p>Maria Dolors Sol\u00e0: \u00abQuesto lo sappiamo perch\u00e9 famiglie dove ci sono figli nati prima della guerra e figli nati dopo la guerra, si pu\u00f2 dimostrare che ai figli nati prima della guerra i genitori parlano in catalano, e ai figli nati dopo la guerra, nella medesima famiglia, i genitori parlano ai figli in francese.\u00bb<\/p>\n<p>\u201eOff\u201c: <span style=\"text-decoration: underline;\">La scuola repubblicana francese, libera e gratuita, diede il colpo di grazia al catalano e ad altre lingue che si parlavano in Francia, proibendole e degradandole nelle aule.<\/span> Lo spirito di questo divieto si trova ancora oggi nelle scuole d\u2019Aiguat\u00e8bia, nel Conflent, dove come in molte scuole c\u2019era scritto \u201eparlate francese, siate puliti\u201c.<\/p>\n<p>Louise Pag\u00e9s: \u00abSe parlavamo catalano ci punivano, e siccome avevamo l\u2019abitudine di parlare in catalano, all\u2019inizio ci scappava sempre, e allora ci punivano, ci facevano disegnare le righe sui fogli, o ci mettevano all\u2019angolo, in ginocchio, a colpi. Ce n\u2019era uno che ci batteva sulle dita con una bacchetta.\u00bb<br \/>\n(Mostrando una foto) \u00abQui entravo a scuola, a 5 anni, nel momento in cui sono entrata, perch\u00e9 parlavo catalano, mi ha dato un colpo di pugno sul naso, mi ha rotto il naso.\u00bb<\/p>\n<p>Maria Dolors Sol\u00e0: \u00abChe cosa vi diceva la maestra quando parlavate, quando vi sentiva parlare in catalano?\u00bb<\/p>\n<p>Clemence Pi: \u00abDiceva: \u201eIl faut parler fran\u00e7ais\u201d \u2013 Il faut parler fran\u00e7ais.\u00bb [Si deve parlare francese.]<\/p>\n<p>Maria Dolors Sol\u00e0: \u00abMa c\u2019erano scuole in cui quando i bimbi parlavano in catalano, a chi parlava in catalano davano un oggetto, una pietra, una scatola di fiammiferi, e dopo lui lo passava al prossimo che parlava catalano. Tutti si controllavano, ciascuno controllava l\u2019altro. E l\u2019ultimo che rimaneva con l\u2019oggetto in mano, la pietra o quant\u2019altro, veniva punito. Gli facevano ricopiare \u201eparler\u00f2 francese\u201c.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Scuola \u201eBressola\u201c di Sant Galdric, Perpiny\u00e0, Francia<\/p>\n<blockquote><p>\u201eOff\u201c: Il catalano ha fatto un salto di tre generazioni in Catalogna settentrionale. Lo parlano i 1.000 alunni della \u201eBressola\u201c, la scuola nata nel 1975 per recuperare la lingua proibita. Un miracolo linguistico in un ambiente monolingue francese.<\/p>\n<p><strong>Maestro (Lloren\u00e7 Genesc\u00e0):<\/strong> \u00abTutto quel che facciamo ha come asse centrale la lingua. Gli adulti nella scuola non possono mai lasciare soli per 5 minuti i bimbi, dobbiamo accompagnarli sempre, perch\u00e9 molte volte quel che manca sono le parole, i modi di dire, le espressioni, e per questo hanno bisogno di punti di riferimento, devono sentirlo, devono impararlo.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Sant Quirze del Vall\u00e8s (Vall\u00e8s Occidental), Spagna<\/p>\n<blockquote><p><strong>Padre (\u00d2scar Fernandez, giornalista):<\/strong> \u00abTutte le mattine porto i bambini a scuola, e allora quel giorno arrivo e Aleix incontra un bimbo. E la mia sorpresa era che Aleix ha tirato fuori i Cromos [delle figurine, ndt] e, andando dritto verso di lui, gli ha detto [in castigliano]: \u201eHo Cromos, possiamo scambiarle, guarda chi mi \u00e8 venuto fuori.\u201c Questo mi ha sorpreso e gli ho chiesto: \u201eCome mai parlate in castigliano se normalmente [tra di voi] parlate in catalano?\u201c E tutti e due mi rispondono: \u201eNo, \u00e8 che il castigliano \u00e8 la lingua della scuola\u201c. Ai miei tempi c\u2019erano dei giochi che si facevano in castigliano. <span style=\"text-decoration: underline;\">Credo che la differenza, ora, sia che perfino fra catalanofoni passano al castigliano.