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Rätselspaß.

Auf den ersten Blick sehen diese zwei Titelbilder genau gleich aus. Wenn Sie genau suchen, werden Sie aber einen klitzekleinen Unterschied finden!

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15 replies on “Rätselspaß.”

Die FF findet grüne Militäranzüge und automatische Sturmwaffen geiler als bunte Trachten und Schreckschussgewehre?

Man stelle sich den Aufschrei vor, wenn die ff die Alpini als Affen dargestellt hätte.
Ebenso kann ich mir einen so boshaften Kommentar gegen die Alpini wie ihn heute Sergio Camin im “Alto Adige” gegen die Schützen geschrieben hat, in keinem einzigen Medium vorstellen:

Ma i cappelli piumati non li vuole nessuno

Elmar Thaler, comandante degli Schützen sudtirolesi, nella sua relazione alla assemblea annuale dei cappelli piumati e dei bianchi calzerotti, ci ha spiegato che l’Italia è al collasso e quindi più che logico mollarla, gli Schützen da sempre percorrono sempre la stessa strada e se ci sono partiti che si allontanano o si avvicinano, non dipende certo da loro.
Verissimo, alcune cose le ripetono da sempre e sempre le stesse ma le dicevano anche durante il Boom economico. Non è semplice liberarsi da atteggiamenti compulsivi senza cure appropriate. Che poi l’Italia, come gran parte del mondo occidentale, sia ormai alla canna del gas, è indubbio e una notevole incazzatura pervade anche chi non si traveste alla domenica o alle altre feste comandate. Gli Schützen vogliono andarsene! Non esiste legge che glielo impedisca, vadano! Subiamo da anni la fuga dei nostri migliori cervelli, figuriamoci se non riusciremmo a reggere la loro.
Un problemino semmai è su chi dovrebbe cuccarseli e quindi mi permetto di consigliare una fuga programmata e attenta: una alla volta, in posti diversi, distanti tra loro, e soprattutto in abiti borghesi, evitando comunque il verde, il marrone e i calzetti coi sandali.
Poi, arrivati nelle varie destinazioni, il silenzio almeno per qualche anno, nessun contatto con glia altri adepti sparsi nel mondo e, cosetta fondamentale, evitare il passo da marcia sempre ma soprattutto nei luoghi controllati come le banche, i supermercati e gli incroci con semaforo. Piumette, cinturoni e medaglie solo in casa ma dopo averla dotata di tende oscuranti.
Di fucili non se ne parla! Non ordinare mai canederli in un ristorante francese o würstel in uno indiano. Un’ottima copertura può essere quella di frequentare pizzerie e ristoranti italiani, ce ne sono ovunque e per tutte le tasche. Andate pure quindi ma con grande attenzione, altrimenti il rischio, che vi rispediscano a casa, lo corriamo soprattutto noi.

Ganz einfach: Die einen sind die zurückgebliebenen dummen Affen – die anderen die zukunftsorientierten, schneidigen, modernen und nach vorne schauenden Alpini. Ist das so schwer? Kein Wunder, dass sich mit der FF und Konsorten auch unser Landeshauptmann eher für letztere interessiert.

Wenn man durch Bozen spaziert, dann ist die Stadt mit Fähnchen geschmückt, die Trikolore und das Wappen der Stadt Bozen. Keine Spur von einer Landesfahne. Wie weit soll die Selbstverleugnung noch gehen?

Degli Schützen si può scrivere tutto… è un fatto… se ad uno gli venisse in mente di scrivere che facciamo sacrifici umani la gente ci crederebbe…

A proposito: l’editoriale dell’ AA non è passato inosservato nemmeno alla nostra Bundesleitung. Il Landeskommandant ha scritto una lettera e me l’ha spedita per chiedermi un parere ed eventuali piccole correzioni: ora la invieranno al quotidiano. Io l’ho trovata una buona risposta: per voi eccola in anteprima!

