Le cifre del saccheggio.

Ieri il Landeshauptmann ha reso pubbliche le dimensioni complessive di quei tagli che, per il solo 2012, Monti ha imposto al Sudtirolo: in un solo anno, su 5,1 miliardi di bilancio provinciale, sono stati decurtati 800 milioni, ai quali vanno aggiunti i 500 milioni di rinunce già previsti dall’accordo di Milano. Di quest’ultimo ormai valgono solo le parti che ci impongono di risparmiare — mentre quelle che conterrebbero obblighi a carico dello stato vengono sistematicamente ignorate dal governo centrale, senza alcuna conseguenza legale.

Dunque, in un anno ci sono stati tolti, in maniera più o meno legale, ben 1,3 miliardi, pari a oltre il 25% (!) del bilancio provinciale, cioè non meno di 2.600 euro a testa (neonati, anziani e malati inclusi). Mandando a Roma uno ogni quattro euro che ci spetterebbero, su 5,1 miliardi previsti alla fine ce ne rimangono solamente 3,8.

Partendo dal presupposto che i 5,1 miliardi — secondo le ormai «vecchie» regole — corrisponderebbero a circa il 90% delle tasse riscosse in Sudtirolo, vuol dire che in totale le tasse pagate dai sudtirolesi ammontano a più o meno 5,66 miliardi.
Quindi, confrontando le cifre comunicate ufficialmente ieri, giungiamo alla conclusione che nel 2012 rimangono sul territorio non più il 90%, ma solo il 67% delle tasse. Queste sono cifre in grado di mettere in ginocchio la pubblica amministrazione, ma anche un’economia di per sé sanissima — per non parlare delle fasce di popolazione economicamente più esposte.

E mentre il Sudtirolo è costretto a fare a meno del 25% del suo bilancio, è improbabile che lo stato faccia altrettanto, perché di fatto è impossibile tagliare in misura analoga il bilancio centrale. Quindi, stiamo contribuendo in maniera sproporzionata a ripianare un debito alla cui accumulazione invece abbiamo contribuito marginalmente.

A questo punto giova anche dare un’occhiata alle prospettive per il futuro, visto che ci si affacciano delle novità a dir poco inquietanti. Come abbiamo visto siamo costretti a degli enormi sacrifici, le cui conseguenze devono appena ripercuotersi in tutta la loro drammaticità sulla vita dei cittadini — ma già uno degli artefici del dissesto si sta riportando in posizione di lancio. È di poche ore fa l’annuncio che Silvio Berlusconi intende ricandidarsi al ruolo di presidente del consiglio, con possibilità di successo nemmeno remotissime. Non c’è mai limite al peggio. E allora, ancora una volta avremmo contribuito ad allontanare il baratro, con il risultato che fra pochi anni i soldi spediti allo stato centrale potrebbero venir bruciati in un batter d’occhio.

Nel frattempo però l’unica prospettiva certa sembrerebbe quella di ulteriori tagli. Infatti, nei decreti di Monti, per gli anni a venire, sono contenuti tagli al bilancio sudtirolese perfino più pesanti di quelli già previsti per il 2012. Senza esagerare, il disastro è ormai dietro l’angolo anche per noi.

41 Replies to “Le cifre del saccheggio.”

  1. La notizia della ricandidatura di Berlusconi non voglio commentarla, solo il parlarne è intollerabile. Dico solo che penso, spero, sono ragionevolmente convinto che gli stessi suoi scagnozzi siano scettici in proposito, anche se ufficialmente devono dichiarare il contrario, e che alle prossime elezioni perderà. Se così non fosse e se in seguito l’Italia finirà veramente nel baratro a questo punto se lo sarà ampiamente meritato. Il guaio è che alla fin fine i paesi nonché le relative colpe o meriti sono astrazioni, mentre invece le vite di ciascuno di noi sono reali e ne verranno tutte coinvolte. Comunque in tale eventualità auguro al Sudtirolo la miglior fortuna e la possibilità di una positiva autodeterminazione.

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      1. Confermo quello che ho detto. Finanziariamente l’Italia continua a essere un paese a rischio, per se stessa e per il sistema internazionale, economicamente stendiamo un velo pietoso, e noi siamo ancora qui dietro ai processi di Berlusconi. Sempre per stare dietro a lui stiamo assistendo al grottesco balletto sull’Imu, ovvero una trovata demagogica fatta solo per venire incontro agli istinti più elementari del suo elettorato e che rischia di disastrare definitivamente i bilanci dei comuni, ovviamente come sempre senza fare distinzione tra chi ha amministrato bene e chi ha amministrato male. A questo proposito cito volentieri il thread “Misswirtschaft belohnen” giusto postato su BBD. Ma a questo punto trovo che siano molto colpevoli anche gli organismi della UE: ad esempio, cosa aspetta il PPE a espellere il PdL? Se è l’organo che raccoglie i partiti europei moderati di centro-destra la prima cosa da fare sarebbe questa, IMHO. Per quanto riguarda tutto il resto ugualmente confermo i miei forti dubbi su un processo di autodeterminazione che, nel caso del Sudtirolo,: 1) non ha definito il concetto di popolo, il che di conseguenza inficia il concetto di volontà popolare implicito in tale processo nonché quello di maggioranza e minoranza, 2) non si è quasi per nulla svincolato dalla sua matrice di destra (tedesca), per cui nel caso questo processo andasse avanti i partiti che la rappresentano ne assumerebbero la leadership, con conseguenze immaginabili.

