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BBD

Halbjahresdaten 1/07.

Halbjahresstatistik.

Besuchsstatistiken sind zwar mitunter trocken wie Staub, für eine Plattform und ihre Teilnehmerinnen jedoch (neben der Kommentarfrequenz) auch ein wichtiger Indikator für die Effektivität der hier stattfindenden Diskussion.

Während im Februar ein neuer Allzeithöchststand von 2554 Besucherinnen erreicht wurde, handelt es sich bei den Ergebnissen von Mai bis Juli* um eine glatte Verdreifachung im Jahresvergleich 2006/2007. Wenn man zusätzlich bedenkt, dass in der Zwischenzeit die Zählkriterien entschieden verschärft wurden, um Mehrfachzählungen zu verhindern, kann man von einer drastischen Erhöhung der tatsächlichen Besuchszahlen ausgehen.

Einige eingehende Links:

Voice from South Tyrol: Blogroll.
Bedarfshaltestelle: Artikel 1.

Carbogno: Links.
Noeles: Liams aconsiés.
Vajolet: Links.
Davus Blog: Artikel.
Südtirol Blog: Blogroll.
Vino al vino: Artikel.
Youonweb: Thread.

Nachtrag:

Spaghetti mit Knödel: Artikel.
Kronplatz Blog: Artikel.
Bedarfshaltestelle: Artikel 2.

*) Für die Monate Jänner bis April sind keine Vergleichsdaten verfügbar.

Blogstatistik | Good News | | Noeles.info | | | Deutsch

23 replies on “Halbjahresdaten 1/07.”

meine komplimente für den erfolg dieser plattform, die sich von vielen anderen blogs und webseiten durch qualität unterscheidet!

Anche Spaghetti mit Knödel ci ha citato:
http://www.spaghetti-mit-knoedel.com/?page_id=78
http://www.spaghetti-mit-knoedel.com/?p=91

PS Mi fa altrettanto piacere rileggerti, anche se malintendi ciò che scrivo altrove (per la serie: «sentire fischi per fiaschi») – vedesi http://www.orfino.mioblog.it/index.php/2007/07/30/monolinguismo-e-bilinguismo

Un mio sostegno ad Azione Giovani o addirittura ad An è pura fantascienza. Questo lo sai. La mia posizione sulla toponomastica è chiarissima sin dal giorno in cui mi sono gettato a capofitto nel mondo dei blog. Questo lo sai. Se invece non te lo ricordi più [!], vatti a rivedere Vajolet, i commenti da Bassetti, le sfuriate i primi tempi qui da te, la rubrica Blaun. Sfoglia meglio i giornali: magari scoprirai che i Linksdemokraten, il Pd e praticamente TUTTI i partiti “italiani” (Verdi compresi) non sono proprio entusiasti di vedere cancellata la (micro?)toponomastica italica per i meri fini elettorali della SVP… Confondere la mia innata apertura alla ricerca del dialogo – ovvero il non considerare stupidi tutti quelli che non la pensano come me – con un salto della quaglia è segno di un qualche squilibrio.

Allora, mettiamo le cose in chiaro. Diciamo che siamo pari: io ti ho “ferito nell’orgoglio” quando ho messo in discussione alcune tue (discutibilissime) iniziative, tu hai offeso me prima su Sarajevo (non sono l’unico a dirlo), ora paragonandomi ai «fascisti». Vogliamo continuare a farci la guerra o c’é spazio per proseguire INSIEME quel percorso intrapreso a partire dal nostro cordiale incontro di Brixen-Bressanone?

Attendo impaziente una tua risposta!

con (nonostante tutto) amicizia e stima

Valentino

Auch ich freue mich über den Aufschwung von [bbd] und gratuliere Pè und Ètranger, die sich die Mühe machen, fundierte Beiträge zu schreiben, Thesen zu formulieren und Diskussionen zu bestreiten.

Ich bin überzeugt, dass die [bbd] nicht nur essentielle Themen anspricht, sondern auch “realpolitisch” relevant werden wird.

Werner

Lieber Valentino:

– Ich habe nichts gegen deine Einstellung bzgl. Ortsnamen*. Was ich jedoch für bedenklich halte, ist, dass du Extremisten – oder: jenen, deren Positionen wir zu transzendieren versuchen – direkt zusätzliche Munition in die Hände spielst.

