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Steigende Arbeitslosigkeit.

Erwerbslosigkeit Euregio.

Vergleich der Erwerbslosigkeit in der Europaregion Tirol und in umliegenden Regionen.

Siehe auch: 1/ 2/

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83 replies on “Steigende Arbeitslosigkeit.”

si vede molto bene in questo grafico: approfittatori dell’Euro (sopra il Brennero) e quelli che ci hanno rimesso (sotto il Brennero).

Beh problemi economici ci possono essere anche fuori dall’Euro, ma in quei casi potendo svalutare in modo autonomo, come ha fatto la Svizzera (o il Regno Unito), le cose possono essere gestite molto meglio…

Dieser Vergleich ist total ohne Belang und nicht erwähnenswert, denn wir sind immer noch auf dem ersten Platz im Stiefelstaat und nur darauf kommt es an!* Wenn dieser Failed-State irgendwann mal 3. Welt Niveau erreicht, ist es auch schnurzpiepegal, denn wir werden dann (hoffentlich) immer noch besser dran sein als Sizilien…

*Zumindest laut Edelweiß-Medien und Politikern…

@Flo.
Solo fino a quando tollereremo l’esistenza di una marea di uffici provinciali totalmente inutili dove si erogano servizi inesistenti. Se da noi non ci fosse questo gigantesco terziario pubblico totalmente ridicolo e ipertrofico (che non serve a nessuno) fino all’inverosimile avremmo una disoccupazione BEN piú alta.

Sind dir Arbeitslose lieber, als Beamte? Südtirol hat im inneritalienischen Vergleich (das ist ja der Vergleich, den du anstellst) das höchste BIP/Kopf — und das trotz oder dank der vielen öffentlichen Angestellten.

Übrigens stimmt es, dass Südtirol eine hohe Beamtenquote (laut Astat 17,62% der Erwerbstätigen im Jahr 2010*) hat, aber es hängt auch davon ab, mit wem man sich vergleicht: Laut OECD hatte Deutschland im Jahr 2008 eine Quote von 9,6%, Österreich 13,5%, Italien 14,3%. Großbritannien lag mit 17,4% ungefähr auf »Südtiroler Niveau«, Frankreich (21,9%) und Schweden (26,2%) deutlich darüber.

Vergiss bitte drei Dinge nicht:

  • Solange Südtirol (weitestgehend) italienischer Gesetzgebung unterworfen ist, werden wir kaum weniger öffentlich Bedienstete haben können, als in Italien üblich.
  • Die Mehrsprachigkeit in der Verwaltung (einschließlich dreier Schulsysteme) wirkt sich auch auf die Beamtenquote aus.
  • Wie Schweden als Beispiel für Skandinavien zeigt, ist die Schlussfolgerung, eine hohe Beamtenquote sei automatisch negativ einzustufen, wohl falsch.

*) einschließlich der privatisierten Bahn und Post, aber ohne Polizei/Carabinieri/Militär

Sind dir Arbeitslose lieber, als Beamte?

Va beh. Ma allora tanto vale dare il reddito di cittadinanza. E si risparmierebbe: che senso ha far fare a uno un lavoro inutile ? Tanto vale pagarlo e che se ne stia a casa. Cosà­ almeno i consumi non ne soffrono.

Würdest du mir bitte die Ämter nennen, die »inexistente« Dienste anbieten?

Suvvia. Quello che veramente servirebbe é meno del 50% del terziario provinciale che abbiamo (a cominciare dalla sanità¡) :-D

“UK, Svezia…”

Sono confronti ridicoli. In quanto quelle sono nazioni, che hanno un sistema industriale e non vivono prevalentemente di un terziario pubblico come noi. In Alto Adige c’é sostanzialmente, a parte turismo e agricoltura di montagna, questo terziario che é enormemente sovradimensionato rispetto alle esigenze reali. Quelle percentuali sono comunque fuorvianti in quanto é evidente che la quota di servizi pubblici necessari deve essere proporzionale al tipo di economia.

Du kannst mir also kein Amt nennen, das »inexistente« Dienste anbietet.

La maggioranza. Purtroppo. E non solo per tipologia, ma anche per dimensione.

@Pervasion.
Capisco che la verità¡ infasdidisca (come su molti altri argomenti) ma come si puó negare che abbiamo un apparato provinciale che come dimensioni e ridondanza sembra un Politburo ? Non si puó negare, chiaramente. Che poi a certe persone questo modello simil-sovietico piaccia é un altro paio di maniche.

@Andrea Catalano,
Ma tu vuoi il ritorno della carta igienica di nome Lira? Be io no, preferisco l’Euro, o anche qualsiasi altra valuta forte da uno stato serio, efficiente e forte. Con la Lira ritornerebbe la solita politica di svalutazione di un paese inefficiente come l’Italia. Le valute moderne dei paesi o di unioni di paesi (ad esempio nel nostro caso l’Euro) sono sottomessi alla fiducia di altri paesi. Se in un paesi l’internazionalita non ne ha fiducia la sua valuta vale come cartastraccia. E in un mondo globalizzato pensare all’autarchia é un sogno utopico. Per questo mai piú la Lira Italiana per il Sud Tirolo..

Be io no, preferisco l’Euro, o anche qualsiasi altra valuta forte da uno stato serio, efficiente e forte. Con la Lira ritornerebbe la solita politica di svalutazione….

Io invece sto crepando dalle risate. :-D
Buonanotte.