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  2. Exzellente Analyse! Ein Großteil der Bevölkerung hat keine Ahnung was auf uns zukommen kann. Wenn diese Einsparungen Realität werden, dann zwingt das die Südtiroler Wirtschaft in die Knie
    Von der “weltbesten” Autonomie ist nichts mehr übrig, geradezu hilflos wirken die Aussagen der Svp-Exponenten bezüglich der Vollautonomie, wenn nicht mal die bestehenden Vereinbarungen eingehalten werden. Es wäre interessant, eine Analyse der Aussagen bezüglich der Autonomie der letzten Jahre zu machen, wie verhängnisvoll das alleinige Ausrichten aller autonomiepolitischen Überlegungen auf finanzielle Fragen zu reduzieren. Na dann, gute Nacht!

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  3. E sarà sempre peggio…dal momento che siamo in uno stato colluso, antidemocratico e anticostituzionale, schiavo del debito sovrano della casta mondiale cosa ci si può aspettare?Che rispettino l’autonomia?L’autodeterminazione è l’unica possibilità di salvezza per ogni comunità umana…Io appoggio Eva Klotz e lo farò con tutta me stessa…augurandomi che si uniscano a lei anche tutti i movimenti affini…

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  4. @ E sarà sempre peggio…

    Si la autodeterminazione è l’unica salvezza. Ma come erano defficenti i pardi del’autonomia. Bastava invece di scegliere l’autonomia dire di no e il giorno dopo saremmo stati tutti in uno stato indipendente.

    Ma tantomai se la Klotz vuole fare questo bell’referendum se stare con l’Italia o no, perchè non facciamo anche, già che ci siamo un referendum se vogliamo essere:
    – ricchi o poveri
    – sani o malati
    – belli o brutti
    – intelligenti o stolti

    ma guarda come è semplice la vita!

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    1. Caro il mio “pardo” dell’autonomia… non è che i fondatori dello statuto fossero scemi; è che la situazione politica di allora era profondamente diversa. Il mondo era già spartito dalle due superpotenze e dietro la facciata di una più o meno formale democrazia si nascondevano gli interessi dei protettori a mantenere il mondo in quell’equilibrio instabile chiamato guerra fredda… un nuovo stato nel cuore dell’Europa sarebbe potuto essere un potenziale elemento di destabilizzazione ed era quindi assolutamente impensabile la Selbstbestimmung, anche se formalmente il Sudtirolo ne avrebbe avuto diritto. Oggi quel mondo si è sgretolato. Quindi se il 70% dei sudtirolesi volessero fondare uno stato autonomo e si esprimessero in modo democratico a riguardo la cosa non sarebbe affatto impossibile.
      Il fatto è che molti NON lo vogliono e nascondolo la loro contrarietà dietro la presunta impossibilità. La SVP è maestra in questo: è il suo capitale politico del XXI secolo. Del resto non potrebbe dire apertamente che è contraria senza se e senza ma, altrimenti gran parte della base si risentirebbe; ma molti altri che non hanno problemi simili hanno assunto acriticamente la loro posizione.

      Poi se vogliamo discutere di scemenze, ti assicuro che io voterei per essere ricco, bello e stupido…

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      1. @ fabivs
        es ist in der tat ein umstand, der viel mehr betont gehört. die regeln, nach denen wir heute leben und das system in dem wir uns wiederfinden wurde für die gesellschaft und geopolitische lage der 1970er-jahre erdacht. die demographischen und politischen entwicklungen seither sind enorm. das erfordert natürlich entsprechende anpassungen.

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    1. Es ist auch kein Zufall, dass das Video vor dem Palazzo della Civiltà Italiana endet, das vom faschistischen Regime errichtet wurde.

      Die Rundbogenarkaden ergeben in ihrer Anzahl senkrecht (6) den Namen BENITO und waagrecht (9) MUSSOLINI.

      Siehe auch: [1]

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      1. … das erinnert mich an die Zeit, wo an Häuschen mit ausgeschnittenem Herzl manches Mal die Aufschrift zu lesen war: WER MUS SOLL INI !

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  5. Ich frage mich eigentlich welches Recht die Suedtiroler haben sich fuer alles so zu beklagen. Sind vielleicht die Griechen fuer die Lage ihres Staates schuldig?

    Suedtiroler sind so kurzsichtig dass sie sich nur um die eigenen Probleme kuemmern. Ausland ist fuer ihnen Italien aber die Welt ist viel groesser.

