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25 aprile.
Quotation 43

Holzmann chiede un riconoscimento per i «ragazzi di Salò, morti per un comando, perché arruolati, o per un ideale».

Dal quotidiano A. Adige, versione online del 25 aprile 2012.

Dopo il suo collega di partito, Mauro Minniti, che vorrebbe intitolare una scuola di Merano a un combattente di Salò, ora anche Holzmann stesso (definito «postfascista» e «moderato») chiede la riabilitazione dei ragazzi, equiparandoli di fatto ai resistenti. E non c’era occasione migliore della festa della liberazione per farlo.

Pochi anni fa era stata proprio l‘Associazione Nazionale degli Alpini (ANA) ad aver ammesso, per la prima volta, i membri della 4a divisione alpina Monterosa della RSI, fin lì considerata illegale:

L’Assemblea dei Delegati, preso atto e confermata la validità  di tutto quanto precedentemente deliberato in merito alla Divisione Monterosa e altri simili della Repubblica Sociale Italiana, dichiara e riconosce che tutti i giovani che hanno prestato servizio militare in un reparto Alpino, in qualsiasi momento della storia d’Italia, e quindi anche dal 1943 al 1945, poiché hanno adempiuto il comune dovere verso la patria, siano considerati Alpini d’Italia.

sottolineatura di

Gli alpini repubblichini, fra pochi giorni, sfileranno assieme ai loro ormai colleghi repubblicani a Bolzano?
Faschismen Geschichte Medien Militär | Zitać | Giorgio Holzmann Mauro Minniti | AA la Repubblica | Südtirol/o | Alpini PDL&Co. | Italiano

6 replies on “25 aprile.
Quotation 43

Holzmann chiede un riconoscimento per i «ragazzi di Salò, morti per un comando, perché arruolati, o per un ideale».

E‘ ora di guardare avanti, di pensare alla convivenza ed ai problemi veri dell’Alto-Adige; io sono favorevole! Basta con queste continue recriminazioni nei confronti degli italiani!

[ROFL] :rofl:

Die Aussage des Beitrags gefällt mir sehr gut — und deckt sich, wie du sagst, mit dem was wir hier im Blog seit langem predigen. Zum Beispiel hier.

Nur der letzte Absatz stört mich ein bisschen, wenn da steht:

Die Faschisten und die Falotten sind immer die anderen – überall, kommt mir vor, nicht nur im deutschen und italienischen Kulturraum.

Steht das nicht im Widerspruch zum ersten Absatz, wo steht, dass die Deutschen den Nationalsozialismus nicht immer gern als Faschismus bezeichnen, um ihn nicht zu relativieren? »Faschisten sind immer die anderen« ist schon ok, aber der hier zitierte Absatz klingt so, als würden sich alle grundsätzlich vor der »Schuld« drücken. Und das trifft ja zumindest auf die Bundesrepublik nicht zu.

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