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Il Canada raddoppia la percentuale di immigrati francofoni.
Tutela della comunità minoritaria

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Una ventina d’anni fa il Canada ha introdotto una soglia minima di immigrazione francofona in tutte le province meno il Québec, per contribuire al mantenimento del gruppo linguistico francese in situazione di minoranza linguistica. Finora il valore di riferimento di tale «proporzionale linguistica» era stato fissato al 4,4%. Ciò corrisponde alla percentuale di popolazione canadese non residente in Québec che nel censimento del 2001 aveva indicato il francese come lingua materna o come lingua ufficiale che meglio padroneggiava, nonostante nel 2016 tale valore fosse sceso al 3,8%.

In vista di un aggiornamento della soglia, il Commissario alle lingue ufficiali, Raymond Théberge, nel 2022 aveva avanzato delle richieste molto chiare, tra cui un sensibile innalzamento per ovviare al declino delle comunità francofone. Già nel 2006 la normativa era comunque stata resa più stringente, scartando dal conteggio per il raggiungimento della soglia tutti gli immigrati bilingui inglese-francese.

Negli ultimi giorni il Governo federale di Justin Trudeau ha reso pubblico il proprio piano di innalzamento della soglia minima, che verrà portata al 6% nel 2024, al 7% nel 2025 e all’8% nel 2026, quasi il doppio rispetto all’attuale 4,4%.

Stralcio del comunicato ufficiale del Governo del Canada

Ovviamente soddisfatto Raymond Théberge, che ha lodato l’impegno della politica come «passo importante nella giusta direzione» per arrestare il declino delle comunità minoritarie. Tuttavia ha ricordato anche che la legge sulle lingue ufficiali, aggiornata pochi mesi fa, prevede ora di portare la consistenza delle comunità francofone al 6,1% fuori dal Québec, traguardo che ritiene possibile raggiungere solo innalzando ulteriormente gli obiettivi sull’immigrazione in futuro. Inoltre ritiene necessario continuare ad essere innovativi e creativi per attrarre una proporzione sempre maggiore di stranieri di lingua francese.

Sono meno ottimiste invece le associazioni della francofonia francese, come la Fédération des Communeautés Francophones et Acadienne du Canada, che ritenevano necessario elevare immediatamente la soglia dal 4,4% al 12% per poter resistere all’assimilazione. Secondo alcuni esperti infatti l’8% del 2026 sarà a malapena sufficiente per evitare ulteriori cali e non potrà garantire la necessaria crescita.

Pagina ufficiale del Servizio immigrazione del Québec

Da tutti questi ragionamenti è comunque esclusa la provincia del Québec, unica a maggioranza francofona, che (diversamente dal Sudtirolo) ha ampie competenze sia in campo linguistico sia rispetto all’immigrazione e da molti anni attua politiche atte a difendere la lingua francese.

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