La sopravvalutazione di un caso isolato.

Immediatamente dopo le elezioni comunali i media si sono soffermati sul caso «anomalo» di Toblach (dove un candidato sindaco «italiano» ha espugnato un comune «tedesco»), cercando di inserirlo in un contesto più ampio che francamente non c’è. Si è trattato di una prima sopravvalutazione: il teorizzato trend al voto post o transetnico non esiste, e se esistesse avrebbe ben poco a che fare con la piccola realtà pusterese. Dove Guido Bocher, degli Indipendenti, è riuscito ad avere la meglio su una SVP divisa e con due candidati alla poltrona di primo cittadino — né più, né meno.

La seconda sopravvalutazione in chiave «etnica» della vicenda pusterese sta avvenendo ora, a bocce più o meno ferme. La SVP, che da sola ha incamerato 11 dei 20 seggi in consiglio (contro i 3 degli Indipendenti) ha già fatto intendere che non sosterrà il sindaco per caso, e quindi verosimilmente si ritornerà alle urne di qui a poco. È triste, anzi grave e se vogliamo pure inaccettabile, che Durnwalder abbia giustificato la cosa affermando che un Comune a maggioranza «tedesca» debba essere governato da un tedesco. Gli elettori infatti hanno già dimostrato di essere più avanti del partito di raccolta su questo punto.

Ma non illudiamoci: Indipendentemente dalle infelici esternazioni del capo, il nodo non è etnico, ma politico. Durnwalder cerca un pretesto, e la gravità  delle sue affermazioni si limita al pretesto scelto. Ma la SVP non accetterà in nessun caso di sostenere un sindaco di un altro partito se da sola ha la forza di deciderne le sorti. E, anzi, se questo sindaco fosse un tedesco (dei Freiheitlichen, mettiamo, oppure dei Verdi) la reazione allergica sarebbe ancora più forte, perché il partito di raccolta si considera rappresentante «unico» dei Sudtirolesi tedeschi e ladini. Per dirla tutta, però, ci sarebbero pochissimi partiti al mondo disposti a fare un passo indietro in queste condizioni di forza. Forse non è un atteggiamento molto democratico, ma le cose funzionano in questo modo.

Se si ritorna alle urne ai cittadini rimane almeno l’opzione di punire l’SVP per il suo disprezzo del responso elettorale.

Kohäsion+Inklusion Politik | Gemeindewahl 2010 | | | | SVP | Italiano

33 replies on “La sopravvalutazione di un caso isolato.”

Sì, hai ragione. Questa analisi mi sembra molto più congruente e appropriata di quella che ho effettuato io.

Wenn es, wie du behauptest, nicht unbedingt ethnisch, sondern politisch bedingt ist, dann müsste die Svp doch auch in Eppan Neuwahlen anstreben, denn auch da ist ein Falscher Bürgermeister geworden, aber ich würde mich fast trauen zu wetten, dass man mit dem deutschen Eppaner zusammenarbeitet und dem italienischem Toblacher nicht!!

Die SVP sendet auch in Eppan das Signal aus, das Dorf sei »unregierbar«. Die BBD wird genau beobachten, wie sich die Situation in beiden häretischen Gemeinden entwickelt.

Analisi sicuramente condivisibile, ma non ritengo rappresenti una novità¡. La situazione é chiara, e il clamore di questi giorni é sicuramente indirizzato ad evitare che la vicenda si perda nel dimenticatoio. Il voto transetnico sarà¡ pure ancora un´utopia sopravvalutata, ma il segnale deve essere dato, anche e soprattutto attraverso i media. La sensibilizzazione della gente deve pur iniziare da qualche parte, e il caso di Dobbiaco puó essere un valido spunto. La Svp avrà¡ pure il coltello dalla parte del manico, ma dovrà¡ essere cauta ad utilizzarlo. Nuove elezioni vorrebbe dire scatenare un putiferio, a livello locale, ma anche nazionale, e credo che la Svp non voglia fomentare un clima politico che già¡ la vede in acque agitate. Accettare peró un sindaco italiano sarebbe un precedente pericoloso per la stella alpina, in particolare per il ruolo di partito di raccolta.. Far passare alcuni mesi e poi aprire una crisi di giunta?? Forse, ma ritengo che le ultime dichiarazioni della Svp locale siano state la prova di grande maturità¡, in particolare quando invitavano Durnwalder a pensare alla giunta provinciale, e che vedevano in Bocher una persona competente per svolgere il ruolo di primo cittadino. Non si tratta di sopravvalutare una persona o meno, ma si tratta di credere in un passo avanti, credere in un cambiamento di cui avremmo bisogno come l´ossigeno, e come ha scritto qualcuno: vorremmo per una volta inclinare all´ottimismo…(che non ha mai fatto male a nessuno)

at jonny

aber ich würde mich fast trauen zu wetten, dass man mit dem deutschen Eppaner zusammenarbeitet und dem italienischem Toblacher nicht!!

