→→ Autorinnen →→ Gastbeiträge →→

Benvenuti nella colonia (II).

Autor:a

ai

Da qualche giorno circolano in rete varie foto di un nuovo cartello apparso alla stazione ferroviaria di Bruneck — ma solo ora sono riuscito a verificare che non si tratti di una bufala. Anche se, a dire il vero,  in cuor mio lo avevo già escluso.

Il cartello racchiude in sé tutto il disprezzo e il disinteresse per le specificità linguistiche e per la toponomastica storicamente fondata di questa terra, da parte di un’impresa «statale» che qui regolarmente agisce come se si trovasse in una colonia.

A partire dall’ostinazione pignola con cui applica l’ordine linguistico italiano-tedesco, almeno in quei casi in cui non si lascia direttamente andare al monolinguismo italiano.

Autrice della foto sconosciuta (sai di chi è?) – barratura mia

Senza un disprezzo pressoché totale per i nostri diritti e per le nostre prerogative, sarebbe difficile spiegare come dalla progettazione al montaggio del cartello — passando per la realizzazione e il trasporto — nessuno si sia accorto di un errore macroscopico come questo.

A dimostrare il fatto che non si tratta affatto di una svista isolata, basta ricordare, tra i molti altri esempi, il caso della stazione di Brixen, dove nel 2023 si era addirittura arrivati a montare cartelli con il solo nome italiano:

Foto di Wolfgang Niederhofer – barratura mia

E questi episodi non stanno certo diminuendo, ma al contrario sembrano intensificarsi. A dimostrazione di quanto la logica dello Stato mononazionale e monolingue sia pervasiva e necessiti di sforzi immensi — che pochi sono disposti a fare — per adattarsi a quelle poche eccezioni che, almeno finora, non si sono ancora del tutto piegate alle continue spinte omogenizzanti.

Cëla enghe: 01 02 03 04 05 || 01 02



Einen Fehler gefunden? Teilen Sie es uns mit. | Hai trovato un errore? Comunicacelo.

Comentârs

3 responses to “Benvenuti nella colonia (II).”

  1. Harald Knoflach avatar
    Harald Knoflach

    Wie es scheint, orientiert sich RFI an der Schreibweise des 13. Jahrhunderts und lehnt schamlose Geschichtsfälschungen wie Bruneck ab #ironieoff

    Die Schreibung des Namens variierte in den ersten Jahrhunderten der Stadtgeschichte erheblich; bekannte Schreibungen sind Bruneke (1256), Braunek (1295), Praunnekk (1305), Praunegk (1400) und Brauneggen (15.–18. Jahrhundert); die heutige Schreibweise Bruneck setzte sich im 19. Jahrhundert durch.

    https://de.wikipedia.org/wiki/Bruneck

    1. Stuff avatar
      Stuff

      Bruneggn ginge mir schon gut. Aber bitte vorangestellt, also Bruneggn-Bruneco

  2. Walter Kircher avatar
    Walter Kircher

    … da kann man nur mit Sarkasmus entgegnen: … buona notte altoasini”, gemeint sind wir, denen dies egal ist!

Scrì na resposta

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You are now leaving BBD

BBD provides links to web sites of other organizations in order to provide visitors with certain information. A link does not constitute an endorsement of content, viewpoint, policies, products or services of that web site. Once you link to another web site not maintained by BBD, you are subject to the terms and conditions of that web site, including but not limited to its privacy policy.

You will be redirected to

Click the link above to continue or CANCEL