– Dies wird m. E. noch dadurch verschärft, dass du etwa meine Einträge für eine dreisprachige Etikettierung von Produkten (Konsumentenschutz!) durch den Kakao gezogen hast, obschon ich mir einbilde, dass meine Gründe nicht nur »andere«, sondern in unserem Sinn »bessere« wären… AG ja, [bbd] nein?

– Was meine Dokumentation mangelnder Mehrsprachigkeit betrifft: du dürftest vielleicht in meiner Diskussion mit Frau Failla auf deren Blog bemerkt haben, welchen Gebrauch ich von diesen Informationen mache; mir geht es partout nicht darum, ein etwaiges Unbehagen der Deutschen herbeizuschreiben;

– Bzgl. Sarajewo. Du hast dich vielleicht beleidigt gefühlt, aber ich habe dich nicht beleidigt. Ich will dir den Sinn meiner Aussage erklären. Du meintest, nur wenige Südtiroler würden am Morgen aufwachen und sich über die mangelnde Mehrsprachigkeit von Etiketten ärgern. Meine Antwort darauf (u. zw., dass morgens wohl auch nur wenige Menschen an Sarajewo denken…) ist in ihrer Bedeutung wohl ziemlich klar: Ich wollte damit sagen, dass wir uns nicht davon leiten lassen sollten, was jetzt schon viele Menschen beschäftigt, sondern davon, was wichtig ist.

– Durchi ist ein »alter« Freund von mir, der schon mehrmals im Internet die Werbetrommel für uns gerührt hat.

Nachdem dies meinerseits geklärt ist, heiße ich dich gerne wieder bei der [bbd] willkommen, und zwar in der Überzeugung, dass wir weiterhin konstruktiv zusammenarbeiten können. Es handelt sich hier um eine Plattform, die Platz auch für unterschiedliche Meinungen zu spezifischen Themen bietet.

PS: Habe gestern deine Postkarte erhalten. Merci!

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* Übrigens hat sich vielleicht deine Meinung zu diesem Thema seit Anbeginn nicht verändert. Ich habe meine jedoch um einiges abgemildert.

Caro pérvasion,

a ben guardare, la posizione da me assunta su »Die Fassadensprache.« [http://www.brennerbasisdemokratie.eu/?p=733] doveva essere assai più meditata di quella che, per forza di cose, è stata. Non escludo di avere alle volte esagerato e per certi versi sono pentito delle mie frettolose boutade vacanziere: dall’ultimo passaggio del »Sommerferien-Tagebuch« [http://www.brennerbasisdemokratie.eu/?p=728] alle scorribande del 9 luglio dall’internet-point di Corvara… La provocazione lanciata nel post su Sarajevo faceva leva proprio sul vostro ”orgoglio” (tuo e di à‰tranger), volendo attirare l’attenzione su di un argomento cui tengo moltissimo ma che, altrimenti, non avrebbe stimolato più di tanto il dibattito. I miei commenti successivi sono frutto dell’amarezza scaturita in un primo tempo dalle vostre sin troppo concise reazioni.

Come immaginavo, comunque, [bbd] è andata avanti per la sua strada. Al mio ritorno dalle vacanze, sono felice di sapere della collaborazione con Noeles e del sostegno al referendum di Fodom-Ampezo: mi auguro che QUESTA Plattform possa continuare a crescere. Ma cerca di capire che alcune tue/nostre azioni vengono ancora percepite molto negativamente da una parte consistente degli internauti che ci fanno visita.

Da uno scambio di mail con diversi di loro, ho riscontrato non poca insofferenza verso [bbd] e le sue “campagne”. Come dire: molti ladini e italiani ti/ci vedono tuttora come un/dei fondamentalista/i. A ragione o a torto? Nell’elenco dei siti che ci hanno linkato, poi, spicca un solo blog propriamente “italico”, per altro non sudtirolese. A questo punto puoi comprendere quanto la mia posizione sia delicata; molti si stupiscono della permanenza del sottoscritto su [bbd], del fatto che io continui imperterrito nel darvi retta e sostenervi. Sono stato definito un secessionista (!), e questo ben al di fuori del web. Dopo il malinteso di Sarajevo mi sono persino arrivate mail di solidarietà , che mi invitavano a traslocare altrove, a distanziarmi dagli ”ex amici”. E se pure una conoscenza comune, idealmente vicina alla Brennerbasisdemokratie, ti definisce scherzosamente uno ”Schütze socialdemocratico”, bé… ho finito per convincermi.