Bei ca 1,5 Milliarden Euro, die uns der Zentralstaat jährlich ohne jegliche Gegenleistung aus den Taschen zieht, scheint es mir nicht ein besonders konstruktiver Ansatz zu sein über einige Beamte zu diskutieren. Aber konstruktive Ansätze scheinen ja nicht unbedingt Herrn Catalanos Beweggründe zu sein hier zu kommentieren.

Catalano è un chiacchierone perditempo, che rigira la farina nel piatto, aspettando che diventi una torta: nello stesso discorso NON possono stare assieme lamentele sull’aumento della disoccupazione ed esortazioni alla riduzione dei posti pubblici.
E’ chiaro che il “privato” ed il “mercato” non riassorbirebbero automaticamente i posti perduti e quindi chiedere una riduzione sostanziale dell’apparato amministrativo, equivale a chiedere un aumento sostanziale della disoccupazione.
Poi noi siam brutti, cattivi, tirchi e comunisti. Però anche Berlusconi ed Alfano ammetterebbero la correlazione tra le due cose.
Il reddito di cittadinanza poi è una grande idea, come soluzione straordinaria, se non lo si vede come alternativa al lavoro; poi resta il problema che molti, almeno in Sudtirolo, preferirebbero lavorare e resta il problema dei contributi.
Il terziario sproporzionato è figlio del progresso tecnologico. Con processi produttivi moderni non è più necessario avere un milione di addetti per produrre un milione di auto all’anno. E siccome è così in tutti i settori, è ovvio che i servizi, anche quelli un tempo giudicati inutili, si sian moltiplicati.
P.S: Già  Hofer era attivo nel settore servizi!

Niedrigere Arbeitslosenrate Südtirols im Vergleich zum Trentino: stärkerer Export in Länder mit guter Wirtschaftslage; hohe Wertschöpfung durch Tourismus und Lebensmittelverarbeitung. Niedrigere Jugendarbeitslosigkeit: Duales System.
Grund für die gute Performance der österreichischen Bundesländer: gezielte Projekte für von Arbeitslosigkeit bedrohte Jugendliche, etwa öffentlich geförderte Ausbildungen wie Produktionsschule für Jugendliche ohne Ausbildungsplatz.
Beamtenquote: Es kommt auf die Qualität, und nicht auf die Quantität an: Ob Beamte Bürokratie produzieren (die gerade von staatlichen Vorschriften enorm gefördert wird) oder ob der öffentliche Dienst Know how, Bildung, care, Gesundheit etc. auf hohem Niveau anbietet. Mehr Markt schließt aus und orientiert sich – legitimer Weise – am Profit und nicht am Gemeinwohl und an der Inklusion.
Nicht der Euro ist das Problem, sondern die Austeritätspolitik (sowie die Aushöhlung demokratischer Mechanismen durch die politischen Eliten). Pauschal geurteilt: Weder die italienische Politik noch die italienische Privatwirtschaft (mit Ausnahmen!) waren in der Lage, sich auf den Euro einzustellen. Italien wird immer über Exzellenzen intellektueller, wirtschaftlicher, politischer wie akademischer Natur verfügen; allerdings ist noch nicht die Entwicklung zu einem “System” gelungen. Darunter leiden die schwachen Regionen und schwachen sozialen Schichten.

Es kommt auf die Qualität, und nicht auf die Quantität an: Ob Beamte Bürokratie produzieren (die gerade von staatlichen Vorschriften enorm gefördert wird) oder ob der öffentliche Dienst Know how, Bildung, care, Gesundheit etc. auf hohem Niveau anbietet.

Abbiamo un apparato provinciale fortissimamente ridondante. Questo crea occupazione.

Nicht der Euro ist das Problem

Certamente che lo é. Lo sostengono 7 premi Nobel oltre a un gran numero di commentatori economici internazionali. E sono sempre di piú a sostenerlo.

@ A. Catalano

Certamente che lo é. Lo sostengono 7 premi Nobel oltre a un gran numero di commentatori economici internazionali. E sono sempre di piú a sostenerlo.

Ah si e tu pensi che con la tua amata Lira Italiana del cavolo, non avremo problemi adesso? Beh io penso che la situazione sarebbe peggiore. Svalutazioni a raffica e noi rimpoveriti come stupidi in confronti ai nostri vicini per colpa di questo giogo che si chiama Italia inefficiente. Tu sei il tipico unionista, di colore “fascio-comunista” che si lega a questo giogo Italia. Chiedi a questi 7 saggi euroscettici che cosa pensano della cartastraccia igienica Lira Italiana…….

Weder die italienische Politik noch die italienische Privatwirtschaft (mit Ausnahmen!) waren in der Lage, sich auf den Euro einzustellen.

Ovvio. Una determinata nazione usa una moneta appropriata alla propria struttura economica (oltre a dover potere essere libero di svalutare e rivalutare, come fanno tutte le nazioni del mondo). Adottare l’Euro, moneta troppo forte e fissa, per economie cosà­ diverse fu una pazzia e molti commentatori economici lo capirono fin da subito. ALtri lo capiscono solo adesso.

Bravo e questo rispecchio in passato l’andamento economico di Falitaglia (uso questa espressione per l’Italia d’ora in poi!)

Ah si e tu pensi che con la tua amata Lira Italiana del cavolo, non avremo problemi adesso?

