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Guerre… Mondiali.

Il quotidiano A. Adige pubblica oggi un’analisi di Ferdinando Camon che rende evidenti — condividendole — le ragioni politiche e militari del tifo calcistico. Benvenuti in Europa.

Radio Padania tifa contro l’Italia, esulta per il gol del Paraguay contro di noi (bello, in realtà), impreca per il nostro gol (casuale, ammettiamolo), il ministro Calderoli vuol ridurre i premi ai calciatori, Cannavaro risponde che i premi stan bene così, cioè alti, ma che una parte sarà devoluta alle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità, che è una ricorrenza che la Lega odia e boicotta, i giocatori cantano l’inno di Mameli, ma il governatore Zaia è sospettato di averlo sostituito col “Va’ pensiero”. Ce n’è per tutti.
Che i redattori di Radio Padania esultino per un gol contro l’Italia è il massimo del masochismo. Da tutti i punti di vista. Compreso quello politico. Perché il calcio è visto da tutti gli italiani in grado di intendere e di volere (esclusi i malati e i neonati). Perché tutti gli italiani tifano per la nazionale. Infine perché lo sport è il sostituto civile della guerra: l’altro non è tuo nemico ma è tuo avversario, come fai a gioire per la gioia dell’avversario e per il dolore dei tuoi? In tutto il mondo la Destra conquista voti appellandosi ai vincoli di sangue e di vita: “Mio fratello viene prima di mio cugino, mio cugino prima del mio amico, il mio amico prima dello straniero”. La Lega in Italia che fa, ama lo straniero più del fratello? Assurdo, soprattutto per la Lega.
Bandiera e Inno nazionale sono simboli della patria. La patria non è suolo e sangue, perché su questi ci possiamo dividere. Uno è nato qui come me, ma evade il fisco, non è mio fratello di patria. “Tà pàtria” in greco significa “le cose dei padri”, ciò che ereditiamo dai padri e trasmettiamo ai figli. È lo scopo e il senso della nostra vita. In questa operazione siamo uniti dalla bandiera e dall’inno. Sono simboli che dobbiamo rispettare finché non saranno sostituiti. Sono nati dalla storia e la storia può modificarli o cambiarli. L’inno tedesco è nato con Bismarck, l’inno francese con la Rivoluzione. Il primo è razzialmente imperialista (“La Germania sopra tutto nel mondo”: Israele non permette che venga suonato sul proprio territorio), il secondo è sanguinario (“Che un sangue impuro abbeveri i nostri solchi”: i pacifisti lo contestano). Questo significa che noi italiani possiamo sognare inno e bandiera diversi (il tricolore non è nostro, ci fu dato da Napoleone), non che possiamo sputarci sopra: finché sono quelli, usarne altri significa rinnegare la nazione, che è, etimologicamente, il luogo dove siamo nati. Tutto ciò che è stato fatto dall’uomo è criticabile, compresa (con buona pace di Scalfaro) la Costituzione. L’Inno di Mameli non è bello. È vecchio e scaduto. Chiamava a fare una patria che ormai è stata fatta. È un pessimo testo letterario. Suonarlo e cantarlo quando gioca la nazionale o quando vince la Ferrari non eccita e non esalta. È una marcetta modesta e retorica, invita a un eroismo (stringersi a coorte e morire) che non ha senso. Il Parlamento farebbe bene a bandire un concorso per sostituirlo (ci ha pensato, qualche volta). Ma servirsi del “Va’ pensiero” è insensato. È un canto di nostalgia del popolo ebraico in esilio, piange la patria perduta, le città distrutte, e le chiama con nomi in disuso da secoli. I carabinieri suonano l’Inno di Mameli tenendo davanti agli occhi uno spartito dove sta scritto “stringiamoci a corte” invece che “stringiamci a coorte”: una bestemmia politica, non più “formiamo una schiera armata” ma “raduniamoci alla corte”, sottinteso “del re che ci comanda”. Nel “Va’ pensiero” s’invita a salutare “di Sionne le torri atterrate”, ma chi sa che Sion è Gerusalemme? E che c’entra Gerusalemme con noi? Migliorare la tradizione è saggio. Proviamoci. Ignorarla è da ignoranti. Evitiamolo.

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81 replies on “Guerre… Mondiali.”

L’inno tedesco è nato con Bismarck, l’inno francese con la Rivoluzione. Il primo è razzialmente imperialista (”La Germania sopra tutto nel mondo”)

Der Autor ist im Falle der deutschen Nationalhymne sehr schlecht informiert.
Unter Bismarck, also dem dt. Kaiserreich gab es gar keine offizielle Hymne. Das Deutschlandlied ist erst 1922 nach dem 1. Weltkrieg offizielle Hymne geworden, damals mit drei Strophen. Nach dem 2. Weltkrieg wurde nach langen Diskussionen einzig und allein die dritte Strophe des Deutschlandliedes offizielle Hymne Deutschlands. Von Imperialismus und Rassismus ist in dieser Strophe rein gar nichts zu finden – im Gegensatz zur Mameli Hymne von der der Autor ja selbst nicht recht überzeugt ist.
Eine Fussball-WM ist für den Autor also ein Ersatzkrieg, ein Spielzeug der Nationalstaaten um ihre angeknackste Legitimität aufzupolieren. Erst vor Kurzem schrieb Birgit Schönau in der Süddeutschen Zeitung über die hohen Erwartungen, die in die italienische Nationalmannschaft gesteckt werden um der Nation, der langsam in allen Bereichen die Felle davon schwimmen, wieder Legitimität zu geben.
Fragt sich nur welche Rolle Ferdinando Camon den SüdtirolerInnen in dieser Show zuordnen möchte bzw. welche diese laut Staatsräson spielen müssten. Vielleicht auch diejenige sich rechtfertigen zu müssen, nicht Anhänger der “Azurblauen” zu sein.

