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Unüberbietbare Ausfälligkeit.

Vittorio Sgarbi ist ein professioneller Provokateur, der aus der Vergiftung des politischen Klimas sein Metier gemacht hat. Doch diesmal hat er sich selbst übertroffen, als er im Beisein des Polizeipräsidenten und des Präfekten von Bozen die Situation der Italiener in Südtirol — unwidersprochen! — mit jener der Juden im Dritten Reich verglichen hat. Und Landeshauptmann Luis Durnwalder mit dem Völkermörder Adolf Hitler. Extremer geht es kaum.

Natürlich entsprechen Sgarbis Beleidigungen in keinster Weise der Realität. Aber vor allem ist das eine nicht hinnehmbare Verharmlosung der industriellen Vernichtung von Millionen Juden, Nomaden, Homosexuellen, Behinderten und Andersdenkenden durch die Nazis.

Anlass für Sgarbis Aussagen war die Vorstellung des Programms für die 150-Jahr-Feierlichkeiten des italienischen Staates, welche das ehemalige PDL-Mitglied im Namen eines Südtirol-Komitees als »Garant« koordiniert. Sein Unmut geht vermutlich auf die Ankündigung des Landeshauptmanns zurück, nicht an den Feiern teilnehmen zu wollen. Gerade die ungehaltenen Reaktionen darauf, einschließlich Sgarbis »totalitärer« Aussagen, bestätigen a posteriori die Richtigkeit dieser Entscheidung.

Die Volkspartei, die Demokratische Partei, die Süd-Tiroler Freiheit, die Grünen, die Union für Südtirol, die Freiheitlichen, die jüdische Gemeinschaft Südtirols, die Partisaninnenvereinigung ANPI, Futuro e Libertà haben — wie vermutlich jeder denkende Mensch in Südtirol — Sgarbis Aussagen verurteilt.

Siehe auch: 1/ 2/

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21 replies on “Unüberbietbare Ausfälligkeit.”

Dies übertrifft natürlich alles zuvor Gesagte in Bezug auf das Nichtteilnehmen Südtirols zu den 150-Jahr-Feiern Italiens. Bei solchen Entgleisungen müsste auch einmal die EU ein Machtwort sprechen, man kann doch nicht auf ewig so tun als sei Italien ein normales demokratisches Land, das noch auf europäischen Werten beruht.
Im Übrigen bin ich der Meinung, dass die SVP das Verhalten dieser Herren m.E. nach falsch interpretiert. Dies ist meiner Meinung zufolge wieder ein weiterer taktischer Schritt die Südtiroler durch den wohlbekannten und inszenierten “Disagio” weiter zu assimilieren, nur werden die Methoden immer skurriler.
Jeder, der in Südtirol lebt weiß dass diese Aussagen nicht im Geringsten etwas mit der Realität zu tun haben.
Wenn man aber schon unbedingt von Diskriminierung sprechen will, so könnte man wohl zig Beispiele für die Benachteiligung und Diskriminierung der deutschen Sprache im italienischen Staat aufzählen. Und wer die jüdische Gemeinschaft in dieser Art und Weise beleidigt, müsste wohl in den meisten Staaten innerhalb der EU als Poltiker zurücktreten. Die Beleidigung gegenüber den Buddhisten muss man auch noch erwähnen. Laut Sgarbi sind nämlich die Südtiroler gleich wie die Taliban in Afghanistan, die die Buddhastatuen entfernen haben lassen, weil sie Mussolini entschäften wollen! Dass Buddha nun von diesem “Politiker” mit dem Völkermörder Mussolini gleichgesetzt wird, schlägt wohl dem Fass den Boden aus. Wieso kann es so etwas in Europa geben und wann kann sich unser schönes Südtirol endlich von diesem Staat verabschieden?

Lettera aperta all’On. Sgarbi: con la Sua visita ha restituito forza a chi non vuole celebrare l’Unità  d’Italia, trasformando le questione altoatesina in una tragica pagliacciata

Egregio On. Sgarbi, se pensava di fare bene, pensava male.

Un risultato, la Sua visita, l’ha ottenuto: quello di esporre la Comunità  italiana dell’Alto Adige e le proprie ottime ragioni al ludibrio, trasformando questioni serissime in una ennesima tragica pagliacciata.

Una occasione che poteva essere vissuta come un momento di riscatto dignitoso è stata trasformata da un critico/uomo di spettacolo/politico (prima di destra, poi di sinistra, poi di centro, poi di nuovo di destra…) in un autogol spaventoso, in un clamoroso colpo di harakiri.

Non solo c’è l’indignazione per le Sue parole, per l’improprio ed offensivo paragone con le vittime dell’Olocausto, per il modo in cui si è preso gioco delle loro ombre, per la banalità  dei richiami a Adolf Hitler, c’è la pena e la tristezza per come un momento di forzata celebrità  inseguita con ogni mezzo, anche il più spregevole, possa essere stata ottenuta a spese nostre.

Perché, egregio On. Sgarbi, noi a Bolzano e in Alto Adige ci viviamo tutto l’anno, sappiamo la fatica che comporta l’affermare le nostre ragioni con la forza del ragionamento, della volontà , con il sacrificio della disperazione, talvolta. Come quando difendiamo il diritto di imparare la seconda lingua in scuole bilingui, come quando puntiamo i piedi per affermare il diritto ad una toponomastica bilingue, o sosteniamo il bisogno di preservare i nostri monumenti.

Le sue battutine, volgari e sboccate, hanno fatto sorridere solo lei e gli ignoranti.

Noi altoatesini sappiamo essere troppo seria e grave la nostra condizione e non siamo affatto ignoranti. Abbiamo quel senso di responsabilità  che Lei ha dimostrato non avere.

Ci spiace come sia stato infangato il buon nome dell’Italia e delle sue Istituzioni, per un flash di un fotografo in più…

Non si faccia più rivedere in Alto Adige, On. Sgarbi, perlomeno nell’anno delle Celebrazioni per l’Unità  d’Italia. Accolga la nostra preghiera.

Quello che ha ottenuto con una visita di poche ore in Alto Adige è di avere fatto perdere di fronte a tutta la comunità  di lingua tedesca la credibilità  del nostro Paese, della nostra Patria, è di avere dato forza a coloro che non volevano che si celebrasse la nostra Unità . Ora avranno, grazie a Lei On. Sgarbi, un motivo in più giustificarsi…

Con sdegno e pietà 

Alessandro Urzì
Coordinatore regionale di Futuro e Libertà 

Die Äusserungen von Vittorio Sgarbi sind wahrlich unerträglich, aber keine Überraschung. Dass Sgarbi von allen vernünftigen Menschen verurteilt wird, dürfte wohl auch klar und zu erwarten sein. Der eigentliche Skandal, der leider viel zu wenig angeprangert wird, ist aber das Verhalten des Polizeichefs und des Regierungskommissars. Wenn die höchsten Vertreter dieses Staates in Südtirol an derartigen Aussagen nichts auszusetzen haben, dann sind sie am falschen Posten.

Chi semina vento raccoglie tempesta: chi – come Michaela Biancofiore e il Comitato “Italia Unita” – offre un palcoscenico A Vittorio Sgarbi deve aspettarsi la SUA solita raffica di dichiarazioni stupide, ridicole e ciniche a cui ci ha abituato da sempre questo personaggio che – con i diversi processi in corso e i suoi cambi continui di casacca politica – si addice più al carnevale che a una celebrazione storica.

E’ stupefacente che una persona come lui, che da tempo ha perduto ogni senso della misura e ogni credibilità , possa ancora essere preso sul serio.

Se Sgarbi non merita alcuna considerazione, merita invece una ferma critica la decisione di chi, come Michaela Biancofiore, gli ha messo in mano una cosa molto più seria come la riflessione storica sul processo di unificazione italiana, che meriterebbe ben altri patrocinatori.

