{"id":7344,"date":"2011-03-14T09:45:25","date_gmt":"2011-03-14T08:45:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=7344"},"modified":"2026-02-02T08:45:14","modified_gmt":"2026-02-02T07:45:14","slug":"non-celebriamo-litalia-ma-le-italie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=7344","title":{"rendered":"Non celebriamo l&#8217;Italia, ma le Italie."},"content":{"rendered":"<!-- Snippets by WebberZone Snippetz --><div class=\"ata_snippets\"><hr style=\"height: 20px; border: none; margin-top: 0em; background-color: darkred;\"\/><\/div><p><em>di Alessandro Michelucci<\/em>*<\/p>\n<p>Molti italiani vorrebbero festeggiare il 150\u00b0 anniversario dell&#8217;unit\u00e0 facendo tabula rasa di tutte le entit\u00e0 politiche e culturali non italofone che compongono lo stato italiano. La loro equazione \u00e8 molto semplice: Italia = italiani = italofoni. In questo modo dimenticano che la penisola contiene popoli con storie che precedono l&#8217;unit\u00e0 di molti secoli. E&#8217; necessario chiarire una volta per tutte che negando le culture non italofone presenti nella penisola:<\/p>\n<ol>\n<li>Si calpesta la Costituzione: l&#8217;articolo 6 afferma che &#8220;La Repubblica protegge con apposite norme le minoranze linguistiche&#8221;. Approvata nel 1947, la nostra fu la prima Costituzione dell&#8217;Europa post-bellica a prevedere espressamente questa tutela: \u00e8 un primato del quale dovremmo essere orgogliosi.<\/li>\n<li>Si abbraccia lo stesso nazionalismo ottuso e intollerante che per quasi mezzo secolo ha contraddistinto la posizione del Movimento Sociale Italiano. Il partito di Almirante, infatti, dichiarava apertamente l&#8217;obiettivo di cancellare l&#8217;autonomia sudtirolese. Allo stesso modo, faceva di tutto per limitare i diritti della minoranza slovena di Trieste. In modo del tutto incoerente, per\u00f2, invocava la tutela della minoranza italiana stanziata in Jugoslavia. Evidentemente i neofascisti erano mossi dall&#8217;anticomunismo e dalla slavofobia, anzich\u00e9 da un sincero interesse per i diritti delle minoranze. Altrimenti avrebbero capito che non si pu\u00f2 difendere le proprie minoranze all&#8217;estero mentre si dimenticano quelle straniere che vivono in Italia.<\/li>\n<li>Si dimentica (o si dimostra di non conoscere) il proprio patrimonio storico. La minoranza grecanica stanziata in varie regioni meridionali \u00e8 l&#8217;erede della Magna Grecia; quella albanese \u00e8 arrivata nella penisola in seguito a migrazioni che risalgono alla fine del quattordicesimo secolo; in Val d&#8217;Aosta il francese \u00e8 lingua ufficiale dal 1561, etc. Eppure si rivendicano poeti, scrittori e artisti vissuti nei secoli passati: Dante, Goldoni, Leopardi, Michelangelo, Petrarca&#8230;<br \/>\nL&#8217;Italia non \u00e8 nata come un fungo nel 1861, ma \u00e8 il frutto di un lungo processo storico al quale hanno contribuito anche tanti non italofoni. Metterli da parte equivale a mutilare la propria storia.<\/li>\n<li>Si disprezzano delle conquiste sociali e politiche che il mondo ci invidia: pensiamo all&#8217;autonomia sudtirolese. Ogni anno Bolzano viene visitata da studiosi, giornalisti e uomini politici di tutto il mondo: dal Tibet alla Transilvania, dal Kashmir allo Sri Lanka. In questa citt\u00e0 studiano l&#8217;autonomia locale per capire se pu\u00f2 essere applicata ai conflitti che interessano le loro terre.<\/li>\n<li>Si abbraccia una posizione che contrasta con l&#8217;integrazione europea. Negli ultimi anni perfino la Francia, patria storica del centralismo e del monolinguismo, sta cambiando: nel 2008 l&#8217;Assemblea nazionale ha approvato una modifica della Costituzione riconoscendo ufficialmente le lingue minoritarie.