<\/span>\u00bb<\/p>\n<p>\u201eOff\u201c: <span style=\"text-decoration: underline;\">L\u2019immersione linguistica blinda da decenni il catalano nelle scuole pubbliche e convenzionate in Catalogna. Per\u00f2 la lingua dominante in classe \u00e8 molto pi\u00f9 fragile quando si entra in un altro ambito: il cortile.<\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>Si vedono bambini che giocano a calcio parlando in castigliano.<\/p>\n<blockquote><p>\u201eOff\u201c: Qui la situazione \u00e8 di alternanza e di predominio chiaro da parte del castigliano.<\/p>\n<p><strong>Francesc Xavier Vila (Direttore CUSC-Universitat de Barcelona):<\/strong> \u00ab<span style=\"text-decoration: underline;\">I contesti in cui c\u2019\u00e8 una forte alternanza [fra le lingue], molto costante, solitamente indicano processi di sostituzione linguistica. Nel momento in cui mi \u00e8 indifferente parlare una lingua piuttosto che un\u2019altra con la stessa persona e continuo a cambiare tra le due lingue, vuol dire che le due lingue per noi sono ugualmente \u201eproprie\u201c. E se sono ugualmente proprie, in fondo, se sono esattamente uguali, ce n\u2019\u00e8 una di troppo.<\/span>\u00bb<\/p>\n<p>\u201eOff\u201c: La Catalogna ha accolto un milione e mezzo di immigrati negli ultimi 10 anni. I minori devono frequentare la scuola, e prima di entrare in classe gli si insegna il catalano in un corso d\u2019accoglienza.<\/p>\n<p><strong>Carme S\u00e1nchez (responsabile programmazione linguistica della scuola Puig Castellar):<\/strong> \u00abQui arrivano in condizioni molto dure, a volte con questioni personali complicate. E questo rende difficile che un alunno sia pienamente capace di imparare un nuovo linguaggio. Sono alunni stressati, alunni che patiscono un dolore.\u00bb<\/p>\n<p>\u201eOff\u201c: Nella scuola superiore Puig Castellar, nel quartiere Singuerl\u00edn di Santa Coloma de Gramenet, quasi tutti gli alunni che oggi frequentano il corso d\u2019accoglienza sono latinoamericani, e il castigliano \u00e8 la loro lingua comune.<\/p>\n<p><strong>Chenxiao Xiang:<\/strong> \u00abSono arrivata a natale 2006, e sono entrata nella scuola Puig Castellar nel 2007. Non sapevo dire nemmeno ciao, non sapevo niente, niente di niente. Volevo imparare la lingua, volevo imparare il catalano, ossia\u2026 non sapevo che fosse catalano, volevo imparare la lingua che parlavano i professori.\u00bb<\/p>\n<p>\u201eOff:\u201c Chenxiao aveva 13 anni quando \u00e8 arrivata al corso d\u2019accoglienza. Non sapeva n\u00e9 il catalano n\u00e9 il castigliano e non sapeva nemmeno distinguerli. Dopo un anno \u00e8 passata alla classe ordinaria, dove tutti, eccetto il maestro, parlavano castigliano.<\/p>\n<p>Chenxiao Xiang: \u00abPrima di entrare nella classe normale pensavo che tutti parlassero il catalano, come me. Ma dopo essere arrivata in classe un giorno ho scoperto che i compagni parlavano un\u2019altra lingua.\u00bb<\/p>\n<p>Albert S\u00e1nchez Pi\u00f1ol: \u00ab<span style=\"text-decoration: underline;\">Sono andato a fare dibattiti in molte scuole in diverse parti di questo paese\u2026 e vedi che ci sono un sacco di scuole dove la legge d\u2019immersione linguistica semplicemente non si applica; \u00e8 che non si parla neanche una parola di catalano, i professori non lo usano perch\u00e9 gli costa [energia], logicamente, \u00e8 cos\u00ec, no?<\/span> Per\u00f2 \u00e8 molto sorprendente che ci sia tanto dibattito politico su una cosa che non esiste.\u00bb<\/p>\n<p>Carme S\u00e1nchez: \u00abLa scuola ha un peso importante, ma \u00e8 che non\u2026 non possiamo fare tutto noi. Ci sono altri ambiti linguistici che dovrebbero essere responsabili.\u00bb<\/p>\n<p>Pau Vidal: \u00ab\u00c8 vero anche che quel quasi-catalanofono in cui ti si \u00e8 trasformato l\u2019alunno venuto da fuori, in molto meno tempo rispetto a quel che ci ha messo la scuola a \u201edipingerlo\u201c di catalano\u2026 la strada lo stinge.\u00bb<\/p>\n<p>Chenxiao Xiang: \u00ab<span style=\"text-decoration: underline;\">Quando vedono la tua faccia, direttamente ti parlano in castigliano. Perch\u00e9 non collegano una straniera col catalano.