{"id":77799,"date":"2023-04-16T20:17:39","date_gmt":"2023-04-16T18:17:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=77799"},"modified":"2026-02-02T09:10:11","modified_gmt":"2026-02-02T08:10:11","slug":"ma-chi-erano-quelli-del-bozen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?p=77799","title":{"rendered":"Ma chi erano quelli del \u00abBozen\u00bb?"},"content":{"rendered":"<!-- Snippets by WebberZone Snippetz --><div class=\"ata_snippets\"><hr style=\"height: 15px; border: none; margin-top: 0em; background-color: darkred;\"\/><\/div><p><em>Lorenzo Vianini<\/em><\/p>\n<p>Nel marzo 1944 Roma \u00e8 sotto il controllo tedesco da diversi mesi e nonostante la mancata organizzazione della difesa della citt\u00e0, come il resto del paese lasciata in balia di s\u00e9 stessa dopo la fuga del Re e Badoglio, la citt\u00e0 dimostr\u00f2 da subito come non intendesse collaborare con l\u2019occupante. La battaglia di Porta San Paolo del 10 settembre sar\u00e0 solo l\u2019inizio della resistenza cittadina, che nei mesi precedenti al 23 marzo vedr\u00e0 oltre sessanta azioni contro l\u2019occupante e il suo alleato fascista.<\/p>\n<p>L\u2019azione dei <em>Gruppi di Azione Patriottica<\/em> (GAP) si inserisce quindi in un contesto pi\u00f9 ampio, in cui gli stessi comandi tedeschi cercavano di tenere basso il livello dello scontro, per mantenere calma la popolazione e poter usare la citt\u00e0 come retrovia del vicino fronte. Fino a quel momento la risposta dell\u2019occupante a bombe gappiste, sabotaggi e sparatorie si era limitata a fucilazioni di persone gi\u00e0 condannate a morte, rastrellamenti o ordinanze repressive. Ma l\u2019azione di via Rasella rappresenta un salto di qualit\u00e0, il pi\u00f9 eclatante attacco alle forze naziste in una capitale europea: un ordigno dei GAP e l\u2019esplosione di diverse granate dell\u2019unit\u00e0 militare bersaglio dell\u2019azione, uccidono 33 soldati e ne feriscono gravemente almeno altri 45 (presenti sulla <em>Verlustliste <\/em>dell\u2019unit\u00e0, quindi perdite). Nonostante gli sforzi dei gappisti, che anche a rischio di far fallire l\u2019operazione evacuano molti civili presenti, le esplosioni uccidono anche due civili, mentre altri cinque verranno uccisi dalle forze di occupazione nei momenti concitati successivi all\u2019azione.<\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 naziste decidono di eseguire una rappresaglia esemplare, un\u2019enorme vendetta per atterrire la popolazione locale e far cos\u00ec mancare il suo sostegno a chi resisteva con le armi. Nel giro di ventiquattrore viene cos\u00ec ordinata ed eseguita, anche con l\u2019aiuto delle autorit\u00e0 fasciste e della questura di Roma, l\u2019uccisione di 335 persone. Per anni \u00e8 stata discussa la possibilit\u00e0 che i gappisti potessero evitare la rappresaglia consegnandosi, oppure evitare proprio di agire perch\u00e9 sapevano quali sarebbero state le conseguenze: in entrambi i casi si tratta di falsi storici, perch\u00e9 non esisteva al tempo alcuna \u00abRepressalquote\u00bb di 10 a 1 n\u00e9 un automatismo nella realizzazione delle rappresaglie, mentre i famosi comunicati via radio o tramite cartelloni sono ancora oggi <em>testi invisibili<\/em>, mai scovati da nessuno in alcun archivio o fondo privato, addirittura esclusi dall\u2019Oberbefehlshaber S\u00fcdwest Albert Kesselring (anche se la sua testimonianza meno affidabile tra quelle rese ai processi alle Fosse Ardeatine, avendo lo stesso mentito sul suo coinvolgimento per evitare la pena di morte \u2013 v. Raiber 2002, von Lingen 2004).<\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-77803 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/polizeiregimentbozen-soldaten.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"541\" srcset=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/polizeiregimentbozen-soldaten.jpg 960w, https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/polizeiregimentbozen-soldaten-768x433.