Berlin-Bozen 2010.

Berlin-Bozen 2010.

Berlin 2010. Die »Stolpersteine« sind goldene Pflastersteine, welche niveaugleich in den Boden eingelassen werden, wo schikanierte, deportierte und/oder getötete Jüdinnen zuletzt gewohnt oder gearbeitet hatten. Durch ständige Konfrontation fördert das Kunstprojekt das Geschichtsbewusstsein und die Aufarbeitung.

Bozen 2010. Das faschistische Siegesdenkmal wird unter der Aufsicht des staatlichen Denkmalamtes aufwändig saniert und in den Originalzustand versetzt. Erklärende Tafeln, die den historischen Kontext und die menschenverachtende Ideologie erklären, deren Ausdruck das Monument ist, lehnt das Amt strikt ab.

Siehe auch: 

Arch+Raum Comparatio Faschismen Geschichte | Faschistische Relikte Geschichtsaufarbeitung | | | Deutschland Südtirol/o | | Deutsch

40 Jahre Paket.

2311Am morgigen 23. November jährt sich die Paketannahme durch die Landesversammlung der SVP zum 40. Mal. Es war damals eine richtige Entscheidung, und mit an Sicherheit grenzender Wahrscheinlichkeit auch die bessere. Aus diesem Grund sollte dies für alle Südtirolerinnen — auch jene, die nun an der Überwindung der Autonomie arbeiten — ein Feiertag sein.
Der Volkspartei ist zu wünschen, dass sie wieder die Interessen der Bevölkerung in den Mittelpunkt stellt und sich eine neue Vision für dieses Land zulegt. Auf Lorbeeren sollte man sich nur am Jubiläumstag ausruhen.

Geschichte Politik Termin | | | | Südtirol/o | SVP | Deutsch

Ein paar Gedanken zum »Prontuario«.

Was folgt sind einige kommentierte Auszüge aus Ettore Tolomeis Vorwort zu seinem Prontuario von 1935.

1. Nell’atto di riprendere il proprio suolo fino ai termini sacri, di riunire alla Patria i lembi avulsi della Regione Veneta, in parte inquinati nei secoli da genti straniere, l’Italia doveva affermare il suo diritto e il suo genio reimprimendo con tutti i nomi dei monti e delle acque, delle città e dei paesi, fino all’ultimo casolare, il sigillo perenne del nazionale dominio.

2. […] tutto il paese cisalpino che in accezione nuova, nel preciso àmbito dei suoi monti, dal confine trentino alla grande catena culminante nella Vetta d’Italia, denominavo Alto Adige.

Was sagt das über den Namen »Alto Adige« — insbesondere über dessen angeblich napoleonische Herkunft — aus? (Und wennschon, ist ein Unrecht besser, wenn es zweimal ausgeübt wird?).

3. Il Prontuario non comprende, per ragioni evidenti, né il Trentino, dove migliaia e migliaia di nomi della Carta militare austriaca sono gli stessi nomi nostri, e quindi si avrebbero a ripetere nella identica forma […].

Die k. u. k. Militärkarte beinhaltete also die italienischen Ortsnamen des Trentino. Die Militärkarten der Republik Italien lassen dagegen auch heute noch (2009) die »deutschen« und »ladinischen« Ortsnamen in Südtirol unberücksichtigt.

4. Poiché nel corso dell’annessione i comandi militari e i commissariati civili trascuravano d’usare la nomenclatura locale italiana e continuavano a servirsi dei nomi tedeschi, chi non vede che si perdeva la migliore occasione della riconquista toponomastica? che anzi si veniva a confermare uno stato di fatto in tutta perdita nostra? che acconciandosi al provvisorio uso dei nomi tedeschi si confermavano i Comuni nella nomenclatura austriaca rendendo più ostica e più difficile la riforma più tardi? Né di scarso valore sentimentale ed etico era questo argomento aggiunto: se non elimineremo tantosto i nomi stranieri, l’aureola di un eminente fatto d’armi potrà dare a taluno di essi un’importanza storica che renderà difficile il mutamento dopo…

5. Di più. Le Carte italiane avendo congiurato con le austriache per imporre al pubblico i nomi tedeschi, non s’imponeva la necessità d’una pronta revisione anche per allontanare da noi e da altri l’impressione che stessimo conquistando paesi su cui nazionalmente non s’avesse diritto alcuno?

