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Los von Italien.

Langsam… Langsam… Si potrebbe anche intitolare questo editoriale di Norbert Dall’Ò apparso oggi sull’ff. Lo pubblichiamo per gentile concessione dell’autore:

Los von diesem hässlichen Italien

Verrückte Steuern, idiotische Gesetze und eine von der Realität abgehobene Politikerkaste. Wenn das so weitergeht, darf man sich nicht wundern, wenn …(von Norbert Dall’Ò)

Jede Woche ein Eildekret. Was geschieht in einem normalen Staat, wenn ein Mord passiert? Richtig. Die Polizei sucht den Schuldigen, dieser wird dingfest gemacht, verurteilt, eingesperrt. Nicht so in Italien. Hier erlässt der Innenminister am Tag nach dem Mord ein Eildekret, das die Ausweisung von straffällgen Ausländern vorsieht. “Emergenza stranieri” nennt sich das. Und weil man schon dabei ist, auf der Welle des Volkes Zorn draufloszugaloppieren, werden noch gleich einige Zigeunerlager plattgemacht. Diesmal sind es die Rumänen, auf die eingeprügelt wird. Gestern waren es die Albaner. Und morgen?

Sonntagmittag auf irgendeiner Raststätte in Mittelitalien: Zwei Fangruppen treffen aufeinander und prügeln sich. Ein Streifenwagen der Polizei kommt zufällig vorbei. Ein Beamter steigt aus, zieht die Pistole und schießt. Er trifft einen jungen Mann, der achtzig Meter entfernt in seinem Auto sitzt. Der Mann überlebt nicht. Was macht der Innenminister? Richtig. Er ruft die “emergenza calcio” aus, erlässt ein Eildekret, das es Fans verbietet, ihre Mannschaft bei Auswärtsspielen zu begleiten. Außerdem werden sämtliche Spiele am kommenden Sonntag abgesagt.

Die “emergenza calcio” gibt es nicht erst seit Sonntag. Der gute Innenminister sollte eigentlich wissen, dass die Fußballstadien seit Jahren schon fest in der Hand von Verbrecherbanden sind, die sich dort verabreden, um Rambazamba zu machen. Das gab es früher auch in anderen Ländern. Aber dort wusste der Staat zu reagieren – und jetzt ist Fußball in England und Deutschland wieder das, was er sein sollte: ein Erlebnis. Hierzulande debattiert man in fürchterlichen TV-Sendungen seit Jahren über die “emergenza calcio”. Ohne dass eine einzige Entscheidung getroffen worden wäre. Ohne dass sich in den bunkerähnlichen Stadien eine einzige Schraube jener stählernden Käfige gelockert hätte, in denen die “Fans” zu wildgewordenen Affen werden.

Es ist wie mit dem Verbot, nach 2 Uhr Alkohol auszuschenken. Die Verzweiflungstat einer Politikerkaste, die der Öffentlichkeit beweisen will, “hart durchgreifen” zu wollen. Die Probleme werden dadurch nur schlimmer. Je idiotischer die Gesetze, desto heftiger die Reaktion darauf. Noch nie wurde in der Jugendszene so viel gesoffen wie derzeit.

Italien und seine Notstände: Müll, Wasser, Schule, Universität, Kriminaliät, Mafia, Ausländer … und jetzt also Fußball. Gibt es in diesem Staat etwas, was noch funktioniert? Das Land versinkt im Chaos. Die Regierung ist zu sehr mit dem eigenen Überleben beschäftigt, um eine Politik machen zu können, die diesen Namen verdient. Also wird geschröpft. Und mit dem Knüppel gewedelt. Man spielt Ordnungsstaat, ohne einer zu sein.

Der Schuss, der auf jener Raststtäte einen Mann getötet hat, könnte sich jederzeit auch bei uns lösen. Ich habe nie verstanden, warum es in Südtirol dermaßen viel Polizei gibt, die uns überall, auf den Straßen, aber auch in den Fußgängerzonen, auflauert. Und absolut kein Verständnis habe ich , wenn sie nicht nur die Kelle, sondern auch die MP zücken. Was soll diese Demonstration von Macht?

Sezessionsgeflüster. Es liegt nicht an der guten Eva Klotz, wenn an den Stammtischen Sprüche fallen wie: “Was sollen wir noch bei diesem Staat?” Es liegt an diesem Staat selbst, der sich anscheinend mächtig Mühe gibt, immer unsympathischer zu werden.
Fünfzig Jahre nach dem “Los von Trient” über ein “Los von Rom” nachzudenken, ist nichts Anrüchiges. Es lenkt aber vom einzig realistischen und gangbaren Weg ab, den Südtirol gehen kann und gehen muss: der Vollautonomie.
Wie nicht sein kann, dass ein Regierungskommissär ein Gastlokal schließt oder ein Minister entscheidet, wie der Skibetrieb am Kronplatz abzuwickeln ist, darf nicht sein, dass irgendwelche Behörden in Rom einen Spaß daran haben, uns mit Polizei- Finanz- und Carabinierieinheiten einzudecken. Ich bin mir sicher: Wir können uns nicht nur verwalten. Wir können auch auf uns aufpassen.

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37 replies on “Los von Italien.”

L’Italia e’ un grande paese, che ha grandi problemi, ed e’ un paese complicato, forse troppo per Dall’à’ (cognome interessante pero’).
Meglio concentrarsi sull’Alto Adige: dove sono la conseguenze a livello locale, sulla vita di Dall’à’, di questo tasse pazzesche e queste leggi idiote. Troppa polizia e troppo alcool? Cacchio!
I problemi sono altrove e peraltro si devono affrontare senza contare sul contributo dei sudtirolesi.

Massimo l’Italia è un grande paese? Verissimo, per certi aspetti, per altri (moltissimi) è un paese miserabile. Ma questo non è il punto. Il grande paese italiano sarebbe “meno grande” senza il Sudtirolo? E soprattutto, non pensi che per gli italiani che vivono qui il legame col “grande paese” rappresenti ormai soltanto una zavorra buona per giustificare l’autodeterminazione “interna” del gruppo linguistico tedesco? Ti pare una situazione alla lunga sostenibile?

P.S. Mi pare di capire (e mi sembra che tu stesso l’hai detto) che tu non sia di qui. A cosa devi la conoscenza del tedesco? Perché ti “interessa” che il Sudtirolo rimanga “italiano”?