Uno è nato qui come me, ma evade il fisco, non è mio fratello di patria

Mi sa, sig. Camon, che allora non ne troverà¡ tanti “fratelli di patria”!!
Per tutto il resto, no comment!

Der Author ist ein absoluter ****** (ich zensurier mich selbst!) und hat keine Ahnung wann und wie die deutsche Hymne entstanden ist.

wer es nachlesen will, bitte schön:
http://de.wikipedia.org/wiki/Deutschlandlied
http://it.wikipedia.org/wiki/Das_Lied_der_Deutschen

Auch das “über alles in der Welt” hatte nicht die Bedeutung, daß sich Deutschland über alles in der Welt stellte, diese Bedeutung kam erst in der Nazi Zeit dazu. Das alles scheint dem Herrn nicht geläufig zu sein. Ich zitiere:

“Questo è il vero significato del celebre e spesso frainteso incipit dell’inno, Deutschland über alles: l’unità  della patria doveva essere il primo e più importante pensiero di ciascuno”

Schöne Grüße diesem *****

@ gadilu: hier hast du ein Beispiel für die journalistische Qualität dieser Zeitung (wir sprachen ja unlängst darüber)…mein Gott Walter :-O

@ Gadilu: ja, das war mir klar (übrigens eine Zeitung, die schätze). Ich bezog mich auf die Diskussion über den Bocher-Fall in Toblach, in der der “l’Alto Adige” etwas tendenziös berichtete (ich nannte das Hetze, du fandest das zu übertrieben)…

Non capisco. Un articolo nel quale si scrivono evidenti castronerie sull’inno tedesco, va bene però per identificare in “Fratelli d’Italia” il simbolo d’un nazionalismo calcistico italiano che – mi spiace deludervi – non è così netto in questo determinato frangente. Sarebbe fuorviante pensare che tifare qualsiasi “nazione” (e cantare l’inno a inizio partita) generi un patriottismo perenne, quando in realtà  il tifo per la nazionale è un fenomeno di breve durata, periodico, fugace. Tra l’altro lui stesso espone le ragioni di una Lega Nord che quell’inno lo contesta (proponendone un altro insensato) e da italiano descrive Mameli come l’autore di una marcetta – in realtà  un’idea sua personale e affatto diffusa tra gli italiani, sebbene il testo (al contrario della musica) non comunichi loro proprio un bel niente. Ergo: l’articolo di Camon è pessimo. Come sempre.

Dieser Autor und Journalist scheint wohl einen gewissen Bekanntheitsgrad in Italien zu besitzen. Jedenfalls hab ich mich ein bissl auf seinem Internetauftritt umgeschaut. Auch auf seiner Webseite kann man den klaren Unterschied zwischen Nationalismus und Patriotismus erkennen, deren Grenzen manchmal zwar fließend aber hier wohl eindeutig auszuloten sind. Das ist Nationalismus pur, Patriotismus im positiven Sinne schaut ganz anders aus. Aber unter den Befürwortern der Einheit des aktuellen Italiens scheint leider fast ausschließlich ersteres verbreitet zu sein.
Ein wahrer Patriot würde anerkennen, dass Südtirol nix mit der Einheit Italiens zu tun hat. Er würde sein Land lieben aber geschichtlich andersartiges Territorium wie Südtirol nicht beanspruchen. Wir gestehen aus heutiger Sicht ja auch ohne Wenn und Aber ein, dass die Landnahme großer Teile Nord-Italiens von Seiten Österreich-Ungarns großes Unrecht war.
Dasselbe erwartet man sich heute im Jahr 2010 doch auch von italienischen Persönlichkeiten bezüglich Südtirol. Ich denke das wäre nicht zuviel verlangt.
Lest euch mal einen seiner Artikel, die er auf seiner Homepage allesamt gesammelt hat, bitte genau durch. Nationalismus in Reinkultur. Allerdings kann man “unseren” Politikern wohl auch eine Mitschuld an dieser weit verbreiteten Meinung geben. Hier nun der Auszug aus dem Artikel.

Quotidiani delle Venezie 6 novembre 2005:

…[] Perché lo Stato mantiene un rapporto che privilegia, in misura che stupisce l’Europa e il mondo, le regioni a statuto speciale. Perfino il Dalai Lama chiede, per il suo Tibet, uno statuto come quello dell’Alto Adige. Se crede di averlo, sta fresco. C’è un episodio che spiega la specialità  di quello statuto. S’è impiantato nella mia memoria e si riaffaccia spesso. Visitando un ospedale della campagna veneta, tra Padova e Verona, sentivo che i medici erano tristi, perché il governo stava pensando di sopprimere alcune unità  di pronto soccorso coronarico, per ragioni di risparmio. Una settimana dopo parlo col direttore di un giornale di Bolzano. Mi racconta che lì era appena stato istituito un servizio di pronto intervento per tirar su dai burroni le mucche che ci fossero cadute dentro. Mi chiedevo: ma come, la mucca di Bolzano salvarla subito, e il cuore padano che crepi? C’è qualcosa che non quadra. I sostegni che i sindaci ricevono dallo stato son proporzionati al numero di cittadini: ma un cittadino di Verona o di Padova vale molto meno di un cittadino di Aosta o di Bolzano. A Padova non sanno più dove metter le immondizie, a Bolzano non sanno più dove mettere i fiori. Il sistema delle regioni a statuto speciale ha avuto un senso e un’utilità  nel dopoguerra, quando si trattava di proteggere le minoranze, aiutare le aree depresse, favorire le iniziative private, spegnere lo spirito di secessione (in Alto Adige come in Sicilia), e così via. Ma nel Duemila inoltrato questi sono privilegi iniqui. Non dobbiamo diventare tutti trentini. Sono i trentini che devono diventare come noi.[]

Da er Südtiroler und Trentiner alle in einem Topf wirft, kann man sich vorstellen was man im Besonderen mit dem letzten Satz in Italien zu erwarten hat. Denn diese Meinung teilen große Teile der Bevölkerung Italiens, und das nicht ganz zu unrecht so wie die Dinge heutzutage in Südtirol stehen. Es geht ja unseren aktuellen Poltikern hauptsächlich um Großprojekte und wirtschaftliche Interessen, und weniger um historisches Recht. So scheint es zumindest.

