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Il testo dell’accordo.

PROTOCOLLO D’INTESA

tra

Il Consiglio dei Ministri e per esso il Ministro per i Rapporti con le Regioni e per la Coesione Territoriale

e

la Giunta Provinciale della Provincia Autonoma di Bolzano e per essa il Presidente della Giunta

Oggetto: Installazione di cartelli segnaletici sui sentieri di montagna della Provincia di Bolzano

*

Le Parti

– facendo seguito ad incontri, contatti e corrispondenza intercorsi;

– nell’intento di addivenire ad una soluzione condivisa per superare i contrasti insorti in merito alla cartellonistica di cui in oggetto, nel rispetto degli accordi internazionali, dei principi costituzionali e statutari, nonché delle normative statali e provinciali in vigore;

– nel rispetto della storia del territorio con i suoi tre gruppi linguistici;

– nello spirito primario di consolidare la pacifica convivenza tra i gruppi linguistici in Alto Adige e di incentivare una proficua collaborazione tra Stato e Provincia;

VISTO

– il decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 28 novembre 1947, n. 1430 con cui è stata data esecuzione all’Accordo del 5 settembre 1946, riportato come allegato IV del trattato di pace fra l’Italia e le Potenze alleate ed associate firmato a Parigi il 10 febbraio del 1947, che riconosce l’utilizzo paritario della lingua italiana e della lingua tedesca in Provincia di Bolzano;

– gli articoli 8, primo comma n. 2, 99 e 101 dello Statuto speciale per il Trentino – Alto Adige, approvato con decreto del Presidente della Repubblica il 31 agosto dei 1972, n° 670;

– la legge provinciale 7 giugno 1982, n. 22;

– l’articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni, che contempla la possibilità per le pubbliche amministrazioni di concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune;

CONSIDERATO

– che l’Alpenverein Südtirol AVS, nell’implementazione del progetto finalizzato alla digitalizzazione della rete dei sentieri montani e alpini siti sul territorio provinciale e all’operatività di forme di orientamento supportate con tecnologie GPS ha programmato l’apposizione di circa 73.000 segnavia cartelli lungo i sentieri di montagna della Provincia di Bolzano;

– che quasi la metà di tali cartelli è stata già  apposta per un numero pari a circa 36.000, mentre la parte restante deve ancora essere apposta per un numero pari a circa 37.000;

– che l’iniziativa dell’AVS è stata seguita dal confronto tra le Parti sul tema particolarmente sentito dalle comunità locali;

– che l’Autorità di Polizia Giudiziaria ha individuato Ca. 1.500 cartelli segnaletici contenenti indicazioni esclusivamente monolingui;

– che la questione interessa la tutela e salvaguardia delle caratteristiche etniche e culturali dei gruppi linguistici presenti sul territorio della Provincia Autonoma;

– che l’intesa lascia impregiudicata la competenza legislativa della Provincia di Bolzano in materia della toponomastica che non è oggetto dell’intesa;

– che la situazione venutasi a creare evidenzia difficoltà oggettive, connesse all’attuazione del principio del bi- e, dove previsto, del tri-linguismo;

– che le Parti concordano sulla necessità  di individuare una soluzione condivisa del problema affinché, in tempi ristretti ma oggettivamente ragionevoli, venga disciplinata l’apposizione dei cartelli sui sentieri di montagna con l’individuazione di criteri oggettivi e chiari, nel rispetto dell’autonomia provinciale in materia di toponomastica;

tutto ciò premesso e considerato

si conviene quanto segue

Articolo 1

(Finalità e obiettivi)

1. Il presente Protocollo intende favorire, nel rispetto dei valori costituzionalmente e statutariamente tutelati, l’attuazione del principio del bilinguismo e del trilinguismo, ove previsto, in materia di cartellonistica sui sentieri di montagna, apposta con contributo pubblico.

Articolo 2

(Attuazione)

1. Le Parti si avvalgono delle proprie strutture organizzative per l’attuazione del presente Protocollo e per l’attività  di verifica periodica dell’andamento dell’intesa. Il Consiglio dei Ministri si avvale, in particolare, del Commissario di Governo per la Provincia di Bolzano.

2. Le parti o per esse i propri delegati entro quindici giorni nomineranno una commissione di esperti, composta da quattro membri, pariteticamente costituita.

3. La commissione dovrà verificare, concordare e proporre alle parti le indicazioni segnaletiche da redigere in forma bilingue ovvero trilingue nell’ambito dei Ca. 1.500 casi individuati dall’Autorità di Polizia Giudiziaria quali contenenti indicazioni monolingui.