L’unico motivo per cui mi interessa un alto adige italiano é per motivi di “sicurezza”.
Supponiamo che avvenga la tua auspicata separazione e creazione di uno stato autonomo. Cosa credi che succederebbe agli italiani ? (ora servono perché lo stato versa i soldi, ma poi, uno stato autonomo non riceverebbe piú quei soldi)

Ti sentiresti tu *oggi* di rischiare una mossa del genere ?

La vostra idea é di certamente intrigante ma basata su presupposti quasi certamente falsi, ossia che il gruppo dominante sia in maggioranza disposto a integrarsi e a non sopraffare. L’attuale situazione politica locale non garantisce afatto che questo sia vero oggi e non fa assolutamente nulla affinché ció posa essere vero domani.

Prova a immaginare il mondo senza l’Italia (dovresti subito usare un altro alfabeto). Erri de Luca ha scritto: non sono contento dell’Italia pero’ quando la sento denigrare mi viene il nervoso. Succede anche a me.
Quanto all’Alto Adige, deve rimanere italiano per diversi motivi: a) in Europa per principio i confini non vanno mutati, vanno superati; b) basta lagne, i (gravi) torti sono stati riparati, un po’ di contegno, se tutte le minoranze al mondo facessero cosi’…; c) esistono validissime ragioni per sostenere che l’AA non dovrebbe essere Italia, ma il fatto che ne faccia parte non e’ cosi’ peregrino: c’e’ Deutschnofen, ma c’e’ anche Welschnofen. O no?; d) nell’Italia democratica, i separatisti sudtirolesi hanno portato avanti la loro idea non facendo lo sciopero della fame come Bobby Sands, o commuovendo il mondo come Gandhi e Mandela, ma ammazzando diverse persone; e’ un’idea senza autorita’ morale; e) uno stato democratico non puo’ lasciare andare una regione dove si e’costituito un sistema iniquo; prima lo si aggiusta, poi semmai, forse, chissa’…
Non ho legami personali con l’AA e vivo in Olanda. Ho abitato 6 anni in Germania e ho una fidanzata tedesca. Ma il mio e’ un tedesco da spaghettifresser.

L’unico motivo per cui mi interessa un alto adige italiano é per motivi di ”sicurezza”.

Strano. Perché – stante questa situazione – tu hai sempre detto che il gruppo linguistico italiano è a rischio d’estinzione…

Supponiamo che avvenga la tua auspicata separazione e creazione di uno stato autonomo. Cosa credi che succederebbe agli italiani ? (ora servono perché lo stato versa i soldi, ma poi, uno stato autonomo non riceverebbe piú quei soldi).

La “separazione” da me auspicata non deve cadere dal cielo. Deve essere conquistata, mediante una serie di cambiamenti (istituzionali e in primo luogo culturali), pezzo per pezzo e con le dovute garanzie che la società  costruenda (per così dire) sia più “evoluta” di quella passata. Io ritengo solo che ciò sia possibile modificando alla radice l’autonomia e i suoi principi fondamentali (che in pratica la rendono “dipendente” dal riferimento ad uno Stato nazionale).

Ti sentiresti tu *oggi* di rischiare una mossa del genere ?

L’ho già  detto. “Oggi” la situazione non consente nessun tipo di separazione. La società  è totalmente impreparata.

La vostra idea é certamente intrigante ma basata su presupposti quasi certamente falsi, ossia che il gruppo dominante sia in maggioranza disposto a integrarsi e a non sopraffare.

È un’ipotesi irrealistica almeno quanto quella che ritiene plausibile alla “minoranza” tedesca di rinunciare ai proprio “privilegi” rimanendo all’interno dello Stato italiano. Anzi, quest’ultima ipotesi è completamente assurda, visto che la situazione che abbiamo davanti agli occhi lo smentisce in ogni punto.

L’attuale situazione politica locale non garantisce afatto che questo sia vero oggi e non fa assolutamente nulla affinché ció posa essere vero domani.

Su questo concordo.

Prova a immaginare il mondo senza l’Italia (dovresti subito usare un altro alfabeto). Erri de Luca ha scritto: non sono contento dell’Italia pero’ quando la sento denigrare mi viene il nervoso. Succede anche a me.

Nessuno denigra niente. Ma a volte è meglio non mettere la testa sotto la sabbia.

Quanto all’Alto Adige, deve rimanere italiano per diversi motivi: a) in Europa per principio i confini non vanno mutati, vanno superati;

Superare i confini è un modo per mutarli.

b) basta lagne, i (gravi) torti sono stati riparati, un po’ di contegno, se tutte le minoranze al mondo facessero cosi’…;

In Sudtirolo chi si lagna di più sogno gli italiani.

c) esistono validissime ragioni per sostenere che l’AA non dovrebbe essere Italia, ma il fatto che ne faccia parte non e’ cosi’ peregrino: c’e’ Deutschnofen, ma c’e’ anche Welschnofen. O no?;

Continuerebbero ad esserci anche dopo.

d) nell’Italia democratica, i separatisti sudtirolesi hanno portato avanti la loro idea non facendo lo sciopero della fame come Bobby Sands, o commuovendo il mondo come Gandhi e Mandela, ma ammazzando diverse persone; e’ un’idea senza autorita’ morale;

Noi non siamo “separatisti sudtirolesi” nel senso di “separatisti etnici”. Siamo tutto il contrario. E ovviamente non siamo disposti a torcere un capello a chicchessia.

e) uno stato democratico non puo’ lasciare andare una regione dove si e’costituito un sistema iniquo; prima lo si aggiusta, poi semmai, forse, chissa’…

La nostra idea è che il “sistema iniquo” non possa che essere tale se dobbiamo in qualche modo sempre scontrarci con lo scoglio della “minoranza” da tutelare.

È un’ipotesi irrealistica almeno quanto quella che ritiene plausibile alla ”minoranza” tedesca di rinunciare ai proprio ”privilegi” rimanendo all’interno dello Stato italiano

Nessuno deve rinunciare a nulla: il privilegio qui è quello di avere uno statuto particolare che differenzia (TUTTI) i cittadini sudtirolesi nei confronti degli altri italiani non residenti in alto adige.
A meno che tu non sostenga che sia giusto creare privilegi basati sull’etnia…sempre lì ricadiamo: dà i l’impressione di giustificare ed avallare questa situazione.

Strano. Perché – stante questa situazione – tu hai sempre detto che il gruppo linguistico italiano è a rischio d’estinzione…

Infatti: estinzione che, se oggi ci staccassimo dallo stato, avverrebbe prematuramente e, temo, in modo non del tutto indolore.

