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Alcide Berloffa.

Dopo Silvius Magnago e Alfons Benedikter ci lascia un altro artefice dell’autonomia sudtirolese. Cresciuto a Bolzano, con la sua incredibile lungimiranza diede un contributo decisivo alla definizione del pacchetto, come membro di varie commissioni (dei diciannove, dei sei e dei dodici), ma soprattutto come anello di giunzione tra la politica sudtirolese e personaggi di spicco della politica romana (tra i quali Aldo Moro e Giulio Andreotti) — meritandosi l’appellativo di «padre italiano dell’autonomia». Non a caso fu il primo tirolese di lingua italiana a essere insignito dell’Ehrenzeichen des Landes Tirol.

Il susseguirsi, in un lasso di tempo condensatissimo, di decessi di persone indissolubilmente legate alla nascita e allo sviluppo dell’autonomia, simbolegga in modo impressionante la chiusura di un’epoca fondamentale della vita politica e sociale sudtirolese e la necessità  di aprire una nuova fase.

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6 replies on “Alcide Berloffa.”

Penso che l’apertura di una “nuova” fase non sia determinata dalla morte di chi aveva aperto la “vecchia”, ma dall’eventuale esaurimento del modello istituzionale che conosciamo e – soprattutto – grazie all’attrattività  di ciò che lo dovrebbe seguire.

Hai scritto che la morte di certe persone simboleggia la necessità  di voltare pagina. Hai scritto questo. Io la necessità , invece, non la vedo e quindi non penso che quelle morti la simboleggino.

Bravo. Non ho scritto che la morte di queste persone «determina» la necessità  di aprire una nuova fase, ma ho scritto che la loro morte «simboleggia» questa necessità ; che secondo me esiste, ma ovviamente è determinata da altri fattori.

Simboleggia in modo “impressionante”: dunque evoca, direi richiede, in sostanza determina (e qui fai valere il tuo auspicio).

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