ad “Mängel in Astat-Ergebnissen”.

Diesmal haben wir uns glatt geirrt! Nicht alles, was der Logik zu entsprechen scheint, ist auch tatsächlich logisch: Aufgrund des unterschiedlichen Bevölkerungswachstums in den einzelnen Bezirken wäre es theoretisch sogar möglich, dass die italienische Sprachgruppe anteilsmäßig in allen Bezirken zulegt, gleichzeitig aber insgesamt zurückgeht. Hier ein mögliches Rechenbeispiel:

Asche über unsere Häupter!

Siehe auch:

Kohäsion+Inklusion Plurilinguismo Recherche Umfrage+Statistik | | | | | |

17 replies on “ad “Mängel in Astat-Ergebnissen”.”

Keine Sorge, es ist alles in Ordnung. Es ist ein einfaches Phänomen: die Stadtbevölkerung ist in den letzten Jahren stagniert (ausgenommen Zuwanderer), die Landbevölkerung wächst dank natürlichem Nachwuchs. In den Städten leben gleich viel Deutsche wie Italiener, am Land fast nur Deutsche, somit wächst im Endeffekt nur die deutsche Sprachgruppe, siehe folgendes Beispiel:

(2001) Stadtbevölkerung 200.000, davon 100.000 DT, 100.000 IT (50% – 50%)
(2001) Landbevölkerung 250.000, davon 235.000 DT, 15.000 IT (94% – 6 %)
insgesamt 335.000 – 115.000 (74,4% – 25,6%)

(2011) Stadtbevölkerung bleibt gleich
(2011) Landbevölkerung wächst um 20.000 (+18.800 DT/ +1200 IT):
Stadt: 100.000 – 100.000 (50% – 50%)
Land: 253.800 – 16.200 (94%- 6%)

Zwar bleiben die %-Verhältnisse in Stadt und Land (bzw. in den ASTAT-Bezirken) unverändert, in Summe steht es aber 353.800 – 116.200 (75,3% – 24,7%).
(Anmerkung: die Zahlen sind frei erfunden)

Ich habe jetzt nachgelesen, was das Simpson-Paradoxon ausmacht.

Man kann also sagen, dass der Anteil der Deutschsprachigen in allen Bezirken (außer im Vinschgau) rückläufig ist. Dass das auf Landesebene trotzdem eine leichte Zunahme bedeutet, ist darauf zurückzuführen, dass sich die Gewichtung der Bezirke untereinander verändert hat.

Quali conclusioni si traggono da questi risultati: il sistema proporzionale-dichiarazione di appartenenza ad un gruppo linguistico si è rafforzato, sono diminuite le aggregazioni così come le buste riconsegnate in bianco e le dichiarazioni non valide.
I risultati di questo censimento linguistico hanno contribuito a consolidare e ridare vigore al sistema autonomistico, che trova nella proporzionale e nella dichiarazione linguistica uno dei suoi pilastri.
Chi come i verdi o altri ne profetizzavano un suo fallimento e lo scarso appeal da parte dei cittadini, dovrà  ricredersi.
Queste cifre e le minime variazioni spesso insignificanti, fotografano una situazione che oramai si è consolidata, delle quali devono tener contro tutti i fautori di possibili cambiamenti istituzionali.

Non ho letto ancora tutti i quotidiani locali, ma il gioco delle cifre si gioca sulla differenza tra i cittadini censiti e quelli che hanno reso la dichiarazione linguistica. Tale differenza è dovuta agli stranieri residenti censiti, alle persone con dimora abituale, ma temporaneamente assenti alla data del Censimento che non hanno quindi potuto rilasciare la dichiarazione e alle persone che non hanno voluto rendere la dichiarazione di appartenenza a gruppo.
Tralasciando i dati degli stranieri, rimangono alcune migliaia di persone che appunto per vari motivi non hanno reso questa dichiarazione, ma qui i motivi sono molteplici e di difficile lettura. Non credo che siano molti che si sono rifiutati assolutamente i più erano quelli impossibilitati perché assenti, in pratica essi avevano compilato il modello del censimento per via telematica, mentre non si sono presi la briga di contattare i rilevatori o gli uffici addetti per compilare, ritirare e consegnare il modello cartaceo.
I commenti degli esponenti del pdl di futuro e libertà  e in parte del pd, utilizzano questi dati per la solita campagna nazionalistica, ”si perderanno 200 posti di lavoro”. Ma……!
Per i verdi andrebbero anche censiti i gruppi linguistici di tutti i cittadini stranieri.

