Le cifre del saccheggio.

Ieri il Landeshauptmann ha reso pubbliche le dimensioni complessive di quei tagli che, per il solo 2012, Monti ha imposto al Sudtirolo: in un solo anno, su 5,1 miliardi di bilancio provinciale, sono stati decurtati 800 milioni, ai quali vanno aggiunti i 500 milioni di rinunce già  previsti dall’accordo di Milano. Di quest’ultimo ormai valgono solo le parti che ci impongono di risparmiare — mentre quelle che conterrebbero obblighi a carico dello stato vengono sistematicamente ignorate dal governo centrale, senza alcuna conseguenza legale.

Dunque, in un anno ci sono stati tolti, in maniera più o meno legale, ben 1,3 miliardi, pari a oltre il 25% (!) del bilancio provinciale, cioè non meno di 2.600 euro a testa (neonati, anziani e malati inclusi). Mandando a Roma uno ogni quattro euro che ci spetterebbero, su 5,1 miliardi previsti alla fine ce ne rimangono solamente 3,8.

Partendo dal presupposto che i 5,1 miliardi — secondo le ormai «vecchie» regole — corrisponderebbero a circa il 90% delle tasse riscosse in Sudtirolo, vuol dire che in totale le tasse pagate dai sudtirolesi ammontano a più o meno 5,66 miliardi.
Quindi, confrontando le cifre comunicate ufficialmente ieri, giungiamo alla conclusione che nel 2012 rimangono sul territorio non più il 90%, ma solo il 67% delle tasse. Queste sono cifre in grado di mettere in ginocchio la pubblica amministrazione, ma anche un’economia di per sé sanissima — per non parlare delle fasce di popolazione economicamente più esposte.

E mentre il Sudtirolo è costretto a fare a meno del 25% del suo bilancio, è improbabile che lo stato faccia altrettanto, perché di fatto è impossibile tagliare in misura analoga il bilancio centrale. Quindi, stiamo contribuendo in maniera sproporzionata a ripianare un debito alla cui accumulazione invece abbiamo contribuito marginalmente.

A questo punto giova anche dare un’occhiata alle prospettive per il futuro, visto che ci si affacciano delle novità  a dir poco inquietanti. Come abbiamo visto siamo costretti a degli enormi sacrifici, le cui conseguenze devono appena ripercuotersi in tutta la loro drammaticità  sulla vita dei cittadini — ma già  uno degli artefici del dissesto si sta riportando in posizione di lancio. È di poche ore fa l’annuncio che Silvio Berlusconi intende ricandidarsi al ruolo di presidente del consiglio, con possibilità  di successo nemmeno remotissime. Non c’è mai limite al peggio. E allora, ancora una volta avremmo contribuito ad allontanare il baratro, con il risultato che fra pochi anni i soldi spediti allo stato centrale potrebbero venir bruciati in un batter d’occhio.

Nel frattempo però l’unica prospettiva certa sembrerebbe quella di ulteriori tagli. Infatti, nei decreti di Monti, per gli anni a venire, sono contenuti tagli al bilancio sudtirolese perfino più pesanti di quelli già  previsti per il 2012. Senza esagerare, il disastro è ormai dietro l’angolo anche per noi.