Die SVP hat in Eppan wie auch in Toblach die Mehrheit im Gemeinderat. Wenn der Buergermeister einen Ausschuss zusammenkriegen will, dann muss er der SVP derartige Konzessionen machen, dass es an Selbstverleugnung grenzen wird. Sehr wahrscheinlich wird es in beiden Gemeinden zu Neuwahlen kommen. Es gibt viele politische Tricks die Sache so einzufaedeln, dass der Makel des Scheiterns der Koalitionsverhandlungen nicht an der SVP haengen bleibt. Das Tagblatt der Suedtiroler wird das ihrige dazu beitragen.

@niwo
Leider habe ich Angst dass du Recht hast mit deiner Einschätzung. Aber was würde das bedeuten, für die SVP und für unser Land? Hiesse das nicht, dass wir in einer Scheindemokratie wohnen, sozusagen in einer “demokratischen” DDR??

Ho spedito il link della mia analisi all’autore dell’articolo su Repubblica, Antonello Caporale (aggiungendo che «a mio avviso, appunto, si tratta di una sopravvalutazione dal punto di vista “etnico” di una questione che etnica non è»), che mi ha risposto così:

gentile simon

ho letto la sua analisi.
Però credo si sottovaluti la gravità  dell’affermazione del governatore Durmwalder: egli purtoppo ha detto che la questione è etnica, prima che politica. Le motivazioni che lo hanno spinto a dare questa enfasi non le conosco. Certo è gravissimo e inammissibile che la democrazia sia ridotta a una questione di etnia.
E’ questo il punto, se mi consente. Gli altoaetesini (o sudtirolesi) mostrano di avere una percezione alterata dei diritti e della convivenza se riassumono e valutano come politichese una dichiarazione che acutamente divide i buoni dai cattivi. Gli italiani dai tedeschi, gli eleggibili da coloro che non lo saranno mai. Temo che sia più grave di quel che a lei stesso appaia, e non già  per la particolare condizione di vantaggio politico in cui si è venuto a trovare il candidato eletto.

Grazie comunque della sua nota
con stima
antonello caporale

@ Beppi

Dire che Durnwalder ha completamente sbagliato, no? È triste vedere sempre piena la greppia della polemica etnica, ma ci sarebbe adesso questa polemica se il cosiddetto “presidente di tutti” avesse scelto un po’ meglio le sue parole?

Ringrazio Antonello Caporale della sua risposta, che però mi sento di non condividere. E non perché sottovaluti l’affermazione di Durnwalder, ma perché bisogna tenere ben separate le due cose.

Va osservato, infatti, come la questione non sia stata «etnicizzata» per primo da Durnwalder, ma — ed in misura forse maggiore — già  da coloro che hanno voluto attribuire alla vittoria di Bocher un valore (etnico) ed una valenza che non ha. Ma chi conosce la politica sudtirolese sa, come ho affermato nel mio articolo, che la SVP considera peggiori «nemici» gli avversari «tedeschi» di quelli «italiani». E, dunque, se proprio vogliamo dare una lettura etnica della questione, lo sarebbe semmai all’inverso.

Certo, se Durnwalder ha fatto le affermazioni che gli vengono attribuite dall’Alto Adige (quotidiano appartenente allo stesso gruppo de La Repubblica, e che purtroppo ha fatto dell’etnicismo una sua bandiera), allora io sono l’ultimo a sottovalutarle o a giustificarle. Anzi, è da anni che cerco una soluzione post-etnica per il Sudtirolo — ed ovviamente non avrei nessun interesse a difendere il Landeshauptmann in questa situazione.

@ gadilu: Hilf mir bitte ein wenig auf die Sprünge, ich habe nur folgende Aussage Durnwalders in den (Internet)-Medien gefunden:

Non do indicazioni, ma sono molto scettico e voglio essere pragmatico: è difficile che a Dobbiaco la gente accetti Bocher come sindaco. Non è una questione di italiani e tedeschi – Bocher tra l’altro parla benissimo il tedesco – ma di governabilità , visto che Bocher non ha la maggioranza in consiglio. Se riesce a convincere qualcuno, anche dei nostri, per me va bene. Ma se non ci riesce non c’è via d’uscita: si dovrà  andare a nuove elezioni.

