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Una proposta quasi geniale.
Indennità dei politici

di Thomas Benedikter

Basta una firma entro la scadenza del 2 giugno 2012 per poter decidere in un referendum sugli stipendi dei consiglieri regionali. Abolendo la legge n.2/1995 sulle indennità dei membri del Consiglio della nostra Regione l’elettorato potrà cancellare soprattutto le indennità giornaliere riducendo così il livello inaccettabile delle paghe dei politici. Sarebbe un messaggio forte alla maggioranza politica che governa la Regione, che – oltre a qualche timido passo di contenimento del costo della politica – non ha voluto contribuire la sua parte al bisogno di risparmio di fondi pubblici. Ci vogliono 15.000 firme e, stando alle cifre per la nostra provincia, siamo ancora lontani, ricorda il Comitato referendario, coordinato a Bolzano da Teresa Fortini del Movimento 5 Stelle.

Un regolamento alternativo al “self-service” dei politici nell’aggiudicarsi stipendi inaccettabili è già pronto, ed è contenuto nell’art. 69 della Costituzione come proposto dai promotori del progetto di legge costituzionale “Quorum zero e più democrazia”. Si tratta di un regolamento tanto semplice quanto democratico, quasi verrebbe a dire geniale. L’art. 69 proposto prevede che siano gli elettori, in fase di consultazione, ad indicare quanto percepiranno i parlamentari che li rappresenteranno, agganciando l’indennità ricevuta al reddito medio della popolazione italiana ed escludendo qualsiasi altra forma di retribuzione. In pratica questo funzionerà così:

  • Viene determinato il reddito annuo medio pro capite dei cittadini da un ente pubblico riconosciuto, l’ISTAT per esempio. Nel 2011 il reddito medio è stato di 22.000 Euro.
  • Al momento del voto, l’elettore avrà la possibilità di scegliere il moltiplicatore che, a suo giudizio, dovrà essere applicato al reddito pro capite.
  • Al termine dello spoglio verrà eseguita una media di tutti i moltiplicatori indicati dagli elettori, arrotondato al primo decimale. Esempio: se si ottiene un valore di 3,456 il moltiplicatore sarà 3,5.
  • L’indennità percepita dai parlamentari durante tutta la legislatura sarà così calcolata nell’esempio indicato: 22.000 Euro x 3,5 = 77.000 Euro per anno.

Di conseguenza i cittadini, cioè il sovrano che delega i suoi rappresentanti, sulla scheda elettorale con una semplice cifra potrà scegliere una cifra, e comunemente tutti gli elettori stabiliranno il compenso dei politici. L’effetto sarà benefico per la qualità del nostro sistema democratico: l’entità degli stipendi dei politici avrà la miglior legittimazione possibile e rappresentare gli elettori tornerà ad essere un servizio alla collettività e non l’acquisizione di privilegi. Questo è solo un esempio per altre innovazioni contenute in detta proposta di legge, che ogni cittadino può firmare presso il suo comune entro il 18 luglio 2012.

Mitbestimmung Politik Wirtschaft+Finanzen | | Thomas Benedikter | | | 5SB/M5S Region Südtirol-Trentino | Italiano

2 replies on “Una proposta quasi geniale.
Indennità dei politici

Riporto un commento pubblicato su un blog trentino che condivido appieno:

I referendum e le proposte di legge di iniziativa popolare sono due strumenti democratici contemplati nella ns. Costituzione. Il problema è che non ci sono risposte dagli Organi istituzionali e quando ci sono, si tratta di bocciature oppure viene “raggirato l’ostacolo” , mascherando la terminologia con nuovi provvedimenti (finanziamento ai partiti). Gli ultimi due referendum in merito all’abrogazione della legge elettorale sono stati bocciati dalla Consulta poiché inammissibili. L’abrogazione del ”Porcellum ” deve passare per le aule del Parlamento. Sappiamo tutti che I costi della politica sono cresciuti troppo, in modo sproporzionato rispetto alla media europea. Da decenni la politica è scivolata sempre più in basso mentre crescevano in maniera prosperosa corruzione e privilegi. Oggi che i cittadini comuni sono soggetti a sacrifici e tagli di servizi pubblici non sarebbe il caso che le Istituzioni prendessero coscienza che i costi della politica nazionale e locale, oggi più che mai, non sono sostenibili economicamente, socialmente ed eticamente? Tutto questo potrebbe accadere se ci fosse un BUON GOVERNO DELLA COSA PUBBLICA e uno spiccato senso civico, uno spiccato senso di responsabilità  e senso del dovere, ben radicato negli esponenti politici che amministrano le realtà  centrali e perferiche….non accadrà  mai.
L’iniziativa del referendum in Trentino Alto Adige, condivisibile nel merito, a mio parere, è inutile ed inefficace. Verrà  bocciato per inammissibilità .
PER LEGGE, gli emolumenti con relativi accessori e privilegi dei consiglieri regionali sono agganciati al trattamento dei parlamentari che a loro volta sono agganciati ai trattamenti dei magistrati…. Una spirale senza fine, purtroppo!

C’è un’altra notizia che forse questo’oggi non è stata presa nella dovuta considerazione se non dal corrispondente della Tageszeitung: il risultato dei due quesiti referendari nel comune di Racines, il primo sulla costituzione di una società  cooperativa che assuma la distribuzione di energia elettrica nel comune ed il secondo sulla costruzione di una centrale idroelettrica nella ”Achenrain” insieme ad una società  della provincia autonoma.
L’affluenza alle urne è stata di circa il 65% e di questi il 93% ha espresso il suo voto per il si ed il rimanente 7% per il no.
I protezionisti hanno espresso il loro rammarico per il risultato, dai loro commenti si è capito che l’aspetto economico di cui gioverebbero i cittadini di quel comune, li ha motivati ha votare per il sì. A promuovere questa consultazione è stata l’amministrazione comunale che ha scoperto questo strumento per rafforzarsi.
Qui mi chiedo se perciò questo strumento di democrazia diretta sia sempre la migliore medicina per promuovere battaglie di tutela dell’ambiente od altro.
Se ai cittadini di Brennero fosse stata sottoposta una richiesta sul nuovo parco eolico al Brennero e fossero solo loro a decidere, influenzati da un notevole vantaggio economico, si avrebbe lo stesso risultato. Per fortuna ci sono stati altri i motivi per interrompere momentaneamente tale proposito.

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