Südtirol erneut herabgestuft.

Nachdem vor wenigen Tagen die Kreditwürdigkeit des italienischen Staates herabgestuft wurde, hat die Ratingagentur Moody’s nun auch Südtirol erneut eine schlechtere Note verpasst. Dass das Land weiterhin eine bessere Einstufung (A3) hat, als der Staat (Baa2), ist in der jetzigen Wirtschaftssituation jedoch völlig irrelevant, wie wir vor wenigen Wochen gelernt haben: Als man sich Geld zu besseren Konditionen, d.h. geringeren Zinsen, leihen wollte, als der Staat, spielten die Banken plötzlich nicht mehr mit.

Volksbankdirektor Johannes Schneebacher erklärte damals, welche einfache Rechnung die Kreditinstitute angestellt hatten: Wenn die Wahrscheinlichkeit, dass der Staat bankrott geht, X betrage, dann betrage die Wahrscheinlichkeit, dass Südtirol bankrott geht, genauso X. Schließlich werde Südtirol mit dem Staat untergehen, wenn dieser zahlungsunfähig wird. Warum also sollten die Banken dem Land Geld für 3% und weniger leihen, wenn sie vom Staat bei gleichem Risiko 6% und mehr bekommen?

So gesehen hat Südtirol de facto schon heute die Folgen der staatlichen Einstufung (Baa2) zu tragen, und dies gerade zu einem Zeitpunkt, wo Land und Gemeinden womöglich verstärkt Schulden aufnehmen müssen. Schließlich wurde — bei gleichbleibenden Zuständigkeiten — der Landeshaushalt vom Zentralstaat bereits handstreichartig um 25% gekürzt.

Siehe auch:
Politik Vorzeigeautonomie Wirtschaft+Finanzen Zentralismus | | | | | |

21 replies on “Südtirol erneut herabgestuft.”

Landesrat Thomas Widmann fällt in diesem Zusammenhang nichts besseres ein, als die sogenannte Vollautonomie und die Steuerhoheit zu fordern. Warum die Steuerhoheit innerhalb Italiens keinerlei Auswirkungen auf das reale Rating für Südtirol hätte, erklären die Worte Schneebergers (s. obigen Artikel) klar und unmissverständlich: Wenn Italien bankrott ist, ist auch Südtirol bankrott — mit oder ohne Steuerhoheit.

In den Südtiroler Medien geistert die Nachricht herum, wonach die Herabstufung Südtirols auch etwas mit der vergleichsweise hohen Inflation im Lande zu tun habe. Dies findet in keiner der Pressemitteilungen von Moody’s Bestätigung. Vielmehr ist dort von einem automatischen Downgrade die Rede, das der Herabstufung Italiens folgt.

Ich wüsste auch nicht, inwiefern die Inflation auf Landesebene die Kreditwürdigkeit beeinflussen sollte, lasse mich aber gerne belehren.

Quando il cavallo è morto bisogna scendere, dice un antico proverbio indiano. Purtroppo la Vollautonomie è nata che era già  morta, quindi nessuno ha notato che non dà  alcun segno di vita: non li dà  da Roma e non li dà  da Bolzano… giù non sanno nemmeno cosa sia, qui da noi molti ne parlano, senza che poi si traduca in obbiettivi concreti. Pensavo che l’indeterminatezza dei fini fosse una caratteristica solo dei partiti che chiedono la Selbstbestimmung in quanto tale, ma evidentemente è un modello che ha fatto scuola.

Stiamo perdendo la partita, ma nella manica abbiamo l’asso falso della Vollautonomie. Non vale nemmeno la pena calarlo, perché si renderebbero conto tutti quanti che non fa parte del mazzo.

Già , già ! L’unica cosa che viene in mente in proposito sono i calzanti fotomontaggi del blog Oernen….

In questi giorni è interessante leggere gli articoli sulla Sicilia. Sono praticamente in bancarotta, hanno la situazione della Grecia però pensano di essere il Sudtirolo.

Guardate… non tutto ciò che dice Cacciari mi pare oro colato, ma su questa frase mi pare aver ragione:

«Le rivendicazioni delle autonomie speciali andavano fatte vent’anni fa, ma allora se ne sono state tutte zitte perchè il federalismo già  ce l’avevano e a loro andava bene così. Oggi si svegliano, ma è troppo comodo. La spending review peserà  anche su di loro, nessuno può chiamarsi fuori»

magari non proprio 20 anni fa, ma è abbastanza chiaro che negli ultimi anni c’è stato una sorta di appeasement in cui non si è puntato sul miglioramento sostanziale dell’autonomia: „inz geatz ssssaaaeeeiiioooouuuuuuuuuuuuu guettt!“ era la frase più di moda fino a 2 anni fa…
Quello sarebbe stato, semmai il tempo per chiedere la Vollautonomie e Cacciari, che non è stupido pare averlo capito. Forse sarebbe stato anche possibile che le regioni speciali si consociassero alle altre nel chiedere una riforma federale, come pare emergere dai ragionamenti di Cacciari… forse, forse, forse… quel che è certo è che ora è tardi e Monti non ha la faccia di uno che regala una Vollautonomie la mattina a colazione assieme ai cereali; anzi, il deficit in Sicilia porterà  ancora più sospetti sulle realtà  autonome, i loro „privilegi“ e la loro gestione, di cui non ne deriverà  nulla di buono nemmeno per noi… anzi: la situazione è seria e la Sicilia potrebbe semmai portartci a fondo tutti in questa assurda logica per cui gli stati sovrani devono guadagnarsi la fiducia dei mercati…

Man hat es Verschleppt die Steuerautonomie zu fordern, weil man dann gezwungen gewesen wäre selbst Steueren zu erheben und das Land hätte nicht mehr die Rolle des Robin Hood spielen können. Schade eine verpasste Chance. Ich habe aber die Hoffnung nicht ganz aufgegeben, dass wir jetzt diese trotzem noch erhalten können.

Monti non ha la faccia di uno che regala una Vollautonomie la mattina a colazione assieme ai cereali; anzi, il deficit in Sicilia porterà  ancora più sospetti sulle realtà  autonome, i loro ”privilegi” e la loro gestione, di cui non ne deriverà  nulla di buono nemmeno per noi… anzi: la situazione è seria e la Sicilia potrebbe semmai portartci a fondo

You bet!

Ed a corollario ecco qualcosa per chi ha del pelo sullo stomaco: l’opionione della pancia molle degli italiani, scritta ed indirizzata alla pancia molle degli italiani…

http://www.liberoquotidiano.it/news/1057444/Trentino-Alto-Adige-peggio-della-Sicilia-l-autonomia-dorata-gliela-paghiamo-noi.html

per quanto giornalisticamente primitivo, un pezzo del genere è quello che ci vuole per far colpo sull’opinione pubblica, già  esasperata dai tagli ed in cerca di un capro espiatorio per la crisi del debito pubblico…

Ornai siamo alle comiche (o lo saremmo, se non fosse così triste): Dalle colonne dell’A. Adige, oggi, un insciarpatissimo Marco Fessler lancia due messaggi veramente stupefacenti. Primo: Siamo in Italia. Secondo: «È l’Italia che ha aiutato Grecia, Portogallo e Irlanda a rimanere in Europa». Testuali parole.

(Non so se valga la pena ricordare che se la BCE non avesse acquistato in massa titoli di stato italiani, lo stato sarebbe già  in default.)

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