In seguito alla notizia che un membro della dieta sudtirolese, Jürgen Wirth Anderlan, si è incontrato con un gruppo di giovani neonazisti, il presidente della medesima, Angelo Gennaccaro (La Civica), ha diffuso una chiara nota ufficiale, nella quale afferma che
[q]uanto viene propagato e comunicato in certi ambienti che si richiamano a nazismo e razzismo non è compatibile con i valori democratici contenuti nella nostra Costituzione, alla quale tutti i consiglieri e le consigliere provinciali hanno giurato fedeltà, al momento di assumere la carica […] Questo giuramento ci vincola ai valori democratici e antifascisti contenuti nel testo costituzionale, cui si richiama anche lo Statuto di autonomia.
Non deve essere lasciato spazio ad ammiccamenti verso l’estremismo di qualsiasi natura e posizione politica, né all’esaltazione di ideologie che ci riportano indietro nella storia, ovvero ai tempi bui dell’italianizzazione forzata, delle opzioni, del secondo conflitto mondiale[.]
Il nostro deve essere un esempio di correttezza e di rispetto dei principi democratici e costituzionali che da decenni garantiscono la pacifica convivenza in questa provincia.
– dal comunicato di Angelo Gennaccaro (enfasi dall’originale)
Sono parole giustissime, alle quali — come a quelle recenti della Junge Generation su Melanie Mair (STF) — ci sarebbe ben poco da aggiungere.
Il problema non sta nel comunicato di Gennaccaro, bensì al suo esterno: non solo non mi risulta una sua analoga nota ufficiale con cui abbia richiamato, per esempio, il vice Landeshauptmann Marco Galateo (FdI); ma, anzi, Gennaccaro è suo partner di coalizione e contribuisce quindi attivamente all’esistenza di questa maggioranza.
È responsabilità anche di Gennaccaro il fatto che del Governo sudtirolese faccia parte un esponente che
- si rifiuta pervicacemente di prendere le distanze dal fascismo, adducendo motivazioni ridicole;
- prima della sua elezione si è incontrato con esponenti di CasaPound, recandosi addirittura nella sede dei «fascisti del terzo millennio»;
- sempre prima della sua elezione ha partecipato ad azioni di pulizia di monumenti fascisti e ha «scherzato» con l’olio di ricino da somministrare agli avversari politici;
- durante il suo mandato ha partecipato a una marcia neofascista, assieme a membri di CasaPound, in occasione del cosiddetto Giorno del ricordo;
- da vice Landeshauptmann non si è recato nella sede di CasaPound, ma ha invitato un loro esponente negli uffici istituzionali, seppur ufficialmente in veste di «sindacalista»;
- ha nominato la dirigente fascista Beatrice Venezi nella consulta culturale di lingua italiana;
- ha messo un like alla citazione attribuita a Joseph Goebbels pubblicata in chiave omofoba su Facebook dal suo collega di partito Diego Salvadori;
- ha criticato espressamente il Landeshauptmann per la sua partecipazione a una manifestazione antifascista.
Inoltre, da assessore regionale, Gennaccaro è alleato anche della Lega, che tra i suoi membri e candidati annovera neofascisti dichiarati, appartenenti a CasaPound.
Tutto ciò evidentemente non contribuisce a dare credibilità al messaggio rivolto contro Anderlan, anzi. In coerenza con quanto sostiene nel suo comunicato ufficiale, Gennaccaro farebbe bene a ritirarsi immediatamente da questa nefasta coalizione.
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