Enormer Wahlerfolg.

Dieser Tage stehe ich verständnislos im Abseits, wenn über Berlusconis angebliche Niederlage bei den jüngsten Kommunalwahlen gejubelt wird. Euphorie mag bei mir keine aufkommen. Gegen jemanden — in Mailand, wo er die Wahl zur Abstimmung über seine Person erklärt hat — in die Stichwahl zu müssen, dessen Koalition im Laufe der letzten Jahre mehrere Teile (UDC und FLI) verloren hat, der das Land in den politischen und wirtschaftlichen, moralischen und kulturellen Ruin getrieben hat, der die Politik zu seinem eigenen Vorteil missbraucht, der sich an Minderjährigen vergeht, dem Korruption nachgewiesen wurde, der mit dem Rechtsextremismus koaliert, der dem Ruf des Staates im Ausland schadet, der die Bürger (etwa mit dem Versuch, die kommenden Referenda trickreich abzuwenden) unverhohlen an der Nase herumführt… will mir nicht als großartiger Erfolg erscheinen. Auch dann nicht, wenn man mir bedeutungsschwanger mitteilt, der Ministerpräsident habe seine Vorzugsstimmen halbiert.

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14 replies on “Enormer Wahlerfolg.”

Stimmt. Für mich ist es der Beweis, dass wir längst schon in einer postdemokratischen Gesellschft leben und zumindest 30% der Italiener das aktiv befürworten — 20 Jahre Privatfernsehen mitsamt einer unfähigen politischen Klasse dem Ganzen Einhalt zu gebieten, tragen nun ihre Früchte. Besorgniserregend ist für mich der Umstand, wie das Ganze enden soll. Die Geschichte beweist, dass politische Umbrüche meist nicht langsam erfolgen sondern durchaus spontan und heftig.

Io non ho mai parlato di “enormer Wahlerfolg” né reagito con euforia (non leggo Repubblica, forse dovreste leggere altri giornali…) ma semmai d’un piccolissimo passo nella direzione d’un sensibile cambiamento nell’opinione pubblica italiana, tra l’altro nella roccaforte berlusconiana di Milano: qui in un anno (!) il PDL scende dal 36% al 29% e la Lega dal 14.5% al 9.5%. Se anche sommassimo al centrodestra l’esiguo risultato del Terzo Polo (FLI/UDC) e quello del Movimento 5 Stelle (che notoriamente toglie voti a Sinistra…) non recupererebbe gli 80.000 persi dalle precedenti comunali e gli oltre centomila voti persi dalle elezioni politiche. Visto dall’Italia, è un dato da non sottovalutare: la Moratti non convince più e perde consensi. Per Berlusconi, potrà  accadere lo stesso. Il dimezzamento delle preferenze non vale nulla? Pensate che un paese dove per oltre 15 anni gli elettori hanno votato a maggioranza per lui, possa cambiare in una sola notte?

@niwo. “blabla”.

Se vogliamo continuare a pensare che l’Italia sia un paese di fascisti, si accomodi pure. Sarei comunque curioso di sapere quale altra exit-strategy consiglierebbe all’Italia per liberarsi da questo centrodestra, se non l’erosione elettorale del consenso di PDL e Lega. O forse, per il bene dell’indipendenza del Sudtirolo, è utile che gli italiani invochino l’egemonia di Berlusconi cosicché un’instaurata dittatura ci costringa a chiedere l’intervento Onu. Mi sembra che alla fine, quest’Italia che vota destra, piaccia proprio perché utile (coi suoi mali) a rafforzare “la causa”.

Comunque, gentile Wolfgang, oltre alla costante demolizione non propositiva dell’Italia (vista la sua intelligenza della quale non dubito, mi chiedo se si possa allargare affermazioni telegrafiche come qui sopra a un ragionamento più ampio e sensato), constato la maleducazione di non rispondere da settimane a un post su BBD a lei rivolto (cui non ha reagito nemmeno con un “ringrazio, risponderò”). Con ridimensionata stima, Val.