Eccoli, i miei già  citati tentennamenti. Ho coraggio delle mie idee, sì, ma non sono nella condizione di difenderle a spada tratta dalla prima pagina di un quotidiano (à‰tranger), dall’alto di titoli di studio (Werner) o nel completo anonimato (Susanne). Sono e resto QUEL Valentino che oltre ad andare a scuola e a leggere/scrivere blog, è impegnato quotidianamente in altri ambiti, nei quali non mancano rapporti diplomatici o d’amicizia con soggetti provenienti da culture politiche differenti dalla proprie [il riferimento ad Ag è del tutto casuale]. Quindi per me non è così semplice sottoscrivere ogni riga di questo progetto; devo valutare attentamente. Leider habe ich nicht genug Zeit!

Spero tu possa accettare le scuse per il mio atteggiamento, motivato però da fattori esterni all’attività  di bbd.

LG

Valentino

ps per la cartolina, di niente!

Inoltre:

– Mi fa piacere sapere che tu ti sia in parte ravveduto sulla toponomastica. Sappi che a me, di per sé, non importa se di qui a 10 anni qualcuno si metterà  a cancellare dalla faccia della terra ogni toponimo tolomeiano, storico o inventato che sia, Bressanone e San Valentino in Campo compresi. Chiarisco: la mia “difesa” della toponomastica bi/trilingue è una questione di principio ovvero di solidarietà  verso chi a quei nomi ci tiene veramente e di diritto, visto che lo Statuto attuale (magari ne arriverà  un altro prima o poi), sancisce seppure in modo assai vago la bilinguità  delle indicazioni geografiche. Una difesa non monolitica (vedi l’uso che faccio di Alto Adige…*) e in linea con le mie idee in materia di Convivenza e rispetto dell’altrui identità .

– Siamo convenuti sul fatto che, in Sudtirolo, vi siano cose più importanti della Toponomastik-Vorschlag del Luis Durni. Ora: sulla tutela dei consumatori nell’etichettatura e più in generale nelle indicazioni scritte dei privati, come detto, posso dire di essermi in parte sbagliato, nonostante rimanga perplesso sullo spazio (quello sì esagerato!) che hai dedicato all’argomento e sul modo unilaterale con cui lo hai affrontato… non mi dire che non ti è mai capitato tra le mani uno scontrino solo in tedesco! Ripeto: per me, analogamente alla toponomastica, “isch egal”, ciò nonostante considero lodevole il tuo sostegno al bilinguismo in questi settori (fermo restando gli obblighi di legge per quanto riguarda poste ed FS).

– Non capisco perché perdi tempo modificando o semplificando alcuni passaggi della tua risposta di stamane… guarda che ho capito il senso delle tue parole, tranquillo ;-)

*anch’io ogni tanto “cambio idea”!!! In questo senso posso dire che la mia posizione si è smussata quanto la tua. Ma dimmi, nel dettaglio: in cosa esattamente ti sei ricreduto??

Lieber Valentino,

trotz Länge deiner Reaktion und Knappheit meiner Zeit werde ich versuchen, dir eine so ausführliche Antwort wie nur möglich zu geben. Verzeih mir aber trotzdem, dass ich einige Aspekte unberücksichtigt lassen muss:

– Natürlich nehme ich deine Entschuldigung vollinhaltlich an. Ich habe keinen Grund, an deiner Ehrlichkeit zu zweifeln und kann auch die Beweggründe sehr gut verstehen; mit Sicherheit war auch meine Reaktion auf deine Verbitterung zu wenig diplomatisch und/oder von Entgegenkommen geprägt;

– Dass du ein »Sezessionist« geschimpft wirst, musst du wohl teilweise in Kauf nehmen, wenn du auf einer Plattform für die Selbstbestimmung schreibst, die sich mit der Unabhängigkeit Südtirols als Lösung des Istzustandes und seiner Probleme beschäftigt; trotzdem handelt es sich bei einer Plattform um einen Ort, wo unterschiedliche Positionen zugelassen sind, weshalb deine Teilnahme nicht automatisch eine Identifikation zwischen dir und all den hier gemachten Vorschlägen zur Folge haben darf;