Il Regno Unito ha svalutato e ha prevenuto la recessione in questo modo. Lo stesso ha fatto il Giappone e la Svizzera. Lo stesso abbiamo fatto noi nel 1992 e abbiamo prevenuto una recessione che ci sarebbe stata se non avessimo svalutato. Svalutare non vuol dire automaticamente aumento di inflazione (infatti tra il 1992 e il 1994 si ridusse), ed é un normalissimo strumento che una nazione sovrana deve poter esercitare.
Quindi se noi nel 2012-2013 avessimo svalutato come gli inglesi adesso non saremmo in queste condizioni.
Senza considerare che grazie alla UE l’Italia ha elargito una BARCA di soldi al fondo salva-stati senza peró averne ricevuti. E non potremmo neanche riceverne in futuro (e sarebbero anche soldi nostri in una cospicua parte).

http://www.repubblica.it/economia/2013/10/21/news/il_fondo_salva-stati_compra_bund_tedeschi_e_l_italia_finanzia_berlino-69053049/

http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2014/1/28/PATRIMONIALE-L-attacco-della-Germania-all-Italia/462186/

http://www.europaquotidiano.it/2014/04/11/159-miliardi-per-difendere-leuro/

Catalano hat natürlich recht wenn er sagt, dass die wiederholte Abwertung der Lira die italienische Wirtschaft konkurrenzfähig gehalten hat. Und das geht eben nur mit einer eigenen Währung über die ich selbst bestimmen kann und die ich an meine Wirtschaftsbedingungen anpassen kann. Allerdings müssten in Italien dann mindestens zwei Währungen bestehen, eine für den Norden und eine für den Süden, da ja unterschiedliche Wirtschaftsbedingung unterschiedlich Monetär behandelt werden müssen! Wenn man über solche Dinge schreibt muss man sich grundsätzlich im Klaren sein was Geld ist. Wenn es ein Massstab ist um den Wert der Waren zu bestimmen, darf es KEINER Inflation unterliegen, weil sonst der Sparer immer der betrogene ist. Die Arbeit die er im Voraus leistet und anspart ist am Ende durch die Inflation reduziert worden. Bitte nicht jetzt mit Zinsen argumentieren, das würde jetzt den Rahmen sprengen mit dem Ende, dass dem Sparer trotzdem weniger bleibt.
Also das was Italien (und nicht nur Italien) bis dato mit der Lira immer gemacht hat, ist den Sparer bestraft (enteignet) und den Schuldner gefördert, der hatte mit der Abwertung weniger Schulden. Die eigentlichen Probleme der I Wirtschaft wurden dabei kaschiert und nicht angegangen. Das rächt sich jetzt. Der Euro unterliegt auch einer Inflation und hat ähnliche Probleme nur im weitaus geringeren Masse und sie wirken sich erst viel langfristiger aus. Also das Problem in I ist nicht der Euro sondern das in den ganzen Jahrzehnten geschlafen wurde bzw. nur das Symptom behandelt wurde nicht die Ursache oder all’ Italiana der einfachere Weg gegangen wurde, aber früher oder später wären die selben Probleme die wir jetzt haben auch mit der Lira herausgekommen.
Übrigens wurde der Euro von der Mehrheit der Italiener gewünscht. Wieder einmal hoffte man den Schlauen zu spielen und nicht die eigentlichen Probleme angehen zu müssen, was ja mehr Arbeit bedeutet und der Euro würde wieder über die eigentlichen Probleme hinweg täuschen. Das hat ja auch nach der Einführung des Euro für ein paar Jahre auch funktioniert.

Allerdings müssten in Italien dann mindestens zwei Währungen bestehen, eine für den Norden und eine für den Süden, da ja unterschiedliche Wirtschaftsbedingung unterschiedlich Monetär behandelt werden müssen!

Esattamente. Se ci fosse stata una lira del nord piú forte e una lira del sud piú debole non ci sarebbe stata necessità¡ di creare la cassa del mezzogiorno e non ci sarebbe nemmeno stata la enorme emigrazione da sud a nord. Questo esempio dimostra come una moneta applicata a regioni economiche differenti tra loro non funziona.

Also das Problem in I ist nicht der Euro sondern…

Certo che lo é. Tutto il mondo se ne é ormai reso conto in modo incontrovertibile. Avere una moneta unica, forte e fissa per economie troppo diverse tra loro NON puó funzionare.

Also das was Italien (und nicht nur Italien) bis dato mit der Lira immer gemacht hat..

Il rapporto debito/PIL ha smesso di crescere in occasione della svalutazione del 1992 che appunto aveva favorito il mantenimento di un PIL in crescita. Se avessimo svalutato (come inglesi, giapponesi, svizzeri…) non saremmo in recessione.

Noch einmal:

Ich bitte dich übrigens, die Antwort-Funktion (Comentëia) zu benutzen, sonst muss ich jeden einzelnen deiner Kommentare verschieben.

Das hat mit antworten lassen nichts zu tun — wenn du so viele Links in einen Kommentar packst, wird das vom System zunächst als Spam eingestuft und aussortiert. Und es hat wohl nicht mal ganz unrecht.

Ich bitte dich übrigens, die Antwort-Funktion (Comentëia) zu benutzen, sonst muss ich jeden einzelnen deiner Kommentare verschieben.

Es wird zwar wenig Sinn machen, Herrn Catalano zu erklären — wie ich bereits früher versucht habe — dass ein Austritt aus dem Euro keine Probleme in diesem Land lösen wird, vielleicht lässt er sich ja zumindest ein bisschen von dem folgenden Artikel auf Lavoce.info beeinflussen, der genau diese Thematik behandelt. Für die übrigen Leser ist der Artikel sehr aufschlussreich.