<\/span>\u00bb<\/p>\n<p>Francesc Xavier Vila: \u00ab<span style=\"text-decoration: underline;\">La persona cui si parla sempre in castigliano non avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di imparare il catalano. D\u2019altro canto, e questo succede spesso, questa persona finisce per avere la sensazione che il catalano \u00e8 la lingua di un gruppo di cui non fa parte.<\/span>\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p><strong>Nicoleta Bustan:<\/strong> \u00abVengo dalla zona della Transilvania, diciamo. E, s\u00ec, sono venuta qui, perch\u00e9, chiaro, avevo finito di studiare e vabb\u00e8, \u00e8 Spagna, dunque mi sono detta: \u201eVoglio vederla\u201c, no? Mi ricordo che facevano corsi di\u2026 questo, di apprendimento e ci sono andata due giorni, ma io trovo che per imparare una lingua \u00e8 chiaro che anche studiando si impara, no? Pero trovo che \u00e8\u2026 \u00e8 parlando con la gente, no? Sentire, parlare, e allora si impara pi\u00f9 facilmente.\u00bb<\/p>\n<p>\u201eOff\u201c: Ad anni luce dall\u2019area metropolitana [di Barcellona], nelle zone dell\u2019Ebre \u00e8 dove, di gran lunga, si parla di pi\u00f9 il catalano. L\u2019integrazione di qualsiasi immigrato nella zona \u00e8 quasi impossibile se non si fa in questa lingua.<\/p>\n<p>Nicoleta Bustan: \u00ab<span style=\"text-decoration: underline;\">Il mio capo faceva: \u201eNo, non parlate in castigliano, che lei deve imparare il catalano\u201c. E lui sempre mi parlava in catalano. Voglio dire, mi ha dato molto sostegno, no?\u2026 per poter parlare e imparare il catalano.<\/span>\u00bb<\/p>\n<p>Chenxiao Xiang: \u00abSe una persona sa la tua lingua \u00e8 perch\u00e9 questa persona \u00e8 interessata alla tua cultura, \u00e8 interessata alle tue tradizioni, vuole conoscere un\u2019altra cultura, e questo mi sembra molto importante.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Chloe Phillips (cantante):<\/strong> La reazione \u00e8: \u201eOh! Sto impazzendo! Una straniera che parla catalano!\u201c E questo, chiaro, mi fa anche sentire come: \u201eAhi, che buona cosa aver fatto lo sforzo di imparare questa lingua\u2026 e che la gente sia cos\u00ec felice\u201c. Perch\u00e9 una straniera che parla inglese non \u00e8 tanto sorprendente, no?<\/p>\n<p>\u201eOff\u201c: Chloe Phillips \u00e8 nordamericana, ed \u00e8 arrivata 7 anni fa a Vilanova i la Geltr\u00f9 per frequentarvi una classe di maturit\u00e0.<\/p>\n<p>Chloe Phillips: \u00abIl primo giorno mi parlavano in castigliano ma dopo, il secondo giorno, mi hanno detto: \u201eQui a casa parliamo in catalano\u201c, e io gli ho risposto: \u201eQuesto cos\u2019\u00e8?\u201c Beh, sapevo che il catalano esisteva, ma non sapevo che si parlasse, pensavo che fosse come l\u2019occitano, per esempio.\u00bb<\/p>\n<p>\u201eOff\u201c: Ora \u00e8 tornata in Catalogna per intraprendere una carriera musicale. Qui ha reso popolari in rete alcuni commenti sulla lingua e l\u2019inerzia rispetto al castigliano. Come quella che ha vissuto quando \u00e8 andata a un dibattito a Barcellona.<\/p>\n<p>Chloe Phillips: \u00ab<span style=\"text-decoration: underline;\">C\u2019era una persona che diceva \u201eper me andrebbe meglio il castigliano\u201c. C\u2019erano pi\u00f9 o meno 20 persone, e anche anziani per i quali vedevo che era uno sforzo parlare in castigliano, ma nonostante ci\u00f2 loro provavano a fare lo sforzo di parlare in castigliano, per quell\u2019unica persona che preferiva parlare in castigliano. E dico: \u201ePerch\u00e9 dovete sempre cambiare lingua? Siete abituati a fare sempre cos\u00ec, no?<\/span>\u201c\u00bb<\/p>\n<p>Carme Junyent: \u00ab<span style=\"text-decoration: underline;\">Optiamo per la lingua non connotata, la lingua di cui sappiamo che non ci creer\u00e0 problemi, e credo che questo sia la manifestazione del fatto che, visto che tutti facciamo parte di una comunit\u00e0\u2026 che abbiamo preso tante bastonate per il fatto di parlare la nostra lingua, proviamo a evitarlo, ossia, non provochiamo.