È ammirevole l’impegno, col quale Sergio Camin nel suo editoriale del 3 maggio ha cercato di descrivere, nonostante alcune inesattezze, la Tracht degli Schützen. È però purtroppo sorprendente anche l’astio, malcelato sotto le mentite spoglie dell’ironia, che il Sig. Camin prova nei confronti di chi non la pensa come lui. È addirittura preoccupante, invece, il suo invito a tutti gli Schützen ad andarsene dalla loro terra natia – un invito che ricorda i tempi tristi delle opzioni del 1939. Peccato che un giornalista nel 2012 senta ancora il bisogno di farsi portavoce di tali vedute estremiste.

Comunque con una affermazione ha colto nel segno: da sempre gli Schützen desiderano che al Sudtirolo sia concesso finalmente il diritto all’autodeterminazione. E questo desiderio è completamente indipendente da “boom economici”, “credit crunch” o disastri finanziari. Infatti siamo convinti che il Sudtirolo e i suoi abitanti di tutte le lingue avranno un futuro migliore se lo potranno decidere liberamente – a prescindere da mere considerazioni economiche. È però innegabile che l’economia italiana e decenni di malgoverno romano rendano ancora più urgente il bisogno di poterci autogovernare.

Al contrario del Signor Camin, noi Schützen non vogliamo proprio mandare via nessuno, ma chiediamo semplicemente che agli abitanti del Sudtirolo venga data la possibilità  di esercitare il proprio diritto di autodeterminazione, che dal 1918 a tutt’oggi, è sempre stato negato dallo stato italiano.

Cordiali saluti,

Mjr. Elmar Thaler

Landeskommandant

Hier eine Vorverurteilung “Rückwärts marsch! Wie sich die Südtiroler Schützen blamieren”, dort eine große Show und potentiell anerkennendes Interesse durch den Untertitel “Wer sie sind, was sie wollen, was sie tun”.

Dass die Kommunikationspolitik der Schützen im Rahmen ihrer Demonstration doch einigermaßen respektabel war und auch Schritte in die richtige Richtung aufzeigte, wird von der ff und anderen Südtiroler Medien verschwiegen. Immerhin scheinen selbst die Schützen erkannt zu haben, dass für die Zukunft Südtirols alle Sprachgemeinschaften einzubeziehen sind. Dies sollte zumindest anerkannt werden.

Zur aktuellen Ausgabe der ff. Der Artikel über die Alpini ist weitgehend eine Friede Freude Eierkuchen Berichterstattung. Die Alpini seien zwar patriotisch, aber nicht nationalistisch. Die ANA sei eine völlig apolitische Organisation. Dunkle Flecken der Alpini-Geschichte werden weitgehend ausgeklammert. Kritischer Journalismus sieht anders aus.

Aber vielleicht verbietet die Staatsräson gleiche Maßstäbe bei der Beurteilung von Schützen und Alpini. Wenn 300.000 “Paramilitärische” marschieren verstummt die Kritikfähigkeit der mainstream Medien.
Wenn ein Folkloreverein zur Demo aufruft wird Kritik zum medial geadelteten guten Ton.

Was von mir, wenn ich die zwei Titelbilder gegenüberstelle als sehr störend empfunden wird ist, dass die Schützen als rückwärtsgewandt, hinterwäldlerisch…. angeprangert werden. Ich habe in der FF auch die Artikel über die Alpini gelesen. Die Alpini werden mit Friede – Freude – Eierkuchen sowie als fortgeschritten betrachtet (keine Kriegsverbrechen, nein kein Nationalismus, nur der Sache zu dienen :=( :–) Für die FF sollte bekannt sein, dass ein kritischer, hinterfragender journalismus anders auszusehen hätte….

[…] Sarei rimasto senza una plausibile risposta se non avessi letto (qualche minuto fa) un’eccellente analisi di Hans Heiss. Lo storico e consigliere provinciale dei Verdi ha eseguito (da par suo) un’assai brillante disamina del fenomeno degli alpini in relazione all’imminente adunata, confrontandoli (ovviamente non assimilandoli) agli Schützen.  Consiglio veramente di cuore di leggere queste righe di Hans Heiss. Sono come un raggio di luce gettato nel buio pesto di chi in genere – affrontando questi argomenti – non fa che rimestare nel solito torbidume di sempre [eccone un esempio]. […]

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