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p><\/blockquote>\n<p><small><em><strong>Soldati sudtirolesi a Roma<\/strong> \u2013 Un&#8217;immagine dalla serie di articoli di Umberto Gandini per l&#8217;Alto Adige, 1977<\/em><\/small><\/p>\n<p>Il luogo della strage, le Fosse Ardeatine, sono diventate nel dopoguerra uno dei principali luoghi della memoria italiani. In Sudtirolo sar\u00e0 invece Via Rasella ad essere al centro dell\u2019attenzione, per via della provenienza del reparto attaccato: il <em>Polizeiregiment \u00abBozen\u00bb,<\/em> giunto in citt\u00e0 a febbraio dopo quattro mesi di addestramento.<\/p>\n<h6>Chi erano allora, quelli del Bozen?<\/h6>\n<p>Con l\u2019armistizio dell\u20198 settembre, le truppe della Wehrmacht attraversano il Brennero per unirsi a quelle gi\u00e0 presenti sul territorio, che sar\u00e0 cos\u00ec diviso in tre settori: in avanzamento da sud, i territori sotto il controllo del governo Badoglio e degli alleati; pi\u00f9 a nord, la Repubblica Sociale Italiana; sui territori del confine nord-orientali, le due Zone di Operazioni sotto il diretto controllo del Terzo Reich. Il Sudtirolo faceva parte dell\u2019<em>Operationszone Alpenvorland<\/em> (OZAV), posta sotto il comando del Gauleiter del Tirolo Franz Hofer, che immediatamente si attiver\u00e0 per l\u2019utilizzo della popolazione locale per le esigenze belliche. Il Sudtirolo era infatti considerato una importante \u00abriserva\u00bb, una sacca di risorse umane per la guerra da reclutare tra la popolazione di lingua tedesca.<\/p>\n<p>Le linee guida elaborate da Hofer saranno per\u00f2 elaborate solo a partire dal novembre 1943, mentre il reclutamento per il <em>Polizeiregiment \u00abBozen\u00bb<\/em> era iniziato gi\u00e0 il 1\u00b0 ottobre. Per questo motivo esisteranno molte differenze tra questo reggimento ed i successivi \u2013 Schlanders, Alpenvorland e Brixen: per esempio, l\u2019ordinanza che introduce la Sippenhaft e la pena di morte per i disertori, obbligando all\u2019arruolamento tutti gli optanti e Dableiber delle classi nate tra il 1894 e 1926, \u00e8 del 6 gennaio 1944, quando il <em>\u00abBozen\u00bb<\/em> ha gi\u00e0 concluso l\u2019addestramento.<\/p>\n<p>Inizialmente denominato <em>Polizeiregiment \u00abS\u00fcdtirol\u00bb<\/em> e formato da circa 2.000 uomini delle coorti tra il 1900 e il 1912, il primo reggimento venne poi denominato <em>\u00abBozen\u00bb<\/em> e integrato con successivi innesti, come dimostra la composizione della compagnia attaccata in Via Rasella \u2013 dove il pi\u00f9 anziano era Jakob Erlacher (43 anni), mentre il pi\u00f9 giovane era il ventitreenne Arthur Atz. Spesso si trattava di reduci dell\u2019esercito italiano, in particolare delle campagne d\u2019Africa, e in larga parte erano optanti per la Germania, perch\u00e9 considerati politicamente pi\u00f9 affidabili, spesso reclutati su base volontaria \u2013 anche se i reduci testimonieranno come in molti casi si fosse trattato di \u00abvolontariet\u00e0 coatta\u00bb o di reclutamenti attraverso l\u2019inganno. Si trattava di persone troppo vecchie o troppo giovani per essere aggregate alla Wehrmacht o alle Waffen-SS, ma era un\u2019unit\u00e0 a scopo militare, con addestramento ed equipaggiamento non solo per compiti di sorveglianza e difesa di luoghi strategici, ma adatti alla guerra antipartigiana nelle zone dove opereranno. Le date di nascita rivelano anche come quasi tutti fossero nati sotto l\u2019Impero asburgico, appartenessero quindi non solo al gruppo etnico tedesco ma lo fossero di nazionalit\u00e0, cui bisogna aggiungere che molti di questi avevano o avrebbero presto perso la cittadinanza italiana \u00abricevuta\u00bb dopo l\u2019annessione del 1919, per via della loro Opzione per il Reich.