Ce l’abbiamo già  un’autonomia che differenzia TUTTI i cittadini sudtirolesi-altoatesini nei confronti degli altri non residenti in AA. Prendi per esempio la clausula del voto, che prevede la residenza di quattro anni. E poi anche la proporzionale, che si applica solo ai “residenti”. Che vuoi di più??? Eppure, guarda caso, a te queste cose non stanno bene. E allora???

Non devi continuare a dire “OGGI”. È del tutto evidente che “OGGI” questa operazione (chiamiamola così) non sarebbe possibile.

Non rivolgo i miei argomenti a una logica indipendentista post-etnica che giudico velleitaria. Una provincia (perche’ questo e’: una provincia, piu’ o meno corrispondente al circolo di Bressanone austro-ungarico) dove il partito che ha la maggioranza assoluta (speriamo non per molto) non autorizza l’iscrizione a persone che si dichiarano di madrelingua italiana. Una provincia dove ci sono asili che prevedono la separazione fisica dei bambini a seconda dell’appartenenza linguistica. Una provincia dove, senza arrivare alle klotzate, l’informazione facilmente accessibile (gli opuscoli, i siti dei comuni ecc.) distorce sistematicamente la storia: 900 righe sugli abusi di Tolomei (che non ha ammazzato nessuno, pace all’anima sua) e un silenzio compiacente su terrorismo sanguinario, tedeschizzazioni perpetrate o solo tentate, repressione austroungarica della liberta’ italiana. Andrebbe ristabilito un minimo di equilibrio e di decenza, e anche delle regole diverse. Lo deve fare lo stato italiano, spinto dall’indignazione dell’opinione pubblica. Lo stato italiano siamo noi. Ma anche questa e’ velleita’.

Non rivolgo i miei argomenti a una logica indipendentista post-etnica che giudico velleitaria.

Forse proprio questo è il problema. Tu giudichi “velleitaria” la logica indipendentista post-etnica ma non trovi “argomenti”. Personalmente invece sarei interessato a conoscerli, gli “argomenti”. Altrimenti la discussione si basa solo su sensazioni e giudizi privi di fondamento.

Una provincia (perche’ questo e’: una provincia, piu’ o meno corrispondente al circolo di Bressanone austro-ungarico) dove il partito che ha la maggioranza assoluta (speriamo non per molto) non autorizza l’iscrizione a persone che si dichiarano di madrelingua italiana.

È del tutto ovvio che questo partito non autorizzi l’iscrizione a persone di madrelingua italiana. Non ci vedo nulla di scandaloso. La Svp è fatta così, rappresenta la “minoranza” nazionale. La sua legittimazione la prende da questo semplicissimo fatto.

Una provincia dove ci sono asili che prevedono la separazione fisica dei bambini a seconda dell’appartenenza linguistica.

La separazione “fisica” non impedisce che centinaia di bambini “tedeschi” frequentino gli asili italiani e viceversa. Questo è l’importante.

Una provincia dove, senza arrivare alle klotzate, l’informazione facilmente accessibile (gli opuscoli, i siti dei comuni ecc.) distorce sistematicamente la storia: 900 righe sugli abusi di Tolomei (che non ha ammazzato nessuno, pace all’anima sua) e un silenzio compiacente su terrorismo sanguinario, tedeschizzazioni perpetrate o solo tentate, repressione austroungarica della liberta’ italiana.

Del terrorismo si sa più o meno tutto e le informazioni migliori ce le abbiamo proprio grazie al lavoro degli storici e dei giornalisti “tedeschi” (vedi il libro di H.K. Peterlini sugli “anni delle bombe”). Tolomei non ha fisicamente “ammazzato” nessuno, ma la sua opera ha legittimato e incoraggiato la snazionalizzazione di un territorio che resta un fatto indegno. Per quanto riguarda la “repressione austroungarica” mi sembra che tu parli in base ad una lettura francamente antiquata del “risorgimento”.

Andrebbe ristabilito un minimo di equilibrio e di decenza, e anche delle regole diverse. Lo deve fare lo stato italiano, spinto dall’indignazione dell’opinione pubblica. Lo stato italiano siamo noi. Ma anche questa e’ velleita’.

Sà­, questa è veramente una “velleità ” perché: 1) pochi riescono ad immaginarsi concretamente in che cosa dovrebbe consistere quest’opera di riequilibrio, 2) più lo Stato italiano s’immischia nelle faccende altoatesine e più i meccanismi di “protezione” della specificità  locale diventano efficaci.

Insomma, mi sembra che la tua analisi sia clamorosamente sbiadita. Sarà  perché stai in Olanda e non comprendi bene i termini della questione.

Ce l’abbiamo già  un’autonomia che differenzia TUTTI i cittadini sudtirolesi-altoatesini nei confronti degli altri non residenti in AA

Purtroppo la stessa autonomia fa differenze anche fra chi qui ci vive, in questo modo crea discriminazione.

Io penso che fintanto ci sarà  questo tipo di politica basata su presupposti sbagliati (etnia, riparazione dei torti subiti ecc. ) non si potrà  mai realizzare nulla di diverso rispetto a quello che attualmente avviene.

Io penso pertanto che si debba agire per modificare questo sistema che fa da blocco a qualsiasi iniziativa che promuova la creazione di una società  plurilingue. Non capisco invece la tua posizione: come pensi di giungere al tuo obiettivo ?

Discriminazione. Ci risiamo. In che cosa consiste la “discriminazione”?

Poi. Tu dici che “finché ci sarà¡ questa politica basata su presupposti sbagliati…”. Se una minoranza afferma il principio della propria tutela secondo te è un presupposto sbagliato? Perché la costituzione italiana difende allora questo presupposto sbagliato? Perché?

Come penso di giungere al mio obiettivo mi pare palese. O ti devo copiare e incollare tutti i contributi che stiamo stendendo da un paio di anni a questa parte?

Tu continui a confondere il principio con il modo.

Giustissimo: la minoranza deve essere tutelata. Ma cosa significa tutelare ? La tutela può esplicarsi in qualsiasi forma ?
Ovvio che no, la tutela deve fare in modo di proteggere un soggetto, senza evidentemente ledere i diritti di altri.

Il bilinguismo è una tutela che segue questo principio (e lo rafforzerei, a costo di lasciare a casa tanti italiani…) mentre la proporzionale e in generale la dichiarazione di appartenenza non lo sono affatto (sono contrari a principi costituzionali oltre ad essere discriminatori). E di fatto erano previsti come meccanismi temporanei con il solo scopo di ripianare un gap (ma di questo abbiamo già  discusso a lungo…)

Mantenere questo tipo di tutele, o negare ad esempio un scuola plurilingue, sono storture ingiustificate che contribuiscono a mantenere se non ad amplificare le divisioni e a creare questo perenne e latente clima di odio.

