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BBD am ‘Runden Tisch’.

Am Freitag Abend war mit einem Kurzbericht in der Tagesschau von Rai Südtirol präsent.

Der Hintergrund: Am Montag (um 20.20 Uhr) wird mit Wolfgang Niederhofer erstmals ein Vertreter unserer Plattform am Runden Tisch teilnehmen, den die Rai von der Eurac aus sendet. Thema werden das Selbstbestimmungsreferendum in Schottland, andere Unabhängigkeitsbewegungen in Europa sowie die Auswirkungen auf Südtirol sein. Außer Wolfgang werden die Britin Sarah Greenwood, Karl Zeller (SVP) und Eva Klotz (STF) an der Gesprächsrunde teilnehmen.

Wir sind zuversichtlich, einen für viele Seher neuen Blickwinkel in die Diskussion einbringen zu können.

Die Diskussionssendung “Runder Tisch” startet mit einem neuen Moderatorenduo: Johanna Gasser und Siegfried Kollmann werden künftig durch die Sendung führen. In dieser Ausgabe geht es um Frage, welches Signal vom Nein der Schotten zur Unabhängigkeit für andere Regionen in Europa ausgeht, zum Beispiel Katalonien, aber auch Südtirol. Die Sendung wird interaktiv, das heißt: die Zuseher daheim können über das Internet ihre Meinung abgeben bzw. Fragen an die Studiogäste stellen.

— Rai Südtirol

Siehe auch:

Medien Mitbestimmung Politik Termin | afk Zitać | Karl Zeller | Rai | Scotland-Alba Südtirol/o | BBD STF SVP | Deutsch

25 replies on “BBD am ‘Runden Tisch’.”

Un blog tedesco (nonostante gli ammirevoli sforzi di Simon), letto perlopiù solo da tedeschi, commentato quasi solo da tedeschi, presentato dal canale tedesco, in vista di una discussione che si terrà  solo in tedesco e sarà  guardata molto probabilmente solo da tedeschi. Non c’è dubbio: dopo 9 anni BBD ha mosso veramente qualcosa. ;)

Nobody is forced to participate in this blog. If there are no italian speaking South Tyroleans interested in participating it’s not the blogs fault.
Not to speak from the head aches I get from reading longer reading italian texts, which I am enforced to do at insurance/telecommunicatio and many other companies information/contract.As far as I know no Italian speaking had ever to do so with german letters

Certo che nessuno è “costretto” a partecipare a questo blog! Ci mancherebbe altro. Ma bbd nasce (nove anni fa) con lo scopo (lodevole) di animare un dibattito sull’autodeterminazione focalizzato sull’inclusione di tutti i gruppi linguistici proprio come conditio sine qua non per dare al tema in questione un nuovo e più produttivo slancio. Da semplice osservatore (un tempo addirittura attivista), mi preme segnalare che questo scopo (primario) non è stato minimamente conseguito (e non parlo di “colpe” né di “responsabilità ” particolare, almeno in questo contesto). La presenza di niwo (cioè del rappresentante di bbd con il minor afflato “interetnico”, e dico anche questo senza voler suggerire un giudizio “morale”) è in un certo senso il suggello di questo fallimento specifico nel più generale fallimento di avere un dibattito trasversale e post-etnico sull’autodeterminazione.

ein paar beobachtungen dazu:
1. bbd wird aus reinem idealismus ohne jegliches budget von menschen gemacht, die alle einer vollzeitarbeit nachgehen.
2. ein portal wie salto.bz zum beispiel, das mit einem vielfachen an finanziellem, zeitlichem und personellem aufwand agiert, ist m. e. ebenfalls gescheitert, weite teile der südtiroler bevölkerung anzusprechen.
3. was mich zum subjektiven schluss führt, dass noch niemand einen weg gefunden hat, vor allem die italienischsprachigen mitbürger für mehrsprachige medien und botschaften zu gewinnen. ich weiß jedoch nicht, ob dies am mangelnden willen, an reiner ignoranz oder an fehlenden sprachkenntnissen liegt.
4. ich habe die – wiederum subjektive – beobachtung gemacht, dass deutschsprachige eher dazu neigen, auch italienischsprachige medien zu konsumieren. umgekehrt gibt es dieses phänomen kaum (du bist natürlich die ausnahme :-))
5. dies liegt vielleicht auch daran, dass italien im allgemeinen durch die berlusconische durchdringung (sowohl mediaset als auch rai) zumindest was das mediale verhalten betrifft sehr isolationistisch und in sich gekehrt geworden ist. internationalität sucht man vergebens. dieser trend ist im deutschsprachigen raum lange nicht so ausgeprägt.