<\/span>\u00bb<\/p>\n<p>\u201eOff\u201c: Un video di Pol Gis\u00e9 un anno fa ha avuto centinaia di migliaia di visite in internet. Su YouTube e su Instagram il castigliano \u00e8 chiaramente predominante, soprattutto per l\u2019accesso [che permette] al mercato latinoamericano. E qui i numeri sono schiaccianti: 9 su 10 youtubers catalani si esprimono in questa lingua in internet. Lo svago di adolescenti e giovani attualmente passa da questi punti di riferimento, e il fatto che il catalano vi sia marginale \u00e8 uno dei sintomi pi\u00f9 allarmanti [dal punto di vista] della lingua.<\/p>\n<p><strong>Pol Gis\u00e9 (YouTuber):<\/strong> \u00abHo deciso di creare un canale in catalano, perch\u00e9 c\u2019era molta gente che me lo chiedeva e ho detto: \u201eDunque, guarda, far\u00f2 un canale in catalano che si chiamer\u00e0 Polgisecat.\u201c E ho iniziato a pubblicarvi videos in catalano.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Juliana Canet (YouTuber):<\/strong> \u00abDi gente che fa cose in castigliano ce n\u2019\u00e8 moltissima, e di gente che fa cose in catalano ce n\u2019\u00e8 talmente poca che il poco lavoro che c\u2019\u00e8 \u00e8 solo per noi. \u00c8 un concetto che si chiama \u201emicroinfluencer\u201c, che ha un pubblico molto concreto. Dunque, se la Carta Giovane [catalana] vuole una collaborazione non chieder\u00e0 a Dulceida, anche se lo fa in castigliano e ha molti seguaci, perch\u00e9 il pubblico che li interessa \u00e8 tutto da me e chiedo molto meno soldi.\u00bb<\/p>\n<p>[\u2026]<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 che io credo molto negli esempi. Ossia, se io ora ho iniziato a fare videos, ci sar\u00e0 gente che lo vedr\u00e0. Ho 50.000 follower, e dunque questi ora conoscono qualcuno che fa cose in catalano in internet, e questo si retroalimenta. E allora di questi follower, forse 10 iniziano a fare videos e iniziano a crescere. Credo che sia piuttosto questo.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Lildami (cantante):<\/strong> \u00abAll\u2019inizio, visto che [nel rap e trap] avevo solo esempi in castigliano cantavo in castigliano. Per\u00f2 c\u2019\u00e8 stato un punto in cui ha fatto \u201eclac\u201c ed \u00e8 stato: se io a casa mia mi esprimo in catalano, con i miei amici parlo in catalano, perch\u00e9 quando faccio musica dovrei farla in modo diverso? Ovviamente i testi sono importanti, ma alla fine ci\u00f2 che ti fa ballare \u00e8 se la musica \u00e8 buona o cattiva.\u00bb<\/p>\n<p>\u201eOff\u201c: Lildami \u00e8 uno dei nomi emergenti del rap e del trap in catalano. Questo ragazzo di 24 anni di Terrassa ha iniziato a 15 anni in uno stile che si sentiva solo in castigliano e in inglese. Adesso ha appena pubblicato \u201eFlors mentre visqui\u201c, il suo primo disco, ed ha venduto tutti i biglietti in alcuni dei festival di musica pi\u00f9 importanti che quest\u2019estate avranno luogo in Catalogna.<\/p>\n<p>Lildami: \u00abPosso andare a Tarragona e fare un concerto e so che verr\u00e0 gente; posso fare un concerto a Girona e anche l\u00ec so che verr\u00e0 gente; o a Lleida. Credo che il bello di cantare in catalano, almeno secondo quanto vedo, \u00e8 che la gente che mi segue \u00e8 molto pi\u00f9 concentrata. Parlo cos\u00ec perch\u00e9 \u00e8 come mi esprimo realmente e sicuramente in questa intervista ho detto mille cose [linguisticamente] sbagliate e le dico costantemente, ma senza rendermene conto. Io, ad esempio, sono di Terrassa e nell\u2019area metropolitana c\u2019\u00e8 molto meticciato fra gente di Spagna e di Catalogna, di quelli che sono venuti e di quelli che sono emigrati da qui. E allora quel che ci\u00f2 provoca \u00e8 che nelle case si parli al contempo in catalano e in castigliano.\u00bb<\/p>\n<p>David Carab\u00e9n: \u00ab<span style=\"text-decoration: underline;\">Credo che le lingue sane abbiano i due lati: i puristi e i meticci. E una buona lingua ha queste due correnti e va bene che convivano e che\u2026 lottino per difendersi.