Ma un cambio flessibile permetterebbe di tornare a crescere in modo duraturo? La teoria economica dice chiaramente di no: il regime di cambio non influenza la crescita di lungo periodo. La crescita di lungo periodo, quella che rileva ai fini del tenore di vita dei cittadini, è determinata dalla capacità  di aumentare la produttività  dei fattori: significa creare un ambiente economico in cui imprenditori, professionisti e imprese che innovano e si dimostrano capaci di creare molto valore aggiunto si affermano (anziché trasferirsi all’estero per sfuggire alle sabbie mobili della burocrazia nazionale e delle carriere politiche), a scapito di quelle che non riescono a innovare, che devono invece uscire dal mercato. E l’evidenza è coerente con queste conclusioni: le differenze di crescita fra paesi con cambi fissi e variabili sono trascurabili, con qualche eccezione per i paesi in via di sviluppo. (2) Pensare che un ritorno alla lira ci riporterebbe su un sentiero di crescita duraturo è illusorio: basta uno sguardo all’andamento della crescita della produttività  dei fattori italiana dal dopoguerra a oggi per rendersi conto che il declino è iniziato almeno dieci anni prima dell’adozione dell’euro.

Damit wird genau das gesagt, was wir hier schon früher angemerkt haben. Der Ausstieg aus dem EURO würde Italien KEINE Vorteile bringe, vielmehr ist die einfache Botschaft “Raus aus dem Euro, dann wir alles gut” sehr gefährlich und lenkt von den tiefgreifenden Problemen, die dieses Land hat, ab. Vielmehr sind die Ursachen multifaktoriell und sie zu beseitigen bedeutet harte Arbeit.

QUALE PAESE VOGLIAMO?

In sintesi, la decisione sulla permanenza nell’euro è legata alla visione che si ha del paese. Se riteniamo che non sia in grado di competere con gli altri paesi avanzati, a causa di una amministrazione pubblica inefficiente che frena le innovazioni e le ristrutturazioni, delle rigidità  nel mercato del lavoro, di un mercato dei capitali incapace di sostenere le imprese con potenzialità  di crescita, di una scuola che non prepara adeguatamente i giovani al mondo del lavoro, di infrastrutture fatiscenti, allora uscire dall’euro è una scelta coerente. Lo ribadiamo: ciò significherebbe allineare il reddito degli italiani a quello dei paesi meno sviluppati. Se invece vogliamo giocare la partita nella serie A, e portare i salari italiani a livello di quelli tedeschi, non esistono scorciatoie legate al regime di cambio: si devono fare quelle riforme che permettano alla produttività  di ricominciare a crescere, recuperando il terreno che stiamo perdendo da quasi vent’anni.

Dem ist nichts mehr hinzuzufügen.

Noch einmal:

Ich bitte dich übrigens, die Antwort-Funktion (Comentëia) zu benutzen, sonst muss ich jeden einzelnen deiner Kommentare verschieben.

Damit machst du es dir aber ein bisschen zu leicht.

PErvasion: ho linkato 20 articoli di tutto il mondo. E potrei continuare. Leggili con calma e non farti impressionare troppo da un paio di economisti allineati al sistema UE.

Conclusione: l’unica maniera per cui l’Euro possa funzionare é che tutta l’Europa si trasformi in una Grande Germania. Oihbó! Ma di chi era questa idea ? ;-)

PS.: e questo ovviamente non succederà¡ MAI.

Ecco il tipico odio antigermanico… Chi ha colpa come al solito la Germania e la Merkel. Catalano Svegliati che è ora. La colpa della malgestione è fatta tutta in casa. Prima fai ordine in casa propria e poi hai il diritto di criticare gli altri…..Se vuoi la cartastraccia igienica Lira ho alcune banconote da collezione. Vanno benissimo quando vai al gabinetto, sono peggiore della carta abrasiva….

Wenn man zu faul, zu dumm, chaotisch oder inkompetent ist seine eigenen Probleme zu lösen, sucht man sich Feindbilder das ist wesentlich bequemer.
Ich habe dir oben schon gesagt, dass Geldentwertung Raub am Sparer ist, das scheint dir egal zu sein, lieber lebst du auf Kosten anderer und machst Schulden die du nicht zurückzahlen kannst. Aber irgendwann holen einem die Schulden immer ein, egal welche Währung. Ich habe keine Lust in einem Staat zu leben der die Sparer enteignet um die Schuldner, die grosse Töne spucken und über ihre Verhältnisse leben, zu unterstützen. Interessant ist, dass bei den ach so bösen Deutschen eine Währung für das ganze Land relativ gut funktioniert, dabei gibt es grosse Unterschiede in der Wirtschaftsleistung einzelner Bundesländer (Bayern -> Mecklenburg Vorpommern).