Perché il calcio è visto da tutti gli italiani in grado di intendere e di volere (esclusi i malati e i neonati). Perché tutti gli italiani tifano per la nazionale.

Scusate, ma queste due frasi fanno vomitare. Conosco tantissimi cittadini italiani (nati e vissuti in Italia, per non creare ambiguità ), né neonati né malati, che non vedono il calcio perché non interessa loro. La seconda frase è per me incomprensibile: cioè, si tifa per una squadra a priori, per una squadra che non è brava? Si tifa contro una squadra avversaria? E se il “nemico” non è bravo a giocare, cosa vale l’eventuale vittoria? Ma che gioco è? Perché non vedersi il gioco e lodare le belle azioni, sperando che le facciano soprattutto i giocatori della squadra preferita? Ma immedesimarsi in una squadra, usare la prima persona plurale … cose dell’altro mondo.

Sono d’accordissimo, Susanne. Ma Camon non sa scrivere (pé, prendi atto che hai preso un granchio: il qualunquismo di Camon è imbarazzante).

Mah… in realtà  speravo che la discussione non s’incentrasse tanto sul quotidiano Alto Adige (anche se, in effetti, pubblicando questa schifezza un giudizio se lo merita) o sull’autore del pezzo, quanto invece sugli effetti dei campionati del mondo di calcio. L’opinione di Camon, infatti, è certamente imbarazzante, ma riproduce il calcio-pensiero (più o meno consapevole) di moltissima gente, anche intelligente. Personalmente, purtroppo, non sono convinto che gli effetti del tifo e di questo surrogato di guerra siano così effimeri come afferma Valentino. In Sudtirolo gli eccessi di quattro anni fa sono ancora nella memoria di molti, e oggi si aspetta la rivincita morale. Ho la sensazione che ogni due anni i campionati (mondiali, europei) di calcio facciano subire un contraccolpo effettivo all’unificazione di questo continente, e che gli effetti di rafforzamento dei nazionalismi siano concreti e si protraggano per vari mesi. Sarebbe interessante un’analisi «oggettiva» (per quanto possibile) a questo riguardo.

Vedi: [1] [2]

In Sudtirolo gli eccessi di quattro anni fa sono ancora nella memoria di molti

Da hast du recht. Und wer war das damals wieder? Hmmmmmmm. Und wer ist nicht eingeschritten sondern hat nur zugeschaut? Und selbst nach Anzeigen ist nichts passiert?!
Und wo sind sie wie immer, diese angeblichen Demokraten und Friedliebenden, welchen das “friedliche Zusammenleben” so am Herzen liegt, bei solchen Ereignissen?
Jedenfalls wär mir nicht bekannt, daß nach Siegen der Deutschen oder Österreichischen Mannschaft Süd-Tiroler durch die Strassen ziehen und beleidigende Hetz-Gesänge anstimmen und solche Szenen abliefern.
Viele Süd-Tiroler, und da zähle ich mich dazu, hoffen auf ein frühes Ausscheiden der ital. Mannschaft, nicht aus Gehässigkeit oder Schadenfreude, sondern schlicht damit Ruhe ist und uns solche Szenen wie in der Vergangenheit erspart bleiben mögen.

Viele Süd-Tiroler, und da zähle ich mich dazu, hoffen auf ein frühes Ausscheiden der ital. Mannschaft, nicht aus Gehässigkeit oder Schadenfreude…

Oh doch.

Leider muss ich meinerseits anonym Recht geben. Als ich in der Schweiz war habe ich — neben anderen Teams — auch den Italienern die Daumen gedrückt, weil sie ein sehr sympathisches Team beisammen hatten. Wenn ich mich aber in Südtirol aufhalte hoffe ich, dass die Azzurri so rasch wie möglich rausfliegen. Nicht aus sportlichen Gründen, sondern um des lieben Friedens willen.

Il tifo anti-italiano dei sudtirolesi ha un unico motivo: il nazionalismo anti-italiano. Mi viene persino da ridere nel sentire motivazioni alternative. Davvero.

Geht mir gleich. Ich hoffe übrigens auch, dass bald die Deutschen rausfliegen, dann haben die Schützen nix zu feiern und a Ruh ist im heiligen Land.

@gadilu: Das sagt genau einer, der 2006 “crucchi di merda” geschrieben hat und der dann behauptet hat, dass das nicht antideutsch ist! Unvergessen.

@gadilu
War ja zu erwarten, daß Mister Disagio mir wieder was anderes unterstellt. Aber ich muss dich enttäuschen, Fussball ist mir deart “Wurscht”, daß sie meinetwegen zusammen mit den Deutschen rausfliegen können, die Ruhe ist mir weitaus wichtiger!

Soll von mir aus doch Nord-Korea gewinnen :D

@Beppi
Seit wann feiern “die Schützen” bei deutschen Siegen? Einzelne sicher, was auch nichts Verwerfliches ist, aber “die Schützen” als Gruppe/Organisation feiern da gar nichts und selbst wenn wäre das nichts im Vergleich zu dem was jedesmal bei manchen Italienern los ist. Und ich bin mir sicher, die Sicherheitskräfte würden dann sofort und hart einschreiten!

@piripiri
gibts das irgendwo schwarz auf weiß?!?

@ piripiri

Lo ripeto: crucchi di merda. Ora e sempre. Quando si gioca a calcio: crucchi stramerda.