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    1. Das mag auf manchen Südtiroler sicherlich zutreffen, nicht aber auf die Leute der BBD. Unser Land muss schauen, wie es zuerst mit seinen eigenen, teils gravierenden Missständen fertig wird. Ich empfehle Ihnen wärmstens mal die Blogeinträge der letzten Wochen durchzugehen. Überspringt man eine Ebene der Hierarchie (lokal-regional-national-international), bricht schnell das alles drüber ein.

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    2. Wer soll denn bitte sonst für die Lage des griechischen (oder portugiesischen, spanischen, italienischen) Staates verantwortlich sein? Gott? Die bösen Finanzmärkte? Angela Merkel?

      Und was heißt in diesem Zusammenhang schon “schuld”? Wenn der griechische Staat in punkto Korruption und wirtschaftliche Leistungsfähigkeit eher mit einem zentralafrikanischen Staat als mit dem Rest von Europa vergleichbar ist, müssen sich die Griechen eben mit dem begnügen, was sie selbst erwirtschaften (OHNE dass ich deswegen irgendwelche moralischen Urteile über sie fällen möchte): du kannst nicht auf der einen Seite nichts leisten und auf der anderen Seite einen Lebensstandard wie in einem nordeuropäischen Land aufrechterhalten, oder, um es in deiner Sprache auszudrücken: non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.

      Die Südtiroler haben hingegen durchaus alle Berechtigung, sich über die derzeitige Lage zu beschweren, da sie selbst nicht (bzw. höchstens zu einem winzigen Anteil) für die Anhäufung dieser gigantischen Staatsschulden verantwortlich sind, die größtenteils auf den Nepotismus und die Korruption in der staatlichen Politik und Verwaltung, den mangelnden Einsatz gegen die organisierte Kriminalität und die Steuerhinterziehung, sowie die extreme Verschwendung von Steuermitteln zurückzuführen sind.

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    3. Ich frage mich eigentlich welches Recht die Suedtiroler haben sich fuer alles so zu beklagen.

      erstens ist es nicht alles und schon gar keine kleinigkeit, worüber sich die südtiroler beklagen und zweitens ist es eines jeden recht, eine verbesserung seiner situation anzustreben. ich werde immer jemanden finden, dem es schlechter geht. aber dadurch verliere ich doch nicht das recht, meine situation verbessern zu dürfen. demnach dürften wir uns in europa über gar nichts beklagen und keine weiterentwicklung anstreben, bis es uns so schlecht geht wie den somaliern.

      Sind vielleicht die Griechen fuer die Lage ihres Staates schuldig?

      nicht 100prozentig natürlich, aber zu einem nicht unerheblichen teil bestimmt. das ausmaß an schattenwirtschaft und korruption gepaart mit den erlogenen budgetzahlen sowie absolut anachronistischen zuckerbrot-gesetzen und sozialmissbrauch haben wesentlich zur situation beigetragen.

      Suedtiroler sind so kurzsichtig dass sie sich nur um die eigenen Probleme kuemmern. Ausland ist fuer ihnen Italien aber die Welt ist viel groesser.

      schulden machen bis der arzt kommt ist etwa nicht kurzsichtig? jedenfalls hat südtirol im gegensatz zum italienischen staat keinen riesigen schuldenberg angehäuft. überleg einmal genau, was da jetzt weit- und was kurzsichtig war!

      zum schluss dann noch die pauschalierende “provinzkeule”, während alle anderen weltoffen sind. so ein schwachsinn. jedem, der so redet, kann ich nur raten, einmal die welt zu bereisen anstatt nur über sie zu mutmaßen.

      das soll jetzt kein italien-bashing werden, aber es bietet sich an, diesen vergleich etwas überspitzt anzustellen. gerade italien hat sich in den 14 jahren berlusconi in einen isolationismus verfahren, der sagenhaft ist. hätte sie nur ab und zu über das land hinausgeschaut, hätten sie bermerkt, wie es um sie steht, was berlusconi für ein mensch ist usw. in ganz europa bekam man das seit jahren zu hören, nur die italiener haben es nicht mitbekommen.
      apropos “nur um eigene probleme kümmern”: italien hat mit abstand die geringste entwicklungshilfequote in der eu (0,11% des bip. vergleich – aut 0,30%, swe 1,12%). obwohl das natürlich nicht extrem aussagekräftig ist und man über “entwicklungshilfe”, wie sie derzeit passiert generell streiten kann, ist das schon ein signal. wenngleich der vergleich hinkt, da ja teil von italien, muss man aber auch sagen, dass südtirol hier noch einmal kräftig darunter liegt.

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    4. Südtirol steht vor einem riesigen Scherbenhaufen. Einem wesentlichen Teil der Südtiroler Bevölkerung scheint diese Tatsache nicht bewusst zu sein, während unsere Mehrheitspartei weder über einen Plan A geschweige denn einen Plan B verfügt.