Super mit Strache hast du ja genau den Politiker getroffen, der von Feinbildern nur so strotzt. Glaubst du Österreich hat nur einen Sozialfall weniger wenn der Schilling wieder eingeführt wird? Was für Kindergartenargumente. Um solche Missstände zu beseitigen muss unser Wirtschaftssystem generell auf den Prüfstand, aber das ist ein anderes Thema und hat mit dem Euro alleine wenig zu tun.
Und ich wiederhole mich, weil du die Argumente die man dir vorbringt einfach ignorierst, die Probleme der Staaten im Euroraum wären auch ohne Euro ans Licht gekommen, vielleicht später aber genau so. Eine Abwertung der Währung ändert nichts an den Missständen die in den jeweiligen Ländern existieren, es zögert nur alles hinaus und vertuscht die wahren Probleme. Am Ende werden die importierten Rohstoffe so teuer, dass sie sich keiner mehr leisten kann. Siehe 3. Welt Länder. Deine Argumentation auf den Punkt gebracht ist, dass strukturelle Probleme wie schlechte Verwaltung, schlechte Infrastruktur, extreme Korruption ecc. durch Abwertung der Währung beseitigt werden. Allein die Tatsache, dass die Mafia noch immer einen wesentlichen Teil der I Wirtschaft infiltriert beweist das Gegenteil.

Muss etwas berichtigen:
… aber das ist ein anderes Thema und hat mit dem Euro alleine wenig zu tun
sollte heissen: … hat auch mit dem Euro zu tun, aber generell mit dem Konstrukt heutiger Landeswährungen.

Am Ende werden die importierten Rohstoffe so teuer, dass sie sich keiner mehr leisten kann.

@kompatscher

Certo. Come no. Inglesi e giapponesi che hanno svalutato adesso vanno in giro con le cariole a comprare la benzina. Vero? :-D

@ catalano
du bringst die fpö und strache tatsächlich als argument. das ist nicht dein ernst, oder.
abgesehen davon, dass die fpö aufgrund ihrer xenophoben (stichwort: heimatliebe statt marokkanerdiebe) und (deutsch)nationalistischen ansichten sowieso unwählbar ist, hat sich nebenbei bereits bewiesen, was sie von geld und wirtschaft versteht (stichwort: kärnten und hypo-alpe-adria).

@catalano Also man muss kein Ökonom sein um diesen Zusammenhang zu verstehen, Abwertung Landeswährung -> teurer Einkauf -> Export wird teurer -> weniger Export -> weniger Einkommen -> mehr Schulden um Lebensstandard zu halten
Japan ist eines der am höchsten verschuldeten Länder der Welt, bis dato nicht gekannte Arbeitslosigkeit grassiert
UK hat eigene Ressourcen (noch in Schottland) hat mit M. Thatcher einen extremen Sozialabbau erlebt und ist mit 90% des BIP auch nicht grade wenig verschuldet. Weiters ist die Arbeitslosenquote mit 7.5% Jugendarbeitslosigkeit 20% nicht berühmt.
Sollen das nachahmenswerte Beispiele sein?

@Kompatscher.

UK e Giappone GRAZIE alla svalutazione sono cresciuti del 1,9% e del 1,6% quando quasi tutta l’Eurozona era in recessione. Bisogna veramente aggiungere altro ? ;-)

Catalano, wenn du dich beim Beantworten anderer Kommentare beharrlich weigerst, die Antwortfunktion (Comentëia) zu benutzen, werde ich deine Kommentare nicht mehr freischalten. So schwer kann das doch nicht sein.

Gli UK sono al 12° posto come importatori di petrolio e mentre il Giappone al 3°.
Anche la Svizzera ha svalutato (e loro petrolio non ne hanno nemmeno una goccia)…e sono cresciuti del 2%.

Japan ist eines der am höchsten verschuldeten Länder der Welt,

Vero. Hanno anche un deficit/PIL del 10%. Ma c’é un piccolo particolare. Hanno sovranità¡ monetaria.

Cito (http://it.wikipedia.org/wiki/Deficit_pubblico):

La presenza di un deficit contabilizzato nei conti dello Stato, anche se voluto da politiche espansive di crescita economica, pone allora la questione cruciale della sua copertura finanziaria. E, quindi, necessariamente bisogna suddividere gli Stati a moneta sovrana (monopolisti della moneta) dagli Stati utilizzatori di moneta non sovrana (ad esempio gli Stati dell’Eurozona e gli Stati con una moneta agganciata ad un tasso fisso con una moneta estera di riferimento). Stati a moneta sovrana (USA, Giappone, Cina, etc.) sono sempre solvibili ed in quanto monopolisti della moneta non hanno bisogno del prelievo fiscale per la loro spesa a deficit (le tasse hanno come fine l’accettazione della moneta dello Stato come mezzo di scambio nell’economia del settore privato-non governativo, mentre l’emissione dei titoli di Stato ha come scopo il mantenimento del tasso overnight, ovvero il tasso di interesse interbancario). Stati che utilizzano una moneta non sovrana hanno invece il problema di reperire le risorse finanziare per la propria spesa a deficit.

e negli anni ’90 andavamo a fare benzina con le cariole piene di soldi…VERO ? :-D
:-D