Ma voglio anche precisare: i sudtirolesi non sono i “crucchi di merda”. I sudtirolesi nel calcio non contano nulla. Sono una squadra di serie C1.

@ Anonym

Che tu mi dia del disagiato è straordinario. Veramente. Se poi del calcio non te ne frega nulla (posizione legittima), guardati lo sci ed evita di commentare.

Bah, augurarsi che l’Italia esca subito affinché non venga messa in pericolo la convivenza in Sudtirolo è la più grande bufala si potesse leggere. Suvvia amici: se gli italiani di Bolzano vanno a festeggiare i campioni del mondo per una notte in Piazza Vittoria (tra parentesi: dove cavolo dovevano andare? oltre Ponte Talvera sappiamo bene che non ci sono spazi nei quali possano identificarsi… e questo non è causato dei mondiali) e tra loro qualcuno inneggia qualche coro anti-sudtirolese, la colpa non è della nazionale, semmai dei bolzanini più estremisti. Avverrà  sempre, ovunque. Il paragone con il tifo sudtirolese per la Germania (l’Austria calcisticamente fa pena) è del tutto inadatto… perché mai scendere in piazza per una nazione che non è “nostra”? Secondo me sul tifo calcistico à  l’italienne non avete capito molto. Venite a vedervi una partita in Toscana e poi ne riparliamo con calma… Bolzano in confronto è il paradiso in terra.

A scanso di equivoci: non tifo la nazionale, nel 2006 non ero in Piazza Vittoria e non considero il calcio uno sport tra i più civili. Anzi. Ma finché esisteranno nazioni, esisteranno le nazionali per ogni sport. Finché esisterà  un Sudtirolo della rappresentazione del conflitto etnico, esisteranno i tifosi bolzanini anti-tedeschi e i sudtirolesi che temono le vittorie della Nazionale italiana. Non invertiamo la direzione causa-effetto e concentriamoci su problemi più seri. Il calcio è un gioco. E i mondiali durano qualche settimana.

@ anonym: Kennst du den Kommandanten der Meraner Schützenkompanie “Andreas Hofer”? Der hat 2006 mit einer Handvoll Gleichgesinnter auf dem Theaterplatz die deutschen Siege gefeiert…bis die Carabinieri kamen, die Fahnen einsammelten und alle nach Hause schickten (gibt auch ein youtube-Video dazu).

Natürlich feiern die Schützen nicht so rabiat wie die Ultras auf italienischer Seite, ein gewisser Nachgeschmack bleibt aber, wenn man schon unbedingt einen “deutschen” Sieg mitten in Meran feiern muss. Hat’s früher nicht gegeben und schmeckt heute sehr nach Retourkutsche.

Noch kurz etwas anderes:
Die Beherrschung des öffentlichen Raumes hat irgendwo auch mit Machtsymbolik zu tun. Ein Sieg der italienischen Nationalmannschaft veranlasst oder “berechtigt” manche geradezu, diesen öffentlichen Raum zu besetzen, um für kurze Zeit ihre Suprematie zu feiern.
Leider verknüpft sich hierzulande italienische Tifosi-Tradition auf unheilvolle Weise mit einem diffusen Nationalismus und lässt eine Grauzone entstehen: Ist es eine aus purem Hass motivierte Aussage, wenn diese Tifosi “chi non salta tirolese è” und “tirolese bastardo” singen, oder wohl eher aus der tifoso-Tradition heraus zu verstehende Handlung, unbedingt einen “Gegner” haben zu müssen, gegen den man dann mehr oder weniger sportlich agitiert? Bei Fußballspielen in Italien, z.B. Livorno gegen Pisa, läuft es doch ähnlich ab, oder täusche ich mich?

Auf einen durchschnittlichen Tiroler jedenfalls stoßen solche Eigenarten (autocorsi, Fahnenmeer usw.) auf kein allzu großes Verständnis.

Also:

1. Wenn man hofft, dass Italien ausscheidet ist man antiitalienisch.
2. Wenn man die Deutschen beschimpft ist man nicht antideutsch.
3. Deutschsprachige Südtiroler werden zur C1 Mannschaft gezählt, italienische Südtiroler “gehören” zur Nazionale.
4. Wer sich nicht für Fußball interessiert, aber den politischen Exzess verabscheut (s. Artikel von F. Camon usw.) hat kein Rederecht.
5. Südtiroler beleidigen ist nicht so schlimm und schadet dem Zusammenleben nicht. Römische Grüße und Duce-Fahnen sind normaler Ausdruck von sportlicher Freude.

Tra livornesi e pisani è incomparabilmente peggio. In Sudtirolo non si capisce nulla di calcio (nel bene e nel male). Dedicatevi allo sci e ad altre specialità  invernali. Il calcio lasciatelo stare.

@Beppi. Quanto dici è fondamentalmente corretto. Il valore simbolico di certi spazi pubblici (Siegesplatz in primis) e l’occupazione di tali luoghi come ostentazione di supremazia identitaria è un atteggiamento che rientra nella psicologia di molti italiani, in Sudtirolo come altrove. E’ semplice: il tifo estremizza i caratteri peggiori della personalità  dei nostri concittadini italoparlanti, i quali si mostrano in pubblico senza troppa vergogna. I sudtirolesi sono “diversi”, nella misura in cui hanno altre valvole di sfogo, a volte più subdole, meno appariscenti. Per me si può festeggiare chi si vuole, credo sia legittimo tifare calcisticamente una squadra piuttosto d’un altra. Certo, lo spirito con cui ad es. un livornese segue un derby toscano non è lo stesso d’un bolzanino durante i mondiali (anzi) ma le rivalità  storiche rappresentano per entrambi una sorta di patologia pregressa: il famoso “crucchi di merda”, per intenderci, è sovrapponibile al “Pisa merda”, per quanto il primo possa avere conseguenze ben peggiori del secondo, dato il clima latente di tensione etnica in Sudtirolo. Ciò però non significa essere per forza razzisti nel pronunciarla: dipende dall’uso che se ne fa, dall’idea di competizione sportiva raffrontata alle questioni di campanilismo cittadino o patriottismo nazionale. Anders gesagt: il calcio è lo specchio dei turbamenti di una determinata popolazione, non per forza il motore di rivalità . Temerne gli effetti significa avere la coda di paglia.

@Lex.
1) A volte, non sempre. Li definirei paurosi.
2) Non è vero. Dipende se è tifo o nazionalismo.
3) Colpa del sistema. Però molti bolzanini tifano l’FC Südtirol.
4) Camon scrive malissimo. Abbi pazienza.
5) Assolutamente no. Ma che caz*o c’entra la nazionale?

Aber Gabriele: Man kann ja viele kulturelle Eigenarten tolerieren, doch erfordert ein “tirolese bastardo” in Mitteleuropa schon erhöhten Erklärungsbedarf.
Du magst ganz Recht haben, dass wir rein gar nichts von Fußball verstehen (so zumindest wie er in Italien praktiziert wird…). Über ein gewisses Befremden unsererseits über ganz und gar “sportlich” gemeinte Beleidigungen darfst du dich dann aber nicht wundern.

Vielleicht könnte man ja vor jeder Siegesplatz-Feier einige erklärende Worte vorausschicken, so wie es die Pater bei jeder Fronleichnamsprozession auf Italienisch praktizieren, wenn die Schützen zu Salutschützen ansetzen… :-P

@Val.

1. gadilu meinte: antiitalienisch
2. Wenn “tifo” solche Ausfälle rechtfertigt färbt das auch auf das Realleben außerhalb der sportlichen Sphäre ab
3. Trotzdem ergibt das keinen Sinn
4. Das hat mit Camon nix zu tun. Gadilu will uns das Wort verbieten, wenn wir keine Fußballfans sind und trotzdem hoffen dass Italien rausfliegt, weil wir uns damit Ärger ersparen.
5. Nichts. Aber ich halte zum Beispiel nicht gegen die Mannschaft, sondern gegen die Exzesse die ihre Siege hier bei uns verursachen. Das mag opportunistisch sein, aber die Freiheit auf eine Niederlage zu hoffen nehme ich mir. Sorry.

@ Val.: Danke für die Zustimmung, du hast aber das, was ich meinte, noch besser und präziser ausgedrückt.

Ich habe diese Theorie über die “Beherrschung des öffentlichen Raumes” in irgendeinem amerikanischen Geschichtswerk gelesen (Titel und Namen der Theorie oder des Theoretikers sind mir gänzlich entfallen), in dem es aber um die in der Frühen Neuzeit so heftigen Konfessionskämpfe ging. Besonders in der Schweiz (und hier im teils protestantischen, teils katholischen Graubünden), in der beide Glaubensrichtungen einigermaßen friedlich nebeneinader lebten, waren solche “Kämpfe” um den öffentlichen Raum stark verbreitet, so z.B. bei Prozessionen und anderen religiösen Feierlichkeiten.

Manchmal scheint’s mir, dass Südtirol ähnliche frühneuzeitliche Verhältnisse aufweist: Schützenaufmärsche, Alpini-Treffen, Fußballfeierlichkeiten etc. – alle sind sie ein Ärgernis für die jeweilige Sprachgruppe und die Polemiken stellen hierbei, wie du wohl ganz richtig sagst, eher Spiegelbild und Symptom innergesellschaftlicher Verwerfungen dar als deren wirklicher und eigentlicher Grund.

PS: Warum soll man (auch als Unbeteiligter u. Uninteressierter) nicht hoffen dürfen, dass ein Event, das wie Val. selbst schreibt die schlechtesten Seiten vieler Menschen herauskehrt für bestimmte Mannschaften bald aus ist?

@succus: In meiner ländlichen Umgebung gibt es seit langem keine Korsos oder andere Exzesse mehr wenn die Deutschen gewinnen. Ich glaube seit 1990, damals war es noch schlimm und nicht erst nach dem letzten Spiel sondern von Anfang an. Es stimmt also nicht dass es diese starke Identifikation mit den Deutschen in Südtirol nie gegeben hat. Aber zumimdest in meiner Umgebung hat sie sich stark “zivilisiert” und steht in keinem Verhältnis zu den Exzessen und offenen Beleidigungen welche die Siege der Azzurri hervorrufen. Sonst würde ich wie succus auch auf ein rasches Ausscheiden der Deutschen hoffen.

@Lex Ich wünsche den Deutschen nicht grundsätzlich, dass sie ausscheiden sollen, sondern das ganze Theater geht mir auf die Nerven. Wenn sogar in diesem Blog unter der Gürtelinie diskutiert wird, dann wünsche ich, dass das es bald vorbei ist. Ich bin kein Fussballfan, aber alle vier Jahre schaue ich mir ein paar Spiele an. Meist halte ich zum Aussenseiter oder vermeintlich Schwächeren, dann macht deren Sieg mehr Spass. Also, vergesst Italien und Deutschland und haltet zur Schweiz, Dänemark, Paraguay, Elfenbeinküste….

Ma perché sì. Perché a leggere certi commenti ti cascano veramente le palle. No, dico, non vi interessa il calcio? E allora cosa c… ne parlate a fare??? Non vi vanno bene i festeggiamenti? Andate da un’altra parte.

gadilu,
stai diventando pian pianino sempre più ignorante, forse hai qualche problema??
Se mai fosse cosà­. risolvilo e non scrivere qua da prepotente

Ich möchte wissen welch weise und besserwisserische Worte ein gadilu finden würde, wenn “wir” Südtiroler die Siege unserer Skifahrer als Anlass nehmen würden um beleidigende und laute Feiern mit antiitalienischen Parolen nehmen würden.

