{"id":52953,"date":"2019-11-14T14:39:41","date_gmt":"2019-11-14T13:39:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=52953"},"modified":"2023-07-22T15:05:46","modified_gmt":"2023-07-22T13:05:46","slug":"democrazia-stato-e-indipendentismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=52953","title":{"rendered":"Democrazia, Stato e indipendentismo."},"content":{"rendered":"<!-- Snippets by WebberZone Snippetz --><div class=\"ata_snippets\"><hr style=\"height: 15px; border: none; margin-top: 0em; background-color: darkred;\"\/><\/div><p><em>Per gentile concessione dell&#8217;autore riproponiamo qui un articolo pubblicato per la prima volta il 3 novembre (e aggiornato il 13 novembre) <a title=\"Gaspare Nevola: Democrazia, Stato e indipendentismo.\" href=\"http:\/\/gasparenevola.net\/2019\/11\/02\/democrazia-stato-e-indipendentismo-diritto-e-potere-nel-conflitto-ispano-catalano-oggi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">sul suo blog<\/a>. \u00c8 inoltre apparso \u2014 in versione simile e con altro titolo \u2014 sui quotidiani <\/em>l&#8217;Adige<em> (12 novembre) e <\/em>A. Adige<em> (14 novembre).<\/em><\/p>\n<p><em>di Gaspare Nevola*<\/em><\/p>\n<p>2019, novembre. La Spagna ha votato. Per la quarta volta in quattro anni: neanche l\u2019Italia della Prima Repubblica era arrivata a tanto. Formare una maggioranza di governo resta un rompicapo, insolubile con lo schema centro-destra v. centro-sinistra. Sui risultati ha pesato la questione catalana, che divide e disorienta la Spagna intera: il Partito Socialista, prima forza ma in calo, a parole, sostiene il dialogo con gli indipendentisti, adombra soluzioni federaliste; <em>Podemos,<\/em> che perde seggi, non \u00e8 contrario a un referendum sull\u2019autodeterminazione della Catalogna; il Partito Popolare, in forte rimonta, minaccia la sospensione dell\u2019autonomia catalana; l\u2019estrema destra di <em>Vox,<\/em> che clamorosamente raddoppia e pi\u00f9 i suoi seggi, punta a smantellare ogni autonomia regionale, a mettere fuori leggi i partiti indipendentisti; <em>Ciudadanos,<\/em> in caduta libera, balbetta la sua opposizione alle pretese catalane. Ma cosa ci dice la crisi catalana sulla democrazia ai nostri tempi? Osserviamola un po\u2019 pi\u00f9 da vicino.<\/p>\n<p>2017, novembre. Da Bruxelles dove si era da alcuni giorni rifugiato, Carles Puigdemont, allora presidente della <em>Generalitat<\/em> della Catalogna di fatto destituito dallo Stato spagnolo, si dichiarava un perseguitato politico, e rigettava l\u2019accusa per reati costituzionali o del codice penale spagnoli. A suo modo, alla fine Puigdemont arrivava al cuore della crisi ispanico-catalana, e in un\u2019intervista a una televisione belga dichiarava: \u00abSiamo incriminati per aver adempiuto al mandato per il quale siamo stati legittimamente e legalmente eletti\u00bb.<\/p>\n<p>2019, ottobre. Arrivano le sentenze del <em>Tribunal Supremo<\/em> di Madrid: carcere da 9 a 13 anni per 9 esponenti politici e istituzionali catalani (tra cui Oriol Junqueras, vice di Puigdemont, e Carmen Forcadell, presidente del Parlamento catalano) e per i due leader delle principali associazioni della societ\u00e0 civile che avevano sostenuto il referendum del 2017 sull\u2019indipendenza. Reato: sedizione e ribellione. Condanne dure.\u00a0 Una sentenza piena di contraddittoriet\u00e0, molto controversa, che ha inondato le pagine dei media spagnoli e catalani, diviso costituzionalisti e opinione pubblica, spesso scontenti per motivi opposti. \u00abE ora?\u00bb, si chiede <em>El Pa\u00eds.<\/em> E ora la questione \u00e8 ancora del tutto politica, non giuridica, verrebbe da rispondere.