@Catalano du unterliegst der Kurzsichtigkeit des gängigen Wirtschaftsdenken. Das BIP ist kein zuverlässiger Indikator um das Wohlergehen eines Staates zu überprüfen. Übrigens wird das mittlerweile auch von der z.Z. herrschenden neoliberalen Wirtschaftswissenschaft eingesehen und es wird nach alternativen Messwerten gesucht.
Mir sind Arbeitslosenquoten und Schuldenstände wesentlich wichtiger. Siehe http://www.faz.net/aktuell/feuilleton/debatten/kapitalismus/eurokrise-und-vergib-uns-unsere-schulden-11527296.html
Übrigens kann in Europa sowieso kein grösseres Wachstum mehr erzeugt werden (Demographischer Faktor) und es wäre dringend notwendig über alternative Wirtschaftsformen, die auch ein negatives Wachstum zulassen zu diskutieren, als über unnütze Diskussionen welcher Währungseinheit man zugehört.
Über die Wachstumsproblematik habe ich hier schon diskutiert http://www.brennerbasisdemokratie.eu/?p=18693#comments
Nichts desto trotz lähmt Korruption, Vetternwirtschaft ecc. eine Wirtschaft, die du auch mit einer eigenen Währung nicht beseitigst. Das sollte I und du mal zur Kenntnis nehmen. Nur weil sich I im letzten Jahrhundert sich immer wieder mit der Abwertung weiter gewurschtelt hat, heisst das nicht, dass es mit der Lira so weitergegangen wäre. Es ist ein langer Prozess der durch den Euro nur beschleunigt wurde aber nicht die Ursache ist.
UK, Schweiz, Japan haben eben mal weniger Korruption und deshalb funktioniert die Wirtschaft dort auch besser, egal welche Währung. http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/73/World_Map_Index_of_perception_of_corruption.svg

Senza considerare il fatto che in Germania “c’é meno corruzione” per il fatto che non si indaga e quindi non si scopre.

“http://www.germanlawjournal.com/pdfs/Vol14-No9/14.9.1_Wolf_Corruption.pdf
Cito dal link sopra:

For several decades, active and passive bribery of members of parliament was not criminalized at all in Germany. (…) The European Union and 164 states have ratified the United Nations Convention against Corruption (UNCAC), but Germany has not. Forty-two out of forty-seven member states of the Council of Europe have ratified the Criminal Law Convention on Corruption (CLCOC), but Germany has not. Why has Germany signed but not yet implemented and ratified these two important international anti-corruption instruments adopted nearly ten years—UNCAC—or fourteen years—CLCOC—ago? The Bundesregierung (Federal Government) has promised numerous times to fully comply with international anti-corruption treaties. Germany’s poor ratification record regarding instruments such as UNCAC is increasingly embarrassing for German politics and is criticized by other countries and international organizations.

Ich muss ihnen hier recht geben, auch wenn ich ansonsten nicht immer ihrer Meinung bin. Was die Gedankenkonstrukte von Herrn Catalano (im Allgemeinen) sind, ist mir schleierhaft.
Allerdings möchte ich für folgende Behauptung beweise sehen:
“herrschenden neoliberalen Wirtschaftswissenschaft”
Wo bitte herrscht den diese Wirtschaftswissenschaft? Es steht jedem frei, auf die Wissenschaftler zu hören denen er am meisten Vertraut.
Des weiteren möchte ich sie bitten, vermutlich meinen sie das mit Neoliberalen, Neokonservative zu verwenden, dieser Begriff passt mMn viel besser zu diesen Menschengruppen.

@Catalano du bringst hier einen youtube Beitrag (ich habe mir diesen nicht angesehen), vielleicht solltest du mal anfangen selbst zu denken und danach dieses zu artikulieren, anstatt immer irgend welche Links wiederzugeben. Bzgl. Korruption, Infrastruktur, Vetternwirtschaft und deren negativen Einfluss auf die Wirtschaft, könnte ich dir jede Menge Links geben die das bestätigen. Aber noch wichtiger ist wenn man sich selber darüber Gedanken macht, Argumente und Daten sammelt, dann gibt es keinen Zweifel über den schädlichen Einfluss dieser Faktoren auf die Wirtschaft.
Ich habe nicht gesagt, dass es in D keine Korruption gibt, aber sicher weit weniger als in I. Allerdings hast du über CH, UK und Japan gesprochen, wo ich behaupte, dass sie nicht wegen deren Währung etwas besser dastehen als I sondern wegen deren besseren Effizienz und geringeren Korruption als in I. Dass du nun mit D ablenken willst zeigt, dass du keine Argumente hast.
Weiter oben habe ich geschrieben was für negative Folgen Abwertung und in Folge Inflation für die Sparer (legalisierter Raub) hat, dass du nicht kommentierst bzw. ausblendest weil es nicht in dein Konzept passt, aber alleine diese Tatsache ist ein KO Kriterium für dein Vorhaben.
Da von dir keine interessanten Ansätze zu erwarten sind, werde ich diese Diskussion mit dir beenden.

@Liberte Beweise werde ich dir nicht liefern, aber Ansätze die du dann selbst überprüfen kannst.
Nein es wird allgemein als Neoliberalismus bezeichnet oder auch als Chicagoer Schule. Treibende Kraft dieser Wirtschaftswissenschaft war Milton Friedmann. Die Kernaussage dieser ökonomischen Richtung, ist die Liberalisierung der Wirtschaft. Die Wirtschaft funktioniert am besten, wenn Politik keine Regeln vorgibt, weil eine freie Wirtschaft regelt sich von selbst und funktioniert dann auch am besten.
Dass diese Wirtschaftslehre vorherrschend ist, haben wir in den letzten Jahren zu spüren bekommen. Dass wir weiterhin vom Neoliberalismus getrieben werden, zeigt die Verhandlungen über die Freihandelszone zwischen USA und EU. Aber auch die Wirtschaftsnobelpreise gehen alle an Wissenschaftler die dieser Strömung angehören, weil ja auch die Juroren dieser Strömung entspringen. In den diversen Foren kann man vereinzelt lesen, dass Studenten sich wundern warum nicht auch über alternative Wirtschaftsformen in den Unis gelehrt wird, nachdem sie ausserhalb der Unis damit in Verbindung gekommen sind.
Ein ominöser Club wie die Bilderberger wo sich alle Jahre im Verbogenen die weltweit wichtigsten Wirtschaftsbosse mit den weltweit wichtigsten und zukünftig wichtigsten Politikern trifft. Dort wird diskutiert aber nichts dringt nach draussen. Der immer wechselnde Tagungsort wird mit Steuergeldern abgeschirmt, bis dato ist es keinem Journalisten gelungen irgendetwas in Erfahrung zu bringen. Aber man kann davon ausgehen, dass dort die Weichen für diesen Neoliberalismus gestellt wurden und werden.

