Autonomia integrale, ci risiamo. «In Italia».

Solo pochi giorni fa un mio amico, commerciante brissinese, mi aveva raccontato che, mai come quest’anno, turisti italiani avrebbero ripreso a sfoderare il famoso «siamo in Italia», foss’anche per un semplice ma indigesto «Grüß Gott».

Ed ecco che la vecchia solfa ricompare anche in politica:

Sull’edizione sudtirolese del Corriere* è proprio così che viene citato nientemeno che il commissario della Lega in Sudtirolo, Massimo Bessone, in riferimento alla volontà dell’SVP di ampliare l’autonomia.

Quella stessa Lega** non solo due anni e mezzo fa proponeva al consiglio regionale l’istituzione di una convenzione sull’autodeterminazione, ma ora, dopo le prossime elezioni, ambirebbe anche a governare questa terra proprio assieme al partito di raccolta.

Va detto che sulla stessa edizione è apparso un fondo di Toni Visentini che — tirando in ballo indistintamente la Catalogna, Trump, Putin, la Convenzione sudtirolese, le destre e l’Unione Europea — critica l’SVP per la sua richiesta di maggiore autonomia.

Insomma, la Vollautonomie va sempre bene come espediente retorico per disinnescare la voglia di indipendenza, un po’ meno quando si tratterebbe di concretizzarla anche solo in parte. Siamo alle solite.

Vedi anche:

*) domenica 19 agosto
**) «amica» di Freiheitliche e BürgerUnion

Nationalismus Politik Selbstbestimmung Subsidiarität Vorzeigeautonomie Zentralismus | Landtagswahl 2018 Südtirolkonvent Zitać | Massimo Bessone | Corriere | Catalunya | EU Lega SVP | Italiano

Scardinare la finzione.
Quotation 418

[N]on si sperava forse, dopo tutti i disastri del secolo scorso, che si potesse essere «cittadini europei» senza appartenere necessariamente a uno Stato-nazione? I catalani sarebbero allora cittadini europei anche se non dovessero più essere cittadini spagnoli. Altrimenti dovremmo pensare che il passaporto europeo non sia che un duplicato di quello nazionale. Al contrario di quel che credono i sovranisti, il limite dell’Europa non è quello di aver messo in questione la sovranità dei singoli Stati-nazione, bensì di non essere riuscita a scardinare dal fondo questa vecchia finzione, da tempo in crisi, più esangue che mai e perciò tanto più avvinghiata al potere. L’Europa è rimasta ostaggio delle nazioni.

da un commento della filosofa Donatella Di Cesare apparso sul Corriere della Sera

Vedi anche:

Grundrechte Medien Nationalismus | Zitać | Donatella Di Cesare | Corriere | Catalunya | EU | Italiano

Der Titelseitenvergleich.

Titelseiten einiger Tageszeitungen von gestern, 21. September 2017 — dem Tag nach dem Überfall der Guardia Civil auf die katalanischen Institutionen:

Und hier die Titelblätter der Südtiroler Zeitungen — als ob nichts geschehen wäre:

Comparatio Medien Politik Polizei Repression Selbstbestimmung | | | AA Corriere Der Standard Die Welt Dolo FAZ SZ TAZ The Guardian | Catalunya Südtirol/o | Guardia Civil | Deutsch English Français Italiano

Erneut faschistische Gewalt in Bozen.

»Du rufst die Polizei? Was bist du für ein Mann?« Mit diesen herausfordernden Worten soll sich Stadtviertelrat Davide Brancaglion von der neofaschistischen CasaPound Italia an einen Jugendlichen gewandt haben, kurz bevor er ihn und seine Freunde vermöbelte. Dies berichtet der Corriere della Sera in seiner heutigen Südtirolbeilage.

Der Autor des Beitrags, Marco Angelucci, gibt an, Videomaterial gesichtet zu haben, das einer der insgesamt fünf Angegriffenen aufgenommen hatte. Wie er schreibt, lasse die Aufzeichnung wenig Interpretationsspielraum. Was darin zu sehen sei, spreche ziemlich eindeutig dafür, dass Brancaglion (schon zum dritten Mal binnen weniger Jahre) zum Mittel der Gewalt gegriffen hat, um seine menschenverachtenden politischen »Ideale« durchzusetzen.

Auslöser der Auseinandersetzung sei ein Partisanenlied (»Bella Ciao«) gewesen, das die fünf Jugendlichen — offenbar ohne politische Hintergedanken, aber das muss in einer Demokratie unerheblich sein — gesungen hätten. Plötzlich sei ein Auto vorgefahren, aus dem Davide Brancaglion und Mirko Gasperi gesprungen seien, beides Mitglieder der rechtsextremistischen Gruppierung. Kurz darauf seien die Jugendlichen verprügelt worden; zudem habe Brancaglion einem der Opfer das Handy — mit dem ein Teil der Auseinandersetzung aufgezeichnet worden war — entrissen und in einen Innenhof geschleudert.