<\/p>\n<p>La crisi ispano-catalana ha fatto emergere una vera e propria aporia della democrazia in Europa. Dovrebbero seguirne reazioni politiche e dibattiti culturali impegnativi. Anche controversi e oppositivi, non semplicistici o banali, per partito preso. Ma la cultura politica europea annaspa. Gli intellettuali, la grande stampa e i media in generale non riescono a mettere a fuoco il cuore della disputa tra Spagna e Catalogna, o non vogliono farlo. Dopo la sentenza, fuori dalla Spagna hanno avuto risalto, peraltro solo passeggero, solo gli episodi di violenza urbana tra manifestanti contro la sentenza e forze di polizia: ci vuole la violenza fisica per attrarre l\u2019attenzione su un problema? Ma neppure le violenze sono servite a far riflettere a fondo. \u00a0La politica italiana tace, tolta qualche eccezione delle realt\u00e0 con tradizione autonomistica, come Trentino o Sardegna. Da parte sua l\u2019Ue, pure molto interventista sulle questioni di finanza pubblica degli Stati membri o dei diritti civili, rimane priva di voce e, con fare pilatesco, non vede la crisi iberica come un problema dell\u2019Europa, la liquida come un affare interno della Spagna. Ma che \u201cunione\u201d europea \u00e8 mai questa?<\/p>\n<p>L\u2019intera democrazia di Barcellona \u00e8 stata travolta dall\u2019azione congiunta di governo, parlamento e tribunali spagnoli: i suoi esponenti istituzionali, eletti con libere e corrette elezioni, non possono sedere nel parlamento catalano o nell\u2019europarlamento, perch\u00e9 in carcere o perch\u00e9 sotto mandato di cattura per il referendum indipendentista del 2017. Una situazione tragica per la democrazia. Possibile che nessuno in Europa trovi coraggio, lucidit\u00e0 intellettuale, onest\u00e0 politica, per rappresentare pubblicamente la crisi catalana per quel che significa?<\/p>\n<p>Ad emergere \u00e8 la latitanza di leader politici, statisti e intellettuali capaci di assumersi la responsabilit\u00e0 di riconoscere e di affrontare i problemi del nostro tempo per quello che sono; si preferisce tentare di imbrigliare le sfide in \u201ccamicie di forza\u201d culturali e politiche che le sfigurano, e che non aiutano n\u00e9 a comprendere n\u00e9 a farci i conti. Mancano una visione e un\u2019attrezzatura culturale adeguata a comprendere la politica in gioco nella crisi catalana.<\/p>\n<p>Come avevo scritto sul <em>Trentino<\/em> e sull\u2019<em>Alto Adige <\/em>(26 ottobre e 8 novembre) ai tempi del \u201creferendum catalano\u201d del 2017, la sfida catalana rientra in quelle situazioni scivolose o dirompenti, comunque <em>extra-<\/em>ordinarie, tremendamente difficili, che talora si presentano nelle nostre comunit\u00e0 politiche. Chiama in causa quei valori di libert\u00e0, autogoverno, democrazia ai quali tutti ci appelliamo per definire o difendere le nostre societ\u00e0, o per dichiararle prive di alternative migliori. Ma questi appelli diventano routine retoriche e meccaniche se non c\u2019\u00e8 la consapevolezza delle scelte e delle azioni che possono scaturire dall\u2019\u201damor di democrazia\u201d, dalle passioni e dagli interessi che muovono gli uomini a volersi autogovernare.<\/p>\n<p>Sembriamo sprovveduti. Sprovvisti di risorse culturali, etiche e politiche per orientarci in quegli incroci che stanno alle radici della politica. In un modo o nell\u2019altro ci ritraiamo dalla politica che porta sul proscenio della vita pubblica le questioni basilari di una comunit\u00e0 politica: quelle del \u201cchi siamo\u201d, \u201cchi comanda\u201d, \u201cperch\u00e9 \u00e8 giusto obbedire\u201d e \u201ca chi \u00e8 giusto obbedire\u201d. Di fronte alla crisi ispano-catalana non riusciamo nemmeno a porci la domanda essenziale: la comunit\u00e0 politica a cui i cittadini prestano attenzione e con cui si identificano \u00e8 sempre e per sempre una sola ed unica comunit\u00e0? Oppure questa comunit\u00e0 pu\u00f2 arrivare ad un livello di lacerazione che la spacca in due, perch\u00e9 una parte della sua cittadinanza, del suo territorio, le sue istituzioni democratiche e le sue rivendicazioni politiche, anelano all\u2019indipendenza e alla libert\u00e0, fino a sollevare il problema della separazione dallo Stato a cui la storia l\u2019ha assorbita? Intellettuali, analisti e politici non dovrebbero chiedersi seriamente se, in queste situazioni, siano due le comunit\u00e0 politiche che entrano in scena, e non una? Non dovrebbero discutere ed analizzare le condizioni e le ragioni alla base di queste forme di divisione politica? Non dovrebbero interrogarsi sulla legittimit\u00e0 della secessione, se la separazione politica pu\u00f2 avere un senso, e quale, come questione democratica?<\/p>\n<p>Le questioni basilari della politica (\u201cchi siamo\u201d, \u201cqual \u00e8 la nostra comunit\u00e0 politica\u201d, \u201cchi comanda\u201d, \u201cperch\u00e9 \u00e8 giusto obbedire\u201d, \u201ca chi \u00e8 giusto obbedire\u201d) valgono solo per lo Stato spagnolo o anche per la comunit\u00e0 catalana? Sono questioni di democrazia assai particolari, che si collocano oltre la grammatica della teoria democratica corrente. Innescano tensioni tra \u201cdemocrazia costituita\u201d e \u201cdemocrazia costituente\u201d, tra una \u201cdemocrazia esistente\u201d e una \u201cdemocrazia che vuole nascere\u201d: sono questioni di statualit\u00e0. La vicenda ispano-catalana mostra che il conflitto tra le pretese di difesa di una democrazia (quella spagnola) e le pretese di creazione di un\u2019altra democrazia (quella catalana) mal si adatta ad essere compreso e risolto in punta di \u201cdiritto positivo costituito\u201d, a meno che non si cambino le norme di diritto e costituzionali vigenti. Tali conflitti chiamano in causa il diritto costituente e si muovono su un piano etico, radicalmente politico e coercitivo. Del resto, \u00e8 stato lo stesso Kelsen a definire la libert\u00e0 come \u201cautodeterminazione di una collettivit\u00e0 politica\u201d. Tutto ci\u00f2 pare trasparire,<em> en passant<\/em> e implicitamente, persino dalla sentenza del <em>Tribunal Supremo<\/em> di Madrid, che per\u00f2, alla fine, lo cestina con acrobatica piroetta. Non a caso: le procedure legali delle nostre liberaldemocrazie spesso agiscono come \u201ceserciti di completamento\u201d, e risentono dei rapporti di potere tra le forze in campo.<\/p>\n<p>Le nostre forme mentali e politiche sono impigrite. Quasi addormentate nel mondo inerziale e \u201cdato per scontato\u201d dove conduciamo e pensiamo la vita pubblica. Cos\u00ec, di fronte a sfide serie, extra-ordinarie, fatichiamo anche solo a vedere i termini dei problemi. I governi nazionali, l\u2019Ue, l\u2019Onu, con l\u2019egoismo dello status quo, li sfigurano, a difesa di un rassicurante ordine costituito: ci si acquieta dietro le parole magiche ma ambivalenti del diritto, delle costituzioni, della democrazia e della loro difesa. \u00c8 quello che produce la cultura politica dominante. Nella vita della \u201cpolitica ordinaria\u201d ci avviluppiamo in una cultura, nutrita da mass media, aule universitarie e libri, che d\u00e0 per scontato cosa sia una comunit\u00e0 politica, uno Stato, una nazione, la democrazia, l\u2019autogoverno.