– Was die Toponomastik betrifft, so hat sich meine ursprüngliche Überzeugung, die tolomeischen Erfindungen wären so schnell wie möglich abzuschaffen dahingehend geändert, dass ich mir dafür nun lediglich eine [möglichst basis]demokratische Legitimierung derselben wünsche; bis heute sind sie das Überbleibsel einer Entnationalisierungspolitik geblieben; man sollte dagegen – wie in der Schweiz – die Gemeinden über ihre Bezeichnung befinden lassen, hierzulande möglichst mit einem Schlüssel, der reine Mehrheitsentscheidungen einer Sprachgruppe verhindert; ob Völs dann offiziell auch – oder nur noch (!) – Fié* heißt ist mir egal; es geht mir um eine demokratische, nicht um eine historische Lösung, und dass es wichtigere Dinge gibt, dessen bin ich mir bewusst;

– Meinen obigen Kommentar habe ich leicht abgeändert, um meine Position für alle Leser verständlicher zu machen, u. zw. ohne den Sinn zu verändern; d. h. mir ist bewusst geworden, dass ein externer Beobachter vielleicht nicht verstehen würde, worum es geht;
___________________
*selbst Neuschöpfungen für beide Sprachen wären denkbar

Der teilweisen Einseitigkeit meiner Dokumentationsarbeit bin ich mir bewusst. Während zwar bei der statistischen Untersuchung einiger Straßenzüge sowohl die italienische, als auch die (sogar in Brixen sehr minoritäre) deutsche Einsprachigkeit unter die Lupe genommen wurde, trifft dies auf andere Einträge nicht zu.

– Bei gesetzlich vorgeschriebener Zweisprachigkeit würde ich jedes Vergehen dokumentieren. »Leider« ist es aber so, dass während staatliche Stellen sehr oft die deutsche Sprache »vergessen« oder vernachlässigen, Land und Gemeinden sehr zuverlässig zweisprachig* beschildern. Ich jedenfalls habe keine rechtlich relevanten Vergehen zu Lasten der italienischen Sprache gefunden.

– Was hingegen den Privatbereich betrifft, so ist die italienische Einsprachigkeit in vielen Bereichen derart erdrückend, dass sich meine Arbeit bewusst darauf beschränkt. Ich denke aus dem Kontext dieses Blogs ist jedoch zu verstehen, wie dieser Einsatz gemeint ist. Heute sind wir ein Teil Italiens, weshalb wir von einer deutschen und einer ladinischen Minderheit sprechen können, nicht aber von einer italienischen. Im Gegensatz zur italienischen Rechten bin ich außerdem überzeugt, dass keine Diskriminierung der Italiener vorliegt, wenn in jedem Laden (gefühlte) 80% der Produkte einsprachig italienisch beschriftet sind. Zahlreiche deutsch beschriftete Erzeugnisse müssen sogar auf Italienisch nachetikettiert werden, was umgekehrt leider nicht der Fall ist.

– Die sehr minoritäre deutsche Einsprachigkeit im Privatsektor sehe ich eher als teilweisen Ausgleich, und nicht als eine Gefährdung eines ohnehin nicht bestehenden Gleichgewichts. Ausschließlich deutsche Kassenbons (dein Beispiel von oben) gibt es aber gar nicht, weil mindestens die »Partita IVA«, das »Totale« und der »Contante« (nur) auf Italienisch dasteht. Dafür sind fast alle Belege von POS-Geräten, deren Bedienung i.d.R. nur auf Italienisch möglich ist, einsprachig italienisch gehalten. Bei Bancomaten kann man zwischen den mehrsprachigen Geräten der Lokalbanken und den einsprachig italienischen Geräte anderer Institute wählen…

– Für Minderheiten gilt eigentlich das Prinzip der positiven Diskriminierung (oder affirmative action), wie es etwa in Spanien sehr stark zum Ausdruck kommt: In Katalonien wird die dortige Landessprache sehr stark forciert und zu Lasten des Kastilischen unterstützt. Niemandem würde einfallen, dass die katalanische Regierung auch noch die Mehrheitssprache unterstützen müsste. Eine affirmative action gibt es in Südtirol nicht (oder nur am Rande), aber wenigstens eine Gleichbehandlung sollte sein. Daher gilt mein Augenmerk dem Deutschen und – im Rahmen meiner Möglichkeiten – dem Ladinischen. Ich hätte aber nichts dagegen, wenn jemand anderes hier auch Benachteiligungen der italienischen Sprache dokumentieren möchte, und würde es nicht als Widerspruch zu meiner persönlichen (!) Aktivität empfinden.