Visto che l’ha citato Massimo: siamo sicuri che sia giusto che un partito non accetti per statuto cittadini di un certo gruppo linguistico ?
Un partito finanziato con i soldi pubblici ?

Se troviamo questo normale o giustificabile (come forma di tutela) allora significa che è normale e giustificabile (sempre per via della tutela) i cittadini di quello stesso gruppo. E’ questo il tuo ragionamento ?

Chiedo solo per capire, non per fare polemica. Quella in caso la faccio dopo …

Il tuo progetto e’ velleitario: a) perche’ non e’ realizzabile, ci sono trattati, c’e’ la costituzione e c’e’ l’UE che lo impedirebbero; b) perche’ e’ ingiusto verso lo stato italiano, visto invariabilemente come negativita’; c) perche’ non otterresti l’effetto voluto, il progetto ti sfuggirebbe di mano. Questi sono gli argomenti.
Svp: hai ragione, e’ legittimo, ma fa schifo.
Asili: mi stai dicendo che in fondo non e’ un problema prevenire il contatto accidentale? Un’affermazione veramente anitaliana.
Terrorismo ecc.: non parlo degli studi e dei libri; parlo della vulgata, di quello che trovi nell’informazione in pillole, che influenza largamente l’opinione pubblica.
Risorgimento: quale sarebbe una lettura non antiquata? In ogni ricostruzione storica bisognerebbe semplicemente ricordare che l’Austria e’ stata potenza occupante dell’Italia prima dell’unita’ e che l’universo non e’ stato creato nel 1918.
Sarebbe bene rivedere con l’Austria il De Gasperi – Gruber, rivedere le circoscrizioni elettorali (che danno 3 senatori su 3 alla Svp), eliminare le conseguenze pratiche del censimento linguistico, rivedere la toponomastica, dare piu’ poteri a regione, circondari e comuni levandoli dalla provincia, diminuire di conseguenza la quantita’ di tasse trattenute in provincia, creare una provincia ladina, implementare la costituzione italiana!
La tua ultima frase mi delegittima, quindi abbandono questo forum.

Tu continui a confondere il principio con il modo.

Manco per idea.

Giustissimo: la minoranza deve essere tutelata. Ma cosa significa tutelare ? La tutela può esplicarsi in qualsiasi forma?

Ovvio che no. La tutela si esplica in forme concordate. Come ad esempio quelle delle quali stiamo parlando.

… la tutela deve fare in modo di proteggere un soggetto, senza evidentemente ledere i diritti di altri.

Verissimo. Ma io vorrei a questo punto veramente sapere in che cosa questa forma di tutela leda i diritti degli “altri”. È del tutto inutile, credimi, continuare a suonare questo disco senza mettere sul piatto un po’ di contenuti. Guardiamo un po’ se ci riusciamo?

Il bilinguismo è una tutela che segue questo principio (e lo rafforzerei, a costo di lasciare a casa tanti italiani…) mentre la proporzionale e in generale la dichiarazione di appartenenza non lo sono affatto (sono contrari a principi costituzionali oltre ad essere discriminatori).

È falso che la proporzionale sia discriminatoria (perché è appunto calibrata sulla quantificazione dei gruppi linguistici: lo sarebbe se prescindesse da questa quantificazione) ed è falso che sia contraria ai principi costituzionali (lo statuto d’autonomia, a quanto ne so, è stato approvato con tutti i crismi della legalità  sottoposti al dettato costituzionale).

Anch’io sono dell’opinione che il “bilinguismo” debba in un certo senso “sostituire” il meccanismo del proporzionale, ma questo, per l’appunto, aprirebbe a tutt’oggi nuovi fronti problematici. È bene esserne consapevoli.

E di fatto erano previsti come meccanismi temporanei con il solo scopo di ripianare un gap (ma di questo abbiamo già  discusso a lungo…)

Ne abbiamo discusso a lungo, ma sarebbe sempre bene ricordare la conclusione di queste discussioni: OGGI COME OGGI è il gruppo linguistico italiano ad essere TUTELATO dalla proporzionale. Non penso che tu lo possa negare.

Mantenere questo tipo di tutele, o negare ad esempio un scuola plurilingue, sono storture ingiustificate che contribuiscono a mantenere se non ad amplificare le divisioni e a creare questo perenne e latente clima di odio.

Non è vero che esiste un clima di “odio”. Odio è una parola troppo forte e sicuramente non corrisponde alla situazione reale. Mettera mano ad un mutamento delle “tutele” (come evidenziato sopra) è molto complesso. Anch’io sono ovviamente a favore del mutamento. Ma bisogna capire bene come fare e, soprattutto, evitando di ingrassare il coro di chi protesta senza sapere bene cosa sta dicendo.

Visto che l’ha citato Massimo: siamo sicuri che sia giusto che un partito non accetti per statuto cittadini di un certo gruppo linguistico ?
Un partito finanziato con i soldi pubblici?

Può non essere “giusto” in generale. Nel caso specifico è del tutto ovvio che sia così.

Se troviamo questo normale o giustificabile (come forma di tutela) allora significa che è normale e giustificabile (sempre per via della tutela) i cittadini di quello stesso gruppo. E’ questo il tuo ragionamento?

qui non ho capito bene quello che vuoi dire.

Chiedo solo per capire, non per fare polemica. Quella in caso la faccio dopo …

Puoi benissimo fare polemica. L’importante è che alla fine le posizioni risultino chiare.

Il tuo progetto e’ velleitario: a) perche’ non e’ realizzabile, ci sono trattati, c’e’ la costituzione e c’e’ l’UE che lo impedirebbero;

Allora. I trattati non sono scolpiti nella roccia, la costituzione idem e l’UE non penso che possa o voglia opporsi ad un processo che vedrebbe il consenso di tutta (è la precondizione) la popolazione sudtirolese.

b) perche’ e’ ingiusto verso lo stato italiano, visto invariabilemente come negativita’;

La nostra considerazione è appuntata più sulla negatività  interna al sistema sudtirolese che su quella all’esterno (anche se le due cose sono legate). Parlare di ”ingiustizia”, a questo proposito, non è significativo.

c) perche’ non otterresti l’effetto voluto, il progetto ti sfuggirebbe di mano.