Gibt es irgendwo noch ein Interview, in dem Durnwalder dezidiert darauf hinweist, dass Bocher für eine “deutsche” Gemeinde wie Toblach ungeeignet ist (oder dies auch nur andeutet bzw. durchblicken lässt)?

Denn meines Erachtens macht Durnwalder in der oben zitierten Aussage nur den Fehler, dass er darauf hinweist, dass es ihm eben NICHT auf die Sprachgruppe ankommt (und damit grundsätzlich den topos Ethnizität ins Spiel bringt, der Raum für weitläufige Interpretationen lässt), sondern auf stabile Mehrheiten.

@beppi
Ein bisschen zwischen den Zeilen lesen:
” è difficile che a Dobbiaco la gente accetti Bocher come sindaco( E SE LO FA, SE NE PENTIRANNO). Non è una questione di italiani e tedeschi – Bocher tra l’altro parla benissimo il tedesco – ma di governabilità , visto che Bocher non ha la maggioranza in consiglio.

@ Jonny: wenn man mit “la gente” die Wähler meint – und die Wählerstimmen als Rapräsentation derselben, dann hat er ja Recht. Die SVP hat die Mehrheit, nicht Bochers Partei.
Dass seine Aussage in toto etwas eigenartig (subtile Beeinflussung usw.) daherkommt, darin stimme ich überein.

Desidero fornire alcune precisazioni, sia perché chiamato direttamente in causa da Beppi, sia perché l’allusione fatta da Simon ai media che avrebbero sopravvalutato la portata del voto di Dobbiaco in chiave etnica si riferisce indirettamente anche a quanto da me pubblicato sul Corriere dell’Alto Adige.

È vero. Probabilmente a caldo si è avuta una sopravvalutazione del voto “transetnico” di Dobbiaco. Il voto dato a Bocher da un cospicuo numero di cittadini di lingua tedesca forse non indica una tendenza consolidata e si riduce all’evidenza di un caso isolato (i voti “tedeschi” dati a Spagnolli vanno letti dunque anch’essi come una circostanza episodica?). Nonostante questo rivendico il diritto a evidenziare in modo positivo questi episodi, riportandoli almeno a una “voglia di normalità ” presente almeno a livello latente nella società  sudtirolese. Dico questo anche alla luce della progressiva erosione della rappresentanza politica in lingua italiana dal punto di vista della corrispondenza proporzionale tra consiglieri comunali eletti e numero dei cittadini appartenenti ai vari gruppi linguistici (qui esiste un forte sbilanciamento a favore del gruppo linguistico “tedesco”). Ora, se non vogliamo parlare di “problema degli italiani” (come ha fatto con qualche buona ragione Norbert Dall’à’ nel suo ultimo editoriale), dobbiamo dire che una tendenza “transetnica” pure esiste (magari non così “positiva” come intendevo io).

Continuo poi a osservare in modo scettico l’attribuzione al solo Alto Adige (inteso come quotidiano) della propagazione di un discorso “etnicizzato”. Proprio a una piattaforma come BBD non dovrebbe sfuggire che questo stato di cose (“sistemico” al massimo grado, cioè autonomistico al massimo grado) non potrebbe certo risparmiare un quotidiano che rappresenta lo specchio del Dolomiten. Ed è proprio il Dolomiten, infatti, che lunedì ha parlato del caso di Dobbiaco come di una “Sensation”.

Per quanto riguarda l’appunto di Beppi. No, nelle frasi da te riportate non mi pare che Durnwalder sia accusabile di aver detto quello che qui gli stiamo un po’ tutti attribuendo (compreso Simon, cfr. l’articolo di apertura). Non so se sia possibile risalire ad altre dichiarazioni del Landeshauptmann. Ma la frase su Dobbiaco che – in quanto a maggioranza “tedesca” – non avrebbe potuto essere governata da un sindaco “italiano” è circolata e noi l’abbiamo presa per vera. Fosse falsa, tanto meglio.

Die Wahl von Guido Bocher eine Sensation zu nennen ist doch nicht ethnische Hetze! Es ist die normale Beschreibung von dem was passiert ist. Du willst Dolomiten und Alto Adige mit Gewalt auf die gleiche Stufe setzen aber deine Argumente dafür sind nicht wirklich stichhaltig. Dass der AA das Spiegelbild der D sein soll ist doch kein Beweis, wenn du das nicht mit besseren Beispielen belegen kannst.