– Als ich im Tessin gelebt habe, habe ich stets die (recht wenigen) Benachteiligungen der italienischen Sprache in der Schweiz beanstandet; du darfst davon ausgehen, dass ich mich in einem unabhängigen Südtirol für die Rechte der italienischen und ladinischen Sprache stark machen würde.

– Ich bin mir bewusst, dass diese meine Haltung missverstanden werden kann. Ich ziehe es aber vor, meine Arbeit nicht einzustellen, sondern notfalls mit sehr viel Geduld zu erklären. Ähnliches gilt ja auch für unseren Einsatz für die Selbstbestimmung, den wir ebenfalls oft gegen das Vorurteil verteidigen müssen, dass wir mit den Rechten in einem Boot sitzen.

Wir können gern weiter darüber diskutieren.

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*ladinische Gemeinden sind schon viel weniger fleißig dreisprachig, weshalb ich mich über Meldungen aus Ladinien freuen würde.

Carissimo pérvasion,

ti ringrazio di cuore per i tuoi interventi esaustivi; essi meritano una risposta più articolata (spero non risulti troppo prolissa!):

– Non percepisco come offensive definizioni quali ”secessionista” o il più ingenuo ”amico degli Schützen” e mi rendo conto che esse fanno parte del gioco. Diverso il discorso è quando questi termini vengono usati deliberatamente per infangare una persona e metterla in cattiva luce pubblicamente (come accadde a te, se non ricordo male, con ”pangermanista”, ”nazi” e simili). Comunque solo tu, Susanne, Werner, à‰tranger, Loiny, Alexander e taib sapete che io non approvo in toto le proposte della Piattaforma, anche se gran parte di esse mi trovano d’accordo. Ma gli altri, purtroppo, generalizzano e basta;

– Sottoscrivo invece la tua analisi sulla toponomastica. Il mio augurio, comunque, è che si possa trovare in tempi brevi un accordo indolore, capace di ufficializzare subito la toponomastica tedesca e ladina accanto a quella italiana che, come giustamente sottolinei, è già  ufficiale. Non sarebbe poi così male la tua proposta di nuove creazioni valide per tutti i gruppi linguistici. Già  ora ci sono casi clamorosi di assonanze fonetiche tra nome tedesco o ladino e nome italiano: Völs-Fié (am Schlern-allo Sciliar), in effetti, ne è un valido esempio; oppure l’accantonabile La Villa per La Ila. Rivolgiamo un pensiero pure alle intramontabili baggianate di Ettore Tolomei, che amava avventurarsi in traduzioni a dir poco patetiche: Telfes in italiano è Telves, Natz è Naz, Vill è Villa, Lana è… Lana. Sorpresa: i nostri punti di vista combaciano! Però c’è sempre da considerare, oltre alle scelta democratica e ”logica”, l’opzione storica: non si possono negare le radici ladine di Funes, Eores, Odle e tanti altri toponimi nelle Dolomiti come in Alta Val Venosta. Innegabili sono anche le forzature tedesche nelle valli ladine o in Bassa Atesina. Nella sostanza, la soluzione migliore resta il bilinguismo;

– Sulle modifiche alle risposte, ovviamente, scherzavo;