L’effetto voluto è, in prima istanza, l’elaborazione del progetto. Questa elaborazione dovrebbe prevedere esattamente il depotenziamento di ogni conseguenza che lo faccia evolvere in una direzione non voluta. Ma chi non risica non rosica.

Svp: hai ragione, e’ legittimo, ma fa schifo.

Che ho ragione non c’era bisogno nemmeno di dirlo. Fa schifo? Dipende dal punto di vista. Personalmente a me non piace, ma le cose stanno così e dobbiamo farci i conti (chi dice che fa ”schifo” non inizia neppure, a farci i conti).

Asili: mi stai dicendo che in fondo non e’ un problema prevenire il contatto accidentale? Un’affermazione veramente antitaliana.

Ti sto dicendo che ogni prevenzione del contatto accidentale è fallita. Quindi puoi dormire tranquillo.

Terrorismo ecc.: non parlo degli studi e dei libri; parlo della vulgata, di quello che trovi nell’informazione in pillole, che influenza largamente l’opinione pubblica.

Nella vulgata trovi anche chi dice che i sudtirolesi di lingua tedesca ”opprimono” gli italiani. Pensa un po’. E allora? Gli imbecilli ci sono, è un fatto.

Risorgimento: quale sarebbe una lettura non antiquata? In ogni ricostruzione storica bisognerebbe semplicemente ricordare che l’Austria e’ stata potenza occupante dell’Italia prima dell’unita’ e che l’universo non e’ stato creato nel 1918.

Mi piacerebbe sapere come faceva l’Austria ad occupare l’Italia se l’Italia (intesa come Stato-Nazione) neppure esisteva. Sicuramente l’universo esisteva anche prima del 1918, anzi prima del 1914. Ma forse qualcuno può spiegarti che l’universo dominato dalla Real Casa d’Asburgo era un universo che tollerava la diversità  molto più di quanto è accaduto dopo il crollo dell’Impero austro-ungarico.

Sarebbe bene rivedere con l’Austria il De Gasperi – Gruber…

Molto interessante. Dunque vuoi rivedere un accordo che è allegato al trattato di pace… E cioè?

… rivedere le circoscrizioni elettorali (che danno 3 senatori su 3 alla Svp)

Ultimamente questo meccanismo è stato rivisto e ai 3 si è aggiunto anche un sentaore di ”lingua italiana” (le ”destre” italiane erano però contrarie…)

… eliminare le conseguenze pratiche del censimento linguistico

In che senso? Anche tu sei un nemico della proporzionale? Cioè un nemico del ”gruppo linguistico italiano”?

… rivedere la toponomastica

Cazzo! In che senso???

… dare piu’ poteri a regione, circondari e comuni levandoli dalla provincia

OK. Se rafforziamo la regione (che è morta, te lo dico in confidenza) come possiamo parallelamente rafforzare i comuni (”levandoli alla provincia”)? Non è contraddittorio? Ma per te l’essenziale è indebolire la provincia… quindi ogni cazzata è lecita.

… diminuire di conseguenza la quantita’ di tasse trattenute in provincia

Ottimo. E questo perché? Per alzare il livello dello scontro sociale? Ma te sei un genio!

…creare una provincia ladina

Anche questo, perché no? Pero qui bisognerebbe agire su quei ”trattati” che per te erano immodificabili…

… implementare la costituzione italiana!

Concetto oscuro: sei sicuro di conoscere il significato della parola ”implementare”?

La tua ultima frase mi delegittima, quindi abbandono questo forum.

Guarda: noi ti accogliamo quando vieni e ti lasciamo andare quando vai. Comunque, se il livello dei tuoi contributi è quello appena accertato, se te ne vai non ci perdiamo poi moltissimo.

P.S. Meno male che Massimo sta in Olanda e di Sudtirolo non capisce quasi nulla. Figuriamoci se discorsi del genere si facessero, che so, a Bolzano.

Davide, i congiuntivi please! L’importante è che tu capisca… Ma non capisco tutto. Capisco più di Massimo (sta in Olanda, è giustificato) e più di te (anche questa un’impresa non particolarmente eclatante, ovviamente).

L’Alto Adige è un concetto superato, morto. Io non faccio la guardia ai morti. Per quello basti e avanzi tu e quelli come te (i beccamorti della patria).

@à‰tranger,

La costituzione, nel sua Art. 3, che sicuramente conoscerai bene recita :

Tutti i cittadini hanno pari dignità  sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà  e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

La proporzionale lede il mio diritto ad essere tratato con pari dignità¡. È innegabile che determinando criteri di selezione dei posti di lavoro per appartenenza etnica, la proporzionale sia in contrasto con la costituzione.

Poi c’è l’Art. 6 :

La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

La sua applicazione in sudtirolo é chiaramente in contrasto con l’Art. 6 e per questo motivo tanti sono stati i ricorsi alla Corte Costituzionale. La Corte non ha mai detto che l’Art. 6 é prevalente rispetto l’Art. 3 e ha sempre tenuto in debito conto la transitorietà  delle norme piú discusse.
Recentemente poi, ma non ho sottomano il testo, si é espressa in modo molto meno accondiscendente.

Sinceramente non capisco: ti é mai capitato di partecipare ad un concorso, di essere il vincitore ma di non essere poi assunto perché non sei del gruppo giusto ?
O sapere a priori che certi posti a te saranno sempre preclusi per motivi “anagrafici” ?

Aveva ragione Langer: dichiararsi tutti tedeschi avrebbe risolto il problema.

Sergio, francamente non so più cosa dire. Ritieni che l’articolo 3 della costituzione sia in contraddizione con l’articolo 6? Pensi che le norme che regolano lo statuto d’autonomia (che è una LEGGE COSTITUZIONALE) collidano con la costituzione? Fai come ti pare. Appellati a qualche tribunale internazionale (avrebbe del clamoroso: denunciare l’inconstituzionalità  delle costituzione…) Insomma, illuditi pure.

Per quanto riguarda i concorsi: qui vale il principio: i posti vengono distribuiti PROPORZIONALMENTE secondo la consistenza dei gruppi linguistici. Questa è una norma che TUTELA TUTTI. Fattene una ragione, io non so più come te lo devo dire che AGLI ITALIANI NON INTERESSA MINIMAMENTE ABOLIRE QUESTO PRINCIPIO!!! Se vuoi passare alla storia come il Tafazzi del gruppo linguistico italiano, sei liberissimo.

Aveva ragione Langer? E allora fai come dice Langer. Dichiarati “tedesco”. Lo puoi fare benissimo e nessuno te lo vieta. Pensa te com’è liberale questo sistema!