@ gadilu:

Danke für deine Ausführungen (sehr wohltuend)!

Ich habe heute Herrn Caporale geschrieben und ihm vorgeworfen, dass er in seinem “Repubblica”-Artikel Durnwalder sehr verkürzt, um nicht zu sagen verfälschend, zitiert, nachdem er in einer eher flapsigen Einleitung (“un tizio che si chiama Guido Bocher”) die Situation m. E. tendenziös umrissen hat.
Als ich ihn gebeten habe, Durnwalder richtig und vollständig zu zitieren, verwies er mich nur auf die im “Repubblica”-Artikel vorhandene Verlinkung zum “Alto Adige” (da dort ja das komplette Zitat zu lesen sei) und fügte noch folgenden Satz hinzu:

Mi permetta però di dirle che quella frase è molto più grave e meritevole di aspra considerazione di quanto le appaia.

Warum wollte er mir allerdings nicht verraten.

Aus dem Artikel:

La maggioranza è tedesca, e il rispetto dell’etnia, consacrata nello statuto autonomo, è un dogma a cui il governatore Luis Durnwalder si appella. Dice, senza mai immaginare dove portino le sue parole: “Sono molto scettico e voglio essere pragmatico: è difficile che a Dobbiaco la gente accetti Bocher come sindaco”.
Difficile. Non si può. Anche se il candidato appena eletto ha sfidato nelle urne il suo avversario della Volkspartei. E nelle urne la gente di Dobbiaco ha scelto.

Wie ihr seht, wurde der für das “Gesamtverständnis” wichtige Teil über die von Durnwalder konstatierte Nicht-Relevanz der Ethnie (ob italienisch oder deutsch) weggelassen. Hingegen hakt sich Caporale gleich auf das “difficile” ein, um mit der “questione etnica” seine Ausführungen zu vollenden.

@Beppi: Das Problem ist ja dass die Medien von Anfang an (im Positiven) einen ethnischen Fall aus Bochers Wahl schmieden wollten. Jetzt kommen sie (im Negativen) nicht mehr aus dieser Falle heraus und müssen in der Ablehnung durch die SVP unbedingt ethnische Gründe suchen. Zielführender und realistischer wäre, die SVP wegen ihres Unwillens an den Pranger zu stellen, überhaupt eine Alternative zuzulassen. Das Ahrntal war lange Jahre ein Paradebeispiel.

@ Lex

Io leggo entrambi i quotidiani. Ebbene sì, mi sembra stiano più o meno sullo stesso piano. Si corrispondono. A parte il fatto che l’Alto Adige ha editorialisti migliori (Palermo, Di Michele, Valente, Viola… solo per fare un paio di nomi). Un editorialista significativo del Dolomiten non mi viene in mente.

@ Lex, freilich, das macht Sinn was du sagst! Bloß jetzt ist schon viel Porzellan zerschlagen worden und es ist m. E. sehr schwierig, insbesondere aussenstehenden “Italienern” die Situation hinreichend zu erklären. Dafür sind die ethnischen Denkkategorien zu verlockend und wirkungsmächtig.

Wenn du dir die Kommentare auf der “l’Alto Adige”-Seite anschaust: der zweite glaub ich spricht schon davon, dass er seinen Urlaub in Südtirol heute Morgen abgesagt hat und stattdessen in der Schweiz buchen wird…

Die Dolomitenzeitung macht gezielte Desinformation und dient dem Machterhalt der SVP, das schon. Ethnische Hetze ist aber sehr selten. Die letzte an die ich mich erinnern kann war vor den Landtagswahlen und war gleichzeitig Stimmungsmache für die SVP. Damals haben die D aber auch gegen die Freiheitlichen Stimmung gemacht.
Gadilu kannst du mir bitte ein paar Beispiele für ethnische Hetze in letzter Zeit nennen?

No Lex, non penso che sia possibile esibire chiaramente documenti di “odio”, quanto piuttosto di diffidenza e/o indifferenza (le due cose si legano). Ricordo la prima pagina del Dolomiten prima delle elezioni provinciali, dove si richiamava ancora una volta il “pericolo” italiano. Del resto neppure nell’Alto Adige troverai documenti di “odio”, ma specularmente di diffidenza (meno di indifferenza).

