{"id":73677,"date":"2022-08-10T22:40:09","date_gmt":"2022-08-10T20:40:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=73677"},"modified":"2026-04-23T16:48:12","modified_gmt":"2026-04-23T14:48:12","slug":"gli-scarsi-risultati-della-scuola-bilingue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=73677","title":{"rendered":"Gli scarsi risultati della scuola bilingue."},"content":{"rendered":"<p>Oggi su <em>Salto<\/em> \u00e8 apparso <a title=\"Salto: Lingue a scuola: ci vuole chiarezza.\" href=\"https:\/\/www.salto.bz\/de\/article\/06082022\/basta-finzioni-sul-plurilinguismo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un editoriale<\/a> in cui il caporedattore Fabio Gobbato cerca di riassumere e analizzare le ragioni del fallimento della scuola bilingue \u2014 ovvero della bilinguizzazione della scuola italiana \u2014 in Sudtirolo negli ultimi anni. Lo fa, <a title=\"Italienische Schule: Probleme mit Italienisch und Mathematik.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=73258\" rel=\"\">anche<\/a> lui, dati <em>Invalsi<\/em> alla mano, che certificano risultati scarsi in italiano e matematica.<\/p>\n<blockquote><p>[\u00c8] un dato di fatto che da oltre un decennio in Alto Adige-S\u00fcdtirol, per rispondere alla fame di bilinguismo dei centri urbani, la scuola italiana abbia nobilmente reagito cercando una soluzione, prima con <strong>Luisa Gnecchi<\/strong>, l&#8217;iniziatrice, poi con <strong>Christian Tommasini<\/strong>, l&#8217;attuatore, e ora con <strong>Giuliano Vettorato<\/strong>, che sta proseguendo praticamente nella stessa direzione dei predecessori del <abbr title=\"Partito Democratico\">PD<\/abbr>.<\/p>\n<p><small><em>\u2014 Fabio Gobbato<\/em><\/small><\/p><\/blockquote>\n<p>Reagire per soddisfare le richieste della popolazione a volte pu\u00f2 non bastare. Dalla sua prima introduzione in Qu\u00e9bec negli anni &#8217;70 del secolo scorso, l&#8217;inventore dell&#8217;immersione linguistica, il professor Wallace Lambert della rinomata universit\u00e0 <em>McGill,<\/em> aveva sempre sottolineato l&#8217;importanza fondamentale di un continuo accompagnamento scientifico di ogni singolo progetto, con una preparazione meticolosa delle insegnanti e valutazioni puntuali e regolari lungo tutto il percorso.<\/p>\n<p><a title=\"Additive und subtraktive Zweisprachigkeit.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=73353\" rel=\"\">Allertava<\/a>, inoltre, del pericolo di un bilinguismo sottrattivo, che nuoce alla prima lingua, in luogo del bilinguismo additivo, che funge da moltiplicatore.<\/p>\n<p>In Sudtirolo invece l&#8217;immersione (o CLIL, che dir si voglia) \u00e8 quasi sempre stata un&#8217;improvvisazione, sia nelle scuole italiane che in quelle tedesche.<\/p>\n<p>Infatti anche Gobbato fa notare che<\/p>\n<blockquote><p>i genitori che in quegli anni avevano figli in et\u00e0 pre-scolare sono andati in ansia sommergendo di richieste le scuole e la Soprintendenza, la domanda \u00e8 decuplicata, gli insegnanti CLIL, per\u00f2, non c&#8217;erano e ci si \u00e8 inventati l&#8217;insegnamento in compresenza (che raddoppia semplicemente i costi di un&#8217;ora tenuta da un insegnante linguisticamente preparato\/a), si sono aperte le sezioni bilingui anche ai bimbi non provenienti dal Kindergarten, l&#8217;ansia &#8220;sociale&#8221; \u00e8 aumentata ancora a dismisura, si sono create le sezioni potenziate, gli insegnanti a quel punto erano ancora meno e si \u00e8 reagito come si poteva, prendendo giovanissimi neo laureati o anche non laureati<\/p>\n<p><small><em>\u2014 Fabio Gobbato<\/em><\/small><\/p><\/blockquote>\n<p>Insomma, si \u00e8 continuato a correre dietro alle richieste dei genitori a scapito del rigore e di una programmazione seria, per pura volont\u00e0 di accontentare tutti.<\/p>\n<p>A un certo punto per\u00f2 anche Gobbato si rende conto che a Bolzano quel che manca, rispetto alla <em>Scuola Da Vinci<\/em> di Monaco (la cui direttrice ha recentemente intervistato), \u00e8 imprimis il contesto linguistico (<a title=\"A Bolzano nessuna necessit\u00e0 di parlare in tedesco.