TAZ-Leser: Willkommen!
Verfasser: pérvasionDa in der heutigen Ausgabe der Neuen Südtiroler Tageszeitung ein Artikel über die Brennerbasisdemokratie erscheint, ist zu erwarten, dass es überdurchschnittlich viele neue Leser auf unseren Internetauftritt verschlagen wird. Wir möchten diese hier bei uns willkommen heißen und sie auf ihrem Besuch begleiten:

- Neuen Besuchern möchten wir empfehlen, sich im Manifest und in den FAQs umzusehen, die im rechten Seitenbalken über eigene Banner verlinkt sind. Dies verschafft einen Überblick über unsere Ziele und Absichten – und womöglich werden bereits einige Ihrer ersten spontanen Fragen beantwortet.
- Im WegZeichen, per Klick aufs Banner mit der Markierung [E5] erreichbar, finden Sie eine kleine als »Werkzeugkasten« konzipierte Artikelsammlung.
- Auf der Hauptseite schließlich befinden sich die restlichen Artikel der Brennerbasisdemokratie. Klicken Sie jeweils auf »Kommentare« um die Stellungnahmen der Leser zu einem bestimmten Eintrag anzuzeigen. Dort können Sie auch Ihre eigene Meinung hinterlassen, wozu wir Sie ausdrücklich einladen.
Viel Spaß!
Nachtrag: Hinweis. Der Artikel ist zwar recht gelungen und gibt unsere Auffassung relativ unverfälscht wieder. Im Titel »Die strammen Genossen« erkennen wir uns aber überhaupt nicht wieder. Wir sind weder stramm, noch sind wir allesamt Genossen.
Am 9. November 2006 um 09:30 Uhr
typisch Tageszeitung halt.
Am 9. November 2006 um 09:30 Uhr
L’ho letto. In effetti, mi pare buono. Peccato il titolo.
Am 10. November 2006 um 11:00 Uhr
E’ un giornale senza orientamenti politici?
Am 11. November 2006 um 08:59 Uhr
Orientamenti politici espliciti direi di no. Arnold Tribus, il direttore del giornale, potrebbe essere collocato nell’area “alternativa”, quella del cosiddetto “altro Sutdirolo”, o almeno viene di lì.
Am 11. November 2006 um 09:38 Uhr
viene da lì … ma non è piú lí.
Am 11. November 2006 um 12:29 Uhr
E dov’è, ora?
Am 11. November 2006 um 16:36 Uhr
Ricordo che la Tageszeitung pochi mesi fa ha messo in prima pagina “Bittgang der Krautwalschen”.
Termine spregiativo, anzi sintomo di nazionalismo e razzismo.
Tribus: a metà strada fra concetto liberale, adorazione/adulazione di Durnwalder e adorazione di se stesso.
Am 11. November 2006 um 18:11 Uhr
Heute hat sich Eva Klotz in einem TAZ-Interview erfreut darüber geäußert, dass sich »junge Leute« mit einer völlig anderen politischen Herkunft [als der ihren] ebenfalls für die Selbstbestimmung einsetzen. Loiny. Und Étranger.
Am 11. November 2006 um 18:14 Uhr
Se non sbaglio, Tribus si giustificò dicendo che quando fu proposto quel titolo, lui non era già più in redazione. E mi pare anche che si scusò pubblicamente sul giornale, dopo.
Non so perché, comunque adesso mi viene in mente una vecchia canzone di Battiato (mi succede spesso, ultimamente):
“Mare… mare… voglio annegare, portami lontano a naufragare, via… via… da queste sponde, portami lontano sulle onde”.
Un motivo ci sarà.
Am 11. November 2006 um 18:27 Uhr
Pé*, hai per caso la possibilità di riportare il passo esatto dell’intervista?
A me, personalmente la Klotz, sta simpatica, anche se ovviamente non condivido la sua impostazione ideologica.
* Lo sapevi che “pé” vuol dire “piede” in portoghese?
Am 11. November 2006 um 18:38 Uhr
“Se non sbaglio, Tribus si giustificò dicendo che quando fu proposto quel titolo, lui non era già più in redazione. E mi pare anche che si scusò pubblicamente sul giornale, dopo”
si, soltanto in fondo a delle lettere di protesta e non in prima pagina, dove il sintomo di razzismo era stato pubblicato – e soltanto quando ci furono le proteste. Doveva scusarsi prima, di impulso proprio.
A parte che “io non c’ero” è una scusa per Tribus, ma non per il redattore che ha scritto una schifezza del genere, e non per il redattore capo (resonsabile responsabilissimo), non per il giornale.
A parte che il redattore ha scritto altre schifezze anche prima. Ho un articoletto pronto pronto per pogrom.
Hai letto quel mio editoriale ? Il numero sull’educazione bilingue/interculturale esiste anche in italiano.
Am 11. November 2006 um 18:45 Uhr
É, ich habe die Passage in einem Café gelesen, kann sie also leider nicht wiedergeben. Aber vlt. hat ja jemand die TAZ daheim.