Sgarbi non solo ha delegittimato ancora una volta i partiti del centro-destra che l’hanno chiamato; non solo ha portato un ulteriore danno alla convivenza nella nostra terra; ma è riuscito anche a discreditare ed infangare agli occhi di moltissime cittadine e cittadini la celebrazione storica dell’unità  d’Italia e lo stesso Stato italiano: tutti coloro che predicano irresponsabilmente ”un Sudtirolo senza Italia” hanno ricevuto in regalo da Sgarbi e Biancofiore l’ennesimo argomento per discreditare il ”bel paese”.

I Verdi-Grüne-Verc invitano tutti i cittadini e le cittadine a ignorare le ridicole dichiarazioni di Sgarbi e non confondere questo pagliaccio di carnevale con la maggioranza delle persone democratiche che, in tutta Italia, guardano all’autonomia dell’Alto Adige con rispetto, orgoglio e ammirazione.

Bolzano, 8. Marzo 2011

Hans Heiss

Riccardo Dello Sbarba

L’hanno messo lì apposta per provocare e strumentalizzare, non aspettano altro che qualcuno reagisca e che ne nasca una bella polemica ad hoc, con doverose grida indignate dall’una e dall’altra parte, in modo che sia tutto pronto per i maggiori talk show televisivi.
Quindi credo che sarebbe un errore prenderlo in considerazione più di tanto, parlare di fascismo o degli italiani che non sono capaci di fare i conti con il passato, quando in realtà  si tratta solo di Televisione Italiana e relativo universo mentale.

Faccio un pò di autocritica, è vero che si tratta di Televisione Italiana, ma a un livello di totale irresponsabilità . Forse sarebbe il caso che l’Unione Europea intervenisse, se non altro per far capire all’Italia che non può pensare di potersi permettere qualunque cosa.

Die Aussagen Sgarbi’s sind absolut inakzeptabel und skandalös. Er mag zwar wie gesagt ein notorischer Provokateur sein, aber jetzt muss “sein Kopf rollen”. Nirgendwo sonst würden solche Aussagen konsequenzlos bleiben.

Der mindestens ebenso schlimme Skandal liegt im Verhalten des Polizeipräsidenten und des Präfekten welche diesen Aussagen nicht widersprochen haben oder die Veranstaltung aus Protest verlassen haben o.ä. Soll das heissen sie teilen diese Aussagen (stillschweigende Zustimmung)? Sie müssen ebenfalls den Hut nehmen, in Südtirol haben diese Personen keine Ämter mehr zu bekleiden

Den Urzi brauch man hier nicht zu zitieren, der nutzt diese Gelegenheit schamlos um sich als “Gemässtigter” zu präsentieren und die typischen Positionen zu unterstreichen:

“… come quando puntiamo i piedi per affermare il diritto ad una toponomastica bilingue, o sosteniamo il bisogno di preservare i nostri monumenti.”

Es würde mich nicht wundern wenn das fast ein abgekartetes Spiel ist, nach dem Motto: zuerst ganz extreme Positionen und Aussagen, damit das was sie normalerweise sagen fast schon nett und moderat erscheint.

Dass ein Polizeipräsident und Regierungskommisar so etwas zulassen ohne gleich darauf zu reagieren ist ein europäischer Skandal.
Wann bekommen wir in Südtirol endlich eine eigene Polizei, wie dies in anderen europäischen Gebieten wie Katalonien längst schon gängige Praxis ist?
Man muss nicht gleich wie Herr Sgarbi etwas erfinden, die Wahrheit reicht vollkommen. Hier ein Beispiel: In Südtirol kann man mit der Polzei und mit den Carabinieri nicht mal in seiner deutschen Muttersprache kommunizieren (die meisten deutschen Südtiroler haben bei Kontrollen Angst davor, dass sie dann schikaniert werden!), obwohl dies ein Verfassungsgesetz ist. Das heißt also dass die italienischen Polzei und Miltiäreinheiten hier nicht mal selbst die Gesetze einhalten (Art. 19 des Autonomiestatutes). Eine schöne Justiz ist das in Italien…

jetzt mal ganz ehrlich und ohne polemik @gadilu:
hätten die 2 genannten Repräsentanten des Staates Deiner Meinung nach nicht umgehend sofort an Ort und Stelle den Saal aus Protest verlassen müssen ?