      Suedtiroler sind so kurzsichtig

      Kurzsichtig, da sie zaghaft darüber lamentieren, dass verbriefte Rechte gebrochen werden. Übrigens, lieber RaDio Bozen kannst du mir die bestechende Weitsicht mal beschreiben, die außerhalb Südtirols vorherrscht?

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      1. Wie auch? In den Medien wird alles Relevante verschwiegen und statt dessen die frohe Botschaft von der heilen Autonomie verkündet, die über jeden Zweifel erhaben ist. Immer noch herrscht die “moansch ins geats uhne Italien besser” Stimmung im Land, sei es wirtschaftlicher oder kultureller Frage. Ich frage mich, ist es die Angst vor etwas Neuen, Mutlosigkeit, Verblendung oder einfach nur Bequemlichkeit.

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    5. Sind vielleicht die Griechen fuer die Lage ihres Staates schuldig?

      Ja wer denn sonst??? Diese Sprüche kann ich nicht mehr hören, zu einfach sind die Antworten, die gegeben werden. In der Regel hört man immer von den schlechten Politikern und korrupten Banken, die Wahrheit ist, dass eine Melange aus verschiedenen Interessensgruppen zu dieser finanzpolitischen Katastrophe geführt haben. Exemplarisch ist für mich ein Artikel, den ich über die griechische Eisenbahn gelesen habe. Griechenland verfügt(e) über ein historisch gewachsenes Netz, welches durch totales Missmanagement, zahllosen Streiks (an 120 Tagen im Jahre 2011), schlechteste Planung (z.T. wurden bestehende Strecken abgerissen, die neuen aber nicht mehr gebaut), fragwürdige Förderpolitik der EU und unfähigen Politikern ruiniert wurde. Es wird ersichtlich, dass das Versagen durch alle Bevölkerungskreise, vom Lokomotivführer bis zum Spitzenmanager, ging. Ähnlich verhält es sich in vielen anderen Bereichen, wie Schule, Landwirtschaft, Tourismus usw.
      Italien ist zwar nicht Griechenland, aber ähnliche Verhaltensweisen lassen sich in vielen Bereichen finden. Zum einen Gewerkschaften, die akzeptieren, dass es eine Spaltung des Arbeitsmarktes in sichere und unsichere Arbeitsverhältnisse gibt (will man den “jungen” Menschen eine Chance geben, dann müssen die “Alten” auch was abtreten), die Wirtschaft, wo große Teile nicht ihre Steuern bezahlt, unfähige und korrupte Verwaltungen und eine Politshow, die seinesgleichen sucht. Zu lange haben wir uns in Südtirol auf ein durchlavieren verlassen, zu oft ging es gut. Da jetzt “das Geld von Rom” (unser Geld) nicht mehr gesichert ist, schrillen zu spät die Alarmglocken. Während die SVP munter ein Prodi-Bashing betrieb, obwohl er wohl am meisten für Südtirol in den letzten Jahrzehnten getan hat, suchte man das Heil in den neoliberalen Verheißungen eines Berlusconi in Rom (siehe Senatorin Ausserhofer in Rom). Jeder halbwegs vernünftig denkende Mensch konnte mit offenen Augen sehen, wie sich Italien in eine Katastrophe manövriert, solange aber das “Geld von Rom” kam, war alles in Ordnung. Dass nun Berlusconi bei den nächsten Wahlen wieder antreten will, wird als Alptraum im Ausland gesehen, das Italien endgültig in den Abgrund reißt. Wir hätten die Prodi-Ära viel besser nutzen sollen, um eine weitgehende finanzpolitische Unabhängigkeit zu erreichen, es wäre heute ein guter Ausgangspunkt für weitere Schritte in Richtung Unabhängigkeit.

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      1. Symptomatisch ist diesbezüglich auch der Artikel eines Südtiroler Vorzeigeintellektuellen, der die Schulden auf ein kulturelles Problem herunterbricht (man kann immer alles zerreden). Kulturell problematisch soll dabei nicht der sorglose Umgang mit öffentlichen Geldern, sondern die moralisch konnotierte Gleichsetzung von Schulden mit Schuld in der deutschen Sprache sein. Thematisiert wird im Vorbeigehen auch die fehlende Dankbarkeit der Südtiroler für die Großzügigkeit* des italienischen Staates. Am Ende fühlt man sich schon fast kulturell unterlegen, weil unser Land keine Schulden gemacht hat.

        Wäre es umgekehrt — wäre also der Staat schuldenfrei und Südtirol dem Bankrott nahe — können wir jedoch sicher sein, dass dieselben Intellektuellen mit dem Mähdrescher drüberfahren (und sicher nicht profunde kulturelle Analysen auspacken) würden.

        *) es wurden ja schließlich (auf Pump!) enorme Polizei- und Militärkontingente nebst überteuerter und schlecht funktionierender Dienstleistungen für unser Land finanziert, was wir jetzt brav zurückzahlen dürfen.

