Südtirols Athleten zwitschern aus Berlin.

Südtirol entsendet vier Spitzensportler zur Leichtathletik-WM nach Berlin: Alex Schwazer, Christian Obrist, Lukas Rifesser und Silvia Weissteiner. Damit stellen sie 1/10 der italienischen Mannschaft, obwohl Südtirol nur rund 1/100 der Bevölkerung ausmacht. Dazu, dass unser Land nicht länger nur im Wintersport überrepräsentiert ist, ist unseren Athleten und den Südtiroler Sportfunktionären zu gratulieren.

Die vier zwitschern jetzt live bei Twitter aus der Bundeshauptstadt.

Siehe auch: [1] [2]

5 comentars per “Südtirols Athleten zwitschern aus Berlin.

  1. Hm, nun ja Südtirol hat vermutlich im Alpinski mehr Medaillen geholt als Russland, China und Japan zusammen. Aber ob das sinnvolle Vergleiche sind?

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  2. Hmm. Questa notizia capita a fagiolo…

    Indice di sportività: Livorno prima
    di Giacomo Bagnasco (Il Sole 24 Ore)

    Lo sport, a Livorno, ha appena festeggiato il ritorno della squadra di calcio in Serie A. Ora la provincia tirrenica scopre di avere lo “scudetto” della sportività, assegnato in base ai dati 2008. Con tanto di vittoria in un derby, perché lo studio del gruppo Clas vede un avvicendamento tra due toscane: per i risultati ottenuti nel 2007, infatti, la prima era Firenze, che ora si ritrova all’undicesimo posto.
    Guardando alle singole classifiche, il cui “podio” è pubblicato nella pagina a fianco, Livorno vanta alcuni picchi di eccellenza (il primo posto nella scherma e nel nuoto, il secondo nella vela e nel ciclismo professionistico) e altri sei piazzamenti entro le prime dieci. Come la nona posizione per i risultati ottenuti ai Giochi olimpici di Pechino, con l’oro della judoka Giulia Quintavalle, l’argento di Luca Agamennoni nel canottaggio, specialità quattro di coppia, e il bronzo nella sciabola a squadre di Aldo Montano.
    Tra le 40 graduatorie di base e quella finale c’è uno step intermedio, nel quale Livorno non accusa passaggi a vuoto: il risultato meno esaltante è il 24° posto nel calcio (che sconta proprio la retrocessione in B della squadra amaranto, avvenuta l’anno scorso), seguito dal 22° alla voce “sport e società” e dal 16° per gli sport di squadra diversi dal football. Di grande rilievo, poi, i due secondi posti ottenuti sul versante delle discipline individuali.

    Gli amministratori
    Alessandro Cosimi, medico oncologo appena rieletto sindaco di Livorno, non si stupisce dell’exploit a livello nazionale. «Dal punto di vista degli impianti – spiega – c’è sempre grande attenzione per agevolare lo sport sotto tutti gli aspetti, dal tempo libero alla pratica agonistica professionale. L’attività all’aria aperta è molto diffusa, il che ha un’importanza anche ai fini della salute. C’è una forte tradizione in numerosi sport. Anche la spesa per l’organizzazione di manifestazioni sportive (Livorno è sesta per questa voce, ndr) è influenzata dalle molte iniziative per i giovani». «Tra gli aspetti su cui vale la pena di impegnarsi – conclude Cosimi – c’è il tentativo di creare una sorta di salvadanaio, cercando imprese in grado di aiutare il movimento sportivo anche in un momento difficile come questo: tra l’altro, è recente la mancata iscrizione della squadra di basket alla Serie A2 maschile nel 2009/2010». Un fattore che probabilmente impedirà a Livorno di mantenere l’attuale quarto posto nella classifica della pallacanestro.
    Dal comune all’amministrazione provinciale le valutazioni non cambiano. Fausto Bonsignori, che nella nuova giunta è stato confermato assessore allo Sport e nominato vicepresidente, si ritiene fortunato. «È un piacere – afferma – lavorare su una base già consistente. Abbiamo un osservatorio provinciale che opera con il Coni locale come partner tecnico e ci fornisce dati molto confortanti: a Livorno e provincia 63.500 persone, un quinto del totale, sono tesserate per federazioni o enti di promozione. Se si considera chi fa attività motoria anche per conto proprio, arriviamo a un cittadino su tre. Gli impianti sono in crescita e il movimento di base si traduce in risultati eccellenti. Una delle chiavi di volta è costituita dalla fortissima collaborazione instaurata con le scuole, che dà la possibilità di conoscere tante discipline diverse. Certo, rimangono progressi da fare: per esempio, si può lavorare sull’integrazione degli immigrati, in particolare tramite gli sport di squadra, e dare più possibilità ai diversamente abili».