Am 11. November 2006 um 21:34 Uhr
Sì Mateo, ho letto il tuo editoriale. Mi pare largamente condivisibile. Figurati che io sono dell’avviso che il ladino dovrebbe essere introdotto obbligatoriamente (almeno 1 ora a settima) in tutte le scuole del Sudtirolo.
Am 12. November 2006 um 00:50 Uhr
grazie, conosco le Tue opinioni, ti leggo un po’ ovunque
Tu insegni ancora o insegnavi?
In ufficio (0471 97 22 40 o info@gfbv.it) puoi chiedere il numero in italiano, penso sia addatto per le scuole.
Am 12. November 2006 um 13:02 Uhr
Braucht es eine Hymne?Ich habe gestern Abend im Radio zufällig folgendes Lied von Herrn Stefan Winkler gehört, dabei wurde er von Herrn Wecker am Klavier begleitet. Auf der Seite des Herrn Winkler gibt es folgende Hörprobe:
http://www.stefanwinkler.com/soundsamples/08%20Heimatlond.mp3
Leider finde ich den Text nicht im Internet.
Am 12. November 2006 um 23:47 Uhr
schöne Hymne, schlage sie als Südtirol-Hymne vor. Endlich eine Hymne, die die Wirklichkeit eines Landes spiegelt und nicht Hirngespinste oder Größenwahn von “großen Söhnen” und derlei Idiotie.
Am 13. November 2006 um 12:32 Uhr
Étranger
Prima di andare avanti devo però spiegare cos’è questa “Tageszeitung” (che in italiano vuole dire “giornale” ed in tedesco è femminile, per cui si deve dire: “la” Tageszeitung). Avete presente il “Foglio” di Giuliano Ferrara? Bene, la Tageszeitung è qualcosa di simile: venti paginette colorate, uno scoop al giorno (o quasi), un’opinione originale al giorno (o quasi).
L’opinione la scrive il direttore, Arnold Tribus, che con Giuliano Ferrara ha molti tratti in comune: ha coraggio, eloquio, ironia, nessun rispetto per i tabù. E’ raffinato, irriverente, pettegolo, a volte strafottente. Ha cominciato in politica con Alex Langer, è stato consigliere provinciale dei Verdi, ha sempre avuto Pannella nel cuore. Ma la sua vera vocazione l’ha trovata nel giornalismo e in Durnwalder l’amore – ricambiato – della maturità.
Am 13. November 2006 um 12:41 Uhr
Ops…scusa la dimenticanza: il brano citato qui sopra è tratto da un editoriale di Riccardo Dello Sbarba, (IL DISAGIO ITALIANO, “L’Adige”, 21 novembre 2004).
Am 14. November 2006 um 14:42 Uhr
„Heute hat sich Eva Klotz in einem TAZ-Interview erfreut darüber geäußert, dass sich »junge Leute« mit einer völlig anderen politischen Herkunft [als der ihren] ebenfalls für die Selbstbestimmung einsetzen. Loiny. Und Étranger.“
Eva Klotz non ha capito. Io sto dalla sua parte. (Quando avviene la metamorfosi, Étranger si concentra sul volo della farfalla, io e la Klotz sul bozzolo di seta che la conteneva).
In un certo senso, io e lei formiamo una piccola comunità. Ci tiene assieme un pensiero di Paul Valery: “L’uomo che si risveglia dal sonno artificiale si ritrova lì dov’era: la prima idea é l’ultima lasciata. Se i morti si risvegliassero, si risveglierebbero morenti”.
Mussolini riaprirebbe gli occhi a Giulino di Mezzegra, Socrate mentre beve la cicuta, Hitler rintanato nel suo bunker, Andreas Hofer un attimo prima della fucilazione che lo uccise.
Il Tirolo unito, nella migliore delle ipotesi, rinascerebbe attorno a una tavola rotonda di mogano intarsiato. Naturalmente a Villa Giusti, nel novembre del 1918.
Dal punto di vista clinico, io e la Klotz ci somigliamo. Abbiamo un debole per le cose che continuano a morire. Entrambi siamo affetti da necrofilia: lei in senso politico, io in accezione estetica.
Am 14. November 2006 um 15:57 Uhr
Die “Tageszeitung” mit dem “Foglio” zu vergleichen ist schon ein starkes Stück. Ferrara und Tribus trennt zum Glück weit mehr als die paar hundert Kilo.
Am 14. November 2006 um 17:05 Uhr
“Ferrara und Tribus trennt zum Glück weit mehr als die paar hundert Kilo”.
Ti va di spiegami in che cosa consisterebbe tale differenza? Te lo chiedo da sudtirolese che vive fuori dal Sudtirolo (passo la vita in autobus, tra Brunico e Bressanone).
Am 14. November 2006 um 17:14 Uhr
man mag zu Ferrara stehen, wie man will, aber er ist intellingent und in der dialektischen Debatte teilweise hervorragend. Tribus kann ihm da nie und nimmer das Wasser reichen.