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=77347\" rel=\"\"><span style=\"color: #ff8c00\"><code>01<\/code><\/span><\/a>):<\/p>\n<blockquote><p>In Baviera fra le mura domestiche parlano s\u00ec tutti in italiano, ma poi i ragazzi sono in qualche modo costretti a frequentare associazioni sportive tedesche, vanno agli scout con coetanei tedeschi, in cortile hanno amici tedeschi, guardano la Tv germanica, vanno al cinema a vedere film in tedesco, ascoltano musica germanica. In un concetto: assorbono gradualmente la lingua e la cultura germaniche, mentre i ragazzini altoatesini si fermano generalmente alle 9-12 ore in tedesco e per il resto vivono in un ambito integralmente italiano.<\/p>\n<p><small><em>\u2014 Fabio Gobbato<\/em><\/small><\/p><\/blockquote>\n<p>E questo \u00e8 un bel passo avanti, perch\u00e9 mentre <a title=\"Zweisprachige Schule (II).\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=30232\" rel=\"\">qui<\/a> su <img class=\"bbdlogo\" src=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/wp-content\/uploads\/bbdsmileys\/bbde.png\"> \u2014 modestamente \u2014 da molti anni facciamo notare che l&#8217;immersione ha una componente individuale e una sociale, questo fatto in Sudtirolo normalmente \u00e8 sempre stato \u00abdimenticato\u00bb.<\/p>\n<p>Tra l&#8217;altro serve anche a far comprendere perch\u00e9 possiamo certamente fare paragoni con le scuole bilingui di Innsbruck e Monaco, ma in realt\u00e0 con la situazione del Sudtirolo c&#8217;entrano poco.<\/p>\n<p>Tuttavia le conseguenze che Gobbato trae dalle sue constatazioni sono a mio avviso almeno parzialmente sbagliate: in pi\u00f9 di un&#8217;occasione accenna alla reciprocit\u00e0 con le scuole tedesche. Certo, se le scuole italiane potessero semplicemente attingere al personale delle scuole tedesche, alcuni problemi delle prime si potrebbero risolvere \u2014 ma a che prezzo? Il rischio sarebbe quello di un semplice travaso di insegnanti, che gi\u00e0 mancano da tutte le parti, finendo per danneggiare anche le scuole tedesche senza peraltro risolvere i problemi degli istituti italiani.<\/p>\n<p>Ancora una volta allora sarebbe una scorciatoia che non porta al risultato auspicato.<\/p>\n<p>Sulla base delle esperienze che si osservano in altre zone plurilingui con presenza di minoranze nazionali (Qu\u00e9bec, Catalogna o Finlandia), invece, se davvero si volesse dar forza alla lingua tedesca specialmente a Bolzano, si dovrebbe investire prima di tutto sul contesto linguistico, cosa che invece in Sudtirolo viene puntualmente ignorata e derisa o addirittura osteggiata. Vi rientrano banalit\u00e0 come etichette o bugiardini dei medicinali bilingui, diritto dei consumatori a venir serviti nella lingua che preferiscono o misure vere e proprie di <em>affirmative action.<\/em><\/p>\n<p>Ma soprattutto penso che le varie sperimentazioni CLIL andrebbero sostituite con una <em>full immersion<\/em> tedesca con poche ore <em>di<\/em> italiano, simile alla <em>french immersion<\/em> in Canada o alle scuole pubbliche catalane. In soldoni: per compensare ci\u00f2 che a Bolzano manca, rispetto a Innsbruck e Monaco, chi vuole davvero imparare il tedesco dovrebbe frequentare una scuola tedesca o, forse, una sezione tedesca per non madrelingua. Penso che per fare una politica linguistica seria si dovrebbero eliminare almeno alcune scuole italiane a Bolzano, sostituendole con scuole tedesche.<\/p>\n<p>L&#8217;odierna \u00abpioggia\u00bb (o \u00abtempesta tropicale\u00bb) serve a poco o nulla se, come scrive Gobbato, i ragazzi stanno seduti in classe e non capiscono niente.<\/p>\n<blockquote><p>Chi ne ha la possibilit\u00e0 provi a parlare informalmente con i ragazzi delle medie e scoprir\u00e0 che molti di loro se la ridono dicendo che capiscono pochissimo durante le lezioni veicolari, ancora in terza!<\/p>\n<p><small><em>\u2014 Fabio Gobbato<\/em><\/small><\/p><\/blockquote>\n<p>Mi verrebbe da dire che sono troppe per lo scarso risultato e troppo poche per imparare davvero la lingua in un contesto ormai largamente monolingue italiano come quello di Bolzano.