<\/li>\n<li>Si discrimina secondo la logica tipica di tanti regimi autoritari o totalitari, che vedono nella variet\u00e0 linguistica, anzich\u00e9 una ricchezza da tutelare, un nemico da abbattere.<\/li>\n<li>Si abbraccia una posizione che contrasta con il diritto internazionale: molti documenti dell&#8217;ONU, del Consiglio d&#8217;Europa e di altri organismo sovranazionali prevedono la tutela e la promozione delle lingue minoritarie.<\/li>\n<li>Si esercita una delle forme di prepotenza pi\u00f9 odiose, quella dove il forte opprime il debole. Naturalmente non tutte le minoranze sono deboli allo stesso modo: esiste un abisso fra la situazione dei Sudtirolesi e quella die Croati molisani. Ma lo spirito \u00e8 lo stesso: utilizzare la propria forza &#8211; numerica, linguistica, politica &#8211; per negare o limitare i diritti di entit\u00e0 culturali meno numerose. Una vera pace sociale non sar\u00e0 mai possibile se la maggioranza si serve del suo peso per limitare i diritti delle minoranze.<\/li>\n<li>Si dimentica che in tutti i campi &#8211; dalla biologia alla flora, dalla fauna all&#8217;alimentazione &#8211; la variet\u00e0 \u00e8 una condizione necessaria per un corretto sviluppo. Le lingue non fanno eccezione.<\/li>\n<li>Si dimentica che l&#8217;Italia unita ha un senso se protegge e valorizza queste diversit\u00e0, parte irrinunciabile della sua struttura, anzich\u00e9 cercare di annegarle in un&#8217;italianit\u00e0 forzata e antistorica. Altrimenti questa unit\u00e0 diventa una gabbia.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Naturalmente non possono esistere diritti senza doveri: le minoranze, da parte loro, devono conservare un atteggiamento leale nei confronti dello stato.<\/p>\n<p>Infine, una considerazione doverosa. Coloro che vorrebbero negare i diritti delle minoranze in Italia talvolta sono anche gli stessi che col loro voto accettano un&#8217;inesistente &#8220;Padania&#8221;, mentre vorrebbero che Bolzano e Catania, tanto per fare un esempio, fossero italiane allo stesso modo. In questo caso la contraddizione \u00e8 talmente ridicola che non ha bisogno di commenti.<\/p>\n<p><em><small>* presidente del <a title=\"Centro Documentazione Popoli Minacciati.\" href=\"http:\/\/www.popoliminacciati.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Centro di Documentazione sui Popoli Minacciati<\/a>, Firenze<\/small><\/em><\/p>\n<!-- Snippets by WebberZone Snippetz --><div class=\"ata_snippets\"><hr style=\"height: 10px;border: none;margin-top: 0px;background-color: darkred\" \/>\r\n\r\n<div style=\"background-color: none;padding: 0px;font-size: 14px;font-family: Helvetica,Arial;margin: 10px 0px 0px 0px\"><span style=\"color: darkred\"><strong><small>Autor:innen- und Gastbeitr\u00e4ge widerspiegeln nicht notwendigerweise die Meinung oder die Position von BBD, so wie die jeweiligen Verfasser:innen nicht notwendigerweise die Ziele von BBD unterst\u00fctzen.<\/small><\/strong><small>\u00b7 I contributi esterni non necessariamente riflettono le opinioni o la posizione di BBD, come a loro volta le autrici\/gli autori non necessariamente condividono gli obiettivi di BBD. \u2014 <a href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?page_id=11356#copyleft\"><strong>\u00a9<\/strong><\/a><\/small><\/span><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alessandro Michelucci* Molti italiani vorrebbero festeggiare il 150\u00b0 anniversario dell&#8217;unit\u00e0 facendo tabula rasa di tutte le entit\u00e0 politiche e culturali non italofone che compongono lo stato italiano. 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