Migrationsdarwinismus.

Vor drei Jahren, im Juni 2015, konnte der Gastroenterologe i. R. Giorgio Dobrilla in seiner AA-Rubrik vor den angeblichen Gefahren der Migration für die öffentliche Gesundheit warnen.

La tragedia umanitaria dell’immigrazione potrebbe […] diventare anche un problema sanitario per tutti e non solo per i migranti. […] La miopia politica così tangibile in particolare negli ultimi tempi spingerebbe al pessimismo, ma a salvarci rimane l’ottimismo della volontà.

Schon im Titel seines Beitrags (»Quando migranti sono anche… i virus«) hatte er eine grausige Parallele zwischen Menschen und Viren hergestellt.

Doch nun gibt er Entwarnung. In seinem heutigen Beitrag für dasselbe Blatt schreibt er:

In realtà, le malattie infettive sono un problema sovradimensionato (sic). Ciò probabilmente si spiega con la giovane età di chi arriva dal Centro Africa dopo un viaggio drammatico che ha certo selezionato i soggetti più sani, mentre le persone malate o più anziane si perdono prima per strada e poi per mare.

Jetzt wissen wir auch, was wir von der Verweigerung legaler Fluchtmöglichkeiten nach Europa haben: eine erzwungene natürliche Selektion, die uns die Alten und Kranken, einschließlich ihrer Viren, vom Leibe hält.

Zynischer und menschenverachtender könnte man kaum argumentieren.

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