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      2. Italien ist zwar nicht Griechenland, aber ähnliche Verhaltensweisen lassen sich in vielen Bereichen finden. Zum einen Gewerkschaften, die akzeptieren, dass es eine Spaltung des Arbeitsmarktes in sichere und unsichere Arbeitsverhältnisse gibt (will man den “jungen” Menschen eine Chance geben, dann müssen die “Alten” auch was abtreten), die Wirtschaft, wo große Teile nicht ihre Steuern bezahlt, unfähige und korrupte Verwaltungen und eine Politshow, die seinesgleichen sucht. Zu lange haben wir uns in Südtirol auf ein durchlavieren verlassen, zu oft ging es gut. Da jetzt “das Geld von Rom” (unser Geld) nicht mehr gesichert ist, schrillen zu spät die Alarmglocken. Während die SVP munter ein Prodi-Bashing betrieb, obwohl er wohl am meisten für Südtirol in den letzten Jahrzehnten getan hat, suchte man das Heil in den neoliberalen Verheißungen eines Berlusconi in Rom (siehe Senatorin Ausserhofer in Rom). Jeder halbwegs vernünftig denkende Mensch konnte mit offenen Augen sehen, wie sich Italien in eine Katastrophe manövriert, solange aber das “Geld von Rom” kam, war alles in Ordnung. Dass nun Berlusconi bei den nächsten Wahlen wieder antreten will, wird als Alptraum im Ausland gesehen, das Italien endgültig in den Abgrund reißt.

        clap! clap!

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  6. Als Niall Ferguson, Geschichtsprofessor in Harvard und laut dem time magazine einer der 100 einflussreichsten Menschen der Welt, im Winter einen Vortrag an der Universität Zürich hielt, sprach er über die “Zahlen von Staaten”(Pressefreiheit, Gerichtsbarkeit, Wettbewerbsfähigkeit von Unternehmen, etc.). Nach seiner Einschätzung befindet sich Italien auf einer Ebene mit Kolumbien; fernab von den anderen westlichen Staaten, in deren Kreis es sich wähnt.

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  7. Ich denke kaum jemand erkennt den Ernst der Lage wirklich und jene die es tun trauen sich schon nicht mehr es auszusprechen. Ist den Menschen eigentlich klar, dass alle aktuellen Sparanstrengungen der Regierung in Rom nur die Neuverschuldung eingrenzen sollen und kein einziger Cent der bestehenden Schulden zurückgezahlt wird?
    Ist den Menschen klar, dass trotz schmerzhafter Sparanstrengungen der Schuldenberg weiter wächst, da die Zinsen weiter anfallen. Auch unter Monti sind die Schulden weiter gewachsen, obwohl er verzweifelt versucht die Neuverschuldung in den Griff zu bekommen und 2013 einen vielleicht einigermassen ausgeglichenen Haushalt zu präsentieren. Und dies auch nur unter der optimistischen Annahme, dass Wirtschaft und Konsum bis dahin nicht schrumpfen werden (wie sie es nun aber deutlich tun).

    Jeder vernünftig und klar denkende Mensch müsste sich jetzt eigentlich eingestehen, dass man hier auf verlorenem Posten steht. Es kommt wie es viele (Zündler? Hetzer? Ewiggestrige? usw.) schon seit langem verhergesagt haben, aber unsere Landesregierung und Volkspartei hat die Augen davor verschlossen und lies zu keiner Zeit eine ernsthafte Diskussion über Alternativen zu. Lieber ketten sie sich an das sinkende Schiff und bekunden Treueschwüre, während die Wohlhabenden Italiens ihre Vermögen in sichere Häfen im Ausland bringen.
    Ich gehe davon aus, dass gar einige aktuelle Politiker diese Amtszeit nur noch hinter sich bringen wollen und froh sind, wenn sich andere mit der kommenden Katastrophe beschäftigen müssen. Zum Dank hat man den Nachfolgern auch noch die Diäten gekürzt, denn die eigenen rührt man freilich nicht an.

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    1. In der dieswöchigen ff und in der heutigen Tageszeitung (TAZ) sind Leitartikel der jeweiligen Chefredakteure erschienen, die die Krise übereinstimmend als »gesund« bezeichnen. Montis Sparmaßnahmen werden v. a. von Tribus (TAZ) als besonders tugendhaft — und nicht sosehr als fast aussichtslose Notmaßnahmen, die die Sozialsysteme wegfegen — dargestellt, wir Südtiroler könnten uns, so ff und TAZ unisono, einiges von Italien abschauen. Man kann nur sagen: Gesamtsituation und Ernst der Lage wirklich nicht erkannt (obwohl natürlich niemand in Frage stellt, dass auch hierzulande gar einiges optimiert und eingespart werden muss).

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      1. … für wie beschränkt halten gewisse Politiker und gewisse Medien eigentlich die Bürgerschaft!?

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  8. … wie lange wird es wohl dauern bis man sich von dieser stupiden Frage nach Schuld und der überflüssigen Diskussion um Schuldzuweisung befreit ?