– Sull’»unilaterale«: non ho mai messo in dubbio la tua buona fede, sia chiaro una volta per tutte. Già  una volta, in passato, ti lamentasti di essere vittima di tali presunti fraintendimenti da parte mia. Non è vero; semmai la mia intenzione è di mettere in luce EVENTUALI paradossi e/o debolezze nella tua »documentazione«, che un ipotetico altro interlocutore “italiano” potrebbe far emergere. Sul piano degli enti pubblici hai perfettamente ragione, ma tornando al seppur irrilevante ambito comunale e alla questione toponomastica, non dimenticare la segnaletica stradale pseudo-bilingue (»Via Kirche« non è fantasia, è realtà !) o monolingue, i municipi indicati solo con Rathaus, plafon turistici con »Gemeinde-Comune di St.Leonhard i.P.« e altre finte traduzioni. Anche il Land commette i suoi errori: la scuola Claudia von Medici (così in italiano!) di Malles è una vera chicca. Capisco, in gioco non c’è direttamente il cittadino (non gliene frega niente di un nome, servono servizi) e mi rendo conto che questi miei esempi sembrano tratti dal sito di Urzì o della amata Failla. Purtroppo non sono aggiornato sulla situazione di bollettini d’informazione e siti internet, ma temo che qualche pecora nera ci sia ancora;

– Certo, per la lingua italiana si tratta per lo più di sciocchezze: ma le ”prese in giro”, come ti ho detto, non mancano. Anche nei tuoi reportage ci sono vere briciole. Ti sarai fatto prendere dalla foga, ma fotografare ”Plastic”, ”Paper”, ”Divieto d’affissione/di fumo/di sosta”, l’insegna del Cinema Stella a Brixen-Bressanone (!!!!!), solo per citarne alcuni, quando di indicazioni solo in tedesco ce ne sono a migliaia nei paesi del Sudtirolo… bé ti sei coperto un po’ di ridicolo. Sono uno strenuo difensore dello status di minoranza dei tedeschi e ladini nella Repubblica italiana e quindi contro chi sostiene che la vera minoranza sia quella italiana. Credo però che alcuni nostri concittadini sudtirolesi ci tengano a fare intendere il contrario: è al limite del fantascientifico che un intero depliant d’informazione turistica in italiano contenga allo stato attuale solo Schenna, St.Georgen, Verdins, quando per essi esiste ancora una definizione italiana in uso – p.es. non è il caso di San Floriano ora Obereggen;

– Non dubito che in un Sudtirolo indipendente ti batteresti per la tutela della lingua di Dante. La tendenza ad una parziale tedeschizzazione della provincia si riscontra però già , ad es. nella pubblicità  di eventi culturali; la Scoz (che non è propriamente una fascista) ha fatto bene, pochi giorni fa, a sottolinearlo. Comunque apprezzo il modo pacato ma deciso con cui difendi la tua approfondita ricerca e giudico interessante l’idea di una ”positiva discriminazione”. Io non avrei né il tempo né la voglia di documentare la discriminazione della mia lingua-padre o di quella madre. Non mi interessa. Mi piacerebbe che lo facessi tu per noi ;-). Scherzi a parte: considero il fatto che i consumatori di lingua tedesca e ladina siano abituati e accettino queste ”dimenticanze” una possibile ricchezza linguistica e culturale: in effetti, sono pochi coloro i quali non comprendono l’italiano, e la maggior parte di essi superano i 60 anni. Non dobbiamo per forza importare i modelli di altri, creiamone piuttosto di nuovi. Da questi errori si può costruire qualcosa, io credo. Sarebbe bello, piuttosto, se gli italiani non avessero più bisogno dell’ausilio della celeberrima etichetta sostitutiva. Allora sì che avremo finalmente realizzato ”quel Sudtirolo” multilingue che tutti noi sogniamo!

Se vuoi, possiamo discuterne oltre… :-)

– Die Toponomastik war nie Ziel meiner Erhebungen, da sie ein eigenes, sehr heikles Thema ist.

– Was die Etikettierungen betrifft bin ich bei dir: Entweder alle Sprachen können alleine bestehen, oder die Beschriftungen müssen allesamt zwei-, bestenfalls dreisprachig sein. Alle Sprachen sollen die gleiche Würde haben. Gefährliche Stoffe sowie Medikamente müssen immer dreisprachig beschriftet sein.