Weiter oben habe ich geschrieben was für negative Folgen Abwertung und in Folge Inflation für die Sparer (legalisierter Raub) hat, dass du nicht kommentierst bzw. ausblendest weil es nicht in dein Konzept passt, aber alleine diese Tatsache ist ein KO Kriterium für dein Vorhaben.

@Kompatscher.
L’inflazione é passata dal 5,2% al 4,1% dal 1992 (anno di svalutazione della lira) al 1994.

http://www.rischiocalcolato.it/2012/09/analisi-della-svalutazione-del-1992-1995.html

Um jedem Missverständnis vor zu beugen, ich bin kein Verfechter des Neoliberalismus! Ich bin ein Anhänger der Freiwirtschaftslehre nach Gesell.
Du hast schon Recht, Banken retten ist nicht Teil dieser Wirtschaftstheorie und der Fakt das man dies machen musste zeigt, dass sie nicht funktioniert. Dennoch wird wieder so weiter gemacht wie vorher, obwohl es einschneidende Änderung bräuchte, da unser jetziges Wirtschaftssystem total versagt. Stichwörter, demographischer Faktor, Umwelt, Verteilungsproblem….

Ich denke “Dennoch wird wieder so weiter gemacht wie vorher, obwohl es einschneidende Änderung bräuchte,”
jetzt sind wir einer Meinung, über das Ziel kann noch gestritten werden, aber der Entschluss ist gefasst!

Damit setzt sich das umlaufgesicherte Geld nur dann durch, wenn die Gläubiger (Verkäufer) von Gesetzes wegen gezwungen werden, dieses “schlechte” Geld zum gesetzlich festgelegten Kurs bzw. Preis anzunehmen. Wenn jedoch alle Wirtschaftsteilnehmer entscheiden dürfen, womit sie bezahlt werden möchten, wird das gute Geld schnell das schlechte verdrängen, da keiner freiwillig das schlechte Geld zum Kurs des guten Geldes annimmt.

Ich denke durch diesen Punkte kann man Freigeld vergessen, ausser die lieferst mir einen Beweis das es doch geht

Als Antwort ein Textausschnitt aus Das Geld Syndrom von Helmut Creutz:
Kann ein Land allein mit der Geldordnungsreform beginnen?
…..Mit jedem Prozentpunkt geringerer Inflations- und Zinssätze würde in diesem Land — sofern der Geldumlauf gesichert ist — die Wirtschaft immer stabiler und gesünder werden. Außerdem bieten Länder mit niedrigen Zinsen günstige Standortbedingungen, ähnlich wie Länder mit niedrigen Löhnen oder Steuern. Das heißt, spekulatives Kapital (das alle Volkswirtschaften belastet) würde möglicherweise ins Ausland gehen. Investives Kapital aber (das alleine den Volkswirtschaften nützt) würde ins Land kommen. Denn Investoren setzen auf langfristige Sicherheit, Spekulanten auf kurzfristigen Gewinn…..

Mann kann davon ausgehen, dass jeder der Kapital braucht das zinslose Geld bevorzugen wird. Natürlich muss ein umlaufgesichertes Geld die einzige Währung innerhalb eines Währungsgebietes sein. Das gilt ja auch für das Zinsgeld das wir heute verwenden.

die einzige Währung innerhalb eines Währungsgebietes sein

Nun dies ist eben nicht möglich, man könnte immer mit Gold oder sonstigen Papierschnitzeln zahlen.

Doch für den Euro gilt Annahmepflicht, für die Eurozone verpflichtendes alleiniges Zahlungsmittel! Komplementär – Währungen wie der Chiemgauer sind nur geduldet, könnten rechtlich von der Notenbank jederzeit verboten werden. Wie z.B. geschehen in Wörgl in den 1930 Jahren, trotz erfolgreichem Freigeldversuch wurde der dingend nötige Aufschwung von der Ö-Nationalbank verboten.
Um Freigeld einzuführen müsste man nur eine Umlaufsicherung in den Euro einbauen, dann würden die Zinsen automatisch stetig gegen 0 fallen.

Die Freiwirtschaftslehre ist aber nicht nur Freigeld.
Hier kannst du noch viel mehr darüber lesen:
http://userpage.fu-berlin.de/~roehrigw/
Für jemanden der sich dafür interessiert TOP Adresse.

Bzgl. Gold habe ich vergessen zu sagen, dass Gold als normale Ware zu sehen ist, wie auch Kunstgegenstände. Dann wird eventuell der Kunstmarkt und der Goldhandel aufblühen. Nichts wäre schlimm daran, die Umlaufsicherung des Geldes ist damit nicht gefährdet, es wird sicher keiner mit Goldbarren oder einem Gemälde in das Brotgeschäft gehen oder?

