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Tutto bene!
Quotation 158

Nell’odierna intervista concessa a Gabriele Di Luca (Salto) il Landeshauptmann tenta di fugare i dubbi più gravi sulla tenuta dell’autonomia. Ma ci riesce? Ecco due domande (e risposte) centralissime ed altrettanto rivelatrici:

Conferma […] che la situazione non è delle più rosee, il governo centrale batte cassa…
Non nascondo i problemi che sono sul tappeto. Ma ritengo che si tratti di questioni risolvibili. In fondo, dal 2001 non è cambiato nulla.

Le difficoltà finanziarie italiane, i conti pubblici in rosso, l’accordo di Milano messo in forse…
Guardi, se il governo mettesse in discussione l’accordo di Milano è certo che la Corte Costituzionale si pronuncerebbe a nostro favore. Come accaduto nel caso di Aosta. E questo a Roma lo sanno bene.

Se il governo mettesse in discussione l’accordo di Milano? Al più tardi dall’avvento di Mario Monti i governi susseguitisi non hanno nemmeno messo in discussione questo ed altri accordi, semplicemente li hanno ignorati, come in larga misura hanno ignorato le pronunce della Corte Costituzionale. Parimenti, affermare che dal 2001 ad oggi non sia cambiato nulla significa prendersi gioco dell’opinione pubblica, in quanto è sotto gli occhi di tutti come lo stato, ormai, stia facendo cosa e come gli pare. Dal punto di vista dell’affidabilità è cambiato tutto.

Affermazioni così lontane dalla realtà, fatte da chi costantemente richiama al realismo, fanno davvero riflettere. Come può una classe politica che non si rende conto — o non vuole rendersi conto — della drammaticità  della situazione ad agire nell’interesse della popolazione?

Vedi anche: 1/ 2/ 3/ 4/ 5/

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5 replies on “Tutto bene!
Quotation 158

Parteikollege Karl Zeller begründet laut heute erschienener ff folgendermaßen, warum man Österreich in die Finanzverhandlungen zwischen Bozen und Rom einbinden möchte:

Ansonsten riskieren wir wieder eine Situation wie beim Mailänder Abkommen. Man glaubt, der Öffentlichkeit ein tolles Abkommen zu präsentieren, aber wenig später schon wird es vom Vertragspartner schon nicht mehr eingehalten.

Wie das mit den Aussagen des Landeshauptmanns zusammengeht, Rom könne sich über das Abkommen eh nicht hinwegsetzen, weil sonst das Verfassungsgericht einschreiten würde, versteht wohl kein Mensch.

das Verfassungsgericht hat schon in eklatanteren Fällen immer der Regierung Recht gegeben. der LH hat wohl nur Politikslang von sich gegeben.

Nix gegen Österreich – und besser, Österreich ist eingebunden als nicht eingebunden – aber es wäre naiv zu glauben, dass sich dadurch etwas ändert. Sollte Italien das Abkommen erneut brechen oder ignorieren, so wird Österreich ein paar “diplomatische” Pro-Forma-Gespräche führen und die Sache hat sich. Welche Möglichkeiten hätte es auch? Keine!!! Wirtschaftsboykott > undenkbar, Einmarsch > lächerlich.

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