Aggiungo:

– Concordo perfettamente: tutte le lingue devono avere lo stesso peso e i medicinali devono contenere informazioni trilingui;

– Lo so che la toponomastica non era il tuo vero obiettivo; credo però che l’insegna del “Cinema Stella Kino” di Brixen-Bressanone (che fine hanno fatto quelle foto?) non costituisca affatto un danno per il consumatore, altrimenti lo sarebbero pure le decine di “Gasthof Hirschen” usw. sparsi per la provincia. Esercizi che tra l’altro quando (!) emettono scontrini fiscali lo fanno intestandoli solo in tedesco. Spero che il cliente medio del Carambolage mastichi l’italiano, come mi auguro che il turista possa comprendere un “Danke & Aufwiedersehen!” in calce alla fattura;

– Trovi la mia teoria sul comportamento da adottare verso toponomastica e altri simboli dell’italianità  nel post [Blaun] Egetmann: http://www.brennerbasisdemokratie.eu/?p=592 ;

– »ladinische Gemeinden sind schon viel weniger fleißig dreisprachig«: dalle impressioni che ho avuto durante il soggiorno a La Ila e Corvara, potrebbe essere semmai segno di un cambiamento positivo. Purtroppo non mi sono mai sufficientemente dilungato sulla situazione in Val Badia e Val Gardena (prometto che in futuro lo farò) ma la tua mi pare un’affermazione esagerata e immotivata, visto e considerato che non ti sono arrvate segnalazioni;

– Tornando brevemente alla Konsumentenschutz, in un primo commento hai scritto: »Ich wollte [..] sagen, dass wir uns nicht davon leiten lassen sollten, was jetzt schon viele Menschen beschäftigt, sondern davon, was wichtig ist«; più tardi, sulla Toponomastik, ti sei espresso a favore di una legittimazione »[möglichst basis]demokratische«. Non sarebbe forse più opportuno, in un’ottica democratica “di base”, lasciare che sia il consumatore stesso ad indicare alle aziende quale atteggiamento assumere in materia di bilinguismo? Ovvero: se non si crea nessun grande movimento di opinione su questo tema (comitati, associazioni etc.), per quale motivo dovremmo costringere la gente ad affrontarlo? Perché (solo noi) lo consideriamo »importante«? Questi, e mi ripeto, paiono intellettualismi fini a sé stessi: creare problemi dove non ci sono.

[in questo ragionamento fanno eccezione i farmaci]

Hier sind die Fotos: http://www.brennerbasisdemokratie.eu/?p=293

Sehr recht: Wenn wir basisdemokratisch darüber entscheiden lassen wollen, ob wir mehrsprachige Etiketten brauchen oder doch nur italienische, dann braucht es aber eine gleichberechtigte Ausgangslage. Ein Unrecht, das seit Jahrzehnten währt, wird deshalb nicht weniger schlimm – auch nicht, wenn sich die Menschen daran gewöhnt haben. Die VZS fordert mehr Gleichberechtigung in dieser Hinsicht, und ich bin überzeugt, wenn es zu einer Umfrage (einer Abstimmung, einer Erhebung…) zu diesem Thema käme, würde sich die Mehrheit der Südtiroler dafür aussprechen. Die demokratische Entscheidungsmöglichkeit muss gegeben sein. Der Durchschnittssüdtiroler organisiert eben keinen lauten Protest.

Warum übrigens sollten die Medikamente aus deinen Überlegungen ausgeklammert werden? Wenn wir dein Kriterium anwenden wollen (das ich nicht teile), dann müssten eben auch die Packungsbeilagen einsprachig bleiben. Ich fände das falsch – ein Zugeständnis an eine anachronistische Unterwerfungslogik.

Sfogliando velocemente il Dolomiten di ieri, m’ha colpito l’ampio articolo dedicato alla situazione degli oltre 500.000 ungheresi presenti nel sud della Slovacchia, i quali – nonostante rappresentino quasi il 10% della popolazione – non possono usare liberamente la propria madrelingua in caso d’emergenza (pronto soccorso etc), in quanto non è garantito loro che l’operatore di pronto intervento risponda in ungherese. Il che ha risvolti tragici: è evidente infatti che una persona psicologicamente provata non riesce ad esprimersi in modo fluente nell’altra lingua. Il governo di Bratislava risponde che in Slovacchia si parla lo slovacco, e tutti lo devono conoscere. Alle richieste dei gruppi etnici minoritari sparsi per tutto il territorio nazionale (tedeschi, rom…) ha fatto seguito un’apposita legge sulla difesa della lingua di stato; evidente è la violazione dei diritti dell’uomo. Altro che Zeller al tribunale di Strasburgo per i “Pusterer Buam”!