Censire le lingue parlate dai «nuovi sudtirolesi» sarebbe molto interessante, ma non penso che quel dato possa confluire nella proporzionale. Che cosa vorrebbero fare? Ghettizzare gli immigrati creando un quarto gruppo? O creare decine di gruppi linguistici aggiuntivi?

La proporzionale, secondo me, o rimane com’è o si abolisce.

Mi sono letto con più calma i dati sul censimento linguistico:
Dichiarazioni di appartenenza e di aggregazione valide 453.272
Dichiarazioni bianche o nulle 4.934
Buste vuote prive di dichiarazioni 435
Totale buste pervenute 458.641

Popolazione censita 505.067

Perciò 505.067 – 458.641 = 46.426 – 39.425 (gli stranieri censiti) = 7.001 che corrisponde circa all’ 1,38%

Mancavano all’appello un numero non considerevole di dichiarazioni.

Anche secondo me la proporzionale deve rimanere così come’è o si abolisce.

@Sandro

I cd. “stranieri censiti” ricevono anch’essi la busta con la dichiarazione di appartenenza/aggregazione linguistica?

Ai fini del censimento generale della popolazione sono stati censiti come nelle precedenti edizioni tutti i cittadini presenti sul territorio perciò anche gli stranieri.
A fini della dichiarazione di appartenenza o aggregazione ad un gruppo linguistico sono stati censiti come è sempre stato solo i cittadini italiani

@ Val: ho appena letto il comunicato stampa del gruppo verde. Lo trovo oltre che fazioso assolutamente impreciso:
http://www.stol.it/Artikel/Politik-im-Ueberblick/Lokal/Gruene-zu-Volkszaehlung-Verdoppelt-haben-sich-jene-die-nirgendwo-dazugehoeren

Cito parte del secondo capoverso:

Mehrsprachige werden ebenso wenig erfasst wie Anderssprachige. Wir wissen aber – auch wenn niemand diese Zahl hervorheben will – dass ganze 46.426 Personen nicht gezählt worden sind: Entweder weil sie das gar nicht wollten und die Umschläge der Sprachgruppenerhebung nicht abgegeben haben, oder weil sie es nicht durften – weil sie zugewandert sind und von der Volkszählung zwar erfasst wurden, an der Sprachgruppenerhebung aber nicht teilnahmen, da sie noch nicht fünf Jahre lang im Lande ansässig sind.

Tale affermazione è priva di fondamento, non so dove sono andati a prendere i cinque anni di residenza, non esiste se lo sono inventati loro ?
Forse si sono confusi con il requisito residenziale che è di un quadriennio per poter votare alle elezioni amministrative locali, quando un elettore proviene da un comune da fuori regione, ma non centra niente con il censimento.
Tutti i cittadini italiani presenti nel periodo del censimento erano abilitati a poter rendere la dichiarazione di appartenenza o aggregazione.
La battaglia di ”io non ci sto” è stata persa, sarebbe più onesto ammetterlo.

Ti ringrazio, Sandro. La domanda che ti ho posto qui sopra era, appunto, dovuta al comunicato stampa dei Verdi presente già  ieri sera sul nostro sito. Mi pare che i tuoi calcoli numerici (che individuano in totale circa 12.000 “obiettori”, 7000 senza aver consegnato la busta e circa 5500 attraverso busta consegnata vuota o dichiarazione bianca/non valida) sia più che corretta.

@Sandro.

Ho sottoposto a Riccardo Dello Sbarba le tue osservazioni. Ecco la sua replica:

[…] fate confusione su due punti, ed è comprensibile visto il festival delle cifre, ed avete ragione su uno ma solo per quanto riguarda il testo tedesco, dove c’è un errore di traduzione e concettuale.