    Die Frage nach Schuld ist (nicht nur, aber vor allem in Südtirol) zutiefst chauvinistisch und lenkt doch nur von einer Lösung des Problems ab.

    Unhaltbar finde ich auch diese unsachlichen Afrika – Griechenland – Italien Vergleiche. Damit disqualifiziert man sich als Schreiber doch selbst. Auf der einen Seite stellt man eben genannte Vergleiche an und im gleichen Atemzug behautet man Südtirol wäre “nicht/besser als” Italien? Das einzige was bei einer solchen Äußerung kohärent ist, ist doch der stehts wiederkehrende, die eigene Ohnmacht widerspiegelnde chauvinistische Unterton.

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    1. @m.gruber: Hab diesbezüglich doch ausdrücklich betont, dass es mir nicht darum geht, moralische Urteile über andere Staaten zu fällen. Für mich ist es allerdings nur kohärent, dass jene Länder, die aufgrund eigener Entscheidungen und Handlungen nicht in der Lage sind, mit wirtschaftlich stärkeren Staaten mitzuhalten, sich eben mit dem begnügen müssen, was sie selbst erwirtschaften können.

      Wenn sich Italien also weiterhin die mitunter bestbezahlten Politiker der westlichen Welt leisten will und die italienische Bevölkerung damit einverstanden ist, nur zu…

      Zu den “unhaltbaren” Vergleichen hingegen Folgendes: jeder Vergleich ist nur ein Vergleich und nie eine völlige Gleichsetzung. Allerdings ist ein Vergleich zwischen Italien und Afrika in punkto Korruption nicht allzu weit hergeholt, wenn man den einschlägigen Statistiken glauben schenken mag, in denen Italien regelmäßig nicht nur hinter den meisten europäischen Staaten, sondern auch hinter verschiedenen afrikanischen Staaten gereiht wird. Dass in Italien aber wesentlich mehr Geld zu verteilen ist als in Afrika, dürfte allerdings außer Frage stehen.

      Und dass schließlich Südtirol – rein wirtschaftlich gesehen – immer noch wesentlich besser dasteht als Italien, ist doch wohl offensichtlich; um eine solche Aussage zu treffen muss man nicht zwangsläufig ein Chauvinist sein, ein simpler Vergleich der wirtschaftlichen Fundamentaldaten genügt (Schuldenstand der Provinz gegenüber jenem des Staates; Arbeitslosenquote, insbesondere bei der Jugend; Veränderung des Wirtschaftswachstums in Krisenzeiten, etc.)

      Andererseits erscheint es müßig und sinnlos, weitere Belege für diese These anzuführen: Personen mit einer bestimmten ideologischen Grundausrichtung kann man nicht durch Sachargumente vom Gegenteil überzeugen, das zeigt sich eindrucksvoll in den verschiedenen Artikeln, die derzeit in der Südtiroler Presse veröffentlicht werden (siehe die oben zitierten FF, TAZ, Corriere); wer laut eigenem Selbstverständnis ein von provinziellen Barbaren umgebener Intellektueller ist, lässt sich wohl kaum von anderen Leuten von seinem fest gefügten Weltbild abbringen…

      “Sehr populärer Irrtum: den Muth zu seiner Überzeugung haben −? aber den Muth zum Angriff auf seine Überzeugung haben!!!” Nietzsche

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  9. Ich wollte eigentlich nicht “flaming” treiben.
    Ich wollte nur sagen das Südtirol sicher nicht besser als der Rest des Nationalstaates (oder Europa) ist.
    Ich habe mehrmals “unser Geld” gelesen. Ich denke es stimmt auch, aber hinterfragt wird nicht wer uns das Geld gegeben hat(und dieses Geld sogar an andere Gemeinden außerhalb der Provinz geben weil sie von Staat nichts bekommen).
    Mit unser Geld sind die Steuern die wir zahlen gemeint. Kann mir bitte jemand erklären wie viele Leute keine Steuern zahlen und Schattenwirtschaft als normal empfinden? (z.B. der Chef von [Moderationshinweis: Firmenname gelöscht]). Korruption ist auch vorhanden und das weiß ich aus eigener Erfahrung, vielleicht weniger als andere Teile des Landes aber nicht überall in Italien werden Leute bestochen.

    Ich finde einfach beschissen das sich die Südtiroler immer beklagen obwohl sie gleich so “südländisch” sind wie die Italiener. Eigentlich sind ALLE Südtiroler Italiener, vielleicht gleichen sie sich nicht mit den Sizilianer oder die Leute aus Neapel aber sicher sind nicht viel besser.
    Unsere Bürokratie wirft so viel Geld weg in verschiedene Art und Weißen obwohl sie in manche Branchen sicher effizienter ist als in anderen Ortschaften. Das ist aber auch weil wir viel weniger Leute sind und viel mehr Geld (proKopf) bekommen.

