La Corte di Strasburgo condanna la Spagna.
Limitazione inammissibile della libertà di espressione

La Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha reso pubblica una sentenza nei confronti dello stato spagnolo, che ne condanna senza sconti la limitazione della libertà di manifestazione del pensiero. I fatti oggetto di giudizio risalgono addirittura al 2007, quando due giovani catalani — antimonarchici e indipendentisti — prendono la decisione certamente discutibile di bruciare in pubblico un ritratto, a testa in giù, del re e della sua consorte. Identificati dalla polizia, i ragazzi vengono condannati (nel 2008) a 15 mesi di detenzione per «disprezzo e vilipendio della corona» dalla famigerata Audiencia Nacional, che ravvisa un «delitto d’odio», giudizio confermato (nel 2015) dalla Corte costituzionale, alla quale i due si rivolgono.

Inutile ricordare che la pronuncia della CEDU è di particolare interesse a fronte, soprattutto, dei fatti degli ultimi mesi, nei quali la giustizia spagnola ha cominciato a perseguire sistematicamente rappresentanti politiche, artiste e semplici cittadine per le loro idee antimonarchiche o indipendentiste o più semplicemente per aver chiesto la liberazione delle incarcerate politiche. In molti casi le condanne sono avvenute per supposti «delitti d’odio».

Con una decisione presa all’unanimità, la CEDU impone alla Spagna di restituire ai due giovani attivisti politici la multa di 2.700,- che gli era stata inflitta, oltre a 9.000,- a titolo di risarcimento. Nella sentenza ricorda che

la libertà di espressione costituisce uno dei fondamenti essenziali di una società democratica

che non vale solo per le informazioni e le idee

accolte con favore o ritenute inoffensive o indifferenti, ma anche per quelle che urtano, scioccano o inquietano: così esigono il pluralismo, la tolleranza e lo spirito di apertura senza i quali non esiste società democratica.

Inoltre fa notare che le limitazioni della libertà di espressione sono generalmente possibili, ma quasi sempre inammissibili in ambito politico — a maggior ragione se chi è oggetto di critica riveste una carica pubblica.

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