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I Verdi catalani e l’indipendenza.

Romeva ammette che la scommessa federalista dei Verdi non porta da nessuna parte.

Si è visto costretto a rivedere le sue idee perché si trattava di «una strada senza sbocco».

Anche i Verdi catalani si avvicinano all’idea dell’ampliamento interno dell’Unione Europea.

Raül Romeva, eurodiputato di ICV (Verdi catalani) ha ammesso che la scommessa federalista che aveva sostenuto finora — e che tuttora il suo partito sostiene maggioritariamente — non porta da nessuna parte. Lo ha affermato venerdì scorso durante la tavola rotonda «Ampliazione interna: prospettiva o illusione?» tenutasi all’Aula Europa di Barcelona in presenza di altri eurodeputati come Oriol Junqueras (ERC), Ramon Tremosa (CiU, Convergencia i Unió) e la basca Izaskun Bilbao (EAJ – Euzko Alderdi Jeltzalea). Concretamente, Romeva ha assicurato che la sua esperienza personale al Parlamento Europeo l’ha fatto riflettere sulle idee che stava sostenendo, cioè l’inserimento del popolo catalano in uno stato federale spagnolo. Pur con molta prudenza alla fine ha ammesso che questa via è una via senza uscita, perché quando dopo molte negoziazioni e con molti problemi si riesce a far passare una competenza dallo Stato alla Generalitat [l’ente di autogoverno della Catalogna] spesso sono gli stessi eurodiputati spagnoli a proporre direttive europee che di fatto rendono inutile il trasferimento. Con ciò Romeva ha confermato il contenuto di un articolo apparso sul suo blog il giorno precedente, dal titolo «Una Catalogna sovrana ed europea? È legittimo, è necessario, è progressista».

«Per cominciare voglio fare una confessione, che non è nuovissima, temo: sono uno di quelli che per molto tempo hanno difeso una visione federalista dello Stato, uno di quelli che consideravano che dovessimo convincere le nostre amiche ed i nostri amici spagnoli della necessità  di rendere istituzionalmente visibile la realtà  plurale, plurinazionale e plurilinguistica dello Stato spagnolo. Devo però constatare che in Spagna nessuno crede alla necessità  di avanzare verso una formula [veramente] federale. Che senso ha, pertanto, continuare a scommettere su una opzione che nessuno crede possibile né necessaria?»

Per Romeva in Spagna non c’è una volontà chiara favorevole ad un progetto federale, in nessun partito considerato spagnolo (PSOE, PP…) ed ha affermato che il problema dell’ufficializzazione del catalano al Parlamento europeo («un tema assurdamente triviale e di facile soluzione») ne è un esempio chiaro — sottolineando il fatto che il catalano non è ufficiale nemmeno al Parlamento spagnolo.

Per questo ha assicurato che il suo federalismo è ora «in chiave europea e non statale» e che il territorio da federare «in questo caso la Catalogna, ed in maniera più ampia i Països Catalans o l’Euroregione» deve perseguire questo fine «guardando verso l’Europa» senza passare «per intermediari a livello statale che non sono necessari né credono in una concezione plurale dello Stato».

Proprio questo finesettimana Romeva parteciperà  alle «Jornades sobre el Fet Nacional» che i Verdi organizzano a Barcelona e lanciate dal settore più indipendentista del suo partito. Evento che tra l’altro non è tra i miglior visti dal direttivo dei Verdi.

Fonte: Racó Català
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