à‰tranger,

a parte che non sono l’unico a vedere questa contraddizione, il problema comunque non é che i due articoli siano in contraddizione, ma é la proporzionale, ossia la norma che attua l’Art. 6 ad essere in contrasto con l’Art. 3.

Ancora una volta confondi il principio con la sua attuazione pratica.

Fra l’altro la contraddizione é talmente palese (dal punto di vista logico) che mi sembra veramente impossibile da non cogliere. Poi si possono fare 100 considerazioni di altra natura ma dire che i posti di lavoro sono assegnati PROPORZIONALMENTE alla consistenza dei gruppi é logicamente la negazione di “senza distinzione di razza, di lingua”.

Poi ripeto, ognuno la veda pure come vuole…

Sul fatto che la proporzionale tuteli gli italiani poi vorrei proprio vedere come lo dimostri. I dati numerici parlano esattamente al contrario. Che senza possa essere peggio potrebbe anche essere vero, che da qui a dire che li tuteli…

a parte che non sono l’unico a vedere questa contraddizione, il problema comunque non é che i due articoli siano in contraddizione, ma é la proporzionale, ossia la norma che attua l’Art. 6 ad essere in contrasto con l’Art. 3.

Non sei l’unico, questo è possibile. Ma questo non è un criterio che avalla la bontà  delle tue osservazioni (neppure quelli che vedono gli UFO sono pochi, eppure non hanno molta credibilità ).

Dunque, tu dici che la proporzionale (essendo una norma che applica l’articolo 6) è in contraddizione con l’articolo 3. Ma mi spieghi com’e possibile che un fatto così eclatante non sia mai passato al vaglio di nessuna commissione giudicante? Mi spieghi come è possibile che una norma del genere costituisca ancora uno dei cardini dello statuto d’autonomia che, per l’appunto, corrisponde ad una legge di rango costituzionale? Ma dormivano tutti? Per anni? Non è che, forse forse, tu qui stia giuridicamente brancolando nel buio e che non hai ben presente l’evoluzione di questa normativa?

Ancora una volta confondi il principio con la sua attuazione pratica.

Ripeto. Io non confondo proprio nulla. Sto ai fatti. E i fatti, come non c’è bisogno di aggiungere altro, mi danno ragione.

Fra l’altro la contraddizione é talmente palese (dal punto di vista logico) che mi sembra veramente impossibile da non cogliere.

Già . È talmente palese e nessuno la coglie. O come mai?

Poi si possono fare 100 considerazioni di altra natura ma dire che i posti di lavoro sono assegnati PROPORZIONALMENTE alla consistenza dei gruppi é logicamente la negazione di ”senza distinzione di razza, di lingua”.

Infatti. Peccato per l’appunto che ci sia quell’articolo 6 di merda che rovina tutto. Ah, destino cinico e baro!!!

Poi ripeto, ognuno la veda pure come vuole…

Eh, già . Evidentemente è una questione di opinioni…

Sul fatto che la proporzionale tuteli gli italiani poi vorrei proprio vedere come lo dimostri. I dati numerici parlano esattamente al contrario.

I dati numerici??? Quali dati numerici???

Che senza possa essere peggio potrebbe anche essere vero, che da qui a dire che li tuteli…

Appunto, vedi che ci arrivi anche da solo, se vuoi? Se non ci fosse SAREBBE PEGGIO, ERGO: LI TUTELA.

Ma mi spieghi com’e possibile che un fatto così eclatante non sia mai passato al vaglio di nessuna commissione giudicante?

Ci é passato, penso anche piú di una volta. Mi riservo di procurarmi i testi delle sentenze. Se non ricordo male la corte ha comunque emesso sentenze complesse in cui certe norme erano accettabili proprio perché transitorie. Ma siccome non ne sono sicuro mi procureró i testi della/e sentenze.

Infatti. Peccato per l’appunto che ci sia quell’articolo 6 di merda che rovina tutto. Ah, destino cinico e baro!!!

Stai un po’ scadendo…mancanza di argomenti ?
Comunque l’Art. 6 non dice che ci deve essere la proporzionale, semplicemente che vanno tutelate le minoranze linguistiche.

Lo statuto poi ha introdotto le norme che attuano l’Art. 6 per l’Alto Adige.
La proporzionale non é una conseguenza dell’Art. 6 (che ripeto visto che sembri non volermi capire, NON metto minimamente in discussione), quindi finiamola di dire che l’Art. 6 prevede la proporzionale.

Appunto, vedi che ci arrivi anche da solo, se vuoi? Se non ci fosse SAREBBE PEGGIO, ERGO: LI TUTELA.

Ma che ti é preso oggi ?
Tutela é una parola vuota se non é specificato da cosa si é tutelati.
Prima mi dici da cosa li tutela e poi se ne discute.

Se non ci fosse forse sarebbe peggio non significa che sono tutelato ma semplicemente quello che é scritto: potrebbe essere (non é certo) che vada peggio; in ogni caso non va bene (mi rimane negato il diritto di cui all’Art. 3) e quindi non sono tutelato.

In caso potrà¡ rallentare la malattia ma non guarisce di sicuro.

Aspetto con curiosità  le sentenze. Ma con un avvertimento. È ovvio che il processo che ha portato all’elaborazione della autonomia non sia stato esente da dibattimenti e contrasti. Ma il risultato non sta certamente fuori dal cerchio del diritto, dalle parti di una qualche “ingiustizia” o contraddizione “costituzionale”.

L’articolo 6. non dice che ci debba essere la proporzionale. È chiaro. L’articolo 6. non dice, propriamente, NULLA. Ma il fatto che si sia trovata la proporzionale rientra sicuramente nell’orbita tracciata dall’articolo 6. Non ti pare?

Vuoi sapere da cosa li tutela? 1) Dalla concorrenza degli italiani “non residenti” 2) dalla concorrenza dei tedeschi bilingui.

Fossi in te non continuerei a citare l’articolo 3. pensando che al suo dettato possano essere sacrificate tutte le specificità  di uno Stato non “omogeneo”. Che tu lo voglia o no: non possiamo volere da un lato la giurisdizione territoriale su una popolazione “alloglotta” e dall’altro negare che essa abbia il diritto di usufruire di particolari norme di tutela che la “distinguono” dal resto della popolazione. Questa è la realtà  della provincia autonoma di Bolzano. Il resto sono fantasticherie (e se te lo dico io, che sono considerato un utopista…).