6. La nomenclatura odierna di queste avrebbe portato un ben grave e intollerabile contingente straniero nella toponomastica della Penisola! Non è punto qui lo stesso caso che si presenta in Val d’Aosta e in altre minori valli alpine piemontesi di toponomastica francese; colà i dialetti nostri sfumano nell’idioma di Francia insensibilmente, la radice è comune, latina; latina in ogni maniera la toponomastica. Qui invece eravamo di fronte a un esotismo barbaro e irriducibile. Non potevamo accoglierlo. Eravamo in dovere di sostituirlo. Potevano sopravvivere nelle valli piemontesi Courmayeur, Chàtillon, roche, créte, mont, téte, accanto a Cortemaggiore, Castiglione, rocca, cresta, monte, testa; ma nelle valli atesine, cioè a dire venete, ricongiunte alla Patria, non potevamo accogliere dei dorf, schloss, knott, schneide, berg, kopf e via dicendo.

Diese Auffassung scheint sich auch die Republik teilweise zueigen gemacht haben, wenn sie die faschistischen Ortsnamen in der Vallée d’Aoste abgeschafft, hierzulande jedoch beibehalten hat.

7. Nella lotta che dobbiamo ancora sostenere contro le resistenze teutoniche e più contro la cascaggine paesana, fino a quando durerà l’attitudine passiva del Parlamento e del Governo? Non vorranno essi statuire che gl’Italiani dell’Alto Adige, Italiani in proprio suolo d’Italia, possano legalmente chiamare con proprie voci i luoghi della regione ricongiunta alla Patria?

8. Nel 1920 continuò a imperare la nomenclatura dei disfattisti. Dei 7000 nomi del Prontuario essendone stati ammessi ufficialmente dal Commissario Civile on. Credaro non più di 25 con la forma bilingue (tedesca prima, italiana poi!!), tutti gli altri, indistintamente, si ridussero di nuovo tedeschi, e soltanto tedeschi. Salorno ed Ora riebbero le scritte Salurn e Auer. Vennero levate le ultime tabelle alla entrata dei paesi che portavano, dal tempo del Commissariato Tolomei, il nome italiano. Perchè una n’era rimasta col nome Merano, all’ingresso della città ridiventata ufficialmente Meran, i giornaletti tedeschi scrissero tanti pfui e tanto inveirono contro quel resto dei welsche Namen finché scomparve.

Die Institutionen des vorfaschistischen Italien waren vom Prontuario also alles eher als angetan, wandten ihn zuerst nur zögerlich an und verwarfen ihn dann zum Teil sogar wieder. Es wird zwar oftmals behauptet, der Prontuario sei nicht faschistisch, weil er großteils vor der faschistischen Ära erdacht worden war. Doch dass er erst von den Faschisten in vollem Umfang eingeführt und als Bestandteil einer systematischen Assimilierungs- und Majorisierungspolitik betrachtet wurde, macht ihn wohl eindeutig zu einem faschistischen Werkzeug.

9. Ma ora, se il Governo titubasse, se non ricomparissero i nomi italiani nemmeno ora, gli Italiani dell’Alto Adige non avranno altra via che la violenza. Vedremo teste e tabelle rotte, e il Paese saprà di chi sarà stata la colpa. […] Dopo questo…. passò tutto l’anno 1922 senza che il Decreto comparisse. Apparentemente la colpa del dannosissimo ritardo era di qualche membro della Sottocommissione trentina, che anche dopo la ratifica avvenuta da parte della Commissione plenaria mandò istanze sopra istanze pel rimutamento di qualche nome, dando il desideratissimo pretesto al Governo del tempo e al Commissario Civile di lasciare le cose come stavano.

10. Sgomberato il terreno dalle opposizioni politiche, la Società Geografica avrebbe potuto rivendicare a sé le definizioni ultime, pur tenendo conto dei lavori per quanto poco concludenti – della Commissione nominata dal governo caduto. […]

11. Ecco finalmente il Decreto, col n. 800, 29 marzo 1923, uscire nella Gazzetta Ufficiale, 27 aprile.

Erst Frühjahr 1923 wurde der Prontuario umgesetzt.