    Es geht in der Südtiroler Politik nur um Privilegien zu verteidigen. Die SVP hat jetzt Angst den Kommando über den Privilegien zu verlieren und wird wahrscheinlich die Wahlen manipulieren (D´Hondt Gesetzt). Ich liebe Südtirol und lebe aber seit Jahren ins Ausland (Italien-Deutschland-Österreich und Frankreich). Mir nervt es das wir immer denken wir sind was besseres obwohl wir immer noch Apartheid in den Schulen und in den verschiedenen Ämtern betreiben. Hören wir bitte auf, wir sollten ein Land für alle aufbauen. Was ich aber in den letzen 10 Jahre gesehen habe ist das die ethnische Spaltung nicht (von den Politikern) verkleinert wird sondern größer gemacht wird.

    Es mag schon sein das wir das Geld gut benutzen usw… aber noch viel mehr soll gemacht werden um Integration zu gewährleisten.
    Ich habe auch in verschiedene Vereine meinen Beitrag geleistet und hab gesehen wie alle Förderungen Ethnisch geschildert werden. Das sind “unsere Gelder”? Ja aber die gehören nur zu ein Teil der Bevölkerung und das ist eine Schande.
    Ich hasse diese beschissene Ethnische Politik. Alle zahlen aber nicht alle profitieren, und das ist genau so wie in andere Länder Europa. Aber dort gibt es mindestens nicht Arroganz die dazu führt sich besser als die anderen zu fühlen.
    Das ist vielleicht nicht bei euch von BBD der Fall aber bei den meisten Südtiroler ist es leider so und das empfinde ich als besonders Gefährlich.

    Unsere Politiker sind die meist bezahlten und Vetternwirtschaft ist bei uns (in Südtirol) auch eine sehr verbreitete Praxis, wer das nicht versteht kann gerne weiter denken das wir einfach gut(?!) wie die Deutschen sind die arbeiten, sparen und nicht mehr ausgeben als sie verdienen. Aber wenn ihr euch die Bilanzen der Bundesrepublik Österreich anschaut (und dann unsere noch dazu) könntet ihr sehen das es eigentlich eine Legende ist.
    Vielleicht irre ich mich weil ich kein Ökonom oder Doktor von irgendwas bin, aber von etwas bin ich sicher: Südtirol ist effizient aber wir sollten aufhören uns die besten zu fühlen weil das sind wir auf gar keinen Fall.

    Tanti auguri a Tutt*

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  10. So, weil ich bock hab:

    @Florian:

    Hab diesbezüglich doch ausdrücklich betont, dass es mir nicht darum geht, moralische Urteile über andere Staaten zu fällen.

    Auch, wenn es dir eigentlich nicht darum geht machst du doch genau dies. Ich werde versuchen mich dir im Folgenden zu erklären.

    Für mich ist es allerdings nur kohärent, dass jene Länder, die aufgrund eigener Entscheidungen und Handlungen nicht in der Lage sind, mit wirtschaftlich stärkeren Staaten mitzuhalten, sich eben mit dem begnügen müssen, was sie selbst erwirtschaften können.

    Ein Staat entscheidet nicht selbst, ob er in die europäische Wirtschafts- und Währungsunion aufgenommen wird. Dafür gibt es sog. Konvergenzkriterien. Diese werden u.a. von der europäischen Kommission und der europäischen Zentralbank überprüft. Die Kommission gibt dann eine Empfehlung ab die vom europäischen Rat und schließlich vom europäischen Parlament genehmigt werden muss. Es stimmen nur jene Länder ab, die den Euro bereits eingeführt haben.
    Eine lange Entscheidungskette mit vielen Verantwortlichen, nicht?

    Ich möchte dich bitten mir zu erklären, was du mit “sich mit dem begnügen was sie selbst erwirtschaften können” meinst. Mir ist kein wirtschaftlich autarker Staat bekannt. Falls du glaubst der ESM wäre eine Art Almose an bedürftige Staaten liegst du völlig falsch. Da muss man sich nur mal ansehen unter welchen Bedingungen Kredite vergeben werden. (http://de.wikipedia.org/wiki/Europäischer_Stabilitätsmechanismus) U.a. ist Italien, nach Deutschland und Frankreich der drittgrößte Garantiengeber.

    Zu den “unhaltbaren” Vergleichen hingegen Folgendes: jeder Vergleich ist nur ein Vergleich und nie eine völlige Gleichsetzung. Allerdings ist ein Vergleich zwischen Italien und Afrika in punkto Korruption nicht allzu weit hergeholt, wenn man den einschlägigen Statistiken glauben schenken mag,

    Is’ klar: in puncto Korruption ist Italien wie Afrika, in puncto Breitengrad etwa wie die Mongolei, in puncto Nationalfarbe wie ein Eisbär, der mit dem Kopf nach links steht, einen Frosch im Mund hat und selbst son einem gekochten Hummer in den Schwanz gebissen wird… vergleichen kannst du alles 😉 Es geht mir um die Sinnhaftigkeit und die Intention die einem Vergleich immer zu Grunde liegen. Manche Vergleiche mögen zwar zutreffen sind jedoch Inhaltlich und von der Intention her Stumpfsinn, weil einfach zu viele Faktoren ausgeblendet werden. Es geht bei dir schon damit los, dass Afrika ein Kontinent ist und kein Staat und selbst dann haben nur 4 Staaten von 52 (von 2 gibt es keine Angaben) einen höheren CPI als Italien.