@Beppi
du bestätigst was ich gesagt habe: kaum feiern also ein paar (nicht alle) Schützen irgendwo, kommen schon die Carabinieri und schreiten ein. Dabei muss ich sogar fragen ob das rechtens ist, solange es nicht gegen geltendes Gesetz wie gegen Ruhestörung o.a. Und mit welcher Begründung haben sie die Fahnen eingesammelt?

Soso, jetzt muss ich also Fußball Experte sein, um meine Meinung zu äussern, sonst darf ich nur Ski oder Tennis schauen (auch nicht so meine Sache). Gibts da ein Patentino für damit ich mitreden darf? Oder muss ich aktiv in einem Verein sein? Vielleicht erklärt mir das jemand.

Was die Besetzung öffentlichen Raums angeht: genau darum gehts ja! Hier wird nicht sportlich ein Sportliches Ereignis gefeiert sondern hier wird ein sportliches Ereignis genutzt um politische motivierte Aussagen zu machen und die andere wissentlich und absichtlich zu beleidigen. Jeglicher Erklärungsversuch oder Verharmlosung sind da scheinheilig und fehl am Platze!

Übrigens, weil ja scheints so Usus ist (derbe Ausdrücke, Beleidigung der Gegner), kann ich dann auch sagen daß die “scheiß Walschn” heute ganz schön schwach gespielt haben?
Und haben sie überhaupt schwach gespielt? Verstehe da zu wenig….

Lex, a parte il fatto che a me dello sci veramente non frega nulla (e dunque neppure prendo nota della sua esistenza), ti ricordo che gli sciatori sudtirolesi, quando vincono, vincono con i colori dell’Italia. Quindi la situazione – se ci pensi – è persino comica.

Per riassumere:

Estenuante

Commento questo:

Übrigens, weil ja scheints so Usus ist (derbe Ausdrücke, Beleidigung der Gegner), kann ich dann auch sagen daß die ”scheiß Walschn” heute ganz schön schwach gespielt haben?
Und haben sie überhaupt schwach gespielt? Verstehe da zu wenig….

Sì, secondo me questo lo puoi dire. L’Italia oggi ha giocato davvero di merda. E se non batti la Nuova Zelanda, con tutto il rispetto, non meriti di andare avanti. Io comunque spero di andare avanti lo stesso, magari a botte di culo. ;)

Mir ist es schon sachlich genug wenn nicht beleidigt wird. Das gilt auch für Retourkutschen à  la anonym.

***

»Komisch« finde ich es übrigens nicht, wenn Südtiroler Athleten volens nolens für Italien an den Start gehen müssen. Das ist ein anachronistischer Zwang der Nationalstaatlichkeit, der mir kein Schmunzeln abringt.

Ehehe. Sì, ma invece sarebbe comicissimo se i sudtirolesi cogliessero l’occasione delle vittorie sciistiche dei “loro” atleti per offendere gli “italiani” (cioè in definitiva i loro atleti). Molto comico, anzi.

@ anonym:
Hier hast du das Video:
http://www.youtube.com/watch?v=QB7JNG3WpCw

Ich würd’ mich aber jetzt nicht darüber aufregen, mir persönlich sind bundesdeutsche Fahnen ziemlich wurscht. Als ich letztens in Heidelberg war gingen mir die nächtlichen Hupkonzerte der Deutschen übrigens stark auf den Keks…die machen jetzt nämlich auch so Autocorsi mit den Vuvuzueals oder wie die heißen, hoffe halt nur (Achtung gadilu: nix gegen Italien), dass beide Mannschaften rausfliegen, denn dann kann ich sowohl in Heidelberg, als auch in Meran wieder ruhig nächtigen.

@Beppi
danke für den Link, zeigt wieder mal auf wunderbare Weise wie in diesem Lande andauernd mit zweierlei Maß gemessen wird.

Aber hoffen wir auf ruhige Nächte und daß alle Prolls brav zuhause bleiben weils nix zu feiern gibt.

In jedem Sport sollte dem Ehre erwiesen werden, der ihn überragend ausübt. Und heuer trifft dies auf Italien sicher nicht zu. Deutschland ist besser gestartet, es wird sich aber zeigen, ob sie die Herzen der Fans erobern können. Auf jeden Fall begeistern mich die kleinen Länder, wo Fussball noch nicht der Sport Nr. 1 ist, am meisten. Neuseeland ist da ein gutes Beispiel, wo Rugby vorherrscht. Hut ab vor jenen, die gegen den Strom schwimmen.

Errickson als Nationaltrainer und Schwede…was sollte ihn auch dazu inspirieren, sich mit der Hymne zu identifizieren. Und so wie es in Italien gerade allgemein läuft (Partito dell’Amore), tendiere ich sowieso eher zu “Ti Amo” von Totò Cutugno.

@Val
Was willst du eigentlich damit bezwecken? Kapier ich nicht. Auf YouTube gibt es Millionen idiotischer Videos.

So wie ein Katalane unlängst auf Bild.de den Schweizern für den Sieg gegen Spanien dankte (kleines Detail: Hans Gamper, ein Schweizer, war Begründer des FC Barcelona – der “Nationalmannschaft” der Katalanen), so danke ich heute der selbstbestimmten Slowakei!

Capisco la soddisfazione sudtirolese per il risultato della partita di ieri, anche se non la condivido, ma non vi sentite un pò ridicoli a parlare di Slovacchia autodeterminata e cose del genere? Solo un pò.

von einer “selbstbestimmten Slowakei” schreibt hier nur einer (hansi).
ich freue mich schlicht über die kommenden, ruhigen nächte, wo ich bei offenem schlafzimmerfenster störungsfrei schlafen kann ;)

Die Schadenfreude von hansi und anonym kann ich nicht verstehen. Ich habe auch gehofft, dass Italien vorzeitig heim muss, aber um uns Provokationen zu ersparen, nicht um selbst zu provozieren.