Un’ottima analisi la possiamo leggere qui:

http://autcontinua.blogspot.com/2010/05/ethnischer-fruhling.html

Das Beispiel vor der Landtagswahl habe ich oben auch schon erwähnt, es ist aber lange her und war von einer Stimmungsmache gegen die Freiheitlichen begleitet. Hat der AA schon einmal richtig Stimmung gegen Unitalia gemacht?

Wenn sich der AA auf Gleichgültigkeit (indifferenza) beschränken würde wäre das schon sehr gut. Aber er macht ethnische Hetze und in diesem Blog wurden einige der peinlichsten und gröbsten Kampagnen beschrieben.

Wie gesagt: Ich finde dass die D ein Machterhaltungs- und Parteiorgan sind, aber ethnische Hetze machen sie fast nie.

Lex, se vuoi dire che l’Alto Adige è un quotidiano che fa da megafono a Unitalia, accomodati. E accomodati anche se ci vuoi far credere che quel foglio pratichi “odio” nei confronti dei tedeschi. A parte il fatto che non mi pareva esattamente questo il tema di questa discussione e che veramente non è possibile ogni volta ritrovarsi a discutere di questo.

Du hast ja damit begonnen weil du meinst, dass “Sensation” schon Hetze ist. Ich habe nur gesagt dass es keine Abgrenzung und keine Kritik gegen die italienischen Rechtsextremisten gibt. Aber dass der AA häufig ethnische Hetze macht dazu stehe ich. Es wurde hier oft beschrieben und du hast es nicht widerlegt. Einsicht wäre doch zumindest der erst Schritt zur Besserung.

Ob das OT ist weiß ich nicht. Immerhin macht der AA auch aus Toblach eine “nationale” und ethnische Angelegenheit!

????

“Sensation” Hetze???? Wir reden aneinander vorbei…. Ho solo detto che il tema “etnico”, a proposito dell’elezione di Bocher, non è stato tirato fuori solo dai giornali italiani. Nesuno ha parlato di odio. Dire che si è trattato di un fatto sensazionale non è certo spargere odio.

Sul fatto che l’Alto Adige sparga odio: non è affatto vero. Punto. Odio è veramente una parola talmente grossa. Totalmente fuori luogo.

Na ja Gadilu ich würde mal sagen, dass der “l’Alto Adige” seine Stammleser bei Laune halten muss, und was eignet sich hierzu besser als die ethnische Karte auszuspielen?
Ab und an passiert es dann halt, dass diese Zeitung in einen wirklich grässlichen, tendenziösen Sensationsjournalismus abdriftet. Aber natürlich nicht immer.

Wahrscheinlich wird Bocher Bürgermeister von Toblach (mit der SVP) und Trettl nicht Bürgermeister von Eppan, weil er sich mit der SVP nicht einigen konnte. So sieht es im Moment aus und das würde beweisen dass es eine politische Entscheidung ist. Wenn es genau anders herum gekommen wäre (die Chancen standen 50:50) hätten die meisten den ethnischen Skandal ausgerufen (siehe einige Kommentare weiter oben). Niemand hätte dann mehr geglaubt, dass es eine politische Entscheidung ist. Traurig aber das ist Südtirol.

Die italienische Presse ist immer schnell zu haben wenn für die Verurteilung des anscheinenden ethnischen “Wahnsinns”. Leider haben sie wieder einmal rein gar nichts kapiert und unser Land auf nationaler Ebene in ein schlechtes hinterwäldlerisches Licht gestellt. Das Urteil kommt viel zu oft vor den Fakten und nicht erst danach.

Der Kommentar von BBD ist ausgezeichnet und hat sich bewährt: Allen Unkenrufen zum Trotz hat sich die SVP auf die gewählten Bürgermeister Bocher (Toblach) und Trettl (Eppan) eingelassen. Nur in Corvara (wo die Situation umgekehrt war: SVP-Bürgermeister ohne eigene Mehrheit) muss jetzt schon neu gewählt werden.

Südtirol-Bashing ist “in”. Das lässt sich auch damit erklären dass unsere Situation außerhalb nicht verstanden wird. Immer wieder wird dieses Land mit den selben Maßstäben bewertet wie eine normale Provinz.

il teorizzato trend al voto post o transetnico non esiste, e se esistesse avrebbe ben poco a che fare con la piccola realtà  pusterese.

Peró se esistesse sarebbe molto meglio, no ? Perché penso che la “autodeterminazione” si blocchi o non proceda proprio per la assenza del voto trans-etnico.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *