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Auf die Straße! Tutti in strada!

Heute werden über 1.000 Neofaschisten in Bozen erwartet, die für den Erhalt faschistischer Symbolik marschieren wollen. Als Zeichen der Ablehnung und des Widerstandes findet gleichzeitig eine friedliche Gegenkundgebung statt, an der sich unter anderen der Bürgermeister der Landeshauptstadt beteiligen wird. Treffpunkt ist der neue Franz-Innerhofer-Platz zwischen Universität und Kolpinghaus um 14.30 Uhr. Es ist wichtig, den Rechtsextremisten nicht die Straße zu überlassen und ein Zeichen für Demokratie und Zusammenleben zu setzen. Auf jeden einzelnen kommt es an!

Oggi a Bolzano sono attesi oltre 1.000 neofascisti che marceranno per il mantenimento della simbologia fascista. Come segno di ripudio e di resistenza ci sarà  una contromanifestazione, alla quale parteciperà  anche il sindaco del capoluogo. Partenza alle ore 14.30 dalla nuova piazzetta Franz Innerhofer tra università  e Kolpinghaus. Non consegniamo la strada all’estrema destra, e sosteniamo la democrazia e la convivenza. Ogni singola presenza è fondamentale!

Engagement Faschismen Politik Termin Ungehorsam+Widerstand | Faschistische Relikte Geschichtsaufarbeitung | Luigi Spagnolli | | Südtirol/o | CPI | Deutsch Italiano

22 replies on “Auf die Straße! Tutti in strada!”

wenn möglich werde ich an der Gegendemo teilnehmen. Das Ganze hat vielleicht auch was Gutes, weil so allen vor Augen geführt wird, wie wichtig es ist diese Relikte aus dem öffentlichen Raum zu entfernen und in einem Museum erklärt und vor Faschisten geschützt zu bewahren.
Wollen wir hoffen der Tag verläuft ohne Zwischenfälle.

Es ist wichtig, bei solchen Anlässen alle antifaschistischen Kräfte zu bündeln, und es ist auch wichtig, Präsenz zu zeigen und auf die Straße zu gehen, anstatt sich wie die SVP in Konferenzsälen zu verschanzen. Trotzdem (oder gerade deshalb) k… mich die (verfassungs)patriotische Vereinnahmung dieser Kundgebungen ehrlich gesagt an.

Beh, vedevo che non eri entusiasta dei fazzoletti rossi che son diventati tricolori e dei discorsi patriottici dei partigiani… :-)
Io invece me lo aspettavo: è tipico delle forze antifasciste italiane, specialmente delle persone più anziane che hanno fatto la resistenza. Loro vivono l’appartenenza all’Italia in primo luogo come l’attaccamento alle istituzioni libere (o presunte tali) per cui hanno lottato durante la guerra; ma sentono fortissimo questo legame. La resistenza e la costituzione possono essere considerata il mito fondativo ed unificante di tutte le sinistre italiane; anche preesistenti. In particolare il PCI finì per egemonizzare per decenni il ricordo della lotta per la liberazione.

La cosa che invece ha colpito me è stato che, giustamente, è stato ricordato come molti altoatesini che presero parte alla resistenza, si aggregarono a gruppi trentini e veneti. Della resistenza Sudtirolese nessuna parola; non credo fosse una reticenza voluta, ma temo invece che nessuno, ma proprio nessuno ne sappia davvero qualcosa.

Poi al mio rientro ho notato con disappunto come a molti esponenti degli Schuetzen interessasse esclusivamente dell’altra manifestazione e che alcuni ci fossero pure andati a curiosare, come i bambini nella giostra degli orrori del lunapark…

La SVP invece ormai si sta sempre più richiudendo nella logica di palazzo. E’ sospettosa di qualsiasi cosa avvenga fuori ed indipendentemente dai centri del potere…

Der Spezialist, der in der Minute 1:59-2:04 durch das Bild wankt und den das Rumfuchteln mit seiner Fahne leicht zu überfordern scheint, dürfte als exemplarisch für diese Ansammlung von Renaissancemenschen gesehen werden.

youtube.com/watch?v=oANH8-c3Uaw

nun, es gibt auch anderenorts Aufmärsche von Neo-Nazis und-Faschisten, auch in Österreich und Deutschland. Unterschied aber ist, dass dort die Gegendemos um das zigfache größer sind und sich die Nazis wie ein bedauernswertes Häuflein ausnehmen. Die Bevölkerung lässt sich das nicht gefallen und nimmt aktiv am Widerstand teil und setzt eindeutige, klare Zeichen.
Insofern bin ich von der gestrigen Gegendemo in Bozen schon enttäuscht, aber die Gesinnung der Mehrheit der Bozner dürfte langsam klar sein.
Und die Partisanen, statt diese Relikte nach dem Krieg platt zu machen wie sonst im befreiten Europa üblich, halten hier noch die schützende Hand drüber und sprechen sich für die Erhaltung im jetztigen Zustand aus. Ich bin sehr enttäuscht!

La storia della sinistra italiana è sicuramente precedente al 1948, quando entrò in vigore l’attuale carta costituzionale. Eppure i partiti della prima repubblica ed anche quelli che tuttora si dichiarano schierati a sinistra, non si rifanno tanto a Gaetano Bresci o al biennio rosso, così come non strizzarono l’occhio alla corrente brigatista e mantennero un atteggiamento solo moderatamente filosovietico. Non sono scelte ideologiche scontate.

Invece sentono la costituzione e la lotta di liberazione come una loro conquista politica e civile quasi esclusiva, di cui si sentono figli, eredi, custodi. Il PCI, prima, ed ancora di più Rifondazione, non sono soprattutto quelli di Amedeo Bordiga o della Terza Internazionale, ma quelli della resistenza antifascista, da cui bene o male in effetti, uscì un partito nuovo rispetto a quello soppresso vent’anni prima dal fascismo. Ma per me si tratta di un “mito”, benchè basato su elementi di verità , per una serie di ragioni:

Tutti sappiamo che non furono solo socialisti e comunisti ad “andare in montagna”, ma anche molti cattolici che poi talvolta si trovarono anche ai ferri corti coi “colleghi” rossi. In più non si può anche negare che il 25 aprile 1945 non sia stato il giorno della creazione e che la storia delle forze di sinistra fosse molto precedente, ma non sempre pacifica. Forse proprio questo ha fatto sì che l’orientamento prevalente di ANPI, PCI e PSI fosse quello “costituzionalista” e democratico, che oggi è prossochè l’unico rimasto. Eppure è accertato che molti partigiani vedessero nella lotta di liberazione un trampolino di lancio per la rivoluzione. Dopo le elezioni del 1946 e specialmente del 1948, vista la bastosta, immagino immagino i partiti abbiano intrapreso un’altra strada. Per questo lo considero un mito fondativo.

Io però la prima repubblica non l’ho vissuta e può darsi che mi sia fatto un’idea sbagliata. Tu in teoria c’eri… com’è andata?

@Anonym:

die Gesinnung der Mehrheit der Bozner

Die Mehrheit der “Bolzanini” haetten wir gestern gar nicht gebraucht, obwohl sie eigentlich das Kern der (gegen-)Demonstranten bildeten: die Mehrheit der sich jetzt beklagenden Suedtiroler, die Merheit der bodenstaendigen Antifaschisten oder auch nur die Mehreit der selbsternennten Patrioten haetten leicht gereicht.
Wo sind diese Leute gestern gewesen? Anscheinend alle in Dresden bei einer Demo gegen der NPD Aufmarsch… gel?

@fabivS
Natürlich hätten auch die deutschen Südtiroler der Umgebung in die Stadt kommen können, um der ital. Bevölkerung (wieder einmal) die Aufgabe abzunehmen. Wie bei der längst überfälligen Behandlung der Relikte, die hier auch viele als verpasste Chance für die Italiener ansehen, hätten also andere das übernehmen sollen? Gestern hätten viele ”Bolzanini” Flagge zeigen können, statt bei der Fascio-Demo zu gaffen. Wieder eine verpasste Chance. Genauso wie schon die Umbenennung in Friedensplatz. Die glasklaren Umfrageergebnisse und Bekundungen zu den Relikten zuletzt untermauern die Haltung. Man kommt nich umhin als festzustellen, dass die Mehrheit der ”Bolzanini” (ich sage nicht alle!) eben nunmal so sind.

Wo die Südtiroler gestern waren? Zuhause, auf den Ski-Pisten, wo auch immer. Die SVP hat ja aufgerufen nicht teilzunehmen, skandalös nach meiner Meinung. Wahrscheinlich die einzige Antwort die sie noch haben. Referendum? Daheim bleiben! Demo? Daheim bleiben!
Stol hat übrigens gewarnt vor Problemen in die Stadt zu kommen.
Und dass Schützen ua. fern blieben war meines Erachtens positiv.

@ anonym

ich halte wenig von dieser trennerei. denn das grundproblem ist ja, dass alle die relikte und dergleichen entlang der trennlinie italienisch-deutsch anstatt entlang von demokratisch-faschistisch beurteilen. daher ging es nicht darum, der italienischsprachigen bevölkerung eine aufgabe abzunehmen. es wäre die aufgabe aller. und soweit ich weiß leben in bozen fast 30.000 deutschsprachige. wenn nur jeder 20 von denen gekommen wäre, wären die faschisten “outnumbered” gewesen. aber was red ich gscheid, ich war auch nicht dort.

Bene: tutti a sciare, allora!
Nemmeno a me la manifestazione ha impressionato; alcuni dettagli non mi sono piaciuti ed in più io non sono dell’idea che i monumenti vadano salvati: se in 60 anni non son serviti da monito per nessuno, credo non lo diverranno nemmeno in futuro.
Ma tant’è… una volta che fanno una manifestazione contro il fascismo mi pare il caso di andarci, se altro non lo vieti, senza storcere troppo il naso. Io ormai è la quinta a cui partecipo in contesti diversissimi (dall’ ANPI di Bologna allo Schuetzenbund) e non mi sono mai pentito. Poi è troppo comodo stare a casa, come fanno molti, e dire che i fascisti erano di più…

Inoltre con immenso fastidio, sto scoprendo l’atteggiamento di alcuni sudtirolesi che si ritengono antifascisti per nascita o che ritengono che il fascismo (pro o contro) sia un affare che riguarda esclusivamente gli italiani. Chi crede in un futuro di maggiore coesione credo debba augurarsi che il no a questa ideologia arrivi compatto da tutti i gruppi. La verità  è che Seppi, non è poi nemmeno tanto peggiore di molti politici FPO, che vengono ampiamente ammirati e riveriti a sud del Brennero… ripeto: tutti a sciare!

Wahrlich. Viel Ueberzeugungskraft hat die angebliche “antifaschistische Einstellung” der Sudtiroler halt nicht, zu sehr wird sie von der nahen und ferneren Geschichte ueberschattet (Heim ins Reich, SS-Suedtiroler, einer der Landeshauptmaenner nach dem Krieg war ja auch NSDAP Mitglied).
Ich war aber angenehm ueberrascht, dass kaum italienische “Bozner” sich angeschlossen haben.

@fabivS
jetzt ist mir klar weshalb die “Bolzanini” nicht kamen, war ja Sabbat. ;)

@hunter
stimmt schon, doch wer verteidigt sie? Die Trennlinie ist dort. wo warst du übrigens? Ski-Fahren? ;)

@Carlo
Ich hab mich schon oft für eine neutrale, lücken- und schonungslose Aufarbeitung der Geschichte in Südtirol ausgesprochen, auch um solch ständig wieder kehrende Vorwürfe ein für alle mal zu entkräften. Die Südtiroler haben vergleichweise wenig “braunen Dreck am Stecken”.
Mit “Heim ins Reich” meinst du die Option??? Völlig daneben, wenn sie damals nur vor die Wahl zwischen Pest und Cholera, Nazismus oder Faschismus gestellt wurden!
Die NSDAP Mitgliedschaft einer Politiker betrifft vor allem die SVP, die kein Interesse an der Aufarbeitung der Vergangenheit hat. Wohl aus gutem Grunde. Vielleicht handelt sie auch deswegen nach dem Motto “Gras drüber wachsen lassen”.
Und ich glaube nicht dass die Vergangenheit wie auch immer ein Grund ist nicht zu demonstrieren, die Südtiroler sind HEUTE leider generell ein faules Volk was Demos anbelangt. Eine Großkundgebung wie 1957 bei Sigmundskron könntest du heute kaum mehr organisieren, obwohl jeder ein Auto hat und die Verkehrwegen perfekt ausgebaut sind! Traurig aber wahr. Hierzulande trauen sich immer weniger offen ihre Meinung zu sagen, weil sie Nachteile (welcher Art auch immer) befürchten.

Dies zu 1943-1945:
“Im Bozner KZ befanden sich auch aus rassistischen Gründen Internierte. Juden und Roma. Mehr als 11.000 Häftlinge wurden durch dieses Lager in die Gaskammern geschleust. Keine und keiner der Südtiroler Lager-Wachen wurde bestraft, weder Hildegard Lechner, die jüdische Frauen ermordete, noch Karl Gutweniger, der Lager-Insassen quälte. Das Bozner Sondergericht beschäftigte sich zwischen 1945 und 1947 mit 518 Fällen von NS-Kollaboration, Es gab aber nur 63 Urteile, 27 davon waren Freisprüche. Mit Samthandschuhen wurden NS-Verbrecher behandelt. Ein Südtiroler Kapitel, über das sich das offizielle Südtirol ausschweigt”.
und
war ist da nicht Eichmann mit Sudtiroler Hilfe nach Argentinien geflohen ….

Ich wüsste nicht, was deine Aufzählungen mit dem Casa-Pound-Aufmarsch zu tun haben. Du willst damit pauschal widerlegen, dass die Südtiroler Antifaschisten sind, doch das ist ein Unterfangen, das ob seiner Verallgemeinerung nicht gelingen kann. Wenn du möchtest, lade ich dich stattdessen ein, einen Artikel über die Südtiroler Täter zu verfassen. Ich werde ihn gern veröffentlichen.

@gadilu: Ich hatte auch nie von einem Gründungsmythos gesprochen. Dann meinst du wohl fabivS’ Wortwahl. Wenngleich etwas nach meinem Dafürhalten schon ein Gründungsakt und ein Gründungsmythos zugleich sein kann.

No, guarda, Gadilu: la costituzione non è l’ATTO fondativo di alcun partito (grazie a Dio). Il fatto che alcuni partiti l’abbiano interiorizzata al punto da divenire per loro un totem assoluto, non deve nascondere che la loro storia è precedente e che alcune correnti fossero poco in linea con essa. Che, se è vero che Umberto Terracini era comunista, non mi verrai a dire che la rivoluzione in senso marxista è prevista dalla costituzione?
In questo senso, pur non essendo in alcun modo l’atto fondativo dei partiti di Togliatti e Nenni, ne divenne col tempo un nucleo di valori a cui rifarsi. Ma questa non è la storia per come si svolse (es: a Livorno nel 1921 nessuno pensava alla costituzione e nemmeno nelle azioni di guerriglia del periodo ’43-’45), è un mito a posteriori.
Sarebbe, per fare un parallelo, un po’ come dire che gli attivisti sudtirolesi si rifacessero agli ideali dell’autonomia e che il secondo statuto fosse il loro atto fondativo… un po’ traballante come versione…

Mi piacerebbe sapere dove ho mai detto che la Costituzione è l’atto fondativo di un partito. Boh.

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