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Privatisiert den Duce! | Privatizzate il duce!

von/di Thomas Benedikter*

Biancofiore tobt, die italienische Rechte steht Kopf, Mussolinis Enkelin ist erbost, der halbe PDL fühlt sich verraten, weil ein Mussolini-Relief ins Museum muss. Der Duce selbst hätte sich über diese posthume Wertschätzung gewiss gefreut, zumal man südlich von Bozen weniger zimperlich mit seinen Standbildern umgesprungen ist. Weil zahlreiche italienische Mitbürger ohne den Piffrader-Duce in eine Identitätskrise gerutscht sind, ein konstruktiver Vorschlag: das Relief kann geklont und in den Handel gebracht werden. Gute Bildhauerlehrlinge kriegen das locker hin, in verschiedenen Größen, je nach Brieftasche. Jeder PDL- und Unitalia-Haushalt kann ihn dann ankaufen — mit einem Landesbeitrag für innovativen Denkmalschutz versteht sich — und in seinen Garten stellen. Für den öffentlichen Raum ist der Duce spät, aber schließlich doch untragbar geworden. Auf eigenem Grund kann jeder seine Mussolini-Nostalgie ausleben wie er will. Auch der Kapuziner-Wastl kann von Liebhabern geklont werden, in Südtiroler Gärten stehen genug kitschigere Figuren herum. Auf jeden Fall werden damit Arbeitsplätze im Kunsthandwerk geschaffen. Credere, obbedire, comprare.

“Libera mente” si chiama un’associazione che in questi giorni sta tappezzando la città con i suoi manifesti. Non pochi bolzanini faticano però di liberarsi la mente dagli scheletri fascisti, soprattutto quando – scolpiti in pietra – adornano qualche facciata pubblica. Il PD, che sponsorizza “Liberamente”, arriva al punto di definire “orrore” non il fatto che il Duce ci sia ancora sulla facciata di quel palazzo, ma il suo allontanamento. Quindi, sotto lo stupore dei sudtirolesi, mezza città sorge per difendere il “suo Duce”, che tutti i dichiarati antifascisti e postfascisti della città in 66 anni non sono riusciti a rimuovere. Il bassorilievo di Piffrader, artista asservito al regime fascista, un elemento di identità di tanti nostri concittadini? Per lenire la grave crisi di identità in cui cadranno una volta musealizzato il fregio, mi sembra giusto fare una proposta costruttiva: l’opera può essere copiata, riprodotta in misure un attimino più modeste e come tale essere messa in commercio come tante altre statuette di marmo classiche e meno classiche, kitsch e meno kitsch. Bravi apprendisti scultori ci riusciranno facilmente. Ognuno sarebbe libero di piazzare il “suo Duce” nel proprio giardino o salotto. A differenza dell’Italia, che ha messo in cantina centinaia di Mussolini di marmo nel 1945, il Duce trionfante sparirà dallo spazio pubblico bolzanino nel 2011, ma in privato ognuno è libero di esprimere le sue nostalgie. Benussi ogni mattina potrà tranquillamente deporre le sue rose, Seppi potrà rendere il suo omaggio con tutti i rituali che vuole. Anche l’alpino di Brunico può essere clonato per ornare giardini e atrii. Non si esclude l’erogazione di contributi provinciali per forme innovative di protezione di beni culturali, ed anche l’artigianato locale sarà contento dei nuovi posti di lavoro creati. Credere, obbedire, comprare.

*) Thomas Benedikter ist Wirtschafts- und Sozialforscher in Bozen. Er ist u. a. Autor von »Autonomien der Welt« (Athesia, Bozen 2007) und »The World’s Working Regional Autonomies« (Anthem, London/Neu-Delhi 2007).
Thomas Benedikter è ricercatore a Bolzano, autore di «Autonomien der Welt» (Athesia, Bolzano 2007) e «The World’s Working Regional Autonomies» (Anthem, Londra/Nuova Delhi 2007).

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5 replies on “Privatisiert den Duce! | Privatizzate il duce!”

wobei ich sagen muss, dass die heutige karikatur von H.P.D. in der “ff” ein extrem guter voerschlag ist! unschlagbar!

Sorry @Thomas Benedikter,
aber auch Du hättest als Antifaschist in Deinen ersten öffentlichen Stellungnahmen eindeutig für die Beseitigung der “faschistischen Denkmäler” eintreten müssen.
Die Chance im richtigen Zeitpunkt Klartext zu reden hast Du verpasst.

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