<\/span>\u00bb<\/p>\n<p>\u201eOff\u201c: Mishima ha iniziato al festival Strenes il tour del suo ventesimo anniversario. Il gruppo che ha appena pubblicato un disco unplugged, \u201eAra i aqu\u00ed\u201c, \u00e8 uno dei punti di riferimento del pop rock catalano nato alla fine degli anni 90. I primi tre album li hanno fatti in inglese, ma il gruppo ha cambiato rotta quando Carab\u00e9n ha iniziato a scrivere i primi testi.<\/p>\n<p>David Carab\u00e9n: \u00abQuando cantavo in inglese molto probabilmente stavo ancora giocando, stavo giocando a essere un artista, giocando a essere un compositore, utilizzavo formule della lingua inglese che avevo sentito in altre canzoni. Non ho mai sospettato, n\u00e9 avuto paura e nemmeno la vergogna di pensare che l\u2019io che cantava fossi io \u2014 quell\u2019io invece era una specie di cosa favoleggiata, un altro personaggo, un personaggio che io interpretavo.\u2028Quando ho iniziato a scrivere in catalano, a comporre in catalano, ho visto che quell\u2019io che cantava ero [proprio] io. La mia generazione \u00e8 stata la prima dove in platea, diciamo, e nei posti a sedere non c\u2019erano pi\u00f9 bandiere. In una certa maniera avevamo la fantasia di cantare in una lingua che non era connotata n\u00e9 ideologicamente, n\u00e9 politicamente, n\u00e9 nazionalmente; semplicemente era la lingua di questa societ\u00e0 e pertanto era la lingua che sceglievamo per cantarci a noi stessi.\u00bb<\/p>\n<p>Albert S\u00e1nchez Pi\u00f1ol: \u00ab<span style=\"text-decoration: underline;\">Non \u00e8 che alcune lingue rendano alcune storie universali, ma piuttosto ci sono alcune storie che rendono le lingue universali.<\/span> E io\u2026 scrivendo in catalano mi hanno tradotto in pi\u00f9 di 30 paesi, il che dimostra che il problema non \u00e8 la lingua, no?\u00bb<\/p>\n<p>\u201eOff\u201c: Ogni anno circa 150 autori catalani vengono tradotti in lingue straniere. La loro proiezione esterna viene potenziata a partire dalla Catalogna, ma anche dall\u2019Istituto Cervantes, l\u2019organismo incaricato di vegliare sul castigliano e sul resto delle culture che convivono nello stato spagnolo.<\/p>\n<p>Albert S\u00e1nchez Pi\u00f1ol: \u00ab<span style=\"text-decoration: underline;\">Ho viaggiato su incarico dell\u2019Istituto Cervantes, e tutto ci\u00f2\u2026 per loro non esiste il catalano. Cio\u00e8 ti dicono: \u201eNo, no, noi lo rispettiamo molto\u201c, e quando ti portano nelle sedi dell\u2019Istituto, dove potreste andare con la telecamera, lo vedreste, tutto \u00e8 in castigliano, meno uno scaffale ridicolo dove c\u2019\u00e8 scritto \u201elingue coofficiali\u201c. Ossia, questa \u00e8 la mentalit\u00e0 dello stato.<\/span>\u00bb<\/p>\n<p>V\u00edctor Amela Bonilla: \u00abLa Catalogna \u00e8 una bolla perfetta, che il resto della Spagna non conosce, o non vuole conoscere. E allora io, come autore che scrive in castigliano in Catalogna, ho un problema doppio: uno, che molti dei miei lettori, catalani, non sono molto interessati a leggere in castigliano, e un altro, che il resto dei lettori in castigliano non mi conosce assolutamente e non vuole sapere niente di me, perch\u00e9 sono catalano.\u00bb<\/p>\n<p>\u201eOff\u201c: Per\u00f2 in Catalogna si continua a leggere molto di pi\u00f9 in castigliano. Se lasciamo da parte i libri obbligatori a scuola, solo uno su quattro libri venduti \u00e8 scritto in catalano.<\/p>\n<p>Albert S\u00e1nchez Pi\u00f1ol: \u00abChe pericolo, che minaccia pu\u00f2 significare per il castigliano, che viene parlato in 40 paesi del mondo e da 400 milioni di persone o pi\u00f9, il catalano? Non si dovrebbe fare uno sforzo per proteggere il debole? No e no, la mentalit\u00e0 \u00e8 quella di andare a colpirlo fino a un punto ridicolo.