@ A. Catalano,
Ma tu saresti sul serio a favore su una Lira del Nord e una del Sud?? Non ci posso credere…..

unterschiedliche Währungen führen zu unterschiedlichen Staaten mit unterschiedlichen Vor- und Fürsorge- und Gesundheitsystemen.
auch im Fall von Herrn C. wäre es für Südtirol sinnvoll eigenständig zu werden.
Diese Einsicht hatte ich nicht erwartet. Er muss sich nur noch outen. …

Perché questa discussione se all’Italia conviene o meno uscire dall’euro? Sappiamo tutti che al secessionismo sudtirolese l’unica cosa che interessa è non rimanere agganciati all’Italia in qualsiasi tipo di percorso, monetario o meno. Al limite il ritorno alla lira potrebbe anche convenire economicamente alle piccole e medie imprese della provincia nonché all’industria turistica, ma non si dovrebbe chiamare lira e soprattutto non dovrebbe essere una moneta italiana. Potrebbe essere qualcosa tipo zloty, cuna, tolar, krone, forint, una di quelle valute dell’Europa centro-orientale che permettono di esportare semilavorati in Germania a prezzi molto bassi e alle industrie tedesche di esportare a loro volta prodotti finiti a prezzi competitivi. E visto che il mainstream del secessionismo sudtirolese è tuttora saldamente nelle mani dei Freiheitlichen e di StF, che notoriamente capiscono poco o niente di economia e molto invece di questioni etnoidentitarie, mi sbaglierò ma questa discussione mi sembra leggermente finta.

@tuscan: nessuno dei secessionisti sudtirolesi ha mai rimpianto la Lira ed i controlli al Brennero. Davvero.
Ora però c’è Andrea Catalano, che è sostanzialmente non interessato alla secessione, ma vuole evangelizzare il forum. I suoi cavalli di battaglia sono:
1- inflazione folle per metterla in quel posto ai cattivoni austro-teutonici, che stanno rovinando l’Italia (hai capito bene: il declino italiano non è colpa di Berlusca e compagnia bella, ma della Merkel!).
2- sconfitta totale del massono-giudaico-antlanti-comunismo e dei suoi complotti.
3- ripristino integrale delle condizioni di vita a prima del 1769, tramite reintroduzione della Lira e del baratto, come unici veicoli di scambio commerciale. Si prevede la restaurazione di Mainardo II.

E’ un programma vincente e lo stiamo valutando attentamente… perchè guardare all’Europa austro-teutoburgica e comunista, quando possiam avere il medioevo a gratis?

@An alle
Wäre es nicht eine gute Idee Herrn Catalano einfach nur zu ignorieren? Ich finde, hier haben viele versucht, mit Argumenten eine offene Diskussion zu führe, aber wie man liest, will Herr Catalano nicht diskutieren, nicht auf Argumente eingehen, sondern stattdessen die Diskussion mit Massen von links abwürgen, um nicht zu sagen zumüllen!

Boykottaufruf bzw. ausgrenzen ist immer falsch. Lass doch jeden einzelnen entscheiden ob er mit Catalano diskutiert oder nicht. Irgendwann werden seine unzähligen Links und wenigen eigenen Argumente ganz von alleine die Diskussion mit ihm beschränken.

Gehen wir aber nochmals auf das Steckenpferd der Abwertungen ein.
Abwertung verwässern die Ansparungen. Dies kann man als Staat machen, wenn eine dynamische Bevölkerungsentwicklung vorherrscht. Siehe dazu als Beispiel die Türkei, in der offen mit solchen Abwertungen Politik gemacht wurde.
Eine solche Vermögenssteuer ist in vergreisten Staaten schon viel brutaler.
Meist verdecken die Staaten nur ihre Eignung sich an die heutige Zeit anzupassen, in anderen Worten: Verdunkelung des Staatsversagens.
In vielen dieser versagenden Staaten fliehen die Armen in andere Staaten.
Die aktuelle Fluchtwelle vieler verarmter Italiener nach Deutschland, UK, USA usw. zeigt ja das Versagen des Staates auf.
Die Besitzstandswahrer hatten in Italien meist die Nase vorn, in Griechenland und Argentinien, Serbien ist es nicht anders.
Herr C. schreibt ja nur von diesen “Herren der Inflation” ab bzw. verweist auf solche Artikel. Dass eine solche Vorgehensweise aber insbesonderen bei demokratischen Staaten funktioniert, hat er nicht aufgezeigt. Zur Erinnerung: auch die Udssr hatte erfolglos Geld gedruckt. Meist sind andere Faktoren wie oben von anderen genannt für eine wirtschaftliche Erholung eines Staates entscheidend.
Gäbe es ein Beispiel, dass Gelddrucken entscheidend wäre, wäre er sicher nicht der Erste, der ein solches Beispiel weiter reicht. M.E. gibt es aber keines.

Was eine souveräne Währung als einziges Finanzinstrument wert ist, sieht man ja am Beispiel des Simbabwe-Dollars. Aber sicher kann das mit Italien nicht verglichen werden…vermutlich, weil in Simbabwe das i an zweiter Stelle steht und in Italien an erster. Oder es gibt einen Bericht von den sieben Weisen aus dem Morgenland…

Bene Catalano, ora basta scaricare link, che non servono a nulla. Se ci mettessimo a fare a gara potremmo postare anche noi migliaia di articoli che affermano l’esatto opposto… e comunque non ne verremmo mai a capo.

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