PRIMO: nel comunicato non abbiamo parlarto di “obbiettori” ma di persone che non sono rappresentate dal censimento (gli immigrati più i dissidenti che non hanno coinsegnato la busta, che sono appunto: 505.067 – 458.641 = 46.426, più le 5.369 dichiarazioni annullate, bianche e vuote= 51.795) o sono rappresentate in modo distorto (i 7.625 che si sono solo aggregati a fine di proporz). Se sommi tutte queste persone si arriva a 59.420 persone dal censimento etnico non censite oppure censite in modo distorto. Quel che abbiamo messo in evidenza è che il censimento non dice la verità  sulla realtà  effettiva della nostra provincia (e sarebbe il suo scopo procllamato), cosa rafforzata se aggiungi anche le persone mistilingue che magari si dichiarano ma entro scelte che non le rapperesentano. Mettere in evidenza questo dato era lo scopro principale del comunicato. Le stesse cose le dice Francesco Palermo oggi sull’Alto Adige.

SECONDO: se invece interessa contare (non tanto gli “obbiettori”, quanto) quelle persone che hanno seguito l’indicazione dei Verdi di non dichiararsi (7.001 che dici tu, ma è una stima), annullare la scheda, o consegnarla bianca o dare la busta vuota (5.369) più chi ha scritto “altro” e si è aggregato (7.625 – ti ricordi che abbiamo incluso anche questo comportanmento nel nostro invito a dare un segnale di dissenso) allora c’è un’area di dissidenza più o meno decisa di 19.920 persone che hanno seguito – diciamo così, visto che i Luciferi dell’informazione sono tutti vogliosi di dimostrare che l’appello verde è caduto nel vuoto – l’appello dei Verdi. Però sinceramente a me di contare gli “obbiettori” interessa poco: a me preme mettere in evidenza che questa del censimento è una “fotografia” distorta.

TERZO: gli stranieri. Qui in effetti c’è un errore della traduzione in tedesco di questa parte del testo che è nata in italiano e dice: “ben 46.426 persone non si sono dichiarate: o perché non hanno voluto (e non hanno restituito le buste del censimento etnico) o perché non hanno potuto (le tante persone immigrate, pur contate dal censimento generale e pur partecipi dei diritti e doveri della società  locale – soprattutto chi ha più di 5 anni di residenza)”.
I diritti doveri di cui si parla sono quelli legati alla proporzionale, che è regolata dai dati del censimento. Gli immigrati senza cittadinanza italiana ma con più di 5 anni di residenza – e sono la stragrande maggioranza – non possono partecipare al censimento etnico, ma partecipano – direttamente o indirettamente – ai benefici distribuiti dalla proporzionale (case e sussidi Ipes, borse di studio, ecc…) che pure si basa sui dati del censimento, e questa assimmetria porta conseguenti casini e la scelta di chiudere gli immigrati in ulteriori gabbie: liste separate ecc… Comunque crea lotta tra poveri e invidia sociale.

@Val: la somma che tu hai fatto riguardante ai cittadini che non hanno scelto uno dei tre gruppi linguistici è senz’altro più corretta. Perciò : bianche e nulle 4.930 + buste vuote prive di dichiarazioni 435 + cittadini italiani che non hanno reso la dichiarazione linguistica per altri motivi 7.001 = danno un totale di 12.370 pari circa ad un misero 2,4%.
Aggiungere gli aggregati a questa conta non è corretto, la loro scelta dipende da molteplici motivi e non solo dall’appello ”io non ci sto”. Anche io mi sono aggregato ma non per questo motivo. Sui cittadini stranieri è meglio essere chiari senza creare confusione con queste cifre, cosa si propone nuovi gruppi linguistici e quanti od altro ?
Ho dato un’occhiata anche io all’articolo di Francesco Palermo pubblicato sull’AA di oggi, almeno lui ammette che la campagna di obiezione non ha avuto successo. Ma è anche interessante l’articolo di Mayr pubblicato sul FF: http://www.ff-online.com/ausgaben/24-158/die-identitaet-die-auf-zahlen-baut/
Tornando alle cifre, mi sta anche bene trovare delle nuove soluzioni per i cittadini stranieri residenti, ma quel che manca è un po’ di onesta nell’ammettere che la proporzionale nel bene o nel male si è consolidata e garantisce pace sociale. Le alternative rimangono nebulose.

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