@pérvasion

Diese selbstbestimmte Slowakei ist aber leider kein Vorbild.

Möglicherweise haben gestern gar nicht wenige Angehörige der ungarischen Minderheit in der Südslowakei den Italienern den Daumen gehalten, so wie viele Katalanen mit den Schweizern sympathisiert haben und sich halt eben auch viele SüdtirolerInnen für die Slowakei gefreut haben. Ein Engländer hat mir 1998 erzählt, dass er das Pech hatte das Spiel Argentinien – England (WM 1998) in Schottland ansehen zu müssen. Die Schotten im Pub waren alle für Argentinien.
Europa ist glücklicherweise immer noch bunter als es die Logik der Nationalstaaten erzwingen möchte. Ein Staat, eine Sprache, eine Einheitsfront bei Fußball-Länderspielen. Niemand braucht sich zu rechtfertigen, wenn er aus dieser überholten Logik ausbricht, besonders in Gebieten mit “nationalstaatlich” undefiniertem Status.

Unabhängig davon sollte sich Südtirol ernsthaft mit dem Thema Sportautonomie beschäftigen. Dies ist der einzige brauchbare Weg von der nationalstaatlichen Logik im gesamtgesellschaftlichen Sinne auszubrechen.

@Lex
lies dir lieber mal den Diskussionsverlauf von Anfang an durch bevor du deine Weisheiten von dir gibst und wem du “Provokationen” unterstellst.

ich freue mich schlicht über die kommenden, ruhigen nächte, wo ich bei offenem schlafzimmerfenster störungsfrei schlafen kann.

Ma dove abiti? In Piazza della Vittoria a Bolzano?

Comunque, tanto per convalidare il principio qui da tutti sostenuto delle “notti tranquille”, anch’io mi auguro che la Germania possa venir eliminata nei prossimi ottavi di finale dall’Inghilterra. Tornavo a casa in bicicletta, dopo la vittoria dei tedeschi col Ghana, e all’altezza dell’Eurospar di Milland già  si radunavano i primi “sudtirolesi” strombazzanti, travestiti da Piefke e dunque contenti del passaggio del turno.

Wie kann man sich nur am Misserfolg anderer freuen!! Mein Verständnis von Fan oder tifoso, ist das Hoffen und Bangen für eine Mannschaft und die Freude mit der eigenen Mannschaft, und diese eine Mannschaft hat mich vor 4 Jahren sehr erfreut und dieses Jahr sehr enttäuscht, und Punkt. Und alles andere ist bullshit, und hat mit dem Sport nichts zu tun. Jetzt wünsche ich mir einfach, dass schöner Fussball gespielt wir und der Bessere möge gewinnen.

Jonny, guarda, io adesso penso solo alle “notti tranquille”. È questa la priorità  assoluta di noi sudtirolesi amanti dello sci.

“Wie kann man sich nur am Misserfolg anderer freuen!”

Jonny, ich behaupte einfach salopp dass du diesen Satz nicht ernst gemeint hast und entschuldige mich im Voraus für meine Überheblichkeit :-).
So naiv schätze ich hier wirklich niemanden ein. Höchstens a bissl (oder auch viel) scheinheilig.
Also, machen wir uns nichts vor und sagen es frei heraus ohne uns hier dauernd selbst anzulügen. Schadenfroh zu sein ist Teil des Fussballs (übrigens auch übertragbar auf das Leben) und Fussball ist halt nun mal so.
Scheidet die Mannschaft aus zu der man hält ist man schlicht traurig, wütend und enttäuscht. Da nützt nachher auch das Kleinreden nix das man dann ständig von sich gibt, um seine Enttäuschung abzuschwächen. Das ist psychologisch ein absolut normal Vorgang, ein Abwehrmechanismus. Scheidet allerdings die Mannschaft aus die man am wenigsten mag, ist man schadenfroh. Menschliche Emotionen zu leugnen bingt nix.
Trotz dieser Emotionen, die jeder von uns hat, können wir trotzdem zivilisiert miteinander umgehen, das beiweist dieses Forum.
Und ich gebe zu, dass ich mich gestern gefreut habe dass Italien ausgeschieden ist. Hauptsächlich weil Südtirol BEI Italien ist (bzw. sein muss), es aber NICHT ist.
Und ich sage auch, dass es im Prinzip schade ist wenn aus Sport Politik wird, aber das ist einfach so. Ein Blick nach Frankreich und Italien reicht, da bricht wegen Fussball kurzzeitig alles zusammen.
Weiters denke ich dass Bossis Aussage seinen Teil dazu beigetragen hat, denn so musste der Schiri, die Slowaken und alle FIFA-Beteiligten beweisen, dass Italien sie (diesmal?) nicht bestochen hat. Das hat Bossi gut gemacht, auch wenn ich mit der Lega Nord nix am Hut habe als Südtiroler. Der Schreiberling F. Camon hat jetzt in der Tageszeitung “Alto Adige” dreist-dumm Südtirol und Trentino zu Padanien gezählt, was ungefähr so dämlich ist wie Japan zu China zu zählen.

Mein Vorschlag als Sportlaie: Wieso diese nationalen Mannschaften? Wenn es stimmt, dass es in Europa zu wenig Nachwuchs gibt (mit wurde erzählt, dass beim Championsleague-Finale die italienische Mannschaft praktisch nur aus Legionären bestand), dann machen wir doch halt eine europäische Mannschaft, der können wir dann alle die Daumen drücken und gemeinsam feiern.

Oh, wie ist hier jemand verbittert :D
Aber ruhige Nächte werden wir haben! Es sei denn dieses Schluchtzen und Wimmern das zuletzte vernehmbar ist, wird nicht leiser ;)
Und sollten doch einige Südtiroler verkleidet als Piefke die Nachruhe stören, dann rufe man die als Carabinieri verkleideten Freunde, die bereiten dem Spuk bereitwillig ein Ende.