<\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-77802 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/polizeiregimentbozen-gedenktafel.jpeg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"1272\" srcset=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/polizeiregimentbozen-gedenktafel.jpeg 960w, https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/polizeiregimentbozen-gedenktafel-768x1018.jpeg 768w, https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/polizeiregimentbozen-gedenktafel-906x1200.jpeg 906w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p><\/blockquote>\n<p><small><em><strong>Commemorazione<\/strong> \u2013 Nel cimitero militare di San Giacomo la targa in ricordo dei soldati del <\/em>Bozen,<em> inaugurata nel 1981<\/em><\/small><\/p>\n<p>Il reggimento presta giuramento il 28 gennaio e sar\u00e0 diviso in quattro battaglioni, ognuno formato da quattro compagnie. Le tre compagnie del terzo battaglione del <em>Polizeiregiment \u00abBozen\u00bb<\/em> verranno impiegate in modi diversi: a rotazione sarebbero state impiegate due compagnie, mentre la terza doveva servire come riserva. Da febbraio a marzo, la nona e la decima verranno impiegate per la sorveglianza di luoghi strategici, mentre l\u2019undicesima avr\u00e0 un compito di facciata: ufficialmente destinata ad un supplemento di addestramento, in realt\u00e0 avr\u00e0 un ruolo repressivo indiretto tramite la propria stessa presenza in citt\u00e0. Un reparto in assetto da guerra, che marcia nell\u2019uniforme grigioverde della Wehrmacht, cantando per farsi notare pi\u00f9 possibile. Per questo, semplificando e banalizzando a partire da un particolare vero, il Presidente del Senato La Russa ha parlato di musicisti: non erano solo visibili, con le loro divise ed armi, ma venivano sentiti cantare durante le proprie marce, un modo per rendere pi\u00f9 evidente possibile la propria presenza, la presenza dell\u2019occupante.<\/p>\n<blockquote><p>Venivano su cantando, nella loro lingua che non era pi\u00f9 quella di Goethe, le canzoni di Hitler. Centosessanta uomini della polizia nazista, con le insegne dell\u2019esercito nazista&#8230; Venivano su cantando, macabri e ridicoli&#8230;<\/p>\n<p><em>\u2013 Rosario Bentivegna in \u201cAchtung Banditen\u201d (2004)<\/em><\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-77805 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/polizeiregimentbozen-casagrande-1.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"541\" srcset=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/polizeiregimentbozen-casagrande-1.jpg 960w, https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/polizeiregimentbozen-casagrande-1-768x433.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p><\/blockquote>\n<p><small><em><strong>L&#8217;arruolamento antipartigiano<\/strong> \u2013 Immagini tratte da <\/em>\u00abS\u00fcdtiroler in der Waffen-SS\u00bb<em> di Thomas Casagrande<br \/>\n<\/em><\/small><\/p>\n<h6>Polizeiregimente \u2013 N\u00e9 poliziotti n\u00e9 SS, ma soldati<\/h6>\n<p>I corpi di polizia germanici avevano sub\u00edto una profonda mutazione con la presa del potere nazionalsocialista, con una progressiva militarizzazione in \u00ab<em>Vorbereitung auf neue und gr\u00f6\u00dfere Aufgaben in der Zukunft<\/em>\u00bb. Anche i Polizeiregimente saranno cos\u00ec formati a partire dalla struttura della Ordnungspolizei, sottoposti al \u00abH\u00f6chsten SS- und Polizeif\u00fchrer\u00bb in Italia Karl Wolff, simili a soldati della Wehrmacht negli armamenti, nei gradi militari e nelle uniformi grigioverdi.<\/p>\n<p>Il doppio ruolo di Wolff ricalcava quello di Himmler, Reichsf\u00fchrer SS und Chef der deutschen Polizei: il fatto che quest\u2019ultimo fosse contemporaneamente capo delle SS e capo della polizia, unito a motivazioni di prestigio (e propaganda interna) e un riordinamento generale delle forze tedesche, sono stati probabilmente il motivo per cui con decisione del 24 febbraio 1943 tutti i Polizeiregimente \u2013 non solo quelli sudtirolesi \u2013 verranno ridenominati SS-Polizeiregimente: per il <em>\u00abBozen\u00bb,<\/em> gi\u00e0 formato da mesi e in quel momento attivo in diversi scenari di guerra, il provvedimento verr\u00e0 reso effettivo con un\u2019ordinanza del 16 aprile. Si tratta per\u00f2 di un atto solamente formale, poco pi\u00f9 dell\u2019aggiunta di una sigla, perch\u00e9 il comando era gi\u00e0 lo stesso, non verranno modificate le divise e se il Soldbuch diventer\u00e0 a sua volta SS-, i soldati dei reggimenti non otterranno il numero di appartenenza alle SS.