Non mi riferivo a te, caro Val, so che tu non hai mai parlato di «enormer Wahlerfolg», ma ho avuto modo di leggere varie testate (oltre alla Repubblica) e di vedere alcune trasmissioni (ad esempio «Exit» sulla 7).

Ciononostante non riesco a comprendere nemmeno il tuo ottimismo moderato. Ci sarà  anche stata un’inversione di tendenza (e me ne compiaccio), Berlusconi avrà  anche dimezzato le preferenze (ma era una candidatura virtuale, una presa per il c.), però per governare senza di lui a livello nazionale, oggi, dopo tutto quel che ho elencato sopra (e molto di più), sarebbe necessaria una «coalizione» che va da Rifondazione a Fini… scusa se non riesco a emozionarmi.

Per quanto riguarda il «tanto peggio, tanto meglio» che insinui… permettimi di dirti che anche un governo «antiberlusconiano» (che probabilmente reggerebbe due mesi) assolverebbe perfettamente il compito.

No, io non gioisco per la tenuta di Berlusconi, nemmeno ai fini della causa indipendentista, perché l’indipendentismo deve affermarsi come necessità  sudtirolese (e non come reazione alla situazione italiana), esattamente come un governo alternativo deve nascere intorno a un programma (e non già  nel nome dell’antiberlusconismo).

@Val

Se vogliamo continuare a pensare che l’Italia sia un paese di fascisti, si accomodi pure.

Ich habe Italien nie als faschistisches Land bezeichnet. Sollte diese Aussage direkt an mich gerichtet sein, dann würde ich dies als Unterstellung definieren.
Viele Entwicklungen in Italien als besorgniserregend zu bezeichnen und dies auch zu kritisieren, dieses Recht nehme ich mir allerdings schon heraus, ohne mich hierfür immer wieder rechtfertigen zu müssen.

Der Ausdruck “blabla” ist sicher nicht glücklich gewählt, obschon ich sagen muss, dass ich mir in vielen italienischen Zeitungen einen weniger ausschweifenderen, auch für “externe” LeserInnen, verständlicheren Stil wünschen würde.

exit-strategy

Darauf kann ich keine Antwort geben. Ich wünsche Italien, als hoffentlich irgendwann zukünftigem Nachbarland eines unabhängigen Südtirols, jedenfalls eine große Zukunft ohne Berlusconi und Co. Die unmittelbaren Nachbarregionen und Nachbarländer werden immer der wichtigste kulturelle und wirtschaftliche Bezugspunkt sein – eine Tatsache, die von vielen Leuten ausgeblendet wird.

(cui non ha reagito nemmeno con un ”ringrazio, risponderò”)

Als regelmäßiger BBD Leser und Teilnehmer habe ich deine Widmung effektiv erst nach etlichen Wochen, durch einen Tipp, entdeckt. Danke hierfür. Gerne gebe ich dir darauf eine Antwort, wenn sich dies zeitlich ausgeht und dies ist keine Ausrede, sondern durchaus ernst gemeint. Ich schätze deine Beiträge immer sehr.

Sono d’accordo, difficile emozionarsi – non mi emoziono da tempo, per la situazione poco idilliaca da te descritta e per un centrosinistra dove io, da tempo, fatico a trovare una precisa collocazione). Per quanto iguarda la possibilità  di governare senza di lui, dipenderà  da molte variabili, non da ultima se/come cambierà  la legge elettorale e dal potenziale di crescita dell’insidioso Nuovo Polo, che mira – superando il bipolarismo – ad attirare su di sé larghe intese al centro (con il rischio che dal PD arrivi la consacrazione definitiva di questa nuova geografia politica). Riguardo la retorica sinistra dell’antiberlusconismo, non posso che essere concorde.