    Dann möchte ich dich Fragen warum du gerade Afrika (einen ganzen Kontinent) als Vergleich nimmst? Warum nicht Asien, Südamerika, Südeuropa, Mittelamerika?

    Meiner Meinung ist dies chauvinistisch. Nicht nur gegenüber Italien, sondern auch gegenüber Afrika. Du spitzt den Sachverhalt zu, wobei die Betonung nicht mehr auf “Korruption” liegt sondern auf “vergleichbar mit Afrika”. Du versuchst mit Afrika eine negative Konnotation zu erreichen, was ich, wenngleich es nicht deine Absicht war, nicht tolerieren mag.

    Zeig mal bitte eine deiner Statistiken. Ich bin gespannt, denn allein schon das Wort Statistik ist in diesem Zusammenhang sperrig. Wie willst du denn Korruption messen, so, dass es in ein Balkendiagramm passt 😉 Keine seriöse Studie presst Korruption in eine Zahl, dazu fehlen ganz einfach objektive, empirische Daten. Sieh dir mal eine solche Studie an. 573 Seiten, allein für die Staaten der EU. Auch wenn man das nicht liest sieht man schon, dass man Korruption sehr differenziert auffassen sollte.

    Das was du wahrscheinlich meinst ist der sog. CPI-Index, nach welchem ein Ranking erstellt wird. Dieser spiegelt aber “nur” die Wahrnehmung von Korruption wider und wird per Umfrage erhoben: http://de.wikipedia.org/wiki/Korruptionswahrnehmungsindex Wenn du dich auf dieses Ranking stützt wäre es richtiger wenn du von wahrgenommener Korruption sprechen würdest, anstatt von Korruption. Dann ist’s zwar weniger boulevardesk, aber wenigstens näher an der Wahrheit.

    Und dass schließlich Südtirol – rein wirtschaftlich gesehen – immer noch wesentlich besser dasteht als Italien, ist doch wohl offensichtlich; um eine solche Aussage zu treffen muss man nicht zwangsläufig ein Chauvinist sein, ein simpler Vergleich der wirtschaftlichen Fundamentaldaten genügt (Schuldenstand der Provinz gegenüber jenem des Staates; Arbeitslosenquote, insbesondere bei der Jugend; Veränderung des Wirtschaftswachstums in Krisenzeiten, etc.)

    Auch dieser Vergleich ist für mich nicht Sinnhaft. Trentino/Südtirol ist eine autonome Provinz. Italien ein Staat. Warum vergleichst du nicht gleich dich selbst mit dem Staat. Da wirst du auch wahrscheinlich feststellen, dass deine Arbeitslosenquote und dein Schuldenstand niedriger sind. Die Frage ist nur, ob dies so ist weil du besser wirtschaftest als der Staat?

    Du kannst den Vergleich ruhig machen, aber daraus den Schluss zu ziehen, dass einer besser dasteht als der andere entbehrt doch jeder Grundlage. Vor wem steht Südtirol besser da?

    In meinem Kommentar, auf den du dich hier beziehst habe ich die Schuldfrage als Chauvinistisch bezeichnet, nicht die Frage wer besser dasteht.

    Schönes Zitat im Übrigen.

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  11. … wie lange wird es wohl dauern bis man sich von dieser stupiden Frage nach Schuld und der überflüssigen Diskussion um Schuldzuweisung befreit ?

    Die Frage nach Schuld ist (nicht nur, aber vor allem in Südtirol) zutiefst chauvinistisch und lenkt doch nur von einer Lösung des Problems ab.

    Vgl. Video ab Minute 26:00.

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  12. È di oggi la notizia data da Durnwalder di ulteriori tagli nella misura di 120 milioni al bilancio del 2013. Secondo il Landeshauptmann anche questi sono illegali, tanto che ormai i ricorsi alla corte costituzionale del Sudtirolo nei confronti dello stato sarebbero «dieci-dodici». Presto le spese processuali equivarranno a un’altro «taglio».

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  13. Con l’Accordo di Milano, siglato alla fine del 2009, prima dell’avvento della crisi, le Province di Bolzano e Trento già si erano poste nei confronti dello Stato con questa prospettiva: sì all’assunzione di maggiori responsabilità per il risanamento dei conti dello Stato. Da allora è sempre stato così, con un crescendo delle cifre. Dai circa 550 milioni del 2010 a carico di Bolzano a vario titolo, si è passati a 1,3 miliardi del 2013, con prospettive di aumento per i prossimi anni.

    Roberto Bizzo, assessore al Bilancio, A. Adige di oggi

    Sostanziale conferma dei nostri calcoli e dei dati citati nell’articolo.

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