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p><strong>Ester Franquesa (direttrice di politica linguistica della Generalitat):<\/strong> \u00abSe mi chiede di avversit\u00e0 dello stato spagnolo nei confronti della lingua [catalana], io la prima cosa che citerei sono le impugnazioni di tutte le leggi che facciamo in materia linguistica. <span style=\"text-decoration: underline;\">Ci hanno attaccato [su] tutto: la Legge del cinema, la Legge d\u2019accoglienza, la Legge d\u2019educazione, tutto ci\u00f2 che riguarda e che regola la materia linguistica, la Legge dell\u2019occitano, il codice di consumo, tutto.\u00bb<\/span><\/p>\n<p>\u201eOff\u201c: Lo stato e la legislazione linguistica intervengono molto poco sulle applicazioni tecnologiche, regolate dalle leggi del mercato. E il forte attivismo, in questo ambito, ha fatto s\u00ec che le grandi piattaforme, nonostante le reticenze iniziali, dispongano dell\u2019opzione linguistica catalana.<\/p>\n<p>\u00c0lex Hinojo: \u00abQuel che dobbiamo fare \u00e8 andare ogni giorno sui siti, dove sia necessario. E quel che \u00e8 necessario sar\u00e0 la traduzione automatica, saranno pagine web, sar\u00e0 utilizzarle, sar\u00e0 utilizzarle in rete, non utilizzarle quando non ti lascino\u2026 cio\u00e8 non usare le piattaforme che non ti lasciano [usare il catalano]. E per me \u00e8 questo, giorno dopo giorno, che bisogna fare. Perch\u00e9 l\u2019alternativa \u00e8 sparire. Iniziamo a parlare con la lavatrice, col frigo, con la macchina per scaldare il pane. Gli dici [in castigliano]: \u201eCiao, fammi dei toast\u201c. E perch\u00e9 lo dobbiamo fare in castigliano? Al mio scaldapane voglio parlare in catalano, e che i miei figli capiscano che anche alle macchine possiamo parlare in catalano. Questa \u00e8 una delle sfide.\u00bb<\/p>\n<p>\u201eOff\u201c: <span style=\"text-decoration: underline;\">La comunit\u00e0 catalanofona in rete \u00e8 un punto di riferimento a livello mondiale. Il caso pi\u00f9 evidente \u00e8 la Wikipedia catalana, la seconda apparsa dopo quella inglese. Ma in generale in internet la coscienza di mantenere viva la lingua [catalana] \u00e8 molto presente.<\/span><\/p>\n<p>\u00c0lex Hinojo: \u00ab<span style=\"text-decoration: underline;\">Ci sono molte pagine web dove c\u2019\u00e8 una comunit\u00e0, dove c\u2019\u00e8 un catalano che dice \u201eAh, questo si pu\u00f2 tradurre? Dunque lo tradurr\u00f2 [al catalano]\u201c. Questa coscienza di mantenere viva la lingua esiste. E questo \u00e8 un vantaggio, una ricchezza che abbiamo.<\/span>\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>\u201eOff\u201c: Valentina e J\u00falia Planas sono le due sorelle che stanno dietro a \u201eLa Incorrecta\u201c, un progetto di correzione e traduzione di testi.<\/p>\n<p><strong>Valentina Planas (La Incorrecta):<\/strong> \u00abCi\u00f2 che \u00e8 ben scritto ha importanza, perch\u00e9 \u00e8 la nostra carta da visita per il mondo. Scrivere male e parlare male e comunicare male ci fa perdere credibilit\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p>\u201eOff\u201c: Per farsi conoscere hanno creato un proprio marchio fatto di frasi provocative che hanno iniziato a diffondere sui social con talmente tanto successo\u2026 che hanno cominciato a realizzare oggetti di merchandising.<\/p>\n<p>Valentina Planas: \u00abIl nostro messaggio o le nostre frasi non le possiamo comprendere come letterali. Credo che la cosa importante sia sempre questa complicit\u00e0 che cerchiamo, e col senso dell&#8217;umorismo possiamo dire molte cose.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Pol Gis\u00e9: \u00abA me, quando mi dicono: \u201eDevi parlare bene il catalano, non usare questo linguaggio perch\u00e9 questo \u00e8 un \u201abarbarismo\u2018.\u201c \u201ePensa che ti segue molta gente.\u201c e\u2026 non credo che debba essere cos\u00ec. Forse uso questi \u201abarbarismi\u2018 espressamente, forse no, ma c\u2019\u00e8 gente che parla cos\u00ec.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Juliana Canet: \u00abCredo che sia importante parlare il catalano meglio possibile, ma \u00e8 anche normale che utilizziamo \u201ecodicilli\u201c, e questo gi\u00e0 non l\u2019ho detto bene, per agganciare il pubblico e perch\u00e9 \u00e8 il nostro modo di parlare. E se usi un modo di parlare che non \u00e8 il tuo non sei naturale e non agganci [le persone] allo stesso modo.