<\/p>\n<p>La vicenda ispano-catalana avr\u00e0 il suo corso. La storia dar\u00e0 le sue risposte. Ma non saranno \u201cun dono del cielo\u201d, n\u00e9 candide e neutre. Molto dipender\u00e0 dagli interrogativi con cui guardiamo alle cose, dai significati e valori che associamo al nostro lessico politico. Molto dipender\u00e0 dai rapporti di forza tra in soggetti coinvolti nel conflitto. Democrazia, potere e diritto possiedono sia un carattere \u201ccostituito\u201d, sia uno \u201ccostituente\u201d: se non riapprendiamo questa duplicit\u00e0 della politica difficilmente capiremo una crisi come quella catalana, e perch\u00e9 ci riguarda tutti. La sentenza del Tribunale spagnolo sui fatti di Catalogna non tocca solo chi \u00e8 chiamato a comparire davanti a un giudice accompagnato dall\u2019avvocato per difendersi dall\u2019accusa di violazione della legge, o chi ora \u00e8 condannato per atti politici derubricati a reati penali. Anche il regno del Piemonte per creare lo Stato italiano viol\u00f2 la legalit\u00e0 del regno delle Due Sicilie; anche gli Stati Uniti d\u2019America violarono la legalit\u00e0 britannica per conquistare l\u2019indipendenza. Non sono pi\u00f9 cose del nostro mondo? Perch\u00e9? Di questo dovremmo discutere. Che la crisi catalana serva almeno a questo. Cos\u00ec che ci si possa rendere conto di cosa significhi essere unionisti o indipendentisti, europeisti o sovranisti. Senza sonnecchiare tra legalit\u00e0, libert\u00e0, democrazia. Caro lettore, riflettici.<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; text-transform: uppercase;\">C\u00ebla enghe:<\/span><\/strong> <a title=\"Una svolta inquietante nella Spagna postfranchista.\" href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=51703\"><code>01<\/code><\/a> <a title=\"100 Jahre f\u00fcr ein Referendum.\" href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=51551\"><code>02<\/code><\/a> <a title=\"Ostacoli.\" href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=13094\"><code>03<\/code><\/a><\/p>\n<p><em><small>*) Gaspare Nevola \u00e8 professore ordinario di Scienza Politica all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Trento.<\/small><\/em><\/p>\n<!-- Snippets by WebberZone Snippetz --><div class=\"ata_snippets\"><hr style=\"height: 10px;border: none;margin-top: 0px;background-color: darkred\" \/>\r\n\r\n<div style=\"background-color: none;padding: 0px;font-size: 14px;font-family: Helvetica,Arial;margin: 10px 0px 0px 0px\"><span style=\"color: darkred\"><small>I cuntribuc esterns ne spidlea nia for la minonga o la posizion de BBD, nsci coche i\/la aut\u00ebures ne sust\u00ebn nia for i fins de BBD. \u00b7 <\/small><strong><small>Autor:innen- und Gastbeitr\u00e4ge widerspiegeln nicht notwendigerweise die Meinung oder die Position von BBD, so wie die jeweiligen Verfasser:innen nicht notwendigerweise die Ziele von BBD unterst\u00fctzen.<\/small><\/strong><small> \u00b7 I contributi esterni non necessariamente riflettono le opinioni o la posizione di BBD, come a loro volta le autrici\/gli autori non necessariamente condividono gli obiettivi di BBD. \u2014 <a href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?page_id=11356#copyleft\"><strong>\u00a9<\/strong><\/a><\/small><\/span><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per gentile concessione dell&#8217;autore riproponiamo qui un articolo pubblicato per la prima volta il 3 novembre (e aggiornato il 13 novembre) sul suo blog. \u00c8 inoltre apparso \u2014 in versione simile e con altro titolo \u2014 sui quotidiani l&#8217;Adige (12 novembre) e A. 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