Inzwischen, so der Corriere, sei das Videomaterial der Polizei übergeben worden, die fünf Angegriffenen hätten Anzeige erstattet.

Was sich in der Landeshauptstadt abspielt erinnert immer mehr an die squadristischen Überfälle in den 1920er Jahren; und auf ein entschlossenes Durchgreifen der Institutionen wartet man bislang vergeblich. Gegen Stadtviertelrat Brancaglion wird bereits wegen eines ähnlichen Vorfalls ermittelt, der sich erst vor wenigen Monaten zugetragen hatte, seines Amtes wurde er jedoch nicht enthoben.

Siehe auch:

Faschismen Medien Politik Polizei Recht | | | Corriere | | |

»Schutzklausel« fußt vor allem auf: Vertrauen.

In der heutigen Südtirolbeilage des Corriere ist ein Artikel von Roberto Toniatti über die sogenannte »Schutzklausel« erschienen, die die Autonomiestatute vor einseitigen Änderungen durch den Staat schützen soll. Bekanntlich wird die von der Regierung Renzi verabschiedete Verfassungsreform nur nach einer — einvernehmlich zu erfolgenden — Anpassung der Statute auch auf die jeweiligen autonomen Gebiete zur Anwendung kommen.

Toniatti, Professor an der juristischen Fakultät der Universität Trient, weist in seinem Beitrag jedoch darauf hin, dass der sogenannte »Bressa-Verhandlungstisch« bereits eine einschränkende Interpretation der Schutzklausel vorgenommen habe. Diese Interpretation sei im Endbericht des Verhandlungstisches enthalten, der als wissenschaftliche Publikation veröffentlicht und auch schon zahlreich zitiert worden sei: Demnach hätten die Sonderautonomien kein Veto-, sondern nur ein beschränktes Verhandlungsrecht. Kommt es zwischen Staat und autonomer Region/Provinz schlussendlich zu keiner Einigung, könne das Parlament (mit absoluter Mehrheit) trotzdem zur einseitigen Änderung des Statuts schreiten. Auch das Recht auf ein Referendum gebe es nicht.

So gesehen, schreibt Toniatti, sei die Schutzklausel weniger an tatsächliche Rechte, als vielmehr an politisches Vertrauen geknüpft. Ein politisches Vertrauen — füge ich hinzu — mit dem wir schon in Vergangenheit schlechte Erfahrungen gemacht haben, man denke nur an das Mailänder Abkommen.

Eine Gefahr sieht Toniatti darin, dass Südtirolkonvent und Trentiner Consulta vorauseilend auf einen dezidierten Ausbau der Autonomie verzichten, um das erforderliche Einvernehmen nicht zu gefährden.

Siehe auch:

Medien Politik Recht Wissenschaft Zentralismus | Südtirolkonvent Verfassungsreform 2016 | | Corriere | | PD&Co. |

M5S favorevole alla macroregione del «Triveneto».

La sezione sudtirolese del Movimento 5 Stelle (M5S) critica aspramente qualsiasi tentativo di annacquare la nostra autonomia, tacciando di centralismo il progetto di riforma territoriale del PD che prevedrebbe l’accorpamento di Veneto, Friuli, Venezia Giulia, Trentino e — appunto — il Sudtirolo in un’unica macroregione del «Triveneto», dal sapore vagamente fascista.

D’altro canto però nella vicina regione del Veneto lo stesso M5S ha ormai fatto del «Triveneto» il suo piatto forte. Certo, subordinandolo alla volontà popolare, e questo non è da sottovalutare, ma comunque con una convinzione e un impegno che lasciano a bocca aperta.

Ad esempio, il Corriere del Veneto cita così il capogruppo dei pentastellati in regione, Jacopo Berti:

Noi crediamo negli Stati Uniti d’Italia e della macroregione Triveneto stiamo già ragionando coi nostri colleghi di Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.

Gli fa eco il deputato bellunese Federico D’Incà (M5S):

La macroregione è la risposta all’accentramento amministrativo romano del governo Renzi.

Ciò solleva un dubbio non del tutto secondario, almeno per noi che di «Triveneto» non vogliamo nemmeno sentir parlare: la macroregione è sintomo del centralismo renziano, come dicono i «grillini» sudtirolesi, o al contrario è considerata una soluzione in chiave federalista, come affermano i loro colleghi veneti?

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