Martin, ich denke die zwei Herren haben dies nur gesagt weil Druck von Aussen gemacht wurde. Bei der Pressekonferenz war ja nix von Protest zu hören. Und das alleine ist auch schon bedenklich.

Ich stimme Steffl zu, bei der Pressekonferenz selbst haben die Herren nichts gesagt und nichts getan. Und das ist entschieden zuwenig. Im nachhinein wirkt das auch auf mich wie eine erzwungene Reaktion, nachdem die Aussage doch extrem viel Staub aufwirbelt.
Der Quästor ist ja schon negativ aufgefallen, so hat er die Demo in Bruneck gegen den “Kapuziner Wastl” verboten, den Aufmarsch der Faschisten am Samstag aber reibungslos über die Bühne gehen lassen. Man erkläre mir bitte die Logik hinter diesem Handeln.

Ich bin auch der Meinung, dass die Distanzierung von Polizeipräsident und Präfekt auf den öffentlichen Druck zurückzuführen ist. Dem kann ich aber auch etwas Positives abgewinnen: Es ist nämlich ein Zeichen dafür, dass Zivilgesellschaft, Medien und Politik hierzulande — anders als im benachbarten Italien — noch gewisse Werte durchzusetzen imstande sind.

Beide Ämter wären meines Erachtens ohnehin gänzlich abzuschaffen, jenes des Präfekten ersatzlos, jenes des sogenannten Quästors zugunsten eines Landespolizeipräsidenten.

@anonym:
Der Quästor der Brunecker Demo war noch Piero Innocenti. Der heutige ist Dario Rotondi.
Allerdings gebe ich Dir im Prinzip recht: die Grundregeln sollten für alle dieselben sein.

Im Übrigen hat mich ein Artikel im Corriere dell’AA vom Sonntag überrascht: dort wurde groß und breit von kahlgeschorenen Jugendlichen deutscher Muttersprache berichtet, welche die Neofaschisten mit lautem Gelächter provoziert haben sollen. Die DIGOS hat diese Kerle wohl sofort umstellt und die Personalien überprüft.
Eigenartig, dass die Polizei damals beim Schützenmarsch gegen die Faschorelikte in Bozen nicht dasselbe mit den keifenden (und spuckenden) Neofaschisten am Straßenrand gemacht hat. Misst die Polizei etwa mit zweierlei Maß?

@stefan
mein Fehler, dachte es wäre derselbe Quästor. allerdings bleibt der Vorwurf der Willkür ja bestehen, es wird mit zweierlei Mass gemessen.
Nicht nur dass ich nicht verstehe wozu es diese Positionen überhaupt braucht sind die beiden Herren nicht mehr tragbar.

>Im Übrigen hat mich ein Artikel im Corriere dell’AA vom Sonntag überrascht: dort wurde
>groß und breit von kahlgeschorenen Jugendlichen deutscher Muttersprache berichtet,
>welche die Neofaschisten mit lautem Gelächter provoziert haben sollen.

Eh… guarda ormai siam messi così: non è più il fascismo la provocazione, ma semmai l’antifascismo… che sia vero o di facciata, poi alla fine ultimamente le provocazioni son sempre quelle degli antifascisti…

eine ausfälligkeit der besonderen Art und weise heute wieder im “alto adige”. dort dürfen unter der rubrik des tages sogar die demonstranten rund um den blutsonntag und franz innerhofer in ein schlechtes licht gerückt werden. widerständler und faschisten dürfen dort kommentarlos auf die selbe stufe gestellt werden und keine redaktion distanziert sich davon. wie ist so etwas möglich?

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