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Un’Alta Corte per il Sudtirolo.

Non soltanto l’inserimento dell’autodeterminazione nel preambolo, ma anche la proposta di istituire una sorta di «Corte costituzionale sudtirolese» è stata giudicata sovversiva — perfino da membri cosiddetti progressisti del Konvent. Tanto sovversiva che non solo ogni Land della Germania ne dispone — non eravamo i più autonomi del mondo? — ma che fu proposta e inserita anche nello statuto siciliano dopo la seconda guerra. È vero, la cosiddetta Alta Corte ebbe vita breve, perché già nel 1957 prevalsero le pulsioni centraliste dello stato nazionale e della Corte costituzionale romana — che se ne arrogò le competenze. Ma fu comunque un’esperienza incoraggiante, del tutto positiva.

Nel Sudtirolo odierno, «europeo» e «autonomo», dunque, alcuni progressisti giudicano sovversiva l’idea che non sia lo stato, da solo e tramite un organo politicizzato, a fare il buono e il cattivo tempo, bensì (almeno) un’istituzione bilaterale.

Interessante, in merito alla defunta Alta Corte siciliana, è che l’organo giudicante di nomina paritetica non avesse solo il compito di giudicare la costituzionalità delle leggi regionali, ma anche la corrispondenza delle leggi statali alle prerogative dell’autonomia siciliana. Per il Sudtirolo un’istituzione con queste caratteristiche potrebbe significare una netta diminuzione della conflittualità con Roma e la sospensione della costante opera accentratrice della Consulta.

Vedi anche:
Comparatio Föderal+Regional Mitbestimmung Politik Recht Staat vs Land Vorzeigeautonomie Zentralismus Zuständigkeiten | Autonomievergleich Südtirolkonvent | | | Sicilia Südtirol/o | Verfassungsgericht | Italiano

3 replies on “Un’Alta Corte per il Sudtirolo.”

La permanenza di un‘ Alta Corte regionale nel ordinamento giuridico italiano avrebbe significato il riconoscimento di un elemento federale nei rapporti fra Stato e Regioni incluse quelle speciali, e anche il riconoscimento che la giustizia (giurisdizione) va organizzata in forma paritetica, ammettendo che non può essere del tutto neutrale fra Stato e Regioni. Questo „strappo“ lo Stato italiano, decisamente non federale, non poteva permettersi. La giurisdizione è ritenuta supra partes, quindi al massimo si poteva istituire delle filiali regionali della Corte costituzionale, nient’altro. Oggi abbiamo ancora di meno.
Ma attenzione, ciò che ha proposto in modo poco chiaro la Convenzione sarebbe un’autorità  giudiziaria incaricata di esaminare le proposte di legge del Consiglio provinciale in una fase preliminare, quindi un „pre-esame“ della legislazione autonoma, non accettabile in un sistema moderno di autonomia territoriale.
Ancora meno giustificato sarebbe l’istituzione di una Corte costituzionale regionale, semplicemente perché lo Statuto di autonomia non equivale ad una costituzione regionale, ma è nient’altro che una legge speciale fatta dal Parlamento per regolamentare una Regione specifica. Quindi siamo lontani da una „Landesverfassung“ analoga agli ordinamenti federali dei paesi limitrofi, perciò dotati anche di „Landesverfassungsgerichte“ (esempio: la Baviera)..

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