Faschismen Geschichte Nationalismus Ortsnamen Politik | Italianizzazione Zitać | Ettore Tolomei | | Aoûta-Aosta Südtirol/o | | Deutsch Italiano

Revisionistische PDL-Jugend.

Die Jungen im Südtiroler PDL haben mit Forum Alto Adige ein Blog gegründet, in dem sie sich austauschen und politische Ziele definieren. Doch wie es scheint, machen die heutigen Jungen — vielleicht mit einer Prise Diplomatie — dort weiter, wo die MSI-Jugendorganisation Fronte della Gioventù aufgehört hatte. Zu lesen gibt es Faschistisches, Kolonialistisches und Revisionistisches. Einige Kostproben:

Il 25 aprile è simbolo di guerra fratricida, in cui italiani uccidevano altri italiani. Oggi si chiamerebbe guerra civile, non liberazione. Oggi dovremmo commemorare i caduti, non festeggiare in piazza con tamburi e giochi circensi

Da questa vicenda nacque il celebre detto “eh, gli è passata anche a Napoleone…”, citazione che mi ha fatto meditare e dubitare della sua validità e assolutezza, visto che gli Schuetzen ancora oggi non hanno incassato la sconfitta e non riescono a dimenticare e ad accettare di vivere sotto dominio [sic] e Governo Italiano.

Das ist die Zukunft, die uns ins Haus steht, wenn die SVP — wie Herr Steger anregt — den PDL auch in Südtirol hoffähig macht.

Faschismen Geschichte Medien Politik | Geschichtsaufarbeitung Zitać | Dieter Steger | | Italy Südtirol/o | PDL&Co. Schützen SVP | Deutsch Italiano

Abessinien.

[viddler id=1815b9b0&w=437&h=370]

Bericht über den Abessinienkrieg und die Erfahrungen Südtiroler Soldaten. Ausgestrahlt im Rai Sender Bozen am 24.06.2009.

Das Video ist leider stellenweise holprig. Falls jemand einen besseren Mitschnitt zur Verfügung stellen kann, ist sie gebeten, dies mittels Kommentar mitzuteilen. Besten Dank!

Faschismen Geschichte Medien Militär | | | Rai | | |

Bozen — Stadt der Erinnerung.

Die Grünen haben ein Manifest für den Umgang mit den faschistischen Monumenten in Südtirol veröffentlicht. Ich teile und unterstütze das Projekt, werde die Vorlage aufgrund einiger Formulierungen jedoch nicht unterzeichnen.

Bozen — Europäische Stadt der Erinnerung an die Faschismen

Ein Aufruf der Verdi-Grüne-Verc Südtirols

Geduldige Steine…
Neunzig Jahre nach dem Ende des Ersten Weltkrieges erregen die vom Faschismus errichteten Denkmäler weiterhin die nationalen Gemüter und dienen als Mittel, um die ethnischen Gegensätze in Südtirol auf gefährliche Weise aufzuschaukeln. Vor allem das Siegesdenkmal gilt seit geraumer Zeit als Symbol eines nicht entwirrbaren Konfliktes zwischen deutschsprechenden und italienischsprechenden Südtirolern. Dies erschwert das friedliche Zusammenleben und fördert die Abgrenzung der Sprachgruppen voneinander. Diese inzwischen historischen Denkmäler waren als Symbole einer Diktatur errichtet worden, welche die Sprachminderheiten unterdrückte und Freiheit und Demokratie ablehnte. Mit diesen Bauwerken wollte man die Überlegenheit der einen über die anderen versinnbildlichen. Heute könnten sie Orte einer gemeinsamen und lebendigen Erinnerungskultur werden, wodurch die Werte der Zivilgesellschaft gestärkt und besonders die Jugend zur Auseinandersetzung mit der Vergangenheit animiert wird. Zugleich wird dadurch verharmlosenden Urteilen zu Diktaturen von gestern und heute entgegengewirkt.

