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A Roma non lo sanno…

Streifenwagen einsprachig.

Schon öfter habe ich in Bozen einen nur auf Italienisch beschrifteten Wagen der Staatspolizei gesehen und mich darüber gewundert. Als er heute in der Altstadt stand, habe ich mich an die Insassen gewandt. Hier die ungefähre Rekonstruktion unseres Gesprächs:

Ich: Buondì.
Polizist 1 und Polizist 2: Buongiorno.
Ich: Ho una domanda: L’obbligo di bilinguismo non vale per la polizia?
Polizist 1: Ma guardi noi siamo della polizia postale e queste macchine le ha prese in leasing la posta, a Roma.
Ich: Sì, ma c’è l’obbligo di bilinguismo…
Polizist 1: Ma Lei chi è?
Ich: Sono un cittadino…
Polizist 2: Mah, basta che i poliziotti siano di madrelingua (sic!)…
Ich: Non è vero.
Polizist 2: Warum?
Ich: Weil sämtliche Aufschriften ebenfalls zweisprachig sein müssen. Und wenn die Stadtpolizei beschließt, ihre Autos nur auf Deutsch zu beschriften?
Polizist 1: Ma questa macchina è delle poste. A Roma non sanno nemmeno che qui c’è il bilinguismo.
Ich: Ma voi siete dei poliziotti e le leggi le dovreste far rispettare.
Polizist 1: No, guardi. A noi hanno dato questa macchina e noi la usiamo. Semmai dovrebbe far presente Lei… ma alle poste, non a noi della polizia.
Ich: Sì, lo farò sicuramente… comunque: buon lavoro. Salve.
Polizist 1: Grazie. Arrivederci.

Siehe auch: 1/

Engagement Plurilinguismo Polizei Service Public Vorzeigeautonomie | Bilinguismo negato Italianizzazione | | | Italy Südtirol/o | Staatspolizei | Deutsch Italiano

18 replies on “A Roma non lo sanno…”

Mi scoccia il modo che hanno… di fregarsene alla grande. Che a Roma lo sappiano o meno non mi interessa — ma se dopo quasi 90 anni non è trapelato nulla, sicuramente non gli mancherem(m)o…

Ah ah… che spiritosi. La prossima volta che mi mettono una multa dirò che a Bolzano non sapevamo nulla della legge in questione. Ma guarda un po’ che paese!

Nessuna legge vieta di apporre adesivi su una macchina privata ma se ne metti uno che non piace ai signorini (tipo Tirol o la bandiera sarda) ti rompono i cosiddetti finche non lo togli, e allo stesso tempo se ne fregano se sulla loro vettura pubblica pagata con le nostre tasse manca la traduzione imposta dalla legge. Siamo alla frutta ragazzi.

Il punto, come noto, non è se noi mancheremmo a loro, ma piuttosto quanto mancherebbe Roma ad alcuni di noi…

No, in questo caso il punto è che se ne fregano delle loro proprie leggi e che fanno esclusivamente quel che gli pare. È una presa per il culo, e sono decenni che va avanti così. Il bilinguismo lo garantiscono la provincia, i comprensori ed i comuni, ma lo stato se ne infischia.

Poi se fosse come dici tu basterebbe chiarire se a noi Roma mancherebbe (politicamente credo che mancherebbe a pochi) ed in caso contrario… salutare gentilmente. Ma non mi pare sia così semplice.

Non è semplice affatto, come ben sai. E anche per le leggi: fregarsene delle proprie leggi… non esiste un ritratto migliore per qualificare gli italiani (e questo non è un giudizio di valore, beninteso, bensì una mera descrizione statistica dei fatti).

gadilu:

Il punto, come noto, non è se noi mancheremmo a loro, ma piuttosto quanto mancherebbe Roma ad alcuni di noi…

gadilu:

Non è semplice affatto, come ben sai.

@pérvasion
Großen Respekt zu deiner Zivilcourage – wenn nur mehr unserer Bürger sie hätten.

Diciamo che se tutti ponessimo domande (tra l’altro fondamentali) fermando per strada le volanti della squadra mobile, non ci sarebbe più polizia in giro…

Scherzi a parte. Parlare di “coraggio civile” mi sembra un tantino ridicolo. pé ha voluto soddisfare una propria curiosità , ma – sinceramente – il “dato di fatto” del mancato rispetto del bilinguismo da parte di Roma (fatto che incide poco sul bilinguismo nel suo complesso in Sudtirolo) non ci porta né avanti né indietro. Semplicemente, seduti, stiamo a guardare dai nostri pc esclamando: “Wow, embé?”.

p.s. Non si riapra la discussione. La mia posizione si conosce, non credo occorra ripeterla…

Für die Zweisprachigkeit der Menschen ändert sich vielleicht nicht viel, aber für das Zusammenleben und den gegenseitigen Respekt. Würde das Land nur die deutsche Sprache benützen, z. B. bei Beschriftungen in den Landeszügen oder in den Krankenhäusern, wäre das auch ein Schaden für das Zusammenleben. Die Einstellung der Polizei ist pure Willkür und schafft kein Vertrauen.

Verissimo. Complimentoni al “coraggio civile” di pérvasion. Lorenz, forse la S-T-F potrebbe proporre un’onorificenza speciale, no?

@ Alexander: 100%

@ Valentin[o]/gadilu: Allora non è lecito aspettarsi (ed esigere) il rispetto delle leggi da parte della polizia? Qui c’è un serio problema di credibilità  ed anche di arbitrarietà . Alcune leggi che tutelano la pacifica convivenza sono leggi di seconda classe. E questi atteggiamenti portano dritti dritti alle provocazioni ed agli eccessi di Bruneck…

@ Lorenz: Ich warte immer noch auf die Zivilcourage der Süd-Tiroler Freiheit, Ellecostas Rücktritt zu fordern…

“Qualunque cosa sia, sta succedendo in fretta.”

Corriere della Sera: Bolzano, riparte la campagna anti-italiani.

“Le nuvole che si affacciano ora sono legate a pa­ure ancestrali. Ma questa volta il temporale deve essere vicino, se anche Luis Durnwalder (…) ammette la difficoltà . «Sono preoccupato. È in corso un gio­co al massacro. La contrapposi­zione tra le due etnie è sempre più radicale. (…) L’Italia dia un segno non ostile, rimuovendo i simbo­li fascisti da Bolzano».”

parliamo dei stessi corpi di polizia, che si “divertivano” a Bolzaneto e alla Diaz?

Zweisprachigkeit auf dem Rückzug: Die nur noch italienisch beschrifteten Streifenwagen breiten sich aus, jetzt hat auch Brixen einen…
Und der gehört offensichtlich nicht der Post, sondern als Fahrzeug der »squadra volante« wohl dem Innenministerium. Aber das liegt ja ebenfalls in Rom.

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