\u00bb<\/p>\n<p>\u201eOff:\u201c La sfida della naturalezza c\u2019era gi\u00e0 negli anni 80 con le prime serie [televisive] in catalano. TV3, appena nata, partiva dal nulla. E le soluzioni, che fino ad oggi hanno continuato a evolversi, dovevano essere uno specchio, ma [al contempo] anche un modello per il pubblico.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Pau Vidal: \u00ab<span style=\"text-decoration: underline;\">L\u2019evoluzione \u00e8 incredibile, mi sembra che si sia fatto in una maniera abbastanza\u2026 abbastanza adeguata. Ora \u00e8 vero anche che, chiaro, il flusso di interferenze \u00e8 talmente brutale, tanto sproporzionato, che per forza deve risultarne un linguaggio castiglianizzato.<\/span>\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Neus Nogu\u00e9: \u00ab<span style=\"text-decoration: underline;\">Ci lamentiamo perch\u00e9 ci sono persone che parlano in una maniera\u2026 con risorse linguistiche ridotte, ma d\u2019altro canto siamo contenti se qualcuno entra a far parte della comunit\u00e0 catalanofona. Allora qui c\u2019\u00e8 una specie di conflitto d\u2019interesse. Da un lato vogliamo essere molti e [dall\u2019altro lato vogliamo essere] ricchi, no?<\/span>\u00bb<\/p>\n<p>\u201eOff\u201c: <span style=\"text-decoration: underline;\">Studenti di filologia parlano della crescente dissoluzione del catalano nella lingua dominante in Catalogna, il castigliano. \u00c8 una delle principali minacce, ma non l\u2019unica, per una lingua che parla abitualmente solo un terzo della popolazione. Che si continua a trasmettere da genitori a figli, ma che ha un ritardo in uno spazio strategico fondamentale: lo svago dei giovani. E la cui sopravvivenza, soprattutto, la decideranno i parlanti.<\/span><\/p>\n<p>V\u00edctor Amela Bonilla: \u00abIo credo che in Catalogna si sia fatto quel che si poteva fare, \u00e8 stato fatto bene, e dobbiamo avere fiducia nella ricchezza della societ\u00e0, che alla fine parler\u00e0 quel che vorr\u00e0 parlare.\u00bb<\/p>\n<p>Pau Vidal: \u00abNon dargli troppa importanza \u00e8 il modo che ha trovato per soffrire meno. Non dico che non sia una maniera intelligente, perch\u00e9 probabilmente gli \u00e8 utile a soffrire meno. Ora, evidentemente non \u00e8 utile per cambiare il risultato. Cio\u00e8, un\u2019attitudine come questa favorisce la fine.\u00bb<\/p>\n<p>Albert S\u00e1nchez Pi\u00f1ol: \u00abPerch\u00e9 dobbiamo mantenere il catalano? Io ripeto quel che dico sempre, c\u2019\u00e8 solo un grande motivo: perch\u00e9 s\u00ec. Perch\u00e9 siamo catalani, e ci piace, e perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una questione di pura cultura, che parlare bene una lingua ti sta parlando di una mente illustre e ben ordinata.\u00bb<\/p>\n<p>Carme Junyent: \u00abSe fossimo coscienti che parlare la lingua contro tutte le pressioni che ci sono, dal mondo audiovisuale, politiche, di ogni tipo, economiche\u2026 se fossimo coscienti che conservando la lingua ci opponiamo a tutto ci\u00f2, cio\u00e8, ci manteniamo liberi da tutte queste pressioni, sicuramente il nostro comportamento sarebbe molto differente.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Alacant (Pa\u00eds Valenci\u00e0), Spagna<\/p>\n<blockquote><p><strong>Miquel Flores (filologo e attivista linguistico ad Alacant):<\/strong> \u00abAlla fine sono i parlanti che abbandonano la lingua e che finiscono per causare questa morte. Il Raval Roig \u00e8 credo\u2026 un quartiere mitico, no? Perch\u00e9 \u00e8 l\u2019ultimo quartiere dove si parlava valenciano [variante del catalano, ndt] e dove veniva trasmessa la lingua. <span style=\"text-decoration: underline;\">Chi sono gli ultimi a cambiare lingua? Coloro che hanno meno risorse, coloro che meno necessit\u00e0 hanno di cambiare lingua.