Pretesti dalle gambe corte.

Durante la discussione sulla toponomastica, svoltasi ieri a Kortsch, e che vorrei riassumere in un articolo a parte, uno spettatore ha rivolto la parola ad Alessandro Urzì (FLI), chiedendogli per quale ragione in Valle d’Aosta si sia riuscito ad abolire i toponimi inventati dai fascisti e in Sudtirolo, invece, no.
L’esponente finiano ha voluto rispondergli citando un rappresentante dell’Union Valdà´taine, che, invitato a riferire davanti al parlamento sudtirolese, avrebbe dato questa spiegazione: i toponimi francesi/francoprovenzali, per i cittadini di lingua italiana, sono facilmente pronunciabili, e anche quando vengono pronunciati male rimangono comunque identificabili e comprensibili.
Allora Harald Stauder (SVP), sindaco di Lana e moderatore del dibattito, ha ribattuto che, seguendo questa logica, la toponomastica di Tolomei si potrà  abolire quando i cittadini sudtirolesi di lingua italiana avranno sufficiente padronanza della lingua tedesca per poter leggere e pronunciare correttamente i toponimi non italianizzati. E in realtà  dovremmo già  esserci.

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