Da qualche giorno circolano in rete varie foto di un nuovo cartello apparso alla stazione ferroviaria di Bruneck — ma solo ora sono riuscito a verificare che non fosse una bufala. Anche se in cuor mio lo avevo già escluso.
In sé racchiude tutto il disprezzo e il disinteresse per le specificità linguistiche e per i toponimi storicamente fondati di questa terra, da parte di un’impresa «statale» che qui regolarmente agisce come se si trattasse di una colonia.
A partire dall’ostinazione pignolesca con cui applica l’ordine italiano-tedesco, almeno in quei casi in cui il monolinguismo italiano non imperversa.
Autrice della foto sconosciuta
Senza il disprezzo più totale dei nostri diritti e delle nostre prerogative, non sarebbe immaginabile che dalla progettazione al montaggio del cartello, passando per la realizzazione e il trasporto, nessuno si accorga di un errore madornale come questo.
A dimostrare il fatto che non si tratta di una svista isolata, comunque, tra molti altri esempi c’è il caso della stazione di Brixen, dove addirittura si era giunti a montare cartelli con il solo nome italiano:
Foto di Wolfgang Niederhofer
E questi casi non stanno certo diminuendo, ma sembrano addirittura intensificarsi, a dimostrazione che la logica dello Stato mononazionale-monolingue è pervasiva e necessita di sforzi immensi — che pochi sono disposti a fare — per adeguarsi a quelle poche eccezioni che, finora, ancora non si sono del tutto piegate alle continue spinte omogenizzanti.



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