1) Non c’entrano l’idealismo e le risorse, io parlo del risultato: la mission di bbd era (è?) quella di attivare un dibattito sul tema dell’indipendenza del Sudtirolo in grado di coinvolgere tutti i gruppi linguistici. Dopo nove anni non è avvenuto. 2) salto ha più o meno attirato una popolazione secondo i rapporti proporzionali di una città  come Bressanone (2/3 italiani su 10 lettori sono di lingua italiana). Forse questi sono i limiti oggettivi e intrascendibili di una pubblicazione bilingue (e comunque: bbd, non essendo una pubblicazione bilingue, o comunque essendo una pubblicazione scarsamente bilingue, non può strutturalmente neppure aspirare a rispecchiare la proporzionale). 3) Sorvoliamo su queste supposizioni personali. 4) Questo sembra anche a me. 5) No, non penso che i mali dell’Italia e in particolare degli italiani di qua (ammesso e non concesso che discutere di indipendenza sia una “male”) siano imputabili a Berlusconi. Esistono cause più profonde, e un “analista” politico che sta su una piattaforma orientata all’interculturalità  indipendentista DOVREBBE essere appena più sofisticato, anche nelle impressioni personali.

Strano inoltre tu non abbia toccato il punto più evidente: agli italiani dell’indipendenza del Sudtirolo non interessa un fico secco.

@hunter: Ich wäre mit dem Begriff “Scheitern” etwas vorsichtiger, aber die Parallele zwischen bbd und salto ist schon gegeben.

Meiner Meinung nach “scheitern” sehr viele unserer lokalen Initiativen (von denen es über die Jahre ja gar einige gab) immer an dem einen Punkt: in der Unfähigkeit der Vordenker, sich (über-)regional zu vernetzen, die Ideen etwas globaler weiterzudenken und daran, Südtirol nicht im Kontext seiner Umwelt zu sehen, sondern die paradisische Glückseligkeit rein im provinziellen Rahmen zu suchen.

Anche se negli ultimi anni la mia presenza, per una serie di motivi, è scaduta sia in termini di qualità  che di quantità  ed i miei contributi non arrivano al di là  di qualche superficiale commento, vorrei dire la mia su questo tema.
-Ho parlato con molti conoscenti ed amici di questo blog; molti erano d’accordo sulle idee di base e sono sicuro che alcuni l’abbiano seguito, almeno saltuariamente. Poi non si può obbligare la gente a comentare: è loro diritto non farlo.
-Viviamo in un momento in cui il senso di insofferenza e di saturazione verso la politica, vista come un tutt’uno indistinto, è grande; specialmente tra le fasce più esposte ai media nazionali (gli italiani). Diciamo che le discussioni di argomento politico negli ultimi anni ormai son quasi sparite, nemmeno al bar si va più oltre il dire “è tutto uno schifo!”… se poi uno non ci crede, basta che guardi i risultati elettorali per sapere che gliene frega al bolzanino della politica…
– La presenza italiana non sarà  mai alta, ma nel migliore dei casi sarà  di 2,3 commenti su 10. In quel caso avremo raggiunto il 100% della mobilitazione…
-Il principio della conoscenza delle lingue, come cardine della convivenza e delle politiche di integrazione è un principio sacrosanto di BBD, quindi, fermo restando questo, è assolutamente legittimo che chi vuole scriva in tedesco.
-Poi non capisco questa gara all’essere il più o il meno interetnico a livello personale, visto che in gran parte dipende principalmente dalla famiglia, dalle amicizie e dal lavoro. Dobbiamo prescrivere a qualcuno dei corsi di recupero? Tipo andare a giocare a carte al Bar Resia martedì e giovedì?
Sapete cosa? Chissenefrega! Preferisco di gran lunga avere a che fare con niwo, che per qualche moltivo a me oscuro tu giudichi poco interetnico, che con un Orfino qualunque mistilingue al 100% da 6 generazioni.
-Ho motivo di credere che l’unico a sembrarti adeguato, probabilmente saresti tu stesso, che però, gongolante, dovresti ammettere di non credere più nel “tuo” progetto, lasciando intendere, come fai di solito, che chiunque continui a ritenerlo valido sia un povero cretino.
Opinioni.