4. Le determinazioni della commissione, anche per le parti non condivise, saranno rimesse alla valutazione congiunta delle parti, alle quali spetterà ogni determinazione in merito nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 5, entro termini oggettivamente ragionevoli e comunque in tempo utile da consentire la sostituzione della cartellonistica esistente entro la stagione alpinistica 2013.

Articolo 3

(Cartellonistica esistente)

1. La Provincia Autonoma di Bolzano si adopererà per far adeguare i cartelli, di cui all’art. 2, comma 3, già apposti ed attualmente esistenti lungo i sentieri di montagna del territorio provinciale, come ai sensi e nei termini di quanto stabilito dall’art. 2, comma 4.

Articolo 4

(Nuova cartellonistica)

1 La Provincia Autonoma di Bolzano si adopererà per far installare i restanti cartelli, rientranti nel progetto dell’AVS di cui in premessa, nel rispetto dei principi e criteri enunciati con il presente protocollo d’intesa.

Articolo 5

(Indicazioni bi trilingui da riportare sui cartelli)

1 I cartelli da apporre secondo le modalità  descritte agli articoli 2, 3 e 4 devono riportare la forma bilingue (o trilingue laddove prevista) nel rispetto dei seguenti criteri:

a) indicazione delle denominazioni diffusamente utilizzate per i comuni e per le località  nelle rispettive lingue e delle informazioni generali.

b) mantenimento, invece, nella loro dizione originaria, in lingua tedesca e/o ladina, dei nomi storici ferma restando in ogni caso la traduzione dei termini aggiuntivi come ad esempio “malga”, “lago”, “montagna”, “fiume”.

Articolo 6

(Collaborazione e vigilanza)

1 Le Parti, ciascuna per quanto di rispettiva competenza, si impegnano a collaborare per il raggiungimento degli obiettivi del presente Protocollo e per l’attuazione delle attività  da esso previste.

Bolzano, 22 settembre 2010

Il Presidente della Provincia autonoma di Bolzano

Il Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale

Luis Durnwalder

Raffaele Fitto

Unterstreichungen:

Siehe auch:
Ortsnamen Politik Recht Vorzeigeautonomie | Zitać | Luis Durnwalder | | Südtirol/o | AVS Land Südtirol | Deutsch Italiano

12 replies on “Il testo dell’accordo.”

Allem Anschein nach hat sich Durnwalder in seiner Selbstherrlichkeit ordentlich über den Tisch ziehen lassen:

– Es rächt sich, dass die deutsche Sprache rechtlich gesehen wertlos ist. Gesetze und Verträge gelten stets nur in der italienischen Fassung, was ich schon mehrmals bemängelt habe. In der jetzigen Interpretationsunsicherheit (località  â‰  Ortschaft) kommt dem deutschen Wortlaut — wie Christian Tommasini stolz verkündet — keine auch nur klärende Bedeutung zu.

– Trotzdem hält der Herr es ja nicht für nötig, sich rechtlich, politisch oder sprachlich beraten zu lassen. Er ist der Beste und Einzige.

– Der Widerspruch zwischen Durnwalders Aussagen und der Auffassung des Ministeriums und des Präfekten, denen der Landeshauptmann mittels Abkommen (ohne Auftrag des Landtags) ein Mitspracherecht in Landesangelegenheiten eingeräumt hat, macht die Richtung deutlich: Obwohl Durnwalder überzeugt ist, einen Vertrag unterzeichnet zu haben, der etwa die Vetta d’Italia auf die Müllhalde der Geschichte verweist, ist dem offenkundig nicht so.

Die Alleinherrschaft des Fürsten ist an Tölpelhaftigkeit wohl kaum zu überbieten. Ganz egal wie man zur Vetta d’Italia und zum Lago Rodella steht: Falls Durnwalder entgegen seiner Überzeugung einen Vertrag unterschrieben hat, der diese Bezeichnungen nicht abschafft, sondern zementiert, hat er sich erstklassig foppen lassen.

hat er sich erstklassig foppen lassen.

In diesem Falle hätte er sich nicht nur erstklassig über den Tisch ziehen lassen, er wäre auch derjenige der Tolomei ins dritte Jahrtausend gerettet hat. Italienische Nationalisten (diese finden sich beileibe nicht nur in den Rechtsparteien – die Position zwischen italienischer Linker und Rechter und den Südtiroler Grünen unterscheidet sich in dieser Materie ja eh nur marginal) applaudieren schon mal kräftig.
Die SVP, die das Abkommen gestern ebenfalls als Erfolg bezeichnet hat wird den Text ja sehr wahrscheinlich anders interpretieren als dies alsbald von den Statthaltern Roms gemacht wird, denen man in diesem Vertrag ja ein entscheidendes Mitspracherecht einräumt.
Von internationalen Beispielen, wo ähnliche Probleme vorbildhaft gelöst wurden, siehe Finnland, Färöer Inseln, Südafrika usw. sind wir Lichtjahre entfernt.