<\/p>\n<p>Per lungo tempo, soprattutto a partire dall\u2019ambiente diplomatico dove De Gasperi aveva tutto l\u2019interesse a presentare i sudtirolesi come ferventi nazisti, si \u00e8 parlato di <em>feroce reparto di SS<\/em>. La realt\u00e0 \u00e8 che la specifica compagnia attaccata in Via Rasella non era stata protagonista di crimini di guerra, ma se non le si possono attribuire particolari responsabilit\u00e0, non si pu\u00f2 neppure dare per scontata la loro innocenza. Se l\u2019undicesima compagnia del <em>\u00abBozen\u00bb<\/em> viene sostanzialmente spazzata via dai GAP, le restanti unit\u00e0 del terzo battaglione continueranno ad essere impiegate a Roma e poi nel nord Italia in funzione antipartigiana; ancora, i due altri battaglioni saranno da subito attivi nella repressione della Resistenza italiana e slovena in OZAV e OZAK, partecipando anche all\u2019incendio di villaggi, rastrellamenti e stragi come i pi\u00f9 famosi episodi della Valle del Biois nell\u2019agosto 1944 o l\u2019eccidio di Bassano del Grappa del 26 settembre 1944. Il <em>\u00abBozen\u00bb<\/em> era un\u2019unit\u00e0 armata e addestrata per compiti in cui altre unit\u00e0 si macchieranno di crimini, per cui risulta difficile che proprio quel reparto potesse sottrarsi dal meccanismo di morte del nazionalsocialismo.<\/p>\n<h6>La confusione sulle vittime<\/h6>\n<p>Il reparto attaccato in Via Rasella era quindi un\u2019unit\u00e0 da combattimento, un legittimo obiettivo di guerra attaccato nelle modalit\u00e0 tipiche della resistenza urbana, che non poteva affrontare frontalmente l\u2019occupante nazista ed il suo alleato fascista ma non aveva rinunciato ad agire. Il <em>\u00abBozen\u00bb<\/em> avrebbe potuto essere attaccato prima o successivamente, con modalit\u00e0 simili o senza alcuno spargimento di sangue: forse avrebbe avuto pi\u00f9 o meno vittime, oppure sarebbero stati i suoi soldati ad uccidere. Se queste rimangono supposizioni \u00e8 proprio grazie all\u2019azione dei GAP romani, perch\u00e9 la partecipazione di quei 156 uomini alla Seconda guerra mondiale o alle politiche del regime sarebbe stata solo questione di tempo.<\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-77801 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/polizeiregimentbozen-festnahmezivilisten.jpeg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"636\" srcset=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/polizeiregimentbozen-festnahmezivilisten.jpeg 960w, https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/polizeiregimentbozen-festnahmezivilisten-768x509.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p><\/blockquote>\n<p><small><em><strong>Rappresaglia<\/strong> \u2013 Soldati nazisti alla ricerca di \u00abesseri umani\u00bb per quello che diverr\u00e0 noto come Eccidio delle Fosse ardeatine (Foto: <\/em>Wikipedia)<em><br \/>\n<\/em><\/small><\/p>\n<p>Per molto tempo si \u00e8 anche parlato del <em>\u00abBozen\u00bb<\/em> come <em>autore <\/em>della strage, parte del plotone d\u2019esecuzione secondo una ricostruzione circolante in ambiente diplomatico. Una versione poi letteralmente ribaltata da Umberto Gandini, che sulle pagine de <em>\u00abIl Giorno\u00bb<\/em> intervista per primo i superstiti del <em>\u00abBozen\u00bb.