<\/span>\u00bb<\/p>\n<p><strong>Matilde Lozano (abitante di Alacant):<\/strong> \u00abDopo sono arrivati i milionari, e no\u2026 non parlavano molto in valenciano, n\u00e9 altro, parlavano in castigliano. Io non so perch\u00e9 non parlano in valenciano, ad Alacant, perch\u00e9 no\u2026 \u00e8 che non si parla, non lo parla nessuno. Lo parliamo solo in quattro o cinque che siamo di qui, per\u00f2 quelli che vengono da fuori parlano tutti in castigliano, in castigliano, in castigliano. E alla fine una si deve stancare e deve parlare in castigliano in compagnia loro.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Litri Riera (abitante di Alacant):<\/strong> Qui, oggi, di valenciano rimane poco. Andiamo, diciamo che siamo rimasti in quattro, solo quattro. I ragazzini ti parlano in castigliano. Tutti!<\/p>\n<p>Miquel Flores: <span style=\"text-decoration: underline;\">Perdere una lingua che cos\u2019\u00e8? Perdere un modo di vedere il mondo. \u00c8 un classico dirlo, ma \u00e8 la verit\u00e0, no? Si perde una percezione diversa di vedere il mondo. La tua. Non \u00e8 la stessa cosa dire a una persona \u201ete vull\u201c, trovo, che \u201ete quiero\u201c [ti amo].<\/span><\/p><\/blockquote>\n<p><strong><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; text-transform: uppercase;\">C\u00ebla enghe:<\/span><\/strong> <a title=\"Nuovo rapporto: Il francese in Qu\u00e9bec.\" href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=48185\"><code>01<\/code><\/a> <a title=\"Immersion in Kanada: Chancen und Risiken.\" href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=49470\"><code>02<\/code><\/a> <a title=\"Sprachliche Integration auf Katalanisch.\" href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=10466\"><code>03<\/code><\/a> <a title=\"Sprachwechsel erschwert Integration.\" href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=15408\"><code>04<\/code><\/a> <a title=\"Netflix auf Katalanisch und Baskisch.\" href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=27294\"><code>05<\/code><\/a>\u00a0<span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-weight: normal;\">||<\/span> <a title=\"Modello linguistico e scolastico in crisi.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=62473\"><span style=\"color: #ff8c00\"><code>01<\/code><\/span><\/a> <a title=\"Plurilinguismo autocentrato.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=67077\"><span style=\"color: #ff8c00\"><code>02<\/code><\/span><\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pochi giorni fa (il 30 giugno) sulla TV pubblica catalana (TV3) \u2014 nell&#8217;ambito del formato 30 minuts \u2014 \u00e8 andato in onda un documentario sullo stato di salute della lingua catalana, dal titolo Llenguaferits. L&#8217;ho trascritto e tradotto quasi tutto, per via dei parallelismi che se ne possono trarre per la situazione linguistica (del tedesco, [&hellip;]<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-49799","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-allgemein","entity-gencat","issue-clil-immersion","issue-zitac","location-catalunya","location-france","location-ladinia","location-pais-valencia","location-spania","location-sudtirolo","language-italiano","medium-ccma","medium-socialmedia","topic-comparatio","topic-kohasion","topic-medien","topic-migraziun","topic-minderheitenschutz","topic-nationalismus","topic-plurilinguism","topic-recht","topic-scola","topic-tech_com","topic-wissenschaft"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49799","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=49799"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49799\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":75919,"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49799\/revisions\/75919"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=49799"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=49799"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=49799"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}