@ pérvasion:
solltest du „foppen lassen“ in diesem posting mit voller absicht geschrieben haben, bist du entweder ein niederträchtiger rotzlümmel oder ein genie :-)

Die heutige Ausgabe des Sensationsblattes „Alto Adige“ ist voller Ressentiments. Da schwören sich ital. Parteien und Persönlichkeiten jeglicher Coleur auf den Erhalt des Faschistennamens „Vetta d‘ Italia“ (dessen Erfinder der Tirolhasser Ettore Tolomei ist, für die dies noch nicht wissen) ein und betrachten es als eines der wichtigsten Symbole der in Südtirol lebenden italienischen Bevölkerung. Und wie es ausschaut, gilt die italienische Version des Vertrages als offiziell (deutsch ist wie in anderen Fällen nicht offiziell und nur geduldet) und somit ist hier wie im Falle der „località „, zu unserem Nachteil womöglich reichlich Interpretationsspielraum.
Wenn dem wirklich so ist, dann wäre dies ein großer Schlag gegen unsere Kultur.

Ja wie es aussieht soll am Namen „Vetta d’Italia“ nicht gerüttelt werden. Kolonialismus in Reinkultur. Wir schreiben das Jahr 2010. Kommentar eigentlich überflüssig. Selbst die Grünen wollen daran nichts verwerflich finden und würden die Tolomei Namen am liebsten als historisches Namensgut deklarieren.
Nachzulesen bei Riccardo dello Sbarba:

Punto debole dell’accordo, l’incerta definizione di “nomi storici”. Significa che storici sono solo i nomi prima del 1918, o significa che storici sono quei nomi che anche dopo di allora si sono affermati nell’uso corrente? Il concetto di storico, secondo noi, non può significare monolinguismo, ma va applicato con la più ampia generosità .

Herr Seppi und Herr Urzì sollen sich laut Insidern heute sowieso gefreut haben wie wenn Weihnachten und Ostern zusammenfallen würden und der Auslöser des gesamten Feldzuges, der Linkspolitiker Guido Margheri, der den AVS angezeigt hat, soll sogar wieder mit Anzeige gedroht haben, wenn der Begriff Vetta d’Italia eliminiert würde. Das ist die Realität in Südtirol.

Eines der wenigen Dinge, die dieses Abkommen unzweideutig festlegt, ist dass die historischen Namen die »deutschen« und »ladinischen« sind. Ich verstehe deshalb nicht, welchen diesbezüglichen Zweifel Herr Dello Sbarba — zumindest im Lichte des Abkommens — hegt.

Allerdings handelt es sich auch hierbei um eine grobe Schlamperei, denn damit spricht das Abkommen allen »italienischen« und nicht nur den tolomeischen Ortsnamen a priori die Eigenschaft »historisch« ab, womit einmal mehr die Chance verpasst wurde, amtlich festzustellen, dass nicht alle »italienischen« Toponyme einen faschistischen Hintergrund haben.

Etwas anderes finde ich an Dello Sbarbas Haltung noch viel auffälliger: Er verteidigt das Abkommen und verschwendet gar kein Wort daran (a) wie es zustande gekommen ist und (b), dass es eigentlich dem widerspricht, was die Grünen immer gefordert haben, nämlich eine vollständige Übersetzung nach Tolomei.
Damit haben die Grünen endgültig eine Wandlung hin zu einer »konservativen« Partei im engsten Sinn vollzogen: Sie nisten sich im juristischen Status Quo ein und verteidigen ihn gegen jede abweichende Auslegung. Tritt etwas Neues (das Abkommen) an die Stelle des Bisherigen, so machen sie sich wie stumpfe Juristen an dessen Interpretation heran. Eine wie auch immer geartete gestaltende Tätigkeit ist bei den Grünen jedoch nicht (mehr) zu erkennen.

Nur in diesem Sinne kann sie etwa Herr Pallaver noch als autonomistische Partei definieren: Sie sind Autonomisten, weil die Autonomie da ist und sie es sich darin bequem gemacht haben. An deren Zustandekommen oder an deren Ausbau hätten bzw. haben sie sich niemals beteiligt. Ich unterstelle: Käme es zur Unabhängigkeit, wären die Grünen eine ausgezeichnete, überzeugte und »loyale« Partei des neuen unabhängigen Südtiroler Gebildes. An dessen Zustandekommen werden sie nicht teilhaben.

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