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Constatazione poco amichevole.

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Una settimana fa, mercoledì 8 aprile, è entrato in vigore l’obbligo, per le compagnie assicurative operanti sul territorio statale italiano, di mettere a disposizione dei propri clienti il «CAI digitale». Si tratta della cosiddetta Constatazione Amichevole di Incidente, da compilare ogni qualvolta, alla guida di un veicolo, si verifichi un sinistro.

La versione cartacea ci accompagna ormai da molti anni e in Sudtirolo le assicurazioni consegnano normalmente ai propri clienti anche una versione in lingua tedesca – o almeno questa è la mia esperienza personale.

Il «CAI digitale» è un modulo elettronico da compilare direttamente da smartphone o computer, previo accesso tramite SPID o CIE. Tuttavia, come si può facilmente constatare con una breve verifica sui siti di alcune importanti compagnie assicurative — come Axa, Generali, Groupama o Zurich — presenti con agenzie anche in Sudtirolo, il servizio viene offerto esclusivamente in lingua italiana, senza tenere conto né delle lingue minoritarie né di altre lingue internazionali.

Va ricordato che per l’assicurazione RC auto in Sudtirolo vige l’obbligo di bilinguismo, che però viene regolarmente e sistematicamente disatteso da quasi tutte le compagnie. Non sembra fare eccezione la Constatazione Amichevole di Incidente, che nel passaggio al digitale diventa — da plurilingue quale era — monolingue italiana.

Si tratta dell’ennesimo esempio di come la digitalizzazione, anziché ampliare l’accessibilità, finisca per restringerla. Un arretramento che ancora una volta colpisce un ambito delicato, in cui chiarezza e comprensibilità sono fondamentali. In situazioni di emergenza o stress, l’uso della propria lingua non dovrebbe essere un lusso, ma una condizione essenziale per evitare errori.

I soprusi e le imposizioni non sembrano avere limiti, anche se c’è chi continua a sostenere che la vera minoranza, in questa terra, siano i cittadini di lingua italiana.

Cëla enghe: 01 02 03 04 05 | 06



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Comentârs

One response to “Constatazione poco amichevole.”

  1. Simon avatar

    Wie sieht das eigentlich Landesrat Christian Bianchi, der ja bekanntlich die Existenz einer deutschen Minderheit in Südtirol leugnet? Er ist selbst Miteigentümer einer Generali-Agentur in Bozen und somit auch an dieser Diskriminierung beteiligt.

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