Ein Gedächtnisparcours.
Ausgehend von Bozens Denkmälern der Zwischenkriegszeit und unter Beibehaltung dieser architektonischen Zeugnisse unserer Vergangenheit erachten wir Maßnahmen zu ihrem Bedeutungsabbau und ihrer Einordnung in den geschichtlichen Zusammenhang als besonders wichtig und dringend. Dies soll auch dadurch geschehen, dass sie der Öffentlichkeit zugänglich und dadurch integrierender Bestandteil eines Gedächtnisparcours durch Bozen werden. Es bietet sich dabei an, auf die Gestaltungsmöglichkeiten zurückzugreifen, welche die Stadt mit der Aufarbeitung der Geschichte des “Lagers Bozen” in der Reschenstraße vorgegeben hat. Man könnte also mittels erklärender Schautafeln (Fotos, Dokumente, Texte) etwa in unmittelbarer Nähe des Siegesdenkmals eine kurze und aussagekräftige Darstellung seiner Geschichte samt Einbettung in den historischen Zusammenhang bieten. Dasselbe soll auch mit dem “Mussolini-Relief” am Gerichtsplatz geschehen. Voraussetzung dafür ist allerdings der Abschluss der längst beschlossenen Restaurierungsmaßnahmen durch das staatliche Denkmalamt Verona und der Abbau der Barrieren, die einen Zugang zum Denkmal verhindern.

Kein Bildersturm, sondern geteilte Geschichte!
Im Interesse der Erhaltung des ethnischen Friedens verbieten sich jedoch Maßnahmen, die nur von einer Sprachgruppe allein als befriedigend empfunden werden können. Auch zeigt uns die Geschichte, dass Lösungen im Sinne eines “Bildersturms” nicht zur erhofften Bewältigung der Vergangenheit führen. Diese kann nur durch eine rationale Aufarbeitung der Geschichte im gegenseitigen Dialog erfolgen. Es gibt nicht viele europäische Städte wie Bozen, die über ein so reiches, wenn auch kleines, geschichtlich-architektonisches “Freilichtmuseum” des 20. Jahrhunderts verfügen. Die Stadt Linz, europäische Kulturhauptstadt 2009, hat eine ähnliche Aufwertung ihres architektonischen Erbes der 1930er Jahre vorgenommen, wie sie von unserem Vorschlag angestrebt wird. Dieses Beispiel zeigt, welches Potential die Stadt Bozen zur Gewinnung eines eigenständigen Profils auf europäischem Niveau hätte. Wir sind überzeugt, dass das oben dargelegte Anliegen von der überwiegenden Mehrheit der demokratisch und friedlich gesinnten Bevölkerung aller Sprachgruppen geteilt wird, und rufen daher die Behörden (Regierungskommissariat, Land und Gemeinde Bozen) auf, es zu unterstützen, damit es so bald als möglich verwirklicht wird.

Unsere Stadt steckt voller Geschichte – machen wir sie zugänglich für alle!

Bozen, 17. April 2009

Faschismen Geschichte Politik | Faschistische Relikte Geschichtsaufarbeitung | | | Südtirol/o | Vërc | Deutsch

Widerstand.Resistenza’09.

Im Zeichen des Widerstands von Hans Egarter und dem Andreas-Hofer-Bund organisiert die Südtiroler HochschülerInnenschaft eine Veranstaltungsreihe mit folgendem Inhalt:

Programm/Programma

Samstag, 18. April/Sabato, 18 aprile – 9.00-17.00
Social Club, Freie Universität Bozen, Sernesiplatz / Libera Università  di Bolzano, Pz. Sernesi
Symposium.Simposio: Widerstand im Zeichen von Anno Neun. Hans Egarter und der Andreas-Hofer-Bund. Forme di Resistenza nella Provincia di Bolzano. Hans Egarter e l’Andreas-Hofer-Bund.

Sonntag, 19. April/Domenica, 19 aprile – 9.00-18.00
Exkursion.Escursione. Lebensstationen von Hans Egarter. Niederdorf und Brixen. Tappe di vita di Hans Egarter. Niederdorf e Brixen.

Dienstag, 21. April/Martedì, 21 aprile – ore 19.30 Uhr
sh.asus, Kapuzinergasse 2, Bozen/via dei Cappuccini 2, Bolzano
Podiumdiskussion. Dibattito pubblico. Widerstand und Zivilcourage in Südtirol. Resistenza ed impegno civile in Sudtirolo.

Anmeldung (nur für die Exkursion erforderlich) bis zum 17. April verlängert / Iscrizione (necessaria solo per l’escursione) prorogata fino al 17 aprile: bz[at]asus.sh Tel. 0471/974614

Bildung Faschismen Geschichte Termin Ungehorsam+Widerstand | | | | | Freie Universität Bozen | Italiano