<\/em> Uno di questi, Jacob Tock, racconta che i sottufficiali volevano che fossero loro a eseguire la fucilazione, ma che non era stato possibile perch\u00e9 \u00abnoi sudtirolesi non siamo fatti per queste cose, non potevamo uccidere cos\u00ec kaltbluetig, a sangue freddo\u00bb. Una versione poi riassunta da Gandini come disobbedienza esplicita del <em>\u00abBozen\u00bb,<\/em> di cui si parler\u00e0 ancora negli anni successivi: ma fino al 1968, la mancata partecipazione del <em>\u00abBozen\u00bb<\/em> era stata legata alla pi\u00f9 probabile decisione dei loro superiori, dopo che il comandante della compagnia Dobek li aveva presentati come inadatti e troppo cattolici. Un reparto almeno dimezzato, tra morti e feriti, non poteva realizzare una rappresaglia veloce ed efficiente. Una spiegazione molto pi\u00f9 credibile di un aperto rifiuto da parte di soldati semplici, che sarebbero stati per questo puniti \u2013 se non con la morte, almeno con l\u2019invio in reparti punitivi in quanto elementi inaffidabili.<\/p>\n<p>Definire questi soldati delle \u00abvittime\u00bb, allo stesso livello di quelle delle Fosse Ardeatine, non rende giustizia alle seconde e confonde rispetto ai primi. Questo \u00e8 stato per molti anni il leitmotiv della pubblicistica sudtirolese in lingua tedesca, che pi\u00f9 volte ha parlato di \u00ab368 Opfer\u00bb, ma anche della stessa propaganda dei due regimi \u2013 come da commento dello stesso <em>Osservatore Romano,<\/em> \u00abtrentadue vittime da una parte; trecentoventi persone sacrificate per i colpevoli sfuggiti all\u2019arresto, dall\u2019altra\u00bb.<\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-77804 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/polizeiregimentbozen-ungehorsam.jpeg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"599\" srcset=\"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/polizeiregimentbozen-ungehorsam.jpeg 960w, https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/polizeiregimentbozen-ungehorsam-768x479.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p><\/blockquote>\n<p><small><em><strong>La disobbedienza del <\/strong><\/em><strong>\u00abBozen\u00bb<\/strong><em> \u2013 L&#8217;articolo di Umberto Gandini pubblicato su <\/em>Il Giorno<em> del 24 marzo 1968<br \/>\n<\/em><\/small><\/p>\n<p>Un passo indietro, all\u2019origine di tutta la polemica di questi giorni, cominciata proprio nell\u2019anniversario delle Fosse Ardeatine per il comunicato della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La cofondatrice di <em>Fratelli d\u2019Italia<\/em> e dal lungo curriculum di militanza studentesca nei partiti post-fascisti ha parlato di \u00ab335 italiani innocenti massacrati solo perch\u00e9 italiani\u00bb.<\/p>\n<p>Innanzitutto, innocenti non lo erano n\u00e9 agli occhi di Herbert Kappler, l\u2019organizzatore della strage che di fronte al tribunale spiegher\u00e0 ampiamente la sua definizione di Todeskandidaten, ma neppure dei fascisti alleati, che prestano il loro aiuto per la realizzazione dell\u2019eccidio. Non erano innocenti perch\u00e9 resistevano, non erano innocenti perch\u00e9 ebrei, non erano innocenti perch\u00e9 non si trattava di rispettare uno status giuridico, ma della realizzazione di una necessit\u00e0: avere abbastanza persone da uccidere affinch\u00e9 la rappresaglia avesse effetto.<\/p>\n<p>Non erano neppure tutti italiani: alcuni non avevano la cittadinanza, o non erano di nazionalit\u00e0 italiana. Ma soprattutto, gran parte di loro era considerata <em>anti-italiana<\/em> proprio da chi li uccise: non erano italiani perch\u00e9 appartenenti alla \u00abrazza ebraica\u00bb discriminata e poi ufficialmente perseguitata con le leggi razziali del 1938; non erano italiani perch\u00e9 chi era contro la repubblichina di Sal\u00f2 veniva accusato di essere contro l\u2019Italia.<\/p>\n<p>No, non vennero uccisi solo perch\u00e9 italiani: vennero uccisi in una cieca vendetta, interessata ad una contabilit\u00e0 capace di incutere terrore.<br \/>\n<small><br \/>\n<em>Il presente contributo <\/em><a title=\"Salto: Ma chi erano quelli del &quot;Bozen&quot;?\" href=\"https:\/\/www.salto.bz\/de\/article\/13042023\/ecco-chi-erano-quelli-del-bozen\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>\u00e8 stato pubblicato su<\/em> Salto.