Mi piacerebbe sapere come faceva l’Austria ad occupare l’Italia se l’Italia (intesa come Stato-Nazione) neppure esisteva. Sicuramente l’universo esisteva anche prima del 1918, anzi prima del 1914. Ma forse qualcuno può spiegarti che l’universo dominato dalla Real Casa d’Asburgo era un universo che tollerava la diversità  molto più di quanto è accaduto dopo il crollo dell’Impero austro-ungarico.

Che risposta furbesca…ma allo stesso tempo anche ingenua mio caro Etranger. Furbesca in quanto ti ispiri al pensiero offensivo del Metternich il quale ( a torto ) sosteneva che ” L’ Italia è una espressione geografica ” . Ma era proprio per creare l’ unità  degli italiani che si combattevano gli occupanti austriaci…i quali avevano tutto l’ interesse per tenerci divisi per il loro tornaconto imperiale… Ingenua perchè ti dai la zappa sul piede da solo : potrei risponderti semplicisticamente anch’ io come fai tu sulla questione
dell’ Alto Adige / Sudtirol ; che in fin dei conti l’ Italia non occupa proprio nessuno (e infatti non occupa nessuno ) da Salorno fino al Brennero, in quanto l’ Alto Adige / Sudtirol non è uno stato… e aggiungo io ,nemmeno un popolo ma semmai una minoranza . E sopratutto ( se proprio vogliamo mettere i puntini sulle “i”…) appartiene geograficamente alla penisola italiana dallo spartiacque naturale…
Sulla questione del rispetto delle diversità  durante la dominazione Austroungarica… ce ne sarebbe da scrivere…!!!
Basti solo pensare alla forzata tedeschizzazione dell’ alta Val Venosta ( già  ladina ) attuata a colpi di divieto sull’ uso della lingua romancia così come furono vietate le usanze romancie e impediti i matrimoni con i romanci… e che dire sul tentativo di germanizzazione della Val Badia attraverso l’ imposizione del tedesco nelle chiese e nelle scuole già  nel 1916 ??
Comunque mio caro Etranger, non voglio polemizzare con nessuno…
ritengo l’ autonomia dell’ Alto Adige per la salvaguardia delle minoranze nazionali sudtirolesi e ladine un fatto positivo e di alta civiltà  che onora ed eleva ( a mio avviso ) l’ intero popolo italiano. Mi dispiace altresì sottolineare però che la minoranza provinciale degli altoatesini ( alla quale io appartengo ) con usi, costumi , lingua, tradizioni, italianissime non siano altrettanto rispettate , salvaguardate dalla maggioranza che detiene il potere di questa nostra amata provincia.
Infine, ( e qui concludo ) se proprio volete l’ autodeterminazione , non dovete convincere noi italiani dell’ Alto Adige sulla bontà  o meno della vostra idea… con continue e offensive provocazioni…, ma alla stragrande maggioranza di voi rispettabilissimi sudtirolesi che a quanto pare votate in massa un partito che dei soldi che arrivano da Roma , proprio non sanno rinunciare. ( Andate all’ Austria a chiedere se vi concedono i nove decimi di tutto il gettito fiscale raccolto in provincia…andate…)

Boh…francamente non capisco l’atteggiamento di molti italiani nei confronti dell’ Alto-Adige.
Molti vedono i tedeschi di quì come dei maledetti traditori della patria e si indignano per questo, senza contare che essi sono A TUTTI GLI EFFETTI tedeschi. Hanno solo avuto l’ “insolenza” di rimanere dov’erano quando nel 1918 i confini si mossero. Con loro, con i loro Schuetzen esaltati e sotto sotto mezzi nazisti ci si arrabbia e ci si indigna perchè da tedeschi se ne vogliono andare dal Bel Paese.
Invece spesso i tollerano, spesso con un po’ di accondiscendenza, leghisti esaltati che vogliono la secessione e si rifanno alla lega lombarda o alla Serenissima. Perchè? Forse che quelli, essendo italiani hanno diritto di volersene andare, invece i tedeschi non possono dire nulla perché “quì siamo in Italia” e decidiamo noi?

Ormai sono passati 90 anni e l’Alto Adige più che integrarsi con il resto del paese sembra diventare sempre più una cosa a sé. Spesso ci accusano di campanilismo o di voler essere i primi della classe o di essere gli scrocconi di Roma, ma in realtà  tutti ci invidiano. Se però più che verso un’armonizzazione dell’ Alto-Adige nel contesto italiano si è arrivati a una sorta di antagonismo, non è solo merito degli Schuetzen esaltati. L’Italia è colpevole almeno tanto quanto gli “Heimatbewusste”, perchè non è stata minimamente in grado di accogliere la nuova terra. In quegli anni ci si gloriava tanto del passato romano, e si ammirava il modo con cui i Romani avevano saputo unificare mezza Europa. Con la spada, certo. Ma anche facendo sì che le popolazioni conquistate si sentissero in fondo parte di quella grande impresa. Non si imponeva nulla, a parte tasse e ordine giuridico, ma si glorificavano le tradizioni locali e si costruivano templi alle divinità  locali non sul posto d’origine, ma a Roma stessa, in modo che anche gli estremi abitanti dell’impero postessero in fondo dire: “però, guarda un pezzo di Roma è anche nostra”.
Ora, lascio a voi andare a vedere se anche da noi è stato così. Ma a quel che mi risulta i Sudtirolesi rimangono sempre gli “ubriaconi con le braghe di cuoio” come mi è capitato ancora di sentire dire durante i miei studi. E Di Andreas Hofer o della festa del Sacro cuore (per fare degli esempi) mi pare che in Italia (e purtroppo anche nella parti italiane dell’alto adige) si sappia troppo poco…