[vedi http://www.mkp.sk/index.php?P=index,en, – seconda news]

::: Sul tuo “o tutti o nessuno” sono perplesso. A parte il detto »chi si accontenta gode«, sono convinto che occorra fare dei distinguo: come confermi tu stesso in una nota precedente (»Medikamente müssen immer dreisprachig beschriftet sein«), quando c’è in ballo la salute si parte dal presupposto che il bi/trilinguismo sia un obbligo sacrosanto. Sul resto (le etichette dei cornflakes) si può e si deve discutere.

Ohne Viele Worte, http://www.brennerbasisdemokratie.eu/?p=293 . Per molti fu uno dei migliori dossier di [bbd]. Io, invece, non riuscii mai a digerirlo del tutto. Con tutto rispetto per te, Loiny (che stimo molto e a cui rivolgo un affettuoso saluto) ed à‰tranger, ma quella fu davvero un’esagerazione. “Cinema Stella Kino” ed “Acquarena”: quale fastidio ti davano? Non mi hai mai risposto, e considero grave la cosa.

Come d’altronde non hai chiarito il riferimento al monolinguismo (o possiamo chiamarla tutela/valorizzazione della lingua ladina?) nei comuni gardenesi e badioti, definiti »viel weniger fleißig dreisprachig«. Anche se devo dire che la tua posizione trova riscontri proprio in Ohne viele Worte…

– È un mio dossier, à‰tranger e soprattutto Loiny non c’entrano nulla. Né per me è mai stato «uno dei migliori»…

– Chiarirò con più calma «Cinema Stella» e «Acquarena»…

– Non ho capito cosa vuoi comunicarmi riguardo i comuni ladini…

– Guarda che il tuo messaggio comunque è passato. Io accetto le tue posizioni e giudico possibile ed anzi auspicabile una collaborazione, perché non credo che una piattaforma richieda un’identità  di vedute al 100%. Ora sta a te e alla tua coscienza prendere una decisione in tal senso, ma non penso sia utile passare al setaccio tutta la storia di [bbd], fermo restando che la discussione non fa mai male.

– Ho “coinvolto” à‰tranger e Loiny in quanto espressero apprezzamento per il dossier »Ohne viele Worte«. Apprezzamento che io non condanno affatto, anzi.

– I sopraccitati “riscontri” si riferivano allo scambio di battute tra pé e taib presente tra i commenti a »Ohne viele Worte« e relativo ad un presunto monolinguismo nelle valli ladine denunciato da pérvasion stesso.

– Ho chiarito il resto via mail con pérvasion.

Das unheimlich grosse Interesse der deutschsprachigen Leser äussert sich hier wohl in den vielen Kommentaren zu diversen Themen. Es ist bezeichnend für dieses Forum, dass die meisten Beiträge von Italienern auf italienisch adressiert an Italiener verfasst worden sind. Ein echtes Minderheitenprogramm im wahrsten Sinne des Wortes, da sie in Südtirol eine echte italienische Minderheit sind.

1. ”Das unheimlich grosse Interesse der deutschsprachigen Leser äussert sich hier wohl in den vielen Kommentaren zu diversen Themen. Es ist bezeichnend für dieses Forum, dass die meisten Beiträge von Italienern auf italienisch adressiert an Italiener verfasst worden sind. Ein echtes Minderheitenprogramm im wahrsten Sinne des Wortes, da sie in Südtirol eine echte italienische Minderheit sind”.

2. ”Er ist ein freier und gesicherter Bürger der Erde, denn er ist an eine Kette gelegt, die lang genug ist, um ihm alle irdischen Räume frei zu geben, und doch nur so lang, daß nichts ihn über die Grenzen der Erde reißen kann. Gleichzeitig aber ist er auch ein freier und gesicherter Bürger des Himmels, denn er ist auch an eine ähnlich berechnete Himmelskette gelegt. Will er nun auf die Erde, drosselt ihn das Halsband des Himmels, will er in den Himmel, jenes der Erde. Und trotzdem hat er alle Möglichkeiten und fühlt es; ja, er weigert sich sogar, das Ganze auf einen Fehler bei der ersten Fesselung zurückzuführen”.

Non è straordinario che entro lo stesso orizzonte linguistico convivano testi tanto diversi? Sono sinceramente commosso. Per l’occasione, se non esistesse già , inventerei uno slogan bellissimo: ”Werte erhalten, Vielfalt gestalten”.

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