Sul gioire della tenuta di Berlusconi, invece, certamente non mi riferivo a te. Temo di essere tra i pochi, qui, ad aver ben compreso come BBD non voglia essere (almeno in astratto) “contro qualcosa” di esterno ma “per” necessità  interna. Non sono convito sia stato capito da altri.

Boh, guarda… le mie speranza sulla politica nazionale si son volatilizzate dopo il governo Prodi del 2006. Il motivo non è il fatto che esso sia durato lo spazio di un mattino, ma che non sia riuscito ad incidere realmente. Certo si respirava un clima migliore, ma una rondine non fa primavera.
Prodi, che viaggiava in treno era costretto a coprire gli sprechi dei suoi ministri che giravano coi jet di stato. Non si è riusciti a fare nemmeno una legge progressista per il fine vita, le coppie gay, le droghe leggere, conflitti di interessi, grandi opere e te lo dico sinceramente. Quando Berlusconi, nel 2008 è tornato è stato solo come prendersi 2 anni sabbatici: non era cambiato nulla.
Politiche fiscali veramente di sinistra non sono state intraprese perchè avrebbero trovato il veto di gente come Mastella, Rutelli, Veltroni ed altri personaggi da circo… quindi, se ora la migliore delle ipotesti come “alternativa” a Berlusconi rimane l’ulivo o peggio il PDmenoL, stiamo freschi!

@ niwo.

Danke. Besser spät als niemals.

@fabivs.

La stagione di Prodi (che comunque ha molti meriti, soprattutto in politica economica) non ha avuto grande slancio per ragioni evidenti (eterogeneità  di una maggioranza risicata etc). “PDmenoL”, invece, suona di grillismo. Cosa c’è nel programma (sottolineo: nel programma e non nella leadership) del PD di così poco “alternativo” al PDL?

@ Niwo

I commenti di Simon sono spesso migliori anche del “bla bla” del Dolomiten (un giornale che tu sicuramente leggi più spesso e con maggiore comprensione dei giornali italiani, suppongo) se è per questo.

@Val:
il programma del PD non l’ho letto, perchè non è mai stato il mio partito. Ho provato ad addentrarmi in quello di coalizione del 2006, visto che Rifondazione era parte in causa: oltre all’indiscutibile difetto di essere di oltre 300 pagine, ha anche avuto la triste sorte di essere in buona parte cestinato il giorno dopo le elezioni. Quindi discuterne sarebbe totalmente inutile…
Un giorno magari mi prenderò la briga di leggere il programma PD. Ma per ora no: dopo l’opera di “decomunistizzazione” non già  fatta sulla leadership, ma con un processo oscurantista di abiura verso qualsiasi idea fosse anche blandamente di sinistra (con parole e fatti), non mi fido a leggerlo, per quel poco di rispetto che merita l’erede del PCI. Non voglio dovermi ritrovare a scoprire quali siano i punti che rendano possibile una coalizione allargata a Casini e Fini (!). Preferisco continuare a pensare che non ce ne siano e che una coalizione con Vendola dopo le primarie sia l’unica possibile.
Anche se dal Gotha del PD paiono giungere indicazioni diverse, ti prego Valentino, lasciami questo bel sogno…

@gadilu

un giornale che tu sicuramente leggi più spesso

Muss dich leider enttäuschen. Ich bin mittlerweile lediglich Dolomiten-Gelegenheitsleser. Die Besitzverhältnisse im Hause Athesia erlauben wohl keine Alternative, zumindest bei brisanten Themen, zum Journalismus im Stile der Berichterstattung eines Vereinsausfluges. Nicht wirklich erbauend. Ohne Zweifel eine DER Stützen des Systems Südtirol, unter anderem auch einer der Hauptfaktoren, dass die Unabhängigkeit im BBD-Sinne noch nicht Gegenstand einer breiten gesellschaftlichen Diskussion ist.

was mich auch belustigt ist, dass sich römische pdler aufregen, wenn in bozen ein pdler zum landtagspräsidenten gewählt wird. mir ist schon klar, was dahintersteckt. trotzdem ist es lustig.

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