@Gladio
Tu citi la famosa espressione di Metternich (“L’ Italia e` solo un’ espressione geografica”) e qui Ti do pienamente ragione: Metternich e l’ Austria non avevano di certo l’ interesse che si sviluppasse uno Stato italiano indipendente ed unito.
Occupanti austriaci: Che io ne sappia, gli austriaci occupavano solo il Lombardo-Veneto, a sud c’ erano i Borboni, nel mezzo c’ era lo Stato della Chiesa (nemico dell’ unita` d’ Italia mille volte piu` dell’ Austria, come minimmo), e al nord c’ erano i Savoia (che dell’ unita` d’ Italia se ne fregavano altamente, perche´ loro volevano solamente ingrandire il loro regno, a spese degli altri) e le varie secondogeniture asburgiche sotto forma dei ducati emiliani e del Ggranducatoo di Toscana.
Parlare di occupazione in senso stretto mi sembra esagerato.
I Savoia hanno fatto dello Stivale una specie di Grande Piemonte, imponendo il loro sistema alla nazione unificata, spesso con la violenza.
Ricordati, che la reprressione del cosiddetto “brigantaggio” nel Sud e` costata piu` vite di tutte le campagne risorgimentali messe insieme e dette il via all’ emigrazione in massa di centinaia di migliaia di meridionali, i veri perdenti dell’ unita` d’ Italia.
“Fatta l’ Italia, bisogna fare gl’ italiani”, disse qualcunnnno. Ed aveva ragione! Solo cche chi gl’ italiani li avrebbe dovuti fare, se ne e` infischiato altamente, credendo di poter modellare gli abitanti di regioni diversissime tra loro in guisa di neopiemontesi.
E` stato il primo di una lunga serie di errori del centralismo italiano ed i primi ad esser stati traditi dopo l’ unita` d’ Italia sono stati proprio coloro i quali hanno combattuto perche´ l’ unita` nazionale potesse verificarsi.
Dici, giustamente, che in Alto Adige non esiste un’ occupazione. Sono pienamente d’ accordo con Te, perche´ lo Stato Italiano in quella regione e` un vago ricordo, da quando e` stata introdootta l’ autonomia e i sudtirolesi sono una minoranza nazionale, appartenente al mondo culturale tedesco, non sono un popolo a se´ stante.
Mi fa piacere che Tu menzioni la germanizzazione forzata della Val Venosta cosi` come i tentativi di germanizzare i ladini di Badia, Fassa e Gardena.
E` bene ricordare che di errori e malefatte non ne hanno compiuti solo gli italiani, ma che ci sono anche statii sopprusi da parte tedesca, specie nei confronti dei ladini.
Secondo me, se ne parla troppo poco, ma andrebbe ricordato piu` spesso, soprattutto a quegli ambienti che agitano sempre lo spauracchio del fascismo (morto e appeso per i piedi a Milano nel 1945, sepolto definitivamente dall’ acqua diuretica di Fiuggi nel 1995).

@FabivS
Hai ragione. Quelli della Lega le sparano molto piu` grosse degli Schützen e vengono lasciati fare.
Basta leggersi i commenti di Borghezio sul tricolore e vedersi certi video di lui su youtube.
Il resto di cio` che hai scritto, e` pienamente condivisibile.

Prego di volermi scusare, la mia tastiera non funziona piu` come io vorrei. Non sono ne´ drogato, ne´ ubriaco :)

E poi volevo aggiungere che, a parte magari qualche esaltato ignorantello, quelli che guardano con favore alla separazione dall’Italia non lo fa con senso di rifiuto verso l’Italia in generale, ma solo contro la sua organizzazione politica.
“Los von Rom” è leggermente diverso da “Los von Italien”. Perchè Roma è la capitale politica e non la nazione. Nel senso che chi vuole andarsene non rinnega la grandezza della cultura italiana in tutte le sue manifestazioni, ma afferma che tra i pregi del Bel Paese non possa essere elencato quello del Buongoverno, come l’articolo sopra cerca di mettere in luce.

Dispiace doverlo dire ma dopo tre giorni quasi interamente dedicati alla disamina di documenti, interventi ed opinioni sulla questione altoatesina – ivi comprese le necessarie nozioni storiche – le conclusioni a cui sono dovuto giungere non sono affatto lusinghiere nei confronti di chi si batte per una non definita e non meglio definibile ulteriore “autodeterminazione” della regione storica – italiana – una volta chiamata Sud Tirolo.

Quello che più di altro colpisce è la violenza e la sistematicità  degli attacchi contro l’Italia e contro ogni cosa essa rappresenti. E’ francamente inaccettabile per chiunque abbia un minimo di amor non dico patrio ma proprio veder distorto e assoggettato ogniqualsivoglia aspetto sia storico che culturale alla causa delle popolazioni di lingua tedesca.
Il modo in cui molti altoatesini di ceppo germanico intendono procedere verso una maggiore autodeterminazione o verso l’indipendenza rischia di essere causa di gravi problemi con la popolazione di ceppo italiano residente in Alto Adige oltre che con il resto di quegli italiani – tanto vituperati e derisi – che fino ad ora hanno dimostrato un encomiabile equilibrio nel non voler imporre un maggior rispetto per la cultura e la storia nazionale, come hanno fatto e tutt’ora fanno nazioni definite altamente civili e progredite come la Francia in zone con simili problematiche.

Il nazionalismo oltranzista che contraddistingue alcuni esponenti di movimenti secessionisti ed, in generale, buona parte della popolazione di lingua tedesca, non si differenzia in alcun modo da quello che spesso ho sentito definire il “fascismo degli Italiani” a proposito di OGNI E QUALSIVOGLIA esternazione di orgoglio nazionale italiano.
Se questo è il terreno dello scontro – ed è un terreno scelto da chi ha interesse a destabilizzare la civile convivenza – lo scontro sarà  durissimo e, a mio avviso, non avrà  vincitori ma solo vittime.

Tranquillo Stefano, non ci sarà  nessuno scontro. Basta che non perdiamo di vista la questione principale: gli sghei.

@Stefano Tosi Innocenti

della regione storica – italiana – una volta chiamata Sud Tirolo.

Visto che ti sei impegnato per tre giorni per la questione sudtirolese sarebbe ben interessante sapere cosa intendi come “regione storica italiana – una volta chiamata Sud Tirolo”.

lo scontro sarà  durissimo e, a mio avviso, non avrà  vincitori ma solo vittime.

Forse hai guardato semplicemente troppi filmati da Grande guerra o sulla seconda guerra mondiale e non ti sei reso conto che viviamo nel 2010. In Sudtirolo di quei gruppi che desiderano la separazione dall’Italia (quasi) nessuno vuole dei scontri tra i gruppi etnici.
Se in futuro saranno dei scontri durissimi (su livello mondiale) sicuramente riguardano altre problematiche. Queste problematiche si chiamano: effetto serra e lotta per le materie prime in tutto il mondo, conflitti sociali su livello mondiale causati da un sistema economico neoliberale. Questi problemi fanno davvero paura.

Chi continua a evocare (e, in realtà , a minacciare) guerre, battaglie e vittime dimostra il suo disprezzo nei confronti della democrazia e della libertà  dell’elettorato di prendere decisioni pacificamente. Il progetto di Brennerbasisdemokratie ripudia non solo la violenza, ma anche l’imposizione della volontà  di un gruppo linguistico agli altri.

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