    Stoccate nella storia
    Il Circolo scherma Fides, istituzione dello sport livornese, è stato fondato nel 1892 e si presenta come il più “medagliato” d’Italia. Ha visto nascere dinastie di grandi campioni: prima i Nadi e poi i Montano, un cui esponente, Aldo, nel mese scorso si è aggiudicato l’oro europeo nella sciabola a squadre. All’Olimpiade di Atene 2004, vinta la gara individuale nella sciabola, Aldo Montano – ora in forza al Club Scherma Roma – conquistò la fama e salì sul podio con la bandiera amaranto su cui era scritto il prefisso telefonico della sua città (0586). «Quella di Livorno nella scherma – commenta – è una tradizione che rimane sempre ai vertici. Il richiamo è notevole. La città è piuttosto piccola, però ha dato molto allo sport ed è orgogliosa delle proprie eccellenze: in un modo o nell’altro, sono parecchi i ragazzi e le ragazze che “passano” dalla palestra».
    Stesso discorso per le piscine. Ilaria Tocchini, che da delfinista ha dominato la scena italiana negli anni 80 e 90 e ora presiede la società Nuoto Livorno, cita Luca Ferretti, quarto nella 5 chilometri di fondo ai recenti Mondiali romani, come la punta di diamante di un movimento che conta 350 atleti, ricorda altre realtà della provincia (Cecina, Collesalvetti e Piombino) dove il nuoto va forte e sottolinea la vocazione sportiva a tutto tondo dei suoi concittadini: «C’entra sicuramente anche il clima – dice –. Fatto sta che basta andare in giro per rendersene conto».

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  3. Ich zitiere aus dem Sole 24 Ore:

    Nota metodologica

    Numero di società, presenze nei campionati e risultati ottenuti nel 2008: come lo scorso anno, sono questi gli elementi più significativi che concorrono – sintetizzati in 40 indicatori – alla definizione del ranking provinciale dello sport nello scorso anno.

    Ai fini della classifica sono stati presi in considerazione anche fattori di natura sociale, economica e organizzativa collegati all’attività sportiva agonistica (i tesserati amatoriali, lo sport dei bambini, gli iscritti e i laureati alle facoltà di scienze motorie, le società sportive per i disabili, la spesa per le manifestazioni sportive, le palestre e i campi da golf, strutture rappresentative di uno sport che raccoglie consensi e una nuova utenza, attento all’ambiente e “attrattivo” per il turismo).

    Al centenario del Giro d’Italia è riservato un indicatore finalizzato a misurare il rapporto tra il territorio e la corsa più amata dagli sportivi.

    Il 2008 è stato anno olimpico: da molte città e località sono partiti atleti azzurri; il loro censimento ha permesso di misurare le province più olimpiche (a Pechino, ma pure a Torino 2006 per non penalizzare le discipline invernali).

    Fra le novità anche la capacità dei territori di ospitare gli incontri di alcune squadre nazionali e di attrarre grandi manifestazioni internazionali, in primo luogo Mondiali e Olimpiadi.

    Per le 29 discipline (o raggruppamenti di sport) e per gli altri 11 fattori è stato calcolato il peso percentuale a livello provinciale dei valori considerati (numero di società, ranking, livello di diffusione eccetera), peso rapportato a quello – sempre in termini percentuali – della popolazione di ogni provincia nel 2008: il risultato rappresenta l’indice della diffusione quali-quantitativa di ogni singola disciplina/fattore sportivo nelle 103 province.

    In una fase successiva le diverse discipline e i relativi indici sono stati raggruppati in cinque grandi aree sportive:
    - il calcio
    - gli altri sport di squadra (al cui interno basket e volley pesano per il 50%, così come i restanti sei sport)
    - i grandi sport individuali (atletica, ciclismo e nuoto (50%) – automobilismo e motociclismo, sci e tennis (50%))
    - i medi e i piccoli sport individuali (scherma, ginnastica, pugilato, canottaggio e judo (50%) – le restanti discipline al 50%)
    - sociale ed economica.
    Dai valori dei singoli indici si è passati al valore medio delle aree (cinque) e alle relative classifiche. Infine, calcolando una ulteriore media, si è ottenuta la classifica generale e finale.

    Man kann also nicht sagen, dass die Gewichtung die Wintersportarten angemessen berücksichtigt. Der Fußball zählt gleich viel wie Leichtathletik, Radsport, Schwimmen, Motorsport, Ski und Tennis zusammen. Glaube keiner Statistik, die du nicht selbst manipuliert hast.

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