<\/p>\n<blockquote><p>E&#8217; davvero poco consolatorio scoprire nella vita reale che ormai gli studenti italiani arrivano in quinta superiore con un tedesco migliore rispetto all&#8217;italiano della gran parte dei ragazzi di lingua tedesca che non vivono nelle citt\u00e0 (per quelli delle citt\u00e0 resta in gran parte valido il luogo comune degli Anni Ottanta che &#8220;i tedeschi sanno molto meglio l&#8217;italiano di quanto gli italiani sappiano il tedesco&#8221;).<\/p>\n<p><small><em>\u2014 Fabio Gobbato<\/em><\/small><\/p><\/blockquote>\n<p>Non so se sia vero, non conosco i dati, ma anche se cos\u00ec fosse il \u00abproblema\u00bb \u00e8 che per chi \u00e8 di lingua tedesca, lingua <a title=\"Minorisierte Sprachen.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=72762\" rel=\"\">minorizzata<\/a>, spesso il percorso di bilinguizzazione alla fine della scuola \u00e8 appena agli inizi, <a title=\"Spracherwerb am Arbeitsplatz.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=10249\" rel=\"\">sul posto di lavoro<\/a>, a contatto con i colleghi, i clienti e le migliaia di turisti italofoni. Tutte le <a title=\"Mehrheits- und Minderheitensprache im Kontakt.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=72582\" rel=\"\">statistiche<\/a> paiono confermarlo, anche se il risultato non sar\u00e0 certo perfetto.<\/p>\n<p>Mentre invece per molti sudtirolesi di lingua italiana quello scolastico \u00e8 il punto d&#8217;arrivo, ch\u00e9 nella vita reale non saranno quasi mai costretti a esprimersi nell&#8217;altra lingua.<\/p>\n<p>Quindi, lo ribadisco, non penso che la soluzione possa essere la reciprocit\u00e0 ma, anzi, modelli differenziati per esigenze e contesti linguistici diversi. Certo, rimane il grande problema del personale, che bisognerebbe risolvere gradualmente facendo: formazione. Le formule magiche non esistono.<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; text-transform: uppercase;\">C\u00ebla enghe:<\/span><\/strong> <a title=\"CLIL: Einfach mal drauflos?\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=8419\" rel=\"\"><code>01<\/code><\/a> <a title=\"Delegare alla scuola.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=34885\" rel=\"\"><code>02<\/code><\/a> <a title=\"\u00bbM\u00f6glichst fr\u00fch, m\u00f6glichst alles\u2026\u00ab\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=17224\" rel=\"\"><code>03<\/code><\/a> <a title=\"Immersion in Kanada: Chancen und Risiken.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=49470\" rel=\"\"><code>04<\/code><\/a> <a title=\"Europarat empfiehlt Val\u00e8ncia Immersion.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=64457\" rel=\"\"><code>05<\/code><\/a> <a title=\"Immersion ist f\u00fcr Minderheiten nicht.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=64168\" rel=\"\"><code>06<\/code><\/a> <a title=\"Assimilierende mehrsprachige Schule.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=68528\" rel=\"\"><code>07<\/code><\/a> <a title=\"Clil e scuola unica? Feticci.\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=34921\" rel=\"\"><code>08<\/code><\/a> <span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-weight: normal;\">||<\/span> <a title=\"Schlechte Invalsi-Ergebnisse wegen Deutsch?\" href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=86893\"><span style=\"color: #ff8c00\"><code>01<\/code><\/span><\/a> <a href=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=88954\" title=\"La scoperta della scuola plurilingue di Berlino.\"><span style=\"color: #ff8c00\"><code>02<\/code><\/span><\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi su Salto \u00e8 apparso un editoriale in cui il caporedattore Fabio Gobbato cerca di riassumere e analizzare le ragioni del fallimento della scuola bilingue \u2014 ovvero della bilinguizzazione della scuola italiana \u2014 in Sudtirolo negli ultimi anni. Lo fa, anche lui, dati Invalsi alla mano, che certificano risultati scarsi in italiano e matematica. 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