Quotation (74): Stereotipi.

[…] E mi auguro che i giovani, soprattutto italiani, costruiscano un nuovo rapporto fra la città e il territorio, così come spero che i sudtirolesi della periferia non urbana inizino a percepire Bolzano non come un corpo avulso all’interno del loro territorio (tra il bucolico e il tradizional-nostalgico), ma come il luogo delle funzioni di eccellenza e di ricchezza.

Dall’intervista col vicepresidente sudtirolese Christian Tommasini (PD), pubblicata ieri dal quotidiano A. Adige.

Lo stesso «ministro alla cultura italiana» potrebbe invero dare impulsi a un «nuovo rapporto fra la città e il territorio» se mettesse da parte lo stereotipo (tanto diffuso quanto superato) del territorio «tra il bucolico e il tradizional-nostalgico» — magari non dimenticando di valorizzare le famose «eccellenze» del capoluogo, ché poco si notano.

4 Replies to “Quotation (74): Stereotipi.”

  1. Un ulteriore spunto per l’assessore, che tanto parla di «plurilinguismo»: Forse non è sufficiente aspettare passivamente che Bolzano non venga più considerata un corpo estraneo. Sarebbe certamente necessario che anche il capoluogo si rendesse conto di trovarsi in una terra plurilingue, la cui lingua maggioritaria (in quanto a numero di parlanti) non può certo essere ridotta a mero maquillage di facciata. Se ai bucolici e tradizional-nostalgici (ovvero cittadini di lingua tedesca) non viene offerta la possibilità di fare la spesa (per non parlare di operazioni più complesse) utilizzando la propria lingua — mentre il bolzanino italofono viene servito nella propria lingua anche nell’ultima baita di montagna — è ovvio che, in maniera più o meno conscia, non considereranno Bolzano come parte integrante del proprio territorio.

  2. Die Rhetorik des Landesrates zielt auf eine weitere funktionelle Aufwertung der Landeshauptstadt. Die Entwicklungen im Gesundheitswesen, die eine Konzentration in Bozen bewirken, schöpfen aus derselben Logik.
    Bozen ist in bestimmten Bereichen ein Wasserkopf. Es sollte durchaus erlaubt sein darüber nachzudenken, ob sich bestimmte Dienste nicht auch in kleinere Städte mit Mittelpunktfunktion verlagern ließen. Warum könnte z.B. das Landesstatistik-Amt oder andere Ämter nicht ebensogut in Bruneck oder Brixen funktionieren? Es muss nicht alles zwangsweise in Bozen konzentriert werden.

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