<\/a><\/small><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><small><strong>Fonti<\/strong><\/small><\/span><br \/>\n<small>Il lavoro pi\u00f9 esauriente in proposito \u00e8 il Seminararbeit di Christoph von Hartungen, Werner Hanni, Klaus Menapace e Reinhold Staffler del 1980. Una versione rivista e meno completa pu\u00f2 essere letta sulla rivista <em>\u00abDer Schlern\u00bb<\/em> del 1981. Altri essenziali contributi in lingua tedesca sono l&#8217;articolo <em>\u00abMord in Rom\u00bb<\/em> di Steffen Prauser <em>(Viertelsjahrshefte f\u00fcr Zeitgeschichte,<\/em> 2002) e la tesi di dottorato di Joachim Staron, <em>\u00abFosse Ardeatine und Marzabotto: Deutsche Kriegsverbrechen und <\/em>Resistenza\u00bb (Sch\u00f6ningh 2002), che si concentra di pi\u00f9 sulla rappresentazione mediatica delle due stragi in Italia e Germania. In italiano si rimanda al monumentale lavoro di Alessandro Portelli, <em>L&#8217;ordine \u00e8 gi\u00e0 stato eseguito<\/em> (Donzelli 1999).<\/small><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><small><strong>L&#8217;autore<\/strong><\/small><\/span><br \/>\n<small><strong>Lorenzo Vianini<\/strong> si \u00e8 laureato all&#8217;Universit\u00e0 di Vienna con una tesi dedicata all&#8217;argomento,\u00a0<a href=\"https:\/\/utheses.univie.ac.at\/detail\/57620#\"><em>Via Rasella in der S\u00fcdtiroler Medienberichterstattung<\/em><\/a><em>,<\/em> e ha realizzato per <em>Radio Tandem<\/em> un podcast in italiano di due puntate:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.radiotandem.it\/via-rasella-nei-media-sudtirolesi\/\"><em>Via Rasella nei media sudtirolesi<\/em><\/a><em>.<\/em><\/small><\/p>\n<!-- Snippets by WebberZone Snippetz --><div class=\"ata_snippets\"><hr style=\"height: 10px;border: none;margin-top: 0px;background-color: darkred\" \/>\r\n\r\n<div style=\"background-color: none;padding: 0px;font-size: 14px;font-family: Helvetica,Arial;margin: 10px 0px 0px 0px\"><span style=\"color: darkred\"><strong><small>Autor:innen- und Gastbeitr\u00e4ge widerspiegeln nicht notwendigerweise die Meinung oder die Position von BBD, so wie die jeweiligen Verfasser:innen nicht notwendigerweise die Ziele von BBD unterst\u00fctzen.<\/small><\/strong><small> \u00b7 I contributi esterni non necessariamente riflettono le opinioni o la posizione di BBD, come a loro volta le autrici\/gli autori non necessariamente condividono gli obiettivi di BBD. \u2014 <a href=\"http:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/?page_id=11356#copyleft\"><strong>\u00a9<\/strong><\/a><\/small><\/span><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lorenzo Vianini Nel marzo 1944 Roma \u00e8 sotto il controllo tedesco da diversi mesi e nonostante la mancata organizzazione della difesa della citt\u00e0, come il resto del paese lasciata in balia di s\u00e9 stessa dopo la fuga del Re e Badoglio, la citt\u00e0 dimostr\u00f2 da subito come non intendesse collaborare con l\u2019occupante. La battaglia di [&hellip;]<\/p>","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[751],"tags":[],"class_list":["post-77799","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-autorinnen-neu","entity-fdi","issue-geschichtsaufarbeitung","location-deutschland","location-italy","location-sudtirolo","language-italiano","medium-aa","medium-salto","person-giorgia-meloni","person-ignazio-benito-la-russa","topic-faschismen","topic-geschichte","topic-krieg","topic-militar","topic-ungehorsam"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77799","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=77799"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77799\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":77807,"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77799\/revisions\/77807"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=77799"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=77799"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brennerbasisdemokratie.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=77799"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}