@succus
das wär zwar ein schöner Gedanke im Sinne der europäischen Gemeinschaft und Einheit , aber nicht umsetzbar. Denn du scheinst nicht verstanden zu haben wie nationalistisch eingestellt diese Herrschaften sind. Für die ist das eine Art Ersatz-Krieg, wie der Titel dieses Themas ja auch richtig andeutet. Für unsereins wenig nachvollziehbar…..

@hansi
also bin ich für dich naiv oder scheinheilig, weil ich als fan zu italien halte und mich gleichzeitig nicht an den misserfolgen anderer mannschaften erfreue? ich hoffe sehr nicht der einzige naive oder scheinheilige im land zu sein, und wenn dem so wäre, auch egal, gehöre ich halt einer aussterbenden rasse an, denn früher gabs das mal!!
natürlich gehört schadenfreude zum sport wie zum leben, aber eben nur bis zu einem bestimmten punkt, natürlich wäre mir lieber gewesen, vittek hätte das tor zweimal verfehlt, natürlich wäre ich glücklich gewesen, wenn pepe in der 95. min das tor gemacht hätte, aber ist das schlimm? denn wenn eine andere mannschaft spielt, hoffe ich einfach nur ein tolles spiel zu sehen. natürlich wird einem das manchmal ganz schön schwer gemacht, wenn man in der bar diskutiert und als italienfan jetzt richtig verarscht wird, aber so ist das leben, und nur weil die anderen scheisse reden, muss ich ja nicht die gleiche scheisse sagen. und übrigens ist fussball nur ein spiel, ich kann mir vom fussball weder etwas kaufen, noch kann ich davon satt werden.

@anonym
verbittert ist das falsche wort, enttäuscht trifft es schon besser, denn wenn jemand wegen einem fussballspiel verbittert ist, sollte er so schnell wie möglich einen psychotherapeuten aufsuchen.
und ja, ruhige nächte werdet ihr haben, ich hatte eigentlich immer ruhige nächte, ausser mein nachbar, polizist und süditaliener lädt die ganze familie zum grillen ein, da wirds immer etwas lauter, ob mit oder ohne fussball!

@jonny

Meinen Post hab ich als Antwort auf deine Aussage geschrieben, er war aber nicht auf dich persönlich bezogen sondern auf die Allgemeinheit.
Der Mensch ist nun mal schadenfroh. Wer heute noch denkt dass die Menschheit an sich gut ist dem kann ich nur gratulieren, denn er ist zwar blind (vielleicht auch als Abwehrreaktion) aber lebt dafür um einiges besser :).
Genau aus diesem Grund kann die Vorstellung einer gewissen intellektuellen Schicht und sog. “Gutmenschen” niemals Wirklichkeit werden. Es wäre zwar zu schön wenn dem so wäre, da muss man ihnen einfach beipflichten. Wir hätten dann paradiesiche Zustände und sprichwörtlich den Himmel auf Erden. Aber der Mensch an sich ist einfach nicht gut, ich wiederhole es nochmal.
Die kriegerischen Konflikte vom Anbeginn der Menschheit bis hinauf in unsere Zeit belehren uns eines Besseren über die Vorgänge auf unserem Planeten. Ohne Regeln (man kann z.b das neue Testament als Wertevorstellung hernehmen, auch die zehn Gebote, das hemmt die Menschen zwar nicht mehr so wie früher, aber immerhin) kommt es immer zum unkontrollierbaren Konflikt, egal ob dies nun im Fussball, im Forum, in Amerika, Europa, Asien, Afrika oder auf dem Mond ist.
Ich schreibe das aus dem Grund, weil diese gutgläubige Meinung bei dir m.E. nach ein bissl durchkommt. Du scheinst ein guter Mensch zu sein, aber die meisten deiner Mitmenschen sind es m.M. nach eben nicht. Und früher war es in meinen Augen auch nicht besser, die Urmenschen haben sich abgeschlachtet, vom Altertum und Mittelalter ganz zu schweigen, das 20. Jh. war geprägt durch zwei Weltkriege. Noch heute gibt es zig kriegerische Konflikte auf dieser Welt weil der Mensch nie genug kriegen kann.
Da ist unsere Schadenfreude im Fussball noch eine Kleinigkeit im Verhältnis, mit der wir glaub ich recht gut leben können. Ich wünsche euch allen ein schönes WE und noch eine recht schöne WM.

forza spagna, und RAUS MIT DEN SÜDTIROLER aus Italien.
Se non vi va di stare in Italia e non pagare neanche le tasse, andatevene e tornate dal vostro amico Adolf in Germania, con il quale vi trovate meglio

“7. Juli 2010 um 22:38 Uhr”

da muss aber jemand einen gewaltigen Leidensdruck gehabt haben, das er dies so kurz nach dem Spiel kund tun muss. :D
Aber die Deutschen haben es sich nicht verdient. Wie sagte heute ein Kommentator: wer italienischen Fussball spielt, hat bei einer WM nichts verloren!

Per giocare all’italiana bisogna saperlo fare. E questo riesce a pochi (non spesso neppure alla nazionale italiana). Del resto, sul gioco all’italiana è fiorita una mitologia piuttosto incompetente (e i moderatori tedeschi, che di calcio capiscono generalmente quanto io capisca di tennis, dovrebbero imparare prima il mestiere). Rinnovo la mia proposta: discutete di sci e di slittino.

Die Äußerungen von “Alex O” belegen aufs Vortrefflichste so manche Beobachtungen über die unheilige Verquickung von radikaler italienischer Tifosi-Mentalität und minderheiten- bzw. fremdenfeindlicher Ressentiments.

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