salto ha più o meno attirato una popolazione secondo i rapporti proporzionali di una città  come Bressanone (2/3 italiani su 10 lettori sono di lingua italiana).

Die uns aus erster Hand (!) vorliegenden Informationen (die sich auch mit dem für jeden zu beobachtenden Kommentarverhalten bei Salto decken) sagen da etwas ganz anderes.

…wobei ich das gar nicht auf Salto beschränken möchte, das wäre unfair. Vielmehr zeigt sich im allgemeinen, dass es schwer bis unmöglich ist, »die Italiener« in ernsthaftem Ausmaß für nicht unmittelbar »ethnische« politische Themen (Siegesdenkmal, Ortsnamen usw.) zu gewinnen. Und da sehe ich gar keinen signifikanten Unterschied zwischen Autonomie, Unabhängigkeit oder was auch immer.

Es sollte noch hinzugefügt werden, dass erstmals auch Zuschauer Fragen an die Gesprächsrunde richten können, am besten vorab oder auch während der Sendung. Liebe Leser, nutzt die Gelegenheit, eure Fragen an die Diskussionsteilnehmer zu stellen, entweder als Mail
rundertisch@rai.it

oder via Twitter:
@Am_Runden_Tisch

“Vier Blogger werde nicht die Welt verändern…”, aber die “120.000 weitere” die den Blog lesen hätten dazu, zumindest im lokalen Rahmen, durchaus Potenzial.
Die Sache mit den Italienern ging mir auch schon durch den Kopf und wäre m.A.n. eine Studie wert.

Vielmehr zeigt sich im allgemeinen, dass es schwer bis unmöglich ist, »die Italiener« in ernsthaftem Ausmaß für nicht unmittelbar »ethnische« politische Themen (Siegesdenkmal, Ortsnamen usw.) zu gewinnen.

Sono un lettore abbastanza assiduo dei media “italiani” (e ovviamente anche di quelli “tedeschi”). Devo dire che l’interesse degli italiani è da tempo scarsamente “acceso” dai temi “etnici” ai quali ti riferisci. Semmai, basta pensare a quanto sta accadendo in questi ultimi giorni o settimane, tengono banco argomenti tipo la “sicurezza” (con venature di tipo xenofobo abbastanza simili a quelle propagate con veemenza dal “quotidiano dei sudtirolesi” al tempo della campagna contro la violenza causata dal pestaggio dei figli di Ebner allo Sheraton) o lo sviluppo della città  (Benko o non Benko). Sicuramente per gli “italiani” il tema geopolitico (indipendenza) non riveste quasi alcun interesse, e questo per un motivo ben preciso: storicamente diffidenti nei confronti della stessa autonomia, gli italiani non riescono minimamente a comprendere quali conseguenze potrebbe avere un mutamento della configurazione statuale (in termini di rapporti di forza). Il fatto che su questo aspetto i “tedeschi” tacciano (per un’altrettanta mancanza di “visione futura”) non serve ad acuire la curiosità  e riduce l’eventuale dibattito a una mera discussione sul sesso degli angeli.

Dieser Gadilu hat schon Recht. Wenn man sich den folgenden Beitrag anschaut, dann weiß man, dass es noch ein weiter Weg ist:

Ich glaube nicht, dass dies für die Italiener in Südtirol repräsentativ ist. Dass man diesen Leuten ein Schaufenster anbietet, ist aber ein Skandal — danke, Rosengarten GmbH!

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