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La divisione delle divisioni.

Non ci è dato sapere se gli esponenti locali della destra italiana cambino più spesso le mutande o la casacca — ad ogni modo le casacche non mancano, e in vista delle prossime «politiche» si stanno già mettendo in posizione schieramenti nuovi fiammanti. Si fa per dire, ovviamente, perché sia le facce che le «idee» sono sempre le solite. Dopo il MSI, AN, la svolta di Fiuggi, Unitalia, Forza Italia, il PDL (da non confondere col «PDL per Berlusconi», che in consiglio provinciale forma un «gruppo» a parte), la Destra, la Lega, le liste civiche di ogni tipo e per ogni stagione (Benussi, Oberrauch e Merano), la nascita di FLI e via discorrendo, ora ci attendono nientemeno che Forza Italia 2 (la riscossa) con Michaela Biancofiore, l’adesione di Mauro Minniti a La Destra del fascista dichiarato Francesco Storace e quella di Giorgio Holzmann al nuovo partito «senza nome» di Ignazio La Russa, che lo stesso Storace definisce un fascista. Insomma, se l’intento è quello di confondere e dividere l’elettorato unionista/centralista, l’operazione è destinata ad avere successo. Quel che però salta agli occhi è che i due «moderati» Minniti e Holzmann, ai quali certa stampa e certa politica avevano miopemente attestato una svolta postfascista (se non addirittura antifascista) si sono tranquillamente rimessi nelle fila dell’estremismo più estremista, sciovinista e xenofobo. Insomma: Nulla di nuovo per noi che avevamo visto bene.

Vedi anche:

Faschismen Medien Politik Racism | | Giorgio Holzmann Giovanni Benussi Mauro Minniti Michaela Biancofiore | | Südtirol/o | Lega PDL&Co. | Italiano

5 replies on “La divisione delle divisioni.”

Scrive Minniti su fb:

Da oggi con “la Destra” di Storace. Una scelta convinta la mia dopo le ultime vicende che hanno caratterizzato il mondo al quale sono legato dal lontano 1977. In Alto Adige sono convinto che ci debba essere una forza politica di riferimento per tutti coloro che intendono la Destra come un insieme di Valori che certo non sono rappresentati dal Pdl o da formazioni che nascono sotto il patrocinio di Berlusconi. C’è altresì bisogno, anche in provincia di Bolzano, in questa nostra complessa terra di incontri culturali giornalieri tra diverse realtà , di una Destra che sappia ragionare e che abbia la capacità  di confrontarsi. Di una Destra ragionata insomma, di una Destra moderata, che non vuole essere confusa con quella destra estrema e populista che pensa ai consensi e dimentica i progetti; abbandonando a se stessi i cittadini.
Con Storace quindi per costruire la Destra a Bolzano ed ovunque, per ridisegnare la storia della politica locale. Ho accettato, rimettendomi in gioco, di organizzare sull’intero territorio la struttura e le idee della Destra; mi è stata data carta bianca. A me quindi, anzi a noi, a chiunque voglia sposare questa avventura, il dovere di riempire di idee, progetti, proposte, programmi quei fogli intonsi, di disegnare un organigramma per tornare sul territorio, in mezzo alla gente. Come faremo a partire da sabato, assieme alla responsabile regionale Titti Monteleone, in piazza a Bolzano. Sarà  il momento per continuare quel discorso che abbiamo iniziato da anni e che non potremmo mai interrompere, con quella convinzione di voler partecipare al cambiamento, di voler COSTRUIRE FUTURO.

Gerade rechtzeitig, bevor es für die SVP sehr, sehr peinlich geworden wäre, hat Minniti jetzt seinen Rücktritt als Landtagspräsident angekündigt. Ich hätte ja gedacht, er hat diesen Schritt gemacht, weil ihn die SVP unter Druck gesetzt hat. Arnold Tribus behauptet in seinem heutigen TAZ-Leitartikel das Gegenteil: Die Sammelpartei hätte mit sich selbst (und den eigenen Problemen) so viel zu tun, dass sie Minniti sicher nicht das Vertrauen entzogen hätte. Auch eine plausible Lesart, womöglich hat Tribus für diese Behauptung sogar Insiderinformationen. Jedenfalls besorgniserregend, dass die arg lädierte Regierungspartei keine Zeit mehr für